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Georg Simmel

(17 risultati)

La biblioteca di Atlantide / Siegfried Kracauer, Gli impiegati

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Berlino 1930. Tre anni prima che un ex caporale austriaco conquisti definitivamente il governo della Germania e precipiti il paese nel peggior disastro della sua storia, un architetto dà alle stampe un libretto intitolato Angestellen. Cinquant’anni dopo, nel 1980, il volume è pubblicato in italiano da Einaudi con il titolo Gli impiegati (introduzione di Luciano Gallino e traduzione di Anna Solmi). L’autore si chiama Siegfried Kracauer; è il responsabile culturale delle pagine della “Frankfurter Zeitung”, nonché critico cinematografico, sociologo, narratore, teorico del cinema e anche filosofo. Si tratta di uno dei geniali personaggi che hanno ruotato intorno a Georg Simmel: Ernst Bloch, György Lukács, Walter Benjamin. Di quest’ultimo Kracauer è amico e interlocutore; ma...

Le sconcertanti carte disegnate da Opicino / Europa violata e diabolico mar Mediterraneo

“Sono stato più volte coinvolto in azioni illecite” scrive il chierico Opicino de Canistris nella sua tormentata autobiografia, illustrata da una serie di tavole ispirate alle mappe dei cartografi genovesi. Ruotandole per orientarle rispetto ai punti cardinali, ciò che prima appariva come sfondo muta sorprendentemente in figura e viceversa. Si tratta del noto fenomeno percettivo studiato da Edgard Rubin.   Figura 14 tratta da Edgar Rubin, Synsoplevede Figurer. Studier i psykologisk Analyse, Gyldendalske Boghandel Nordisk Forlag, Copenhagen 1915. Alla sconcertante autobiografia di Opicino e alla tavole che la corredano, lo storico medievista Sylvain Piron ha dedicato un saggio (Dialettica del mostro. Indagine su Opicino de Canistris, Adelphi, Milano 2019) nel quale descrive il fenomeno d’inversione figura/sfondo come “percezione simultanea del negativo e del positivo” (p. 16). In realtà determinate aree di un campo visivo hanno forma solo per un dato tempo: non si possono vedere simultaneamente ma solo alternativamente. Non è un distinguo irrilevante perché l’alternanza al cambio di funzione di una linea di contorno è ciò che dirige l’attenzione. Lo spiega David Katz in La...

Brecht nell’occhio del ciclone / Georges Didi-Huberman prende posizione

La figura è una Madonna con Bambino, e insieme una Pietà. Lei, inquadrata leggermente dall’altro, Lo sorregge ma anche Lo ostende, Lo mostra a chi Le sta davanti. I Loro sguardi divergono: quello di Lei si piega verso l’alto invocando appunto Pietà, mentre quello di Lui è sereno, curioso, forse divertito. In calce alla fotografia, quattro versi: «E molti di noi affondarono nei pressi / delle coste, dopo lunga notte, alla prima aurora. / Verrebbero, dicevamo, se solo sapessero. / Che sapevano, noi non lo sapevamo ancora». Alla pagina a fianco, una didascalia traduce quella che figura in fondo al ritaglio stampa: «Rifugiati senza rifugio. Questa madre ebrea e il suo bambino sono stati ripescati dal mare insieme con 180 altre persone, che cercavano rifugio in Palestina. Ma 200 sono annegate quando il Salvador si sfracellò contro le coste rocciose della Turchia. Il Salvador non era la prima nave. La Patria esplose con a bordo 1771 persone […]. La Pacific fu costretta, con 1062 profughi, a proseguire il viaggio senza sbarcare in Palestina […]. A parte l’odissea dei 500 ebrei su una nave che fu rimandata di porto in porto per quattro mesi. Vengono da tutte le parti d’Europa, ammassati...

