Categorie

Elenco articoli con tag:

Jonathan Swift

(7 risultati)

Aristofane, Serres, Gadda, Szymborska / Nuvola

  Si sa, le cose del Cielo nascondono quelle della terra. Può accadere però che siano i fenomeni atmosferici ad impedirci di vedere il cielo: “prevediamo il momento esatto di un’eclissi, ma non sappiamo se potremo vederla” (Michel Serres), una nuvola potrebbe frapporsi allo sguardo. Ma nella storia del pensiero (filosofico e scientifico) le cose del cielo hanno nascosto le meteore che si stendono fra il cielo e la terra; nel cielo stellato sopra di noi abbiamo cercato il riferimento per la navigazione morale (un cielo spesso nascosto fra le nebbie del mar Baltico), nel rassicurante ripetersi dei moti planetari abbiamo cercato il modello della stabilità dei saperi. All’astronomia abbiamo affidato la luminosa verità, alla meteorologia, grande rimossa della storia della scienza, lasciamo il campo fluttuante e instabile di quanto è al più probabile: le “nuvolaglie filosofiche” sono illusorie e volubili parvenze dove ognuno può leggere quel che vuole. “Il cielo della verità, le nuvole dell’errore”, per dirla con Hegel: un’immagine di cui oggi leggiamo i possibili rovesciamenti.    Nella commedia di Aristofane, il coro delle Nuvole – le divinità evocate da Socrate a...

Mai perdere la curiosità!

Pubblichiamo in occasione della nuova edizione de L’uomo e la morte di Edgar Morin, curata da Riccardo Mazzeo in uscita da Erickson,  la conversazione con il pensatore e filosofo francese che apre il volume.     Riccardo Mazzeo: Ci troviamo con Edgar Morin, nella sua casa di Parigi, per la nuova prefazione del suo libro L’uomo e la morte. Si tratta di un’opera che, quantunque abbia più di sessant’anni, è assolutamente giovane. In essa si parla dell’uomo di fronte al fenomeno della morte. Questo capolavoro non ha perso un briciolo della potenza che aveva quando venne pubblicato per la prima volta. Ha dell’incredibile che un’opera di tale ricchezza sia stata scritta da un giovanotto. In questo libro c’è qualcosa di cui si sente ogni giorno di più la mancanza adesso, ovvero la messa in gioco degli elementi costitutivi della molteplicità che rendono un essere umano veramente umano. Nel mostro mondo mondializzato e formattato si è vissuta, in un certo senso, una vera e propria perdita. Il mondo attuale non può essere esclusivamente razionale. A mio avviso, sebbene cerchi...

Good Friday, Mr Pink

«Trovai un prato pulito e molle; mi vi sdraiai, e feci la più bella dormita che avessi mai fatto in vita mia, poiché mi svegliai dopo ben nove ore, quando il sole era già alto. Feci per alzarmi, ma non mi riuscì. […] Intorno a me udivo un rumore confuso, ma, stando così supino, non potevo scorgerne la causa. A un tratto sentii qualche cosa che si moveva sulla mia gamba sinistra, dalla quale, passando sul mio petto, mi saliva a poco a poco verso il mento. Guardando alla meglio da quella parte, vidi una creatura umana alta forse un sei pollici che aveva in mano un arco e una freccia e a tracolla un turcasso. Non meno di quaranta altri esseri della stessa specie tennero dietro al primo…» Un anno dopo, e con un anno in più, il novantasettesimo Giