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EXPO: Cronaca

10 Maggio 2015

Piazza del Duomo, sera di giovedì 30 aprile

Concerto. Il menu è internazional-popolare: Bocelli, Lang Lang (sempre più simile a un Jerry Lewis d'annata), il coro della Scala. La piazza, organizzata per lo spettacolo televisivo, rende il Duomo un magnifico fondale. Le celebrities le procura Armani, "the king of Milano". Si conclude in bellezza con O sole mio. E O mia bela madunina?

 

Inaugurazione EXPO, mattina di venerdì 1 primo maggio

Soliti noiosissimi discorsi. Pisapia è un pessimo oratore ma persona educata, Renzi parla più sciolto, ringrazia la Moratti (che ha un'aria sempre più photoshoppata e si commuove), ma non Prodi che se ne va seccato. Cade una leggera pioggerellina e molti indossano una mantellina bianca fornita dall'organizzazione. Il coro dei bambini, intonando L'inno di Mameli, sostituisce il "siam pronti alla morte" con "siam pronti alla vita". Agnese Renzi, che resterà vestita da prima comunione per tutta la giornata (e sembra una brava persona o almeno dotata di un forte senso di sopportazione), quasi piange.

 

Momenti alti: il messaggio del Papa che si definisce "voce dei poveri" e portavoce degli affamati, mentre il Cardinal Ravasi, responsabile del Padiglione del Vaticano, annuisce ma ha l'aria di rimpiangere l'ancien régime. La faccia che resta impressa è quella di Romano Bignozzi, classe 1937, capocantiere che porta il simbolo del Tricolore. È il rappresentante degli operai, che tutti ringraziano come gli artefici del 'miracolo'.

 

Per i Padiglioni

Anche se varie opere, pezzi di padiglione, cluster tematici, ecc., vanno completati, il tam tam che arriva in città è che EXPO funziona, anzi è molto divertente. Numeri sparati un po' a caso (nel senso che non sono forniti dall’organizzazione), parlano di 200.000 visitatori il primo giorno, 500.000 nel fine settimana.

 

Prevalgono gli italiani, ma ci sono già parecchi stranieri. Il mondo è a Milano: si aiuta il Nepal ferito a completare il suo Padiglione e tra i Britannici si brinda alla Royal Baby di cui ancora non si conosce il nome.

 

Pomeriggio

Qualche centinaio di Black Bloc si infiltra nel corteo del May Day, quest'anno No Expo, e in poco più di un'ora lascia una striscia di danni (auto danneggiate, banche e negozi presi d'assalto) nel borghesissimo quartiere Magenta. Le forze dell'ordine scelgono di contenerli e non reagire. Forse protetti da una parte del corteo i BB riescono a dileguarsi. Subito nasce un senso di impotenza e di rabbia. Divampano le polemiche, ma la scelta di non contrattaccare è stata probabilmente corretta.

 

Sera

Il centro è blindato quando, alle 20 in punto, Riccardo Chailly dà l'attacco all'orchestra della Scala sulle note di Turandot, l'ultima e incompiuta opera di Giacomo Puccini. Il dress code della sala sembra molto libero: gli smoking e le tenuta da gran sera si mescolano a chi arriva in maniche di camicia o in infradito. Sul Palco Reale, accanto ai Renzies, Giorgio Napolitano con moglie. Ha l'aria di essere il padrone di casa, il figlio di re Umberto II.  Alla fine 11 minuti di applausi che scacciano la paura.

 

2 maggio

Mentre Renzi dichiara, a proposito dei BB, che si tratta di "quattro teppistelli, figli di papà", si contano i danni: 27 auto incendiate, 13 banche assaltate, 12 negozi danneggiati. Pochissimi i fermi. La popolazione però si rimbocca le maniche e comincia a pulire facendo da sé. Il giorno dopo, la municipalità organizza un pomeriggio di aiuti all'area danneggiata. Tiremm Innanz.

 

EXPO è sempre molto visitato e apprezzato, anche se crolla un pezzo del Padiglione della Turchia e una ragazza si fa un po' male. Non c'è stato tempo di fare i collaudi. Si inaugura il programma di "Expo in città" con la nuova collocazione della Pietà Rondanini, sempre all’interno del Castello Sforzesco. Artefice l'architetto Michele De Lucchi che in un'intervista dichiara che bisogna sfruttare di più la capacità degli italiani di organizzare le feste. Forse ha ragione.

 

Prime impressioni

L'EXPO sarà un successo. Più difficile capire quali saranno le ricadute su Milano e l'Italia. La forza centripeta dell'evento rischia si svuotare il contesto. Le devastazioni dei Black Bloc, per quanto la reazione della società civile sia stata pronta, lasceranno strascichi nelle prossime occasioni in cui si manifesterà il disagio sociale.

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