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Rio de Janeiro

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La cultura, come l'arte e la danza, non è lavoro / Flânerie ed ebraismo a Rio de Janeiro

Passeggiare per Rio de Janeiro dà una strana sensazione, come camminare dentro un nastro di Moebius, le vie ruotano di continuo attorno alla città, marciapiedi coperti dalla calçada portuguesa, che, con l'usura, si disconnette e diventa scivolosa. Sono giorni di pioggia. È agosto e ad agosto a Rio fa freddo, come qui a marzo o a ottobre. Qui tutto è vecchio, non antico, quasi antico. Sembra di stare in una città anni Sessanta (prima di allora non me le ricordo le città) anche se non manca la tecnologia avanzata.    Per comprare una scheda telefonica per il cellulare devi andare dentro al chiosco del giornalaio, che ha sempre un banchetto dove avviene la ricarica. Con 20 Reais ti danno una settimana di colloqui telefonici, forse di più, a volte ti regalano un bonus di 10 Reais, ti danno 2000 megabyte di connessione a internet, sempre in questo chiosco cadente arrugginito, vecchio. Per le strade vendono scarpe e zoccoli usati, radioline, braccialetti vecchi, stetoscopi (ne ho comprato uno a 3 Reais). Per dare un'idea di questo Real brasiliano, per capire a che spese si va incontro, bisogna considerare che oggi un Euro vale circa 3.70 Reais, quindi uno stetoscopio da...

Metropoli

Le metropoli hanno cominciato a svilupparsi in Occidente in conseguenza di quell’assetto organizzativo che il sistema capitalistico si è dato a seguito dello sviluppo nell’Ottocento della seconda rivoluzione industriale. E nel Novecento hanno continuato il loro processo di sviluppo, estendendo progressivamente la loro espansione alle altre zone del Pianeta. Infatti, se nell’anno 1900 le città con oltre un milione di abitanti erano 11, oggi sono più di 400.   La crescente “metropolizzazione” della società ha innanzitutto comportato per gli individui un’esperienza di disorientamento. Già nell’Ottocento, infatti, si è presentato un aumento della mobilità geografica e sociale delle persone, in quanto larghi strati di popolazione rurale si sono recati per la prima volta a vivere nelle nascenti grandi città. Le quali si sono gonfiate così enormemente, creando in misura crescente un mondo di estranei. Un mondo inoltre dove i modelli di comportamento e di vita dei soggetti non erano più correlati ai ritmi umani e naturali dell’esistenza comunitaria, ma dovevano...

Peppe Dell'Acqua. Il lavoro di salute mentale

Peppe Dell'Acqua è stato, fino a poco più di un anno fa, il Direttore dei servizi psichiatrici di Trieste. Quei servizi che, nel lontano 1971, sette anni prima della legge 180, avevano aperto e chiuso definitivamente il manicomio. Allora il direttore era Franco Basaglia (1924-1980). Basaglia, nel mondo, è conosciuto quanto Foucault. Due grandissimi intellettuali. L'uno sul piano pratico, l'altro sul piano teorico, hanno cambiato il modo di pensare la follia. In America Latina Basaglia è considerato con Paulo Freire un maestro di liberazione. Lui aveva capito che la rivoluzione parte dal modo di pensare e si fa cambiando le istituzioni oppressive presenti nelle moderne democrazie. Chi a Buenos Aires o a Rio de Janeiro, tra medici e filosofi, giuristi e psicologi, non conosce bene le opere di Franco Basaglia?     Possiamo pensare a Dell'Acqua come a un erede, un continuatore di Basaglia, ma anche di Freire e di Foucault. La sua conferenza inizia con queste parole: “Dobbiamo imparare a dire sempre la verità”. Esercizio di parresia. Inoltre Dell'Acqua ha contribuito, insieme a Franco Rotelli, a...

Niemeyer oltre Niemeyer

Oscar Niemeyer è morto mercoledì 5 dicembre a Rio de Janeiro. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 105 anni. Era infatti nato, sempre a Rio de Janeiro, il 15 dicembre del 1907. Raramente l’età – e in modo particolare la tarda età – costituisce una prova veridica del valore di una persona, a meno che non si voglia dar retta agli antichi testi taoisti che considerano il prolungarsi della vita fino a un’età veneranda una dimostrazione indefettibile di saggezza, oppure alla Bibbia che vi scorge un segno della benedizione divina. Nel caso di Niemeyer, tuttavia, l’estrema longevità biologica ha corrisposto come in pochi altri casi al perdurare in tutta la sua pienezza della vita attiva. Ciò lo ha portato a essere testimone non soltanto della vicenda dell’architettura moderna di una buona parte del XX secolo e oltre, ma anche del proprio ruolo e del proprio contributo in tale vicenda. In questo senso, i progetti e le opere da lui realizzati negli ultimi dieci anni – raggiunta ormai un’indiscussa celebrità mondiale e oltrepassata di gran lunga la consueta età lavorativa – costituiscono una riflessione a “voce alta” sul significato di un’architettura che non è chiamata a “dimostrare” altro...

