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Giuliano Pisapia

(25 risultati)

Da Milano a Pechino: crisi e rivoluzione

In una bella intervista a Paolo Di Stefano, per la Lettura del 23 Agosto, Pier Vincenzo Mengaldo lamenta la debolezza della letteratura italiana degli ultimi decenni. Piazza un'affermazione importante: ci vorrebbero più conflitti, per avere temi da affrontare. E poco prima, al contrario elencava temi non affrontati in modo esaustivo e coerente dal dibattito filosofico e sociale: l'immigrazione, la disoccupazione. Io aggiungerei: le nuove forme di famiglia, anche quella semplicemente etero. E la cura e la relazione con i figli, e tra generazioni. E lo sradicamento determinato da una società che costringe a sempre più frequenti cambi di ambiente di lavoro, o di lavoro stesso, e non penso solo a lavoro ad alto contenuto di conoscenze: tra gli italiani i laureati sono una minoranza. Mengaldo ha ragione.   Allora vorrei cominciare questo post come il mio precedente: torno in Italia e... questa volta non sono al bar, l'ambientazione è la cena da amici, e dopocena mollemente adagiati sui divani. Da tre anni sono lontano, e l'ultima scena forte che ricordo di Milano era quel giorno, tarda primavera in Piazza Duomo: aveva vinto...

Pisapia, Milano, il vuoto e l’illegalità

Caro Direttore, non so se hai avuto modo di sfogliare il libro di Gabriele Basilico dedicato a Milano pubblicato in questi giorni (Milano. Lettera alla mia città, Contrasto). Contiene il racconto della sua città in bianco e nero: strade deserte, capannoni industriali, lampioni, e poi i grandi palazzi del centro e le periferie, il tutto colto con un occhio sironiano. Davvero un libro emozionante per chi conosce Milano, e probabilmente anche per chi non la abita. Attraverso questi scatti chi l’ha poco frequentata può farsi un’immagine di una metropoli poco seducente, a tratti persino brutta, eppure dotata di un fascino estremo cui è difficile sottrarsi. Città di pietra, mattoni e cemento nelle immagini di Basilico s’apre all’improvviso nel colonnato interno di Sant’Ambrogio, nelle vestigia romane di San Lorenzo e nelle guglie sottili del Duomo, e rivela così la sua doppia anima.   ph. Gabriele Basilico   Se avrai modo di guardare il libro ti accorgerai che a un certo punto, qualche anno prima della sua scomparsa, Basilico aveva cominciato a fotografare Milano in un modo diverso, a colori, come...

Milano, Italia: l'assedio (illegale) al Monumentale

Se fossi il ministro per i Beni culturali chiederei ai Baustelle di poter usare una loro canzone per far capire a cosa servono, davvero, «il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione» (art. 9 Cost.). Quella canzone è Monumentale, un invito a varcare la soglia nel Cimitero Monumentale di Milano per sottrarsi alla dittatura totalitaria di un presente effimero: «Quindi lascia perdere i programmi /coi talenti, i palinsesti, /per piacere non andare a navigare sulla rete, /stringi forte chi ti vuole bene / tra le tombe del monumentale, /trovi Dio, trovi Montale, ed un’opaca infinità. /Quindi lascia perdere i salotti /coi talenti e le baldracche, /vieni all’ombra dei cipressi /dona amore, al pomeriggio /a chi sospende la sua vita /tra le urne amiche del monumentale, / di realtà e d’irreale, vieni a fartene un’idea».   Ma se oggi qualche milanese, o qualche italiano, memore della propria umanità accettasse l'invito dei Baustelle e andasse al Monumentale: ebbene, sprofonderebbe nel gorgo contrario, quello di una speculazione edilizia che – incurante del buon senso e perfino della...

