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Italo Calvino

(182 risultati)

Uwe Pörksen. Parole di plastica

La prima domanda che ci si si pone, leggendo questo saggio di Pörksen, pubblicato ora in edizione italiana dall’editore Textus, ma scritto nel 1988, quando ancora esisteva il muro di Berlino, è come possa un pamphlet sulle degenerazioni della lingua del proprio tempo conservare un potere diagnostico e addirittura un valore predittivo tanto efficaci da sembrare scritto oggi. Se da allora il mondo è radicalmente cambiato non sono forse anche cambiate le parole che lo esprimono? La ragione della sorprendente attualità di questo libro sta nell’individuazione di un processo che ha avuto inizio con l’avvento della Modernità, ha interessato in forme diverse l’Ottocento e il Novecento ed è destinato a dispiegare i suoi effetti peggiori nei decenni a venire. Un processo che potremmo chiamare di lenta e perdurante disumanizzazione, dovuto alla perdita della ricchezza delle relazioni umane, che da sempre si riflettono nella varietà semantica delle parole della lingua discorsiva. Un impoverimento che ha avuto inizio con la nascita degli stati nazionali, che “sfoltiscono le lingue” e che si rivelano come...

Pier Vittorio Tondelli. Altri libertini

Il lettore che nel giugno del 1979 fosse uscito dal bar della stazione ferroviaria dove ha inizio Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, tra spie e vecchie mondane, per entrare di lì a poco in un altro bar di un’altra stazione, quella di Postoristoro, con cui si apre Altri libertini, libro di esordio di Pier Vittorio Tondelli, nel gennaio del 1980, avrebbe misurato di colpo il cambio di stagione accaduto nel giro di quei mesi. Gli anni di piombo sono al loro culmine; a Bologna esplode la bomba neofascista nella stazione, ma il declino del terrorismo è già cominciato. Sta per iniziare il “riflusso” o, come si diceva allora, il “trionfo del privato”. Il bar della stazione di Reggio Emilia, baricentro geografico dell’intero libro di racconti di Pier Vittorio, è il ricettacolo di eroinomani, piccoli delinquenti, spacciatori, checche e travestiti, giovani abbandonati da tutti e da tutto. Come ha scritto Fulvio Panzeri, suo editore postumo, il romanzo del venticinquenne ragazzo correggese pone al centro della narrazione “un immediato che non sembra avere né passato né futuro...

La vera storia di Linus

Pubblichiamo di seguito l’introduzione di Alberto Saibene al libro Storie sparse. Racconti, fumetti, illustrazioni, incontri e topi di Giovanni Gandini ( Il Saggiatore, 2011, € 25.00).   Scarica la copertina.   Leggi la prefazione in pdf.     “Non c’è mai stato bisogno di telefonarsi”, così Anna Maria Gandini ricorda i primi anni della Milano Libri, la libreria che ha fondato nel 1962 insieme a Laura Lepetit, Vanna Vettori e Franco Cavallone. È lì, in via Verdi, accanto alla Scala, che un gruppo di amici comincia a ragionare di libri e fumetti attorno alle novità che arrivano da New York, Londra e Parigi.     Nel 1957 Anna Maria,figlia di Guido Gregorietti, direttore del Museo Poldi Pezzoli (“le prime notti a Milano, era il 1949, arrivavamo da Roma senza una casa, abbiamo dormito nel Museo ancora chiuso per i danni della guerra”), aveva sposato Giovanni Gandini, famiglia d’origine di Fontanellato, laureato in Giurisprudenza, un lavoro alla Ricordi di Nanni Ricordi, ma già con la vocazione dell’irregolare. Gli amici di Giovanni...