Rio de Janeiro. Simone Bacamarte, psicofarmacista

A Itaguaí, nello stato di Rio de Janeiro, l’alienista Simone Bacamarte costruisce una Casa di folli chiamata Casa Verde, dove ricovera le persone per curarle. Simone Bacamarte è un uomo che dedica la sua vita alla scienza, allo studio della malattia mentale. In un certo senso si accorge che la follia, più che un’isola perduta nell’oceano della ragione, è un vero continente e comincia a ricoverare torrenti di folli, in nome della scienza, una nuova psicologia per ampliare il territorio della follia e, forse un giorno, debellarla. È plausibile che gli operatori della salute mentale di Rio de Janeiro siano stati influenzati da L’alienista di Machado de Assis (1839-1908), pubblicato tra il 1881 e il 1882, certo è che rispetto alla ripetizione del fenomeno Simone Bacamarte a livello mondiale - mi riferisco alle idee chiave della nuova edizione del Manuale Diagnostico dei disordini mentali (DSM-V) - mantengono il medesimo sguardo ironico di Machado de Assis a oltre cent’anni dalla sua morte. Dal racconto scopriamo che l’alienista, contestato dal popolo, deciderà di ricoverare se stesso e di morire...

Idealizzare Rio

Riguardo alla cartolina precedente, sono stato criticato per avere idealizzato Rio. C’è anche un’idealizzazione al contrario, che viene da Rio e riguarda Rio. Esco dal Metro, chiedo per Lapa, due signore mi sconsigliano di andarci da solo, penso: “ma mi hanno visto?”, loro non ci sono mai state, e lo capisco. Lapa è un centro culturale alternativo, ma è anche quasi una favela. C’è un vecchio garage, gestito da due anziani signori neri, che ospita installazioni. Sul soffitto c’è appesa una Volkswagen maggiolino capovolta, ridipinta, senza motore. Sembra volare. Un’altra istallazione, situata sul muro, si chiama uteropodio. Rizoma di chiodi uniti. Formano un grosso spermatozoo in corsa verso una sorta di podio, ovviamente una vagina. Uno dei due proprietari ha lavorato a Parigi e parla un bel francese con accento carioca. Mangia una zuppa e condividiamo una birra. A un tratto arriva un gruppo di giovani che sfodera strumenti musicali, di lì a poco l’orchestra suona un samba jazz molto gradevole, strumentisti eccellenti, Beto Monteiro al clarinetto.   In ogni angolo della via senti...

Enzo Paci a Rio de Janeiro

Domenica, un amico ci invita a pranzo. A Rio accade ancora. Sconcertante. A Milano e dintorni capita così di rado! Io, lui e un terzo amico filosofo parliamo della hit parade dei filosofi italiani all’estero, sono una decina, dei quali tre o quattro al top delle classifiche. Dico che il filosofo italiano più importante per la mia formazione fu Enzo Paci (1911-1976). All’estero è quasi sconosciuto, come noto.   Il padrone di casa si assenta per un istante e torna con un libro tra le mani, come una reliquia: Il senso delle parole, 1963-1974. Edizione curata da Pier Aldo Rovatti. Non lo possiedo, né ero al corrente che questi scritti fossero raccolti. Si tratta di una serie di saggi pubblicati su aut aut tra il 1963 e il 1974, anche se nell’introduzione c’è un refuso, si dice che gli articoli stanno tra il 1936 e il 1947. Me lo regala.   Leggo un breve saggio scritto nel numero 108, 1968, dedicato ai movimenti studenteschi che stavano sorgendo nel mondo. Tra gli altri autori di quel numero Franco Fornari (1921-1985), Lucio Gambi (1920-2006), Franco Catalano (1915-1990), Gillo Dorfles (1910). Chi non li...

Orizzonte in Italia / Calabria

Antonio Rovaldi ci porta in Calabria, con la quarta tappa del suo viaggio in bicicletta lungo le coste dell’intera penisola italiana.     Come affrontare una punta e poi un tacco     Anche in Calabria i cammelli     Sterminio a Belvedere     Riceve il lunedì e il martedì (da 20 anni). A Paola     A Vibo Valentia faccio una pausa. Breve!     La solitudine di un palo (e la sua meravigliosa semplicità)     Foto Raniere non vende più pellicole (Lamezia Terme)     Non ancora Reggio Calabria     Oggi sposi     Ieri sposi oggi piegati     Incontrare Sant'Antonio il 13 Giugno alle 9 del mattino a Coccorinello      Crotone-Urano uno a zero     Non solo a Rio (Maratea)     Si vendono lotti edificabili a Falerna Marittima     Suor Domenica. Tropea.                

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