EXPO: Cronaca

Piazza del Duomo, sera di giovedì 30 aprile Concerto. Il menu è internazional-popolare: Bocelli, Lang Lang (sempre più simile a un Jerry Lewis d'annata), il coro della Scala. La piazza, organizzata per lo spettacolo televisivo, rende il Duomo un magnifico fondale. Le celebrities le procura Armani, "the king of Milano". Si conclude in bellezza con O sole mio. E O mia bela madunina?   Inaugurazione EXPO, mattina di venerdì 1 primo maggio Soliti noiosissimi discorsi. Pisapia è un pessimo oratore ma persona educata, Renzi parla più sciolto, ringrazia la Moratti (che ha un'aria sempre più photoshoppata e si commuove), ma non Prodi che se ne va seccato. Cade una leggera pioggerellina e molti indossano una mantellina bianca fornita dall'organizzazione. Il coro dei bambini, intonando L'inno di Mameli, sostituisce il "siam pronti alla morte" con "siam pronti alla vita". Agnese Renzi, che resterà vestita da prima comunione per tutta la giornata (e sembra una brava persona o almeno dotata di un forte senso di sopportazione), quasi piange.   Momenti alti: il messaggio del Papa...

L'Enel, il Monumentale e Pisapia

Nel gennaio del 2012 su questo blog erano apparsi questi due articoli:   Lettera a Giuliano Pisapia, 2 gennaio 2012   Bellezza e architettura, lettera a Pisapia, 8 gennaio 2012     Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Gianni Biondillo, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc.   Sollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due edifici fuori scala, di un albergo inutile e di un parcheggio sotterraneo di 250 posti camuffato da piazza in una zona di rispetto architettonico, con un progetto che lasciava molto a desiderare dal punto di vista estetico e urbanistico. Ne era nato un dibattito che aveva coinvolto giornali, architetti, intellettuali, politici. La questione si era trasferita, dopo varie vicissitudini e discussioni, nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che aveva bocciato il ricorso del gruppo di cittadini che si erano organizzati nella sigla Area Ex Enel con un suo sito web. Ora sull’intera materia si è espresso il Consiglio di Stato (qui potete leggere la sentenza), dando ragione ai cittadini che hanno sollevato...

Lea Vergine e Milano

«Scrivendo ho sempre cercato di privilegiare il lettore che nei riguardi dell’arte ha nutrito diffidenza, perplessità, curiosità e speranza. Non ho mai praticato la scrittura come un resoconto elettorale ma neanche come colonna sonora liturgica. Ho prediletto le gioie insolenti dell’intelligenza. Tra i miei desideri c’è sempre stato quello di fare con la scrittura quello che mio padre faceva con il pianoforte. La scrittura è come il piano: bisogna sempre perfezionare i suoni. Non mi sono mai sentita critico, ma una persona che scriveva di cose che non erano manifestamente, ma che potevano essere.»   Con queste parole Lea Vergine parla del suo lavoro di critico d’arte, in occasione della cerimonia per la laurea honoris causa conferitale dall’Accademia di Brera lo scorso 11 dicembre. Milano è infatti la città che l’ha vista costantemente presente sulla sua scena culturale: vi si è trasferita da Napoli a metà degli anni Sessanta, ed a Milano vive tuttora. Qualche giorno dopo sono andata ad intervistarla nel suo studio in via Sant’Agnese, attiguo al suo appartamento...

Risposta al ragazzo della via Gluck

È di questi giorni la polemica tra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il cantante e nouvel maître à penser Adriano Celentano in merito alla decisione di Palazzo Marino di porre sotto tutela paesaggistico-ambientale quattro zone del capoluogo lombardo: il QT8, il Villaggio dei fiori, l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini e via Gluck. Proprio riguardo a quest’ultima Celentano sembra abbia dichiarato: «La tutela arriva tardi, oggi quella via è una delle più brutte d’Italia». Meno secca e più propositiva la risposta di Pisapia all’ex ragazzo della via Gluck: «Mi dispiace che questo sia il suo giudizio: forse non sa che la richiesta di tutela su via Gluck fa parte di un progetto complessivo che vuole rendere più attraente la città, salvando luoghi storici come, appunto, quella strada, anche attraverso la rivitalizzazione del verde».     Ora, è vero che in via Gluck «là dove c’era l’erba ora c’è una città» da almeno cinquant’anni, da quando cioè Miki Del Prete e Luciano Beretta...

Fondazione Forma va oltre Milano

Dopo la denuncia degli scorsi giorni e le reazioni tra gli altri di Ferdinando Scianna, Roberto Koch presidente di Fondazione Forma, fa il punto sulle prospettive future della Fondazione e sullo stato della cultura in Italia tra insenbilità e molti ostacoli da superare.   Roberto Koch   Fondazione Forma cambia sede, perché?   Cambiamo sede perché ci è impossibile, dopo 9 anni, continuare a garantire il costo dell’affitto dello spazio che - nonostante abbiamo ristrutturato e animato a nostre spese, ampliandone enormemente il valore patrimoniale - l’ATM non intende darci in comodato gratuito. Le nostre risorse sono limitate, le abbiamo investite tutte nella Fondazione, e in questo periodo di crisi è molto difficile ottenere altri finanziamenti privati da parte di sponsor e aziende.   Considera la mancanza di attenzione del Comune di Milano e di ATM solo un problema di risorse o forse questo nasconde anche una mancanza di visione della politica culturale della città?   Credo di poter dire che manca soprattutto una politica culturale della città, attenta ai nuovi linguaggi come...

Pisapia, Boeri e Bob Dylan

Milano, 4 Febbraio. Con in mano il prezioso invito alla “preview” della mostra dei dipinti di Bob Dylan, New Orleans Series, arriviamo a Palazzo Reale. All’ingresso rigido controllo dei nomi e degli accrediti. Il gruppo di persone ammesse per prime a visitare la mostra è solo di una cinquantina di persone: tranquilli 50-60enni benvestiti, tipici baby boomer incanutiti, cresciuti con la sua musica. L’impressione è che nessuno (tra di noi parecchi figli di: Feltrinelli, Abbado, Archinto, genere cui appartiene lo stesso assessore Boeri&old friends) sia lì per i quadri, ma solo per Lui. Infatti la voce incontrollabile è che Lui arriverà, si mostrerà solo ai “primi ammessi”, passerà, darà un’occhiata alla mostra, forse stringerà qualche mano, ma non ci sarà una conferenza, in barba al programma: infatti Lui ha costretto le autorità a relegarla alla mattinata, a mostra ancora chiusa.   D’altronde, tra noi che lo conosciamo dagli anni ‘60 e seguiamo da più di 10 anni il suo Neverending Tour, è escluso che Lui si presenti, discuta, si definisca in un dialogo col pubblico e con la stampa, fosse pure per i suoi quadri; non lo fa da quasi 50 anni, dagli incidenti con i giornalisti...

Lo sgombero di Macao a Milano

Ore sette ho aperto gli occhi: i primi tweet. Ne tornava indietro l’eco. Poi Milano si è svegliata, e mentre pedalavo verso Macao un susseguirsi di tweet e notifiche facebook.   Macao sgomberata, accorrete tutti.   Scopro dopo che è dalle sei che le camionette della polizia girano intorno alla zona, lasciando presagire quel che sta per accadere. I ragazzi all’interno, una trentina. È già da ieri sera che sono in stato di allerta e inviano messaggi e tweet di preavviso e mobilitazione.     Qui, alle otto. Arrivo pensando che non sia possibile che, come si scrive su twitter, “ti ho votato perché a Milano non accadesse più quello che sta accadendo ora”. È passato un anno, un anno più o meno esatto. Si è atteso che Pisapia prendesse una qualche posizione, in questi giorni. Si è atteso che si aprisse lo spazio di un dialogo.   Chiunque sia transitato per Macao in questi giorni ha visto un cantiere aperto, vivo, critico. Sono arrivati apprezzamenti e grandi pacche sulle spalle anche dai membri della giunta comunale passati di qui, ma non...

