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Clessidra

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Dell’ideale enciclopedico / Sull’arte della composizione di Danilo Kiš

Alla fine del 1973, un anno dopo la pubblicazione di Clessidra, riflettendo sul suo «tentativo di sostituire sul piano formale la monotonia di un determinato procedimento attraverso una strategia polifonica», Danilo Kiš afferma in un’intervista:   Il mio ideale era, ed è ancora oggi, un libro che dovrebbe leggersi non solo come si legge un libro la prima volta, ma come un’enciclopedia (lettura preferita da Baudelaire e non solo da lui), e cioè costruito secondo un’alternanza brutale e vertiginosa di concetti, un libro capace di obbedire alle leggi del caso e dell’ordine alfabetico (o altro), nel quale si succedono nomi di persone celebri e le loro vite ridotte al minimo necessario, vite di poeti, di ricercatori, di politici, di rivoluzionari, di medici, di astronomi, ecc., divinamente mescolati a nomi di piante e alla loro nomenclatura latina, a nomi di deserti e clessidre, di dei antichi, di regioni, città, alla prosa del mondo. Stabilire tra tutto ciò un’analogia, trovare le leggi della coincidenza.   Kiš propone qui il suo ideale enciclopedico. Vorrebbe scrivere un romanzo la cui organizzazione sul piano formale sia governata da una polifonia di registri e stili (...

Scene del futuro / Piccoli festival

I momenti di crisi sono quelli in cui più facilmente si è portati a chiedersi “perché”. Ci si mette in discussione quando non è più chiara la propria funzione, così si generano sommovimenti che generano nuovi inizi. In tempi di crisi, a parte qualche caso isolato legato al sistema dei teatri stabili, sono stati in realtà “gli ultimi” a indicare strade, mettendo a fuoco formati che strutture più finanziate hanno successivamente recepito. Stiamo parlando dei festival. Ovviamente esistono festival che abitano anche zone garantite. Ci pare però che solo chi aveva poco da perdere si sia posto domande sul senso del proprio lavoro: che cosa cerchiamo, nel teatro? Perché riteniamo sia importante?  Eccettuando le storiche funzioni di rinnovamento di linguaggi e pubblici, comunque oggi da ridiscutere poiché Teatri di rilevante interesse culturale e Teatri nazionali hanno iniziato a produrre spettacoli di artisti della ricerca, negli ultimi decenni i festival hanno provato a riaffermare quel “terreno culturale” che il teatro andava via perdendo. Citando una poesia di Raffaello Baldini conosciuta grazie a Eresia della felicità del Teatro delle Albe (dal 2011 al festival di Santarcangelo...