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Goliarda Sapienza

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Aquila, Lisario, Morfisa, Elide / Le personagge dei romanzi di Antonella Cilento

Le protagoniste, le personagge, degli ultimi quattro romanzi di Antonella Cilento provengono da secoli e luoghi diversi, appartengono a strati sociali differenti, hanno vicende che si snodano lungo la narrazione completamente dissimili, loro stesse fisicamente e caratterialmente sono molto lontane una dall’altra ma, da una analisi più approfondita, hanno moltissimo in comune oltre al fatto di essere donne.  Scrittrice con alle spalle 14 libri, tra romanzi e racconti, nonché autrice per teatro, radio e cinema, Antonella Cilento dalla sua Napoli è una tessitrice di storie di donne. Con una forte passione per la storia e per l’arte, che costellano i suoi scritti, Cilento imbastisce e poi cuce magistralmente vicende che si spostano su tempi e piani diversi, facendo talvolta sfoggio di una grande padronanza dell’uso del magico e del fantastico. Di fatto una donna che vive di scrittura, tra libri, articoli, saggi, una scuola di scrittura che ha compiuto i venticinque anni, Cilento è colei che si diverte anche a creare contesti e abbinamenti letterari anomali: da dieci anni “Strane coppie” è una manifestazione da lei ideata e condotta in cui, in ogni appuntamento, due autori diversi...

Riappropriarsi della propria identità attraverso la scrittura / La morte, la lingua, la madre: cuciture

Guardare gli anni di composizione e di pubblicazione dei libri di Magda Szabó e accostarli agli anni in cui sono usciti grandi romanzi di altre scrittrici nel Novecento è interessante.  Lettera aperta di Goliarda Sapienza esce nel 1967, Il Filo di mezzogiorno nel 1968; Giù in piazza non c’è nessuno l’autobiografia letteraria di Dolores Prato uscita nell’80 in edizione ridotta e scritta durante tutta una vita; la scrittura intrisa di quotidiano di Natalia Ginzburg, con Tutti i nostri ieri del ’53 e Lessico famigliare del ’63; Alba de Céspedes con Quaderno proibito nel ’52; Fausta Cialente nel ’62 con Interno con figure; La penombra che abbiamo attraversato di Lalla Romano del ’64; Menzogna e sortilegio della Morante del ’48. L’autobiografia, il quotidiano e il passato, l’infanzia, la guerra e la difficoltà civile, sono tutti temi che attraversano queste scrittrici italiane del ‘900. Uscendo dall’Italia incontriamo le Memorie di una ragazza per bene di Beauvoir del ’58, Immagini del passato di Virginia Woolf del ‘39-40, l’infanzia mai perduta di Janet Frame con Laguna e poi con Un angelo alla mia tavola nell’84, le Trame dell’infanzia di Christa Wolf del ’76, solo per citarne...

Poetesse contemporanee / Confinitudine. Il confine nei versi

Il confine in poesia in alcune autrici contemporanee è un concetto dalle diverse accezioni. Il confine come limite interiore o esteriore, imposto da se stesse o dagli altri, dalla società o dalle guerre, è linguistico o culturale, fisico o mentale, una costrizione o uno stimolo, da starne attentamente all’interno o da valicare, in cui si è rinchiuse per scelta o che non si ha la forza di scardinare: qualsiasi sia la sua natura, esso affiora tra le righe, tra i versi, in un continuo bisogno di dire.    In Goliarda Sapienza, nelle sue poesie come nella sua prosa, il confine è sociale e privato, tra sanità mentale e non, è quello che gli altri danno alla parola normalità: un confine che Sapienza vuole tenacemente spostare, non solo valicare. Ciò che le permette di spostare quello sbarramento che sta segando la sua esistenza, e così poter rientrare in una interezza, è la scrittura: mezzo per sopravvivere al lutto, alla depressione, a una terapia analitica disastrosa, tentativi di suicidio, elettroshock. Negli anni Cinquanta, quando è verso i trent’anni, con la depressione il suo mondo si capovolge rendendo impellenti delle scelte: scrive la raccolta poetica Ancestrale, la...