Marco Cavallo e la luce a Parigi

Cammina Dario reggendo la testa di Marco Cavallo, cammina Charli, cammina Donatella, cammina Claudio, cammina Ferrari, cammina Pino, cammina Giulia, cammina Cinzia, cammina Vincenza, cammina l’Accademia della Follia verso il Grand Périphérique per far vedere a Marco il traffico di Parigi. Qui dove tante teste furono tagliate per fraternità e uguaglianza, qui sempre penso a quei fiori del male che sbocciano nella mente e che qualche volta un cavallo azzurro può trasformare in luce. Oggi, 25 settembre 2011, abbiamo portato al Festival du Futur Composé La luce di dentro. Viva Franco Basaglia - nato da un breve testo di Gianni Fenzi, regia e drammaturgia di Claudio Misculin con me, debutto nel 2009 al Teatro Sloveno di Trieste. Narra la nascita di Marco Cavallo nel 1973, in scena c’è Basaglia.   Mi viene in mente quando sono venuto per invito di Jacques Lang (1975) dopo undici giorni di teatro continuo del Gorilla Quadrumàno al Festival di Nancy da lui diretto - voleva un spettacolo nuovo per il Théâtre de Chaillot, ho ideato Comedie des Italiens con Gianni Celati. Siamo venuti a Parigi a parlarne con...

Google celebra Calvino

Eccola lì la banda di Qfwfq, ondeggiare sulla loro barchetta al largo degli Scogli di Zinco. Lui, il cugino, la piccola Xlthlx, la signora Vhd Vhd e il capitano, che con la scala si allungano per afferrare la Luna nel breve interstizio tra lei e la Terra. Secondo Sir George H. Darwin, una volta la Luna era assai vicina al Pianeta azzurro, mentre poi furono le maree che, poco a poco, la spinsero lontano. Il disegno che campeggia oggi, 15 ottobre 2011, nella home page di Google annegando il suo logo – le due O che richiamano una doppia Luna – dentro un mare agitato, rende omaggio a uno degli scrittori italiani più noti al mondo, nato esattamente ottantotto anni fa a Santiago de Las Vegas vicino all’Avana.  E che ci ha lasciato a metà degli Ottanta. Google ha scelto come omaggio a Calvino l’inizio della sua prima “cosmicomica”,“La distanza dalla Luna”, uno dei più bei racconti del secondo Novecento per fantasia, immaginazione, sottigliezza e poesia; un testo ricco di risvolti e sottintesi che manifesta tutta la capacità narrativa dello “scoiattolo della penna”, come lo definì...

Montisola / Paesi e città

Montisola è un luogo che sfugge alle definizioni, forse perché ogni singolo elemento che la costituisce pare abbia una voce, si sente come un brusio da torre di Babele: lago, monte, roccia, onda, albero, ognuno parla una sua propria lingua.   Prima si entra in molle sintonia con la fluidità dell’acqua: camminando sulla strada di asfalto che si accosta al lago verso Sensole, sembra di muovere i passi su un ponte, poi, mentre si sale da Peschiera a Menzino, qualcosa cambia, e gli occhi iniziano ad apprezzarne i lineamenti aspri: le forme nude delle rocce, l’ossatura del monte che si innalza dalle rive del lago e rivela, con le sue incisioni e le striature, l’intima architettura dell’isola, i segreti della sua nascita. Gli strati rocciosi a picco sulla strada stanno quasi a indicare il percorso per raggiungere la cima: una grande pietra solitaria appoggiata sulla sommità del monte come un cappello. Se si scende verso il lago invece, pare che qualcosa si srotoli: si lasciano gli alberi, la terra, il bosco e si giunge di nuovo a riva, senza accorgersi della strada percorsa e di quanto tempo sia passato.  ...

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in condizioni di analfabetismo, il 33% è a rischio e solo il 19% conserva i livelli minimi di competenze necessarie in società moderne” (da Internazionale, 24 giugno 2011). Se non bastasse ricordo a tutti qual è il rapporto con la cultura di chi ci governa e cosa sta facendo in questi giorni con la nuova manovra economica alla scuola pubblica, non contento di averla già...