Il Web non-lineare. Otto mesi di Web Analysis

Dalla primavera del 2011, quando abbiamo inaugurato lo spazio di Web Analysis, sono cambiate molte cose. Il panorama mediatico italiano sembra aver iniziato a scongelarsi, e molti si sono improvvisamente resi conto che sono passati quasi vent’anni da quel gennaio del 1994 in cui le televisioni hanno trasmesso per la prima volta l’inno di Forza Italia – consegnando il paese ad un lungo sonno a reti unificate. Molti hanno visto un’assonanza tra le rivoluzioni della primavera araba, gli indignados spagnoli, il movimento Occupy, e quello che è accaduto in Italia con l’arrivo del “vento arancione” delle elezioni di Milano e Napoli e dei referendum. Tutti fenomeni apparentemente poco prevedibili, caratterizzati dalla spontaneità e dalla partecipazione civica. Nuove forme di mobilitazione, succedutesi nel giro di pochi mesi e che hanno avuto i nuovi media come strumento privilegiato, hanno colto di sorpresa tutti gli osservatori che guardavano esclusivamente al gioco che stavano giocando i “grandi” attori.   La verità è che negli anni del berlusconismo, al di là del sogno provinciale ad...

Che città vogliamo

Che Milano vogliamo? II Pgt, che avrà comunque negli anni come esito finale la forma visibile della nostra città, quella costituita dagli edifici che verranno costruiti con le sue norme, non ce lo ha detto e non sembra ce lo dirà mai. Qualche giorno fa su queste colonne Gianni Biondillo ha segnalato con giusta irruenza lo scempio che va profilandosi davanti al Cimitero Monumentale, il doppio sgorbio della demolizione di un palazzo esistente che gli amanti della buona architettura vorrebbero venisse lasciato in eredità ai nostri figli - perché possano continuare ad ammirare i loro predecessori - e della ricostruzione al suo posto di un nuovo palazzo di dimensione e di aspetto offensivi. Ma a queste rimostranze - che sempre su queste colonne mesi fa avevo del resto sollevato sulla nuova lottizzazione della cascina Merlata - il sindaco ha sorprendentemente obiettato che il progetto era stato approvato dal consiglio comunale, sottintendendo che le procedure della democrazia siano garanti della bellezza. E invece non è così, perché quello che molti di noi vorrebbero è che la discussione sul Pgt avesse come preliminare...

Obblighi privati e pubblici privilegi

In architettura lo spazio vuoto rappresenta il vero oggetto della progettazione: il fine di qualunque progetto architettonico è essenzialmente riducibile al vuoto, alle sue dimensioni, alla forma che lo delimita, alla luce e al colore che rifletterà al suo interno e che irradierà nel suo intorno, poiché costituisce ciò che, di fatto, viene effettivamente utilizzato. Il senso più autentico dell’abitare, dunque, è riconducibile al particolare modo in cui gli oggetti e i soggetti, con la loro presenza ed esistenza, occuperanno i vuoti di una delimitata porzione di spazio, conferendole il carattere di dimora. Nel Tao-Te-Ching, il Tao, la Via, indica il vuoto come il Grande Principio, da cui tutto si muove e ha origine, ragion per cui, ribadisce  Lao-Tze, rappresenta ciò che è più vitale. Per rendere più efficace ed immediata l’importanza di questo concetto egli richiama il lavoro del mantice, che, mentre produce il vuoto dà l’essere alla corrente della vita dei “diecimila esseri”, espressione con cui si indica la totalità degli esseri viventi....