Una vita dedicata alla scrittura / Goliarda Sapienza: 50 anni di Lettera aperta

Nel 2017 Einaudi riedita Lettera aperta di Goliarda Sapienza, libro uscito nel 1967 per Garzanti, nel 1997 per Sellerio, nel 2007 per UTET. Quale sia la chiave di lettura di un libro che esce a 21 anni dalla morte della sua autrice, a 50 dalla prima edizione, a 20 dalla sua seconda, a 10 dalla terza, al di là delle diverse prefazioni, ce lo racconta la storia stessa di Goliarda Sapienza. La prima stesura di Lettera aperta comprendeva un progetto editoriale ampio e strutturato che, come molti dei progetti di Sapienza, è andato modificandosi nel tempo in relazione a condizioni avverse e talvolta fortuite.  Come libro è figlio di un disegno di riordino della propria vita, un mettere le mani a ricordi e carte: un tentativo di cessare di rimestare nei ricordi mettendoli in un ordine di apparizione misto a uno cronologico.     Ciò che spinge Goliarda Sapienza all’inizio degli anni ’60 a fare ordine nei ricordi, affrontando argomenti autobiografici talvolta spinosi ma urgenti, è il grande cambiamento di vita che sta covando da tempo: la necessità di dedicarsi totalmente alla scrittura. Dal ’41, anno in cui da Catania giunge a Roma per frequentare l’Accademia di Arte...

A vent'anni dalla morte / Goliarda Sapienza, andando all’indietro

Oggi è il 30 agosto 2016 e venti anni fa, il 30 agosto 1996, muore Goliarda Sapienza. Quella Goliarda Sapienza arrivata al grande pubblico dopo l’uscita del suo romanzo L’Arte della gioia nel 2008 per Einaudi: romanzo postumo dunque, come lo furono Appuntamento a Positano, 2015, Tre pièces, 2014, Elogio del bar, 2014, le poesie raccolte in Ancestrale, 2013, La mia parte di gioia, 2013, Il vizio di parlare a me stessa, 2011, Io, Jean Gabin, 2010, Destino coatto, 2002. Ciò accade in questi venti anni dalla sua morte, ma anche molto altro accade: prendono vita spettacoli teatrali che raccontano la sua esistenza o parte di essa, escono biografie, monografie, sempre più studenti fanno la tesi di laurea sulla sua opera, si organizzano convegni, incontri, letture. Venti anni in cui Goliarda Sapienza è l’autrice di libri che sempre più persone leggono e regalano e raccomandano di leggere e poi ne cercano i volumi che man mano vengono alla luce, rintracciano video, notizie, curiosità: venti anni di rumore su Goliarda Sapienza.   Venti anni fa Goliarda Sapienza viene trovata senza vita nella sua casa a Gaeta: giace sul pianerottolo da una manciata di giorni, immaginiamo senza troppo...

Alina Marazzi. Tutto parla di te

Certo che la maternità è anche questo. E’ anche l’identità di madre che traligna, che ostruisce il corso naturale delle cose e che infine defluisce nella tragedia di donne schiacciate da un altro destino. Donne travolte dal fatto di aver da poco partorito e che non vanno lasciate sole con tutti i problemi che sorgono, tra i quali il principale è l'essere espropriate del proprio tempo e delle proprie usuali attività, magari creative e gratificanti come quella di Emma, brava e riconosciuta danzatrice. Può insorgere infatti, con l'arrivo dell'esserino urlante e completamente dipendente da chi lo accudisce, la cosiddetta sindrome post-partum, coi suoi sintomi di tristezza, fatica, insonnia, inappetenza, ansia, depressione e irritabilità.   Tutto parla di te, il quarto lungometraggio di Alina Marazzi, coproduzione italo-svizzera, concentra l’attenzione sulla nascita: di un figlio e, sottolineato, delle difficoltà (il dramma è stato messo giusto un passo più in là) che possono arrivare. Non soltanto: il film trasmette un messaggio preciso: non lasciamo sole le madri, noi...