La passeggiata filosofica

Nelle colline tra Pisa, Livorno e Volterra spicca il piccolo paese di Lari che tenta la strada della “ri-esistenza” attraverso la scoperta del suo genius loci con l'aiuto di cinquanta artisti che vivranno, respireranno, e interpreteranno i suoi luoghi attraverso site specific, reading, spettacoli, concerti, passeggiate filosofiche e incontri poetici creati ad hoc.   La filosofia e il camminare condividono una condizione essenziale: si possono scoprire cose nuove, o vedere diversamente le stesse cose, solo spostando il proprio baricentro e apprendendo a governare la semi-sospensione del corpo e della mente che ogni passo e ogni domanda provocano. Non ci si muove e non ci si trasforma se non passando attraverso equilibri instabili, tra salite e discese, tra percorsi già battuti e sentieri ancora da aprire, mentre l’orizzonte si sposta con l’osservatore. Viste da questa angolatura, in modi e luoghi fatti “ad arte”, una camminata, la filosofia e la poesia sono tutte, ciascuna a suo modo, esperienze estetiche, e come tali si incontrano nella passeggiata filosofica e poetica di Lari, sabato 30 luglio, nell’ambito della...

Videoclip

Rivendicarne la paternità italiana sarebbe scorretto, eppure quando si parla di video musicale è difficile non pensare alla cosiddetta Musica cromatica del futurista Bruno Corra. Anno 1912, così Corra definiva il suo disegno diretto su pellicola, ispirato alla musica di Mendelssohn e Chopin. È trascorso un secolo e il minimo che si posa affermare è che il videoclip è divenuto una forma d’arte ormai a sé stante. L’idea di sviluppare un filmato accoppiato a una musica è in pratica coeva del cinema sonoro. Cosicché il jazz, che alla fine degli anni 20 nel secolo passato andava per la maggiore, cominciò a essere accompagnato dalle immagini. Da Minnie the Moocher di Cab Calloway (il primo vero clip della storia, secondo gli storiografi) a Duke Ellington, dai Beatles a Bohemian Rhapsody dei Queen (il primo videoclip della storia, sostiene a torto la massa di appassionati di musica rock), l’evoluzione di questa “ristretta” forma di linguaggio ha trovato proprio negli anni ’80 il suo massimo amplificatore.     Con lo sviluppo della discografia su scala industriale...

Di libro in libro scorre la vita

Certe volte capita che la lettura di un libro metta in moto una reazione a catena, per cui si sente il bisogno di dipanare una matassa, si ricorre ad altri libri, ti tocca fare i conti con episodi del passato, si ritorna ai libri e si va avanti, fino a quando si mette un punto. Per modo di dire.   Chernobyl di Francesco Cataluccio mi ha portato a Imperium di Ryszard Kapuscinski, come tenendomi per mano. Il 4 giugno 1933, mentre in Ucraina si muore di fame e le madri impazzite mangiano i propri figli denutriti, il responsabile della catastrofe passata alla storia col nome di Holodomor, Stalin, approva l’esecuzione del suo progetto più folle, la costruzione del Palazzo dei Soviet a Mosca: l’edificio, racconta Kapuscinski, avrebbe dovuto oscurare l’Empire State Building; alto 415 metri, sormontato da una statua di Lenin alta tre volte la Statua della Libertà, (il cui dito indice avrebbe dovuto misurare 6 metri), a costruzione ultimata avrebbe raggiunto una capacità di 7 milioni di metri cubi, equivalente alla cubatura dei sei massimi grattacieli newyorkesi di allora, un vero schiaffo all’America. Mentre sulle strade e fra i...

Torino / Paesi e città

  Torino è molto cambiata in questi ultimi due-tre anni. Sguardi stranieri s’incrociano di continuo, spesso ruvidamente comunicano fra loro, in tram, nei supermercati oppure a scuola nelle ore di ricevimento con i genitori. Provate a immaginare come i nipoti dei meridionali arrivati negli anni Cinquanta cercano di spiegare agli immigrati di seconda generazione il significato di una parola come “autogestione”. Il modo migliore per osservare il mutamento è quello di sempre: “l’occhio straniero”. Gli stranieri a Torino hanno sempre gli occhi di Marcovaldo: “Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città”. Gli extracomunitari, come i meridionali respinti o derisi perché si costruivano un piccolo orto nella vasca da bagno, con il loro sguardo riescono talvolta a perforare la scorza ruvida di chi è nato qui. L’occhio di questi Marcovaldi multietnici continua a essere l’occhio della nostalgia. In altre città non accade in eguale misura.   La letteratura è piena di esempi. Un milanese trapiantato per qualche anno a Torino, Francesco Cataluccio,...