Pasolini a Orte

Qualche giorno fa, in un commento alla lettera di Marco Belpoliti al sindaco Pisapia a proposito del progettato intervento sull’area antistante il Cimitero Monumentale di Milano, è stato “postato” un video presente su Youtube, con il solo commento “Pasolini a Orte”. Didascalia esauriente per chi ha qualche confidenza con lo scrittore e regista friulano, forse non sufficiente per altri, specie i più giovani. Allora, qualche parola per spiegare di che cosa si tratta e perché ha a che fare con la discussione innestata dalla lettera a Pisapia.     Nei primi anni settanta, Anna Zanoli, una storica dell’arte della cerchia di Roberto Longhi, curava la trasmissione televisiva della RAI Io e …; scrittori e personalità della cultura, in una serie di puntate, spiegavano il loro interesse per un monumento o un’opera d’arte. Pasolini scelse come tema La forma della città (1974). Nel breve filmato, poco più di un quarto d’ora, prima si parla della città e del paesaggio di Orte, poi – con un passaggio almeno in apparenza sorprendente – della forma urbana...

La città in comune

In un’epoca neanche tanto lontana, tra anni quaranta e settanta del secolo passato, in Italia si è sviluppata una nuova visione della tutela, salvaguardia, recupero e riuso delle città, un approccio originale, poi studiato e recepito in molti altri paesi, cui contribuivano discipline e saperi diversi, uniti nella volontà di fare i conti con le novità del mondo moderno e di mettere le proprie conoscenze al servizio di un’idea di progresso culturale e sociale che oggi ci appare quasi inverosimile, tanto ampie e profonde erano le sue aspirazioni. Architetti, storici dell’arte, archeologi, restauratori, urbanisti, impegnati all’indomani della seconda guerra mondiale e negli anni del boom economico nell’immane compito di mettere in salvo la memoria storica delle città semidistrutte dai bombardamenti, di fronteggiare le massicce trasformazioni prodotte dall’industrializzazione e trasmettere alle generazioni future la straordinaria continuità della tradizione italiana, si erano ben presto resi conto che ciò che andava tutelato non poteva più essere solo il singolo “monumento”...

Gentilissimo Sindaco Giuliano Pisapia

Gentilissimo Sindaco Giuliano Pisapia,   Esattamente di fronte ad uno dei nostri monumenti più insigni, il Cimitero Monumentale, ai margini di uno dei quartieri dove il palinsesto urbano ha lasciato più e più segni negli ultimi due secoli, un progetto di riedificazione dell’area, dopo un lungo iter burocratico iniziato sotto l’amministrazione che l’ha preceduto, in questi giorni ha avuto da parte di questa giunta comunale il placet alla sua realizzazione. Quel progetto è semplicemente scandaloso. Il lotto attualmente occupato dall’edificio storico dell’Enel, che ha una qualità storico-architettonica evidente, verrà raso al suolo per essere sostituito da un volume edilizio che ne rioccupa lo stesso sito, ma che, con la sua sorda volumetria, parodizza la memoria storica, annichilendola. Non è semplicemente un brutto edificio, è la sublimazione della mediocrità. L’esaltazione della rendita fondiaria fatta intonaci, balconi, serramenti. Avere a disposizione un volume come quello dello storico edificio dell’Enel e non concepirlo come l’occasione per una...

Lettera a Giuliano Pisapia

Gentile Sindaco Giuliano Pisapia,   le capita mai di pensare alla bellezza? Di dedicare qualche momento della sua intensa attività di primo cittadino di Milano alla contemplazione della bellezza della sua città? Sono sicuro di sì, dato che lei conosce Milano, l’ha attraversata in lungo e in largo nel corso della sua vicenda umana, e ne ha seguito la trasformazione nell’arco degli ultimi decenni. Ebbene, come Lei sa, Milano ha una bellezza particolare: ritrosa, discreta, persino segreta. Manifesta se stessa in pochi punti e momenti del tessuto urbano che, nonostante il degrado in cui è stato lasciato per lungo tempo – le “rovine di Milano” le ha chiamate di recente Giovanni Agosti – mantiene ancora una sua eccellenza. Per questo vorrei richiamare la sua attenzione su un luogo importante della città, la zona antistante il Cimitero Monumentale, uno dei luoghi più noti anche all’estero, ricco di manufatti artistici, sculture e architetture, luogo di memoria.                      ...