Piacere e colpire / La società della seduzione

L’ultimo libro del sociologo francese Gilles Lipovetsky – Piacere e colpire. La società della seduzione (Cortina) – si occupa in maniera approfondita della seduzione. Il tema trattato da questo libro viene spesso considerato futile e marginale, ma in realtà è particolarmente centrale all’interno delle società ipermoderne. E diversi autori se ne sono interessati, a cominciare da Jean Baudrillard, che anni fa ha dedicato all’argomento il celebre volume Della seduzione (SE). La tesi di Lipovetsky è piuttosto semplice: le società occidentali avanzate sono entrate in una fase talmente dominata da un modello seduttivo che si può considerarle come delle vere e proprie “società della seduzione”. Queste infatti per Lipovetsky sono organizzazioni sociali all’interno delle quali domina un modello culturale che incita costantemente le persone a mettersi in mostra, ad abbellirsi e a presentarsi al meglio.  La seduzione, naturalmente, prima di tutto si è diffusa nell’ambito delle relazioni affettive. Per il sociologo francese, la seduzione si è modificata, non è più quella classica e tradizionale, ma proprio grazie a questa sua capacità di adattamento si è totalmente affermata. Così oggi...

I cancelli dell'acqua / Il pendolo di Zygmunt Bauman

Modernità liquida, ovvero il mondo sottosopra   La canzone di Peter Gabriel Downside Up, dell'album Ovo, costituisce, secondo me, una sintesi appropriata dell'incessante lavoro di decostruzione e ricostruzione effettuato da Bauman in tutta la sua lunga avventura intellettuale e contiene in nuce le caratteristiche salienti della modernità liquida. Gabriel esprime nel testo il senso di straniamento al cospetto di un mondo che si trasforma fino a rovesciarsi: l'edificio più alto e l'impressione che stia crollando, un equilibrio interno che si polverizza, la percezione che tutto si stia muovendo attorno, uno scenario di cose stabili e solide che si sfilacciano, si frantumano, mentre qualunque cosa su cui si poteva contare svanisce. E mentre il corpo si svuota del suo peso e viene attratto dal cielo, scivolando nell'ignoto, chi era straniero ci appare familiare, mentre quel che davamo per acquisito assume un aspetto minaccioso, e l'unica costante di cui possiamo essere certi è un'accelerazione inarrestabile del cambiamento. Vi ritrovo l'eco delle parole di Bodei nel suo saggio sul sociologo da Bauman più amato, Georg Simmel: “la meraviglia che si avverte dinanzi al realizzarsi di...

Franco Brevini / Simboli della montagna

Il symbolon unisce, il diabolon divide. Così ci dice l’etimo dei due termini greci. E i simboli della montagna non fanno eccezione: uniscono coloro che si sentono attratti dai suoi valori, dalle sue narrazioni e ne condividono la più potente delle emozioni, quella del sublime. Un sentimento ambiguo di attrazione e terrore per ciò che già anticamente era considerato il limite, oltre al quale l’uomo perde ogni controllo razionale di se stesso e del suo posto nel mondo. La montagna, fin dalle età più remote, si è presentata nella sua inaccessibile alterità. Ma proprio perciò ha generato in chi l’osservava il desiderio di sfidarla, di conquistarla. Questa tensione polare, dove gli estremi si uniscono, dove l’unheimlich, il perturbante, fa da contraltare alla volontà di potenza e la paura si unisce al coraggio, è esplorata da Franco Brevini in un libro di gradevolissima lettura dal titolo elegantemente referenziale: Simboli della montagna.  Si tratta di una selezione di oggetti ad alta densità simbolica in cui si raccolgono e compendiano gli umori e le oscillazioni dell’immaginario collettivo degli ultimi due secoli: gli animali (l’aquila, il camoscio, lo stambecco, il cervo), la...

Progetto Jazzi / Che cos’è il paesaggio fragile?

  Paesaggio perduto, paesaggio fragile. I villaggi travolti dalle cascate d’acqua delle dighe o dai fiumi di parole di tanti romanzi che li raccontano (il più celebre, La pioggia gialla dello spagnolo Julio Llamazares) disegnano emblematicamente le figure limite del paesaggio fragile, quando non perduto appunto, come orizzonte estremo di un’esperienza contemporanea dello spazio colto nel suo spingersi sempre faustianamente oltre: in un al di là, apparentemente senza fine. Lasciando indietro, nella fuga, i paesaggi del tempo, con le loro forme esplose sotto la pressione di acque di dighe incontinenti, o più prosaicamente, spopolati, sfatti, invasi dai labirinti vegetali dei tanti borghi che si van perdendo. Quasi a ricalcare i giochi fantasmagorici del Marcovaldo di Italo Calvino.   [...] il caseggiato davanti al quale passava tutti i giorni gli si rivelava essere in realtà una pietraia di grigia arenaria porosa: la staccionata d’un cantiere era d’assi di pino ancora fresco con nodi che parevano gemme; sull’insegna del grande negozio di tessuti riposava una schiera di farfalline, di tarme addormentate. Si sarebbe detto che appena disertata dagli uomini, la città fosse...

Tempo, figura, fotografia / La macchia umana

Pubblichiamo un'anticipazione del saggio di Stefano Chiodi contenuto nel terzo volume dell'Enciclopedia delle Arti Contemporanee, curata da Achille Bonito Oliva per l'editore Electa, con il coordinamento scientifico di Andrea Cortellessa, dal titolo Il tempo inclinato.Eadweard Muybridge, Woman descending steps turning around, da Animal LocomotionLa fotografia è uno tra gli agenti decisivi dell’irreversibile trasformazione dei modi di vedere e rappresentare il mondo visibile avvenuta in Occidente nel corso della seconda metà del XIX secolo. Il suo inventore, Joseph-Nicéphore Niépce, la definisce nel 1829 riproduzione spontanea d’immagini, e l’espressione segnala non solo l’avvento di un’epoca governata dal paradigma della riproducibilità e della “perdita d’aura” ma anche di una nuova maniera di concepire la sostanza spaziotemporale, tanto nei suoi nessi percettivi che nelle sue implicazioni concettuali e sociali. La trionfante ideologia borghese ha subito riconosciuto nell’immagine fotografica, e in particolare nel suo “effetto di realtà”, una potente manifestazione simbolica e un’implicita conferma delle proprie aspettative politiche: l’intransigente ricreazione del visibile si...

Metropoli

Le metropoli hanno cominciato a svilupparsi in Occidente in conseguenza di quell’assetto organizzativo che il sistema capitalistico si è dato a seguito dello sviluppo nell’Ottocento della seconda rivoluzione industriale. E nel Novecento hanno continuato il loro processo di sviluppo, estendendo progressivamente la loro espansione alle altre zone del Pianeta. Infatti, se nell’anno 1900 le città con oltre un milione di abitanti erano 11, oggi sono più di 400.   La crescente “metropolizzazione” della società ha innanzitutto comportato per gli individui un’esperienza di disorientamento. Già nell’Ottocento, infatti, si è presentato un aumento della mobilità geografica e sociale delle persone, in quanto larghi strati di popolazione rurale si sono recati per la prima volta a vivere nelle nascenti grandi città. Le quali si sono gonfiate così enormemente, creando in misura crescente un mondo di estranei. Un mondo inoltre dove i modelli di comportamento e di vita dei soggetti non erano più correlati ai ritmi umani e naturali dell’esistenza comunitaria, ma dovevano...

Necessità dei ponti

Che cos’è un ponte (o meglio, un Ponte, con l’iniziale maiuscola)? Il libro di Alberto Giorgio Cassani, Figure del Ponte. Simbolo e architettura (Pendragon 2014) fornisce risposte articolate ed esaurienti a questa domanda. Non tanto in direzione di un’illustrazione dei suoi aspetti tecnico-costruttivi, quanto piuttosto in quella di una piena immersione nei suoi significativi simbolico-figurativi. Il titolo del libro, da questo punto di vista, rende perfettamente l’idea dell’approccio adottato e dei contenuti trattati.   Il Ponte è analizzato da Cassani sotto molti punti di vista diversi: il Ponte che unisce, il Ponte che divide, il Ponte sospeso, il Ponte abitato, il Ponte isolato, il Ponte che crolla, il Ponte che si muove: tanti “stati fenomenologici” differenti, corrispondenti ad altrettante figure, appunto. Ogni “stato”, o condizione, del Ponte è accompagnato da un’adeguata collocazione all’interno della sfera mitologica, simbolica o letteraria, e da un altrettanto esauriente corredo di esemplificazioni architettoniche, vuoi semplicemente immaginate nei disegni e nei progetti degli...

La società della trasparenza

High Person è il protagonista di un breve, ma fulminante, romanzo di Vladimir Nabokov. S’intitola Cose trasparenti (Adelphi). Qui lo scrittore russo-americano mette alla berlina con la sua corrosiva arte narrativa la pretesa tutta moderna di rappresentare in modo perfettamente trasparente i moti interiori dell’animo umano, di vedere con nettezza dall’esterno l’intimità stessa delle persone, e non solo degli altri, ma anche di se stessi.   Ora la trasparenza è diventato uno dei miti del contemporaneo, come spiega Byung-Chul Han in La società della trasparenza (Nottetempo), filosofo d’origine coreana, che insegna in Germania, a Berlino. Il libro inizia con la citazione di un altro scrittore, l’austriaco Peter Handke, che vive seminascosto in Francia: “Io vivo di ciò che gli altri ignorano di me”, mentore di alcuni dei suoi recenti libri. Perché la trasparenza, virtù così a lungo evocata, dall’epoca in cui era una delle parole chiave del riformatore Gorbaciov (“glasnost” si diceva, e sembra un secolo fa), per poi trasformarsi nella parola d’ordine...

Moda

La moda è un fenomeno sociale che si caratterizza principalmente per la sua estrema variabilità. Essa, infatti, non può fare a meno di mutare costantemente e pertanto sin dal primo apparire sulla scena sociale si è manifestata attraverso un’incessante produzione di forme nuove o che si presentano come tali. Ma come è possibile spiegare questa particolare natura variabile della moda?   Georg Simmel ha messo in luce nel 1895 come la causa della variabilità della moda sia il confronto che si manifesta tra due spinte contrapposte presenti negli esseri umani: quella che ricerca l’imitazione (o uguaglianza) e quella che muove verso la differenziazione (o mutamento): «La moda è imitazione di un modello dato e appaga il bisogno di un appoggio sociale, conduce il singolo sulla via che tutti percorrono, dà un universale che fa del comportamento di ogni singolo un puro esempio. Nondimeno appaga il bisogno di diversità, la tendenza alla differenziazione, al cambiamento, al distinguersi» (p. 21).   Ciò avviene perché, come ha argomentato lo stesso Simmel, l’individuo si...

L'estetizzazione

Nella nostra tradizione culturale, l’ambito dell’estetica è stato generalmente fatto coincidere con quello artistico. Negli ultimi decenni però l’arte ha smesso di essere il principale centro generatore della bellezza e la nostra concezione dell’estetica è notevolmente cambiata. Si è generata infatti una moltiplicazione delle fonti di esperienza estetica e, soprattutto, è progressivamente cresciuta l’importanza sociale del design degli oggetti industriali. Il mondo è andato dunque sempre più estetizzandosi attraverso gli oggetti collettivi (cioè i prodotti), che hanno preso il posto degli oggetti unici (ovvero le opere d’arte), e, conseguentemente, l’estetica è stata sempre più intesa come aisthesis, cioè come sensibilità in senso lato, come forma di conoscenza della realtà che passa attraverso i sensi.   Il primo autore a mettere in evidenza le conseguenze sociali derivanti dal processo di estetizzazione è stato, alla fine dell’Ottocento, Georg Simmel, il quale era convinto che solamente comprendendo pienamente la sfera sociale...

Il tablet sfida la Medusa della realtà

Perseo, dopo aver rubato alle tre Graie l’unico occhio che hanno in comune, e il dente, lo scambia con doni magici in loro possesso: i sandali alati,  Kibisis la bisaccia, e l’elmo d’Ade che rende invisibili. Con queste armi, e una roncola d’acciaio molto tagliente, va incontro alle Gorgoni. Se le si fissa in volto, si resta pietrificati. Perseo deve decapitare Medusa e portare la testa a Polidette. Solo Medusa, dal collo coperto di squame di drago e zanne da cinghiale, è mortale; perciò sarà lei che attacca. L’aiuto definitivo glielo fornisce Atena, che regge sopra la Gorgone uno scudo levigato, che funge da specchio.   Perseo guarderà la sua avversaria in modo indiretto senza restare catturato dal suo sguardo. Con colpo secco la testa cade. Dal collo reciso esce Pegaso, il cavallo alato e un gigante, Crisaore. Riposta la testa nella bisaccia riparte, inseguito dalle sorelle di Medusa: l’elmo lo fa scomparire alla loro vista. Così il mito. Nel 1985, preparando le sue Lezioni americane, Italo Calvino ripartì da Medusa per raccontare il mondo che stava di colpo diventando leggero. Erano...

Che cos'è il segreto?

Buongiorno Professor Simmel, posso chiederle una cosa? Buongiorno a lei giovanotto. A cosa debbo la sua visita? Deve dare per caso un esame?   No, professore, sono venuto per parlarle di un argomento di cui lei è specialista: il segreto. Ho letto in un suo testo una frase che mi ha colpito: “Un segreto noto a due persone non è più tale”. Giovanotto va bene che io scrivo anche aforismi, ma l’affermazione riguarda solo un aspetto della questione che è ben più complessa.   Ecco professore, se lei mi permette, vorrei proprio ripercorrere con lei l’intero problema. Giovanotto, a parte il fatto che non ho molto tempo e che lei può benissimo seguire le mie affollatissime lezioni, si legga quello che ho scritto sul segreto e le società segrete nella mia Sociologia.   Professore io il suo saggio l’ho letto, ma non sono sicuro di aver capito, così mi sono permesso di venire sin qui a Berlino, dove lei insegna, per parlarle. So che lei accoglie un pubblico misto nel suo uditorio, persino le donne, ed è stato il primo docente universitario a farlo… D’...

Introiti macabri: un'epidemia senza virus

In questi giorni un uomo disoccupato è stato scoperto prendere una pensione di circa millequattrocento euro al mese senza averne diritto. Così enunciata la cosa non fa più notizia. Ciò che la stampa rende noto è la modalità dell’imbroglio: una mancata denuncia della morte del padre. Dopo la morte il padre viene avvolto in un sacco di plastica e mummificato, richiuso in un cunicolo e murato. Per anni l'uomo va a riscuotere la pensione, fino al momento della scoperta.   Viene in mente Arsenico e vecchi merletti, del 1944, diretto da Frank Capra. Un gruppo di anziane zie pone termine alla vita degli inquilini somministrando loro veleni e facendoli seppellire dal nipote Teddy, che soffre di un delirio di onnipotenza, crede di essere Theodor Roosevelt. I morti vengono seppelliti nel canale di una cantina, chiamato Panama. Il canale aperto da Roosevelt appena prima della Grande Guerra. Chissà perché Teddy Roosevelt! Il più spregiudicato, il più diretto, il più invadente tra i Presidenti.     Capra crea un legame immaginario tra politica e follia. Quando Mortimer, il...

Sony segreto

Il 20 aprile di quest’anno il deposito informatico della Sony è stato violato. Visitatori non identificati sono entrati nel centro dati, situato a San Diego in California, e hanno portato via – ovvero copiato, come si dice oggi per il “furto” – i dati personali di tutti i clienti della Sony: settanta milioni di abbonati che scaricano musica, filmati e altri prodotti della casa giapponese. Sono stati sottratti referti personali, password, numeri di carte di credito, insomma tutto quello che serve per ottenere dalla casa madre “forme” che soddisfano il piacere auditivo e visivo (almeno per il momento) dei singoli consumatori.   I dati sono stati messi in vendita, così si trova scritto sui giornali dell’altro giorno, al mercato nero: informazioni “sensibili” sugli abbonati della Sony. Si vendono al miglior offerente indirizzi email, numeri delle carte, date di nascita, id e password. Il tutto alla spicciolata, per singoli pezzi, oppure per blocchi. Pare che nel mercato parallelo le informazioni della carta di credito (con data di scadenza e codice di sicurezza) valgano 70 dollari; mentre senza codici...