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Claudia Durastanti

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Generazioni / Fedeltà e La straniera

I due libri di cui si parla di più in queste settimane sono Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi, pp. 224, € 19) e La straniera di Claudia Durastanti (La Nave di Teseo, pp. 286, € 18). Si tratta di opere assai diverse fra loro. Un romanzo d’invenzione e un’autobiografia; una narrazione in cui s’avvicendano i punti di vista di una pluralità di personaggi, e un discorso che si attiene a una prospettiva unica; una trama conclusa, che definisce i destini di tutti, e un percorso impregiudicato, aperto verso il futuro; una vicenda statica, ordinaria, quasi puntigliosamente verosimile, e una storia di nomadismi dal forte sapore picaresco. Alcune opposizioni discendono direttamente dalla differenza di genere; altre sono frutto di scelte d’autore. L’identità degli autori rappresenta il più evidente punto di contatto fra i due libri. Missiroli (classe 1981) e la Durastanti (1984) appartengono alla medesima generazione; hanno esordito abbastanza precocemente, sono cresciuti in fretta, hanno riscosso una buona accoglienza. Su Fedeltà, in particolare, si è ora accesa una discussione critica vivace; alcuni recensori hanno tessuto generosi elogi, altri hanno avanzato chiare, talora aspre riserve...

Claudia Durastanti / La straniera

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato. Scrivere te stessa significa ricordare che sei nata con rabbia e sei stata una colata lavica densa e continua, prima che la tua crosta si indurisse e si spaccasse per lasciare affiorare una specie di amore, o che la forza inutile del perdono venisse a levigarti e ad appiattire ogni tuo avvallamento. Rileggere te stessa significa inventare quello che hai passato, individuare ogni strato di cui sei composta: i cristalli di gioia o solitudine sul fondo, le conseguenze di una memoria che è evaporata, tutto ciò che è stato scavato e poi inondato, solo per renderti conto che non è vero che il tempo guarisce: c’è una frattura che non verrà mai riempita”.   La straniera di Claudia Durastanti, di recente pubblicato da La nave di Teseo, è un libro che può essere letto a più livelli, non solo tematici, e lo chiarisce subito il sommario che squaderna, come una seduta di chiromanzia, tutto quello di cui si parlerà: il lavoro, l’amore, la famiglia, i viaggi, la vita in un paese straniero. La narrazione possiede un respiro largo,...