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Henry David Thoreau

(9 risultati)

La Biblioteca del ghiaccio / Nancy Campbell nel fragile mondo dei grandi ghiacciai

Nell’immaginario comune il ghiaccio è spesso avvertito come un fenomeno naturale statico e quasi privo di ogni altra suggestione che non sia il freddo o la durezza. Ben altra e ampia prospettiva apre La biblioteca del ghiaccio, dell'inglese Nancy Campbell, pubblicato in Italia quest’anno da Bompiani. È un diario di viaggi nelle Alpi svizzere, in Groenlandia e in Islanda, in Canada e nel New England, tra libri antichi e moderni, tra incontri con cacciatori di foche e di narvali e con studiosi dei cambiamenti climatici, tra guide alpine, pattinatori e musicisti. Alla ricerca di quelli che i geologi chiamano “fiumi di ghiaccio dinamici”. La Campbell è una poetessa con una grande curiosità per la conoscenza scientifica. Leggere queste sue pagine significa apprendere informazioni, gustare aneddoti, assimilare conoscenze, e riemergerne con un’idea viva e caleidoscopica del ghiaccio.      Le prime battute narrano l’abbandono dell’impiego presso un libraio londinese: lasciata alle spalle questa parte di vita, la Campbell si inoltra nel viaggio vero e proprio. Prima tappa un periodo di lavoro  presso il museo etnografico e di arte locale di Upernavik in Groenlandia; in...

Una vita / Fuggire il mondo

Risale a maggio di quest’anno l’ultima nuova uscita, per la BUR, del libro Walden, o Vita nei boschi scritto nel 1854 da Henry David Thoreau, cantore di una vita libera dai condizionamenti sociali e dal conformismo, che qui narra la sua esperienza di oltre due anni in seno alla natura in una foresta del New England, alla ricerca dell’essenziale della vita e alla scoperta di sé, lontano dall’inautenticità e dall’arroganza dei saperi e della cosiddetta civiltà. Ci sarà un motivo se Thoreau rimane un sempreverde, ripubblicato da diversi editori, se amiamo il giovane sognatore che coglie l’incanto delle cose semplici e la loro significazione originaria, se ci identifichiamo coi suoi ideali, se sentiamo anche noi il brivido di una vita non logorata dall’abitudine e il desiderio di rompere gli schemi, di ritrovare una sapienzialità direttamente “ispirata dal cielo” che va dalla cura del corpo e dell’anima all’agricoltura tradizionale, che aveva accompagnato l’umanità con un repertorio raffinatissimo di conoscenza sedimentato nei millenni rendendoci liberi e autonomi, mettendo a nostra disposizione pane e rimedi al male.    Oggi, invece, la conoscenza è stata delegata ai...

Abitare / La capanna di Unabomber

Il 3 aprile 1996 Theodore Kacynski fu arrestato nella sua capanna nei pressi di Lincoln in Montana in quanto identificato come il temibile Unabomber, l’attentatore cui da diversi decenni al FBI dava la caccia. Nel 1995 era stato diffuso un suo manifesto intitolato: “La società industriale e il suo futuro”. Da qualche mese si è aperta presso la Fondazione Prada di Venezia la mostra “Machines à penser” dedicata a tre celebri “capanne” di tre filosofi tedeschi: Adorno, Heidegger e Wittgenstein, rappresentate attraverso fotografie e immagini. Nel numero del febbraio 2017 della rivista di architettura “Domus” Michael Jacob ha pubblicato un breve testo dedicato a un’altra celebre capanna, quella di Unabomber, ripresa e riprodotta da artisti contemporanei. Riprendiamo qui quel testo che ci sembra un’interessante riflessione sul tema dell’abitare. Di Michael Jakob, saggista e scrittore segnaliamo anche l’intervista apparsa su doppiozero (m.b.).   A comprendere meglio il mondo in cui abitiamo. La ‘casa’, a prima vista piuttosto banale, di Ted Kaczynski, detto Unabomber, fa parte di questa categoria di oggetti. Kaczynski, ricordiamolo brevemente, è quel precocissimo matematico...

Progetto Jazzi / Sentieri lenti

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   «Mi attenevo in questo all’esempio dei viandanti che, smarriti in una foresta, non devono andare in giro errabondi, ora in una direzione e ora nell’altra, o, peggio che mai, fermarsi da qualche parte, ma devono camminare sempre diritto, per quanto è possibile, in una direzione, e non cambiarla senza un buon motivo … ». La seconda regola della morale provvisoria di Cartesio obbedisce anch’essa ai criteri suggeriti dal metodo; quest’ultimo (letteralmente, la via, odos, per) indica il cammino ottimale, segue il percorso più breve, come fa esemplarmente la traiettoria della luce. La Razionalità classica e la sua strategia dell’efficacia rispondono ad un principio di economia: è questo, ha osservato Michel Serres, il fondovalle (talweg) della cultura della modernità. Si tratta di risparmiare tempo, di conseguire il risultato massimo con il dispendio minimo, di procedere velocemente verso l’uscita dall’oscuro labirinto, dalla tenebrosa foresta dell’...