La Milano di Giovanni Agosti

Quando ho iniziato a pensare a questo pezzo, Le rovine di Milano si coniugavano al passato. Scritto, come dichiara l’autore nel suo Pretesto, “di settimana in settimana e a rotta di collo, tra giugno e luglio del 2011” e “comparso, in sette puntate, su Alias, il supplemento culturale del Manifesto”, il pamphlet dello storico dell’arte Giovanni Agosti (allievo di Paola Barocchi e Salvatore Settis, docente alla Statale di Milano e autore di un monumentale Su Mantegna, Feltrinelli, 2005) ripercorre in 85 pagine tre decenni di politiche culturali cittadine, tra pochi splendeurs e parecchie misères. Dico al passato, perché l’epilogo del libro – “Adesso sarebbe bene, percorso il periplo e giunti alla meta, avanzare proposte concrete e percorribili per il futuro, ci si augura, migliore. Non intendo sottrarmi all’esercizio; ma non ora: fa troppo caldo” – evoca finestre spalancate dopo una lunga apnea, per far entrare l’aria buona delle elezioni di fine maggio. Ma sa anche di nuove sorti progressive in marcia. Giovanni Agosti è anche il “tecnico” al quale Stefano Boeri ha (aveva...

La solitudine dell’architetto

Recentemente Stefano Boeri, per spiegare alcune sue prese di posizione in merito a diverse questioni riguardanti la città di Milano non in linea con quelle del sindaco Giuliano Pisapia e della sua giunta, ha avuto modo di affermare: “Nel modo in cui faccio politica ho portato molto del mio lavoro: un progettista lavora spesso in solitario”.   A prima vista l’affermazione può apparire paradossale, o forzata. Chi meno solitario dell’architetto? Ovvero, chi più dell’architetto è – verrebbe da dire “per antonomasia” – inserito all’interno di un tessuto relazionale, è immerso nel corpo vivo della società? Chi è più teso – e a volte addirittura conteso – tra committenti, amministratori, finanziatori, costruttori, esecutori, semplici cittadini, abitanti, utenti? Per non parlare dei suoi stessi collaboratori, degli eventuali allievi, ammiratori, lettori – uno stuolo di persone che, letteralmente o metaforicamente, affiancano pressoché in ogni circostanza l’architetto. Insomma, chi è più “pubblico” dell...

Le dimissioni di Stefano Boeri

Cosa succede a Milano? È già terminata la primavera milanese? Il vento che aveva portato Giuliano Pisapia a vincere le elezioni sull’onda di un cambiamento è caduto? Le dimissioni di Stefano Boeri da assessore alla cultura segnano un’effettiva battuta d’arresto. Ma qual è la questione in gioco? La disobbedienza di un assessore, cui il sindaco vuole ritirare la delega? Un eccesso di personalismo? La mancata discussione nella collegialità di una giunta? Forse tutto questo, ma non solo. Il vero problema che pongono le dimissioni di Boeri è quello di un’assenza di discussione pubblica intorno ai problemi che riguardano la città in un settore importante. Per capire la crisi della giunta meneghina, bisogna partire dal fatto che nelle grandi città la cultura è un elemento decisivo attorno a cui ruota la vita di molti, l’economia, la fruizione del tempo, gli stessi spazi della città. Da quando tempo di lavoro e tempo libero hanno perso la loro identità, a causa delle nuove tecnologie, da quando l’intrattenimento è diventato un motore economico, la cultura si è...

Expo, -1407

“… il tempo passa, e le stagioni cambiano. E forse – auspicabilmente – passeranno e cambieranno anche questi”. Non sono ancora passati tre mesi, e i tempi sono cambiati. Sarebbe stato difficile pronosticare, all’inizio di aprile – pur con tutto l’ottimismo dettato dalla passione – la netta affermazione elettorale di Giuliano Pisapia. Ora l’Expo promette di trasformarsi, da occasione potenzialmente “sprecata” prima ancora d’incominciare, in occasione da sfruttare in tutte le sue potenzialità. Una grande occasione. Certo, il Comune di Milano non è l’unico attore presente sul “palco” di Rho-Pero, e Roberto Formigoni e Giuseppe Sala (anche una volta uscita di scena Letizia Moratti) continuano a recitare una parte importante. Inoltre le tentazioni speculative sono sempre dietro l’angolo; ed è fin troppo facile immaginare non soltanto gli appetiti, ma anche le maniere per esaudirli. Ciò nonostante, rimane una grande occasione. Come riuscire a centrarla? Inutile dispensare consigli in proposito. Pisapia e la sua giunta sapranno senz’altro...