Le mani di Boetti

Premessa sulla sintassi dell’indeterminazione.   Una delle frasi che Alighiero Boetti ha scritto nei suoi famosi quadrati dice: “Mettere i verbi all’infinito”. Come possiamo interpretarla?   Mi rendo conto che si tratta di un paradosso, ma qui l’interpretazione che viene in mente per prima è la meno immediata e la meno letterale: è l’interpretazione di tipo simbolico. “Verbi” sono tutte le parole, tutte le cose che diciamo. L’“infinito” è il limite di quello che si può pensare e immaginare, segna il punto oltre il quale la mente non può andare. Mettere i verbi all’infinito significherebbe, così, portare il linguaggio alla sua massima potenzialità e oltre ogni limite, fargli dire tutto e il contrario di tutto. A parlarci, qui, è quello stesso Boetti che gioca con il tempo, con la morte, con i sensi che gli uomini scopriranno in futuro, oltre ai cinque classici e oltre al senso del “pensare”. Ma questa non è che l’interpretazione simbolica, del tutto opinabile, della frase.   Un’altra...

Torino e i libri. Una scelta politica?

Le classifiche, come le liste, sono fatte per essere discusse, per vedere chi c’è e chi invece ne è escluso, ma soprattutto per capire quale logica presiede alla stesura dell’elenco dei salvati e dei sommersi. Mi sto riferendo alla serie di libri scelti dal Salone del Libro che si apre tra poco a Torino, libri che hanno fatto l’Italia, esposti in una mostra che dovrebbe costituire la base di un futuro Museo del Libro.   Un gruppo di studiosi e professionisti dell’editoria ha selezionato i 150 Grandi Libri e i 15 Super Libri – ovvero, i Best seller e i Mega seller per usare il linguaggio del massmarketing, oggi così consueto. Se la seconda lista, i Super Libri, include i libri che al loro apparire hanno rappresentato una svolta, un cambio di passo nella rappresentazione del nostro Paese, come è detto nella spiegazione che appare nel web, cominciare con Nievo, con le sue Confessioni, è perfetto, per quanto sia un libro postumo e la sua importanza, come capita spesso ai grandi libri, si sia imposta lentamente nel tempo, cosa che è accaduta a Primo Levi di Se questo è un uomo, uscito nel 1947 e...

Giorgio Manganelli / Mammifero italiano

Giorgio Manganelli fu un impareggiabile corsivista. Il primo a comprendere il valore letterario degli scritti giornalisti dell'autore di Nuovo commento fu Italo Calvino, a detta del quale sue prose per la stampa non erano “meno ricche di invenzioni fantastiche e linguistiche delle sue prose dotte”. D'altro canto Manganelli assimilava il corsivo (“poche righe, rapide e mortali”, “un paradosso”) alla forma chiusa e costrittiva del sonetto. Marco Belpoliti ha doviziosamente raccolto in Mammifero italiano quegli articoli, apparsi tra il 1972 e il 1989, che vanno a comporre una beffarda e implacabile disamina del carattere degli italiani contemporanei. Di quella cernita, l'unico inedito è quello intitolato Patria, che traeva spunto dalla denuncia per vilipendio ai danni del celebre imitatore televisivo Alighiero Noschese. Era il 1974.   L’italiano medio, scapolo, divorziato o con famiglia, che passi nelle vicinanze di una bandiera italiana, sgargiante nei suoi tre colori, è ammonito di tenere un contegno assolutamente inequivoco; potrà sorridere, ma con rispetto, nei confronti di detta bandiera, e...