Progetto Jazzi / Il cammino. Un altro tempo

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Il concorso è terminato e 15 sono i progetti finalisti.   Quando ci si mette in cammino, scrive Frédéric Gros, fin dal primo passo le notizie perdono rilevanza. Perdono peso i casi di cronaca, precipitano fuori dallo spazio della prima pagina, si oscurano le news h24, non ci facciamo più ammaliare da chi ci chiede con insistenza «la sapete l’ultima?». Ci troviamo, dice, d’innanzi a ciò che «assolutamente dura». Lì, in quel quotidiano, la parola effimera; qui, nel quotidiano del cammino, la montagna che ci porge il silenzio del proprio tempo geologico. «Quando io cammino, cammina un bisonte» scrive Werner Herzog, «quando mi fermo, si riposa una montagna». Herzog percorre la sua strada di ghiaccio con la fragilità di chi accorre al capezzale di un’amica malata e con la possanza dello sciamano e del combattente, sa che i suoi passi sono progetti scagliati in un tempo vasto, che la sua marcia può traslare i destini, rifare il mondo. Mentre si muove è un grosso...

Camminare / La rivoluzione in due passi

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Il concorso termina l'11 ottobre. Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Due passi non potrò mai ricordare. Il primo, e l’ultimo. Due passi, il mio organismo non potrà mai evitare di fare. Il...

L'uomo che sussurra alle patate

Commercialista mancato, a mille metri di altezza, sull’Appennino tra Liguria ed Emilia, coltiva trecento varietà per preservarle dall’estinzione. Il suo campo è un catalogo vivente.   Chi è convinto che le patate si assomiglino tutte e che ci sia poco da sapere su una pianta che offre quanto di più semplice e modesto può arrivare dal campo al piatto, si prenda la briga di consultarne il catalogo. Ma per farlo non si accontenti di interrogare internet né si metta a sfogliare le pagine dei trattati che le sono stati dedicati nel corso dei secoli – a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e quindi dall’arrivo in Europa di questa pianta proveniente dalle Ande, venerata dagli Inca, che la chiamavano “papa”. Il fatto che all’inizio la patata si chiamasse “papa” creò qualche imbarazzo quando Filippo II, re di Spagna, decise di omaggiare il pontefice con alcuni esemplari di questa coltivazione che i conquistadores dal Perù avevano a poco a poco diffuso in tutta l’America, dal Pacifico ai Caraibi. Regalare la “papa” al Papa era parso poco conforme al...

Tavoli | Luigi Zoja

Piccolo, il tavolo, ma doppio; almeno nel momento in cui viene scattata questa fotografia. Infatti, sulla pila di carte a destra è appoggiato e ripiegato il foglio di un quotidiano tedesco; e con la pagina si piega anche la vignetta, a commento di un articolo sul tema del genocidio. Potrebbe essere la recensione di un libro curato da Sybille Steinbacher, Holocaust und Völkermorde (2012). Nella vignetta uno scheletro sta scavando una fossa – sotto un tavolo appunto –, forse quello di inutili trattative. Naturalmente è una coincidenza, ciò che conta è l’argomento della recensione; ma la tentazione è di pensare il contrario, tanto è attraente in motivo del doppio proprio lì dove lavora uno psicoanalista. Sta di fatto che il tavolo disegnato è come en abyme rispetto alla foto che ritrae il tavolo reale e le sue adiacenze.   Lo spazio della scrivania è piccolo, si diceva, tanto che la stampante, collocata su un altro tavolinetto di legno, se ne prende una parte e lascia poco spazio a un portatile bianco e a tre pile di carte da un lato e dall’altro.   A sinistra c’è un...

Soundwalking

We hear the sound of wood-chopping at the farmers' doors, far over the frozen earth, the baying of the house-dog, and the distant clarion of the cock,—though the thin and frosty air conveys only the finer particles of sound to our ears, with short and sweet vibrations, as the waves subside soonest on the purest and lightest liquids, in which gross substances sink to the bottom. They come clear and bell-like, and from a greater distance in the horizon, as if there were fewer impediments than in summer to make them faint and ragged. The ground is sonorous, like seasoned wood, and even the ordinary rural sounds are melodious, and the jingling of the ice on the trees is sweet and liquid   (Henry David Thoreau, «A winter tale», in Excursions (1863), Princeton University Press, 2007)           Le considerazione di R. Murray Schafer sulle passeggiate sonore si inscrivono nella sua teoria del soundscape, equivalente sonoro del landscape. L’idea delle passeggiate sonore è insieme pedagogica e teorica: è l’occasione per imparare a sentire i dettagli del paesaggio sonoro nel quale ci muoviamo e...