Elezioni in rete

Il rapporto tra centrodestra milanese e comunicazione on-line durante le ultime settimane è stato un calvario, uno strazio, un’agonia. Al punto di far venire voglia a molti di astenersi dall'infierire. Chissà perché, poi, alla fine nessuno l'ha fatto.   Nel 2001, il rapporto tra Internet e campagne elettorali venne improvvisamente alla ribalta dei media tradizionali, quando iniziarono ad apparire su blog e siti manifesti elettorali rielaborati. L’obiettivo principale, anche se non esclusivo, fu Silvio Berlusconi, i cui slogan di chiara derivazione pubblicitaria si prestavano particolarmente: “Meno tasse per Titti”, “Un impegno concreto: il mare a Milano”, etc. Si trattava della riproposizione di massa di una pratica di attivismo politico molto diffusa negli ambienti radicali anglofoni, definita “subvertsing” dall'unione tra “to subvert” (sovvertire) e “advertising” (pubblicità).     Rivedere oggi on-line una pagina del 2001 sull’argomento segna la distanza dei dieci anni passati, ponendo alcuni interrogativi interessanti su come si...

Il Mondo di Letizia

Con la grazia e la generosità di una perfetta padrona di casa d’altri tempi, Letizia ci spalanca la porta e ci fa entrare nel suo mondo privato, mettendoci a parte dei suoi gusti, delle sue preferenze, nella forma molto attuale della playlist. Quale meravigliosa occasione per conoscere meglio il candidato sindaco al comune di Milano!   Partiamo dunque dai film. Il primo della lista è Luci della città: più che il povero vagabondo Charlot che incontra la fioraia cieca, viene da pensare che a Letizia questo film e questo titolo facciano venire in mente la propria città e la sua illuminazione, della quale va evidentemente fiera. Non a caso, secondo una strategia del “buon vicinato” che ricorre di sovente in queste playlist, i due titoli successivi sono Fantasia e Miracolo a Milano. Scorrendo l’elenco si scopre poi una Letizia fortemente volitiva e amante delle avventure: troviamo infatti La donna che visse due volte (ogni riferimento alla sua possibile rielezione non sembra affatto casuale), 007: Licenza di uccidere (il suo avversario è avvertito), I duellanti (dal quale sembra aver appreso l’arte...

Letizia e Twitter: se Sucate non ci fosse, bisognerebbe inventarla

Osservare il centrodestra milanese alle prese con i social network è affascinante come guardare uno scimpanzé giocare con un teodolite. È perverso, voyeuristico e commovente. In questi giorni di campagna elettorale milanese, tra la prima tornata e il ballottaggio, le opinioni sul ruolo giocato dalla comunicazione negli esiti del primo turno si sono sprecati. Un dato evidente è la scarsissima capacità comunicativa dimostrata da vari attori del centro-destra: la competenza che questo ceto politico ha strutturato e messo a frutto in quasi vent'anni di supremazia televisiva si è rivelata incapace di rinnovarsi per mezzi di comunicazione diffusa e veloce, come Twitter e Facebook. Al contrario, è chiaro che proprio la logica “push” della comunicazione tradizionale è stata una delle principali cause di quella che non possiamo non  considerare una spettacolare débacle. Se questo si trasformerà o meno in un risultato elettorale concreto lo vedremo nel prossimo fine settimana. Intanto, vale la pena di prendere in considerazione tre dei casi più eclatanti di fraintendimento del funzionamento...