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Giorgio Vasari

(8 risultati)

B. Synger, “Bohemian Rhapsody” / La leggenda del santo frontman

Bohemian Rhapsody, il biopic di Bryan Singer sul compianto e fiammeggiante leader dei Queen, rispecchia senza troppa fantasia il modello delle vite dei santi: umili natali, vocazione, illuminazione divina, miracoli, traversata del deserto, tentazione dei diavoli, pentimento, morte e risurrezione. Ogni tappa è scandita in modo didascalico. Il dialogo con la redentrice che lo salva dal suo lato più sinistro avviene in modo canonico, sotto una pioggia scrosciante. I diavoli che lo tentano sono più esterni che interni e, come quelli di Sant’Antonio, si presentano in forme esteticamente ripugnanti: la loro guida, Paul (Pender, manager personale di Mercury, interpretato da Allen Leech), è sufficientemente viscido. Mary (Austin, la prima fidanzata, nel film Lucy Boynton) ha le fattezze di una santa. Taylor, Deacon e May, suoi compagni nella band, assomigliano di più ai quattro evangelisti (con il manager Jim Beach nel ruolo del quarto) che non ad altrettanti artisti rock: anche i numeri contano. Mai si videro quattro rockstar più pudiche, pudibonde e moderate nei loro comportamenti.    Il film ignora completamente il percorso artistico di Freddie e il contesto musicale-...

Un libro sul guardare / I registi scrivono con gli occhi

Fotografia, cinema, pubblicità, tv, internet, Google Maps, smartphone, Skype, Facebook, navigatori satellitari, realtà virtuale e realtà aumentata, hanno moltiplicato l’attività del nostro sguardo.  Guardiamo troppo e in modo eccessivamente frammentario? Il guardare sta prendendo il posto del pensare? Si domanda Mark Cousins nel suo libro, riccamente illustrato, Storia dello sguardo (Il Saggiatore, pagine: 545, € 35,00). Mark Cousins è un regista e, si sa, i registi scrivono con gli occhi, per di più, egli ha dichiarato che i suoi film, nella maggior parte dei casi, trattano proprio dello sguardo, per questo ha deciso di scrivere un libro su questo tema. Prima di tutto per approfondire la propria visione sul vedere, ma anche per rendere partecipe il lettore, e lo spettatore, delle sue riflessioni. Si è quindi molto documentato, studiando i testi fondamentali che trattano questo argomento, sia dal punto di vista delle neuroscienze, che da quello dell’ottica, come da quello dell’arte figurativa e della Gestalt. Ne è uscito un libro che sembra la sceneggiatura di un film. Un film ad episodi, sebbene siano tutti incentrati sul tema del guardare.    Si parte dall’alba...

A Palazzo Reale fino al 24 giugno / Dürer e le signore rifatte

Albrecht Dürer, caricatura di una donna in una lettera indirizzata a Willibald Pirckheimer, 8 Settembre 1506. Penna e inchiostro. Norimberga, Stadtbibliothek. Brutto? No, sgraziato! Nella caricatura disegnata da Albrecht Dürer in una lettera indirizzata all’umanista Willibald Pirckheimer, il sorriso idiota e sgangherato di una donna si fa largo tra le parole con lo stesso tratto sciolto e sicuro usato per scrivere. In molti altri disegni, xilografie, incisioni a puntasecca e ad acquaforte esposte nella mostra milanese Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia in corso a Palazzo Reale (fino al 24 giugno), lo stesso tratto svolge elegantemente le grazie delle lettere oppure delinea figure e ornamenti prolungando e aggrovigliando lo svolazzo, sdoppiando il viticcio (Henri Focillon, Albrecht Dürer, Milano, 2004, p.16).    Albrecht Dürer, Grande Passione, 1496-1511. Xilografia in 11 fogli, dettaglio del foglio Seppellimento. Schweinfurt, Collezione Schӓfer. Lo fa con una pendolarità tra grazia e disgrazia, per comprendere la singolarità della quale può essere utile assistere alla proiezione del film Phantom thread – nella versione italiana Il filo nascosto – scritto...

Conversazioni con artisti e architetti / Da Plinio il Vecchio a Hans Ulrich Obrist

Il 24 agosto del 79 d.C. le pendici del Vesuvio furono investite da un flusso piroclastico composto da detriti e da un vento caldissimo che spazzò ogni cosa a una temperatura di oltre duecento o trecento gradi centigradi. Tegole, travi, pietre e corpi ne furono travolti. Ai corpi umani scoppiarono i timpani e s’incendiarono i capelli.  È quanto avvenne con l’eruzione del Vesuvio che seppellì Ercolano e Pompei sotto cenere e lapilli. Prima del terribile flusso di magma e gas, Plinio il Vecchio comandante della flotta stanziata a Capo Miseno fece approntare delle navi quadriremi per soccorrere la popolazione in fuga e al tempo stesso per osservare da vicino il fenomeno dell’eruzione. Lo racconta suo nipote Plinio il Giovane in una lettera indirizzata allo storico Publio Cornelio Tacito divenuta famosa perché in essa si descrive per la prima volta un flusso piroclastico. Plinio il Vecchio morirà soffocato a causa delle esalazioni, ma i libri della sua monumentale opera Naturalis Historia perverranno ai posteri, ponendo le basi per la nascita di una storia e di una didattica dell’arte che assegnò al disegno il primato sulle altre arti figurative.  La ricezione che i libri...

Cosa ricorderemo? / La fine della memoria

Nel 1968 Andy Warhol pronunciò la celebre frase: “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”. Era una profezia, e come tale non bisognava prenderla alla lettera. Non è vero che tutti sono diventati famosi; ma è evidente che la sostanza e le motivazioni della fama sono cambiate radicalmente, nella seconda metà del ‘900. Prima di allora si diventava famosi per azioni meritorie o malvagie; oggi i media confezionano celebrità il più delle volte immotivate e dalla consistenza esilissima. Spesso si gode di popolarità mondiale senza una ragione, come suggerisce una folgorante battuta che gira sul web: “Paris Hilton è famosa perché è famosa”. Warhol non conosceva ancora internet e la sua bulimia comunicativa. Viveva in un mondo in cui le comunicazioni di massa erano un sistema gerarchico e verticale, lontano dall’orizzontalità (democratica o populista, a seconda delle opinioni) della rete. Perciò credo che oggi Warhol completerebbe la sua frase più o meno così: “Tutti saranno famosi per 15 minuti; ma nessuno, dopo, si ricorderà di loro”.  Io sono un autore e il tema della memoria mi angustia. Mi chiedo, per esempio, se altri registi, scrittori, artisti, compositori si fanno la...

Piero della Francesca e i video games

La città di Reggio Emilia ha dedicato una mostra al disegno tra arte e scienza nell'opera di Piero della Francesca. La mostra porta l'attenzione sulle sue opere grafiche e teoriche: il famoso De prospectiva pingendi composto intorno al 1475, il Trattato d'abaco commissionatoli da un suo amico mercante e il Libellus de quinque corporibus regularibus dal quale Luca Pacioli attinse a piene mani per il suo De divina proportione. In esposizione anche un rara copia delle opere di Archimede recentemente attribuita a Piero.   Da sinitra: Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia; San Ludovico do Tolosa, 1460 affresco staccato, Museo Civico di San Sepolcro, San Sepolcro, Arezzo   Il De prospectiva pingendi è il primo manuale di prospettiva lineare ad uso dei pittori. Il precedente trattato De pictura, composto da Leon Battista Alberti tra il 1435 e il 1436, non è un manuale ma un trattato teorico nel quale l’autore formula la fortunata definizione posta a fondamento concettuale della prospettiva rinascimentale: “il quadro è una intersezione piana della...

Il podalirio e il nano Morgante

Quando intorno alla metà del 1500 Cosimo I commissionò un ritratto del nano Morgante a Agnolo di Cosimo detto il « Bronzino » nessuno poteva immaginare la bizzarria che il Bronzino stesso avrebbe partorito dalla sua fervida creatività e dal pennello coltivato nella bottega fiorentina del Pontormo. Per intenderci, il nano Morgante non era che il più popolare dei buffoni della corte pittiana di Cosimo e quello quindi che passò alla storia. Altri si erano cimentati nel ritrarre questo buffone di corte amato dal Signore mediceo; tra questi, lo scultore Valerio Cioli che lo scolpì grasso e con addome batraciano seduto come un Bacco su di una testuggine nella fontana del Giardino di Boboli detta appunto “del Bacchino”. Il Vasari stesso, lodando l’arte del Cioli, parla di un’opera invero realistica e ci narra che “mai è stato veduto un altro mostro così ben fatto”. Naturalmente, il Vasari usa un linguaggio oggi inaccettabile, ma mi pare doveroso citarlo proprio per sottolineare come il nano Morgante sia stato un personaggio invero originale in quella corte fiorentina...

La Maddalena di Piero della Francesca

“Tu sei sposato, per la barba di Belzebù! Te lo rammenti sì o no di essere sposato?” insorse Piero strattonando il fratello per le spalle. “E tua moglie ti ha dato due figli” insistette al colmo dell’indignazione.   “Ma io …” balbettò Marco contrito, ciondolando la testa, quindi se la afferrò tra le mani e prese a singhiozzare. “Io non riesco a togliermela dalla mente. Quando la vedo passare, con quel suo incedere lieve e sinuoso, le tempie mi pulsano, tant’è forte il desiderio di stringerla tra le braccia. Il fatto che tu l’abbia presa come modella, poi, non migliora le cose. Ce l’ho sempre davanti agli occhi. È diventata un’ossessione, un’ossessione …”   Marco di Benedetto dei Franceschi, altrimenti detto Marco De la Francesca, fratello minore e procuratore del più noto Piero, aveva trentotto anni e fino ad allora la sua condotta era stata irreprensibile. Era ad Arezzo per curare certi affari del fratello pittore, dei conti rimasti in sospeso coi committenti di un lavoro che questi tardavano a saldare, quando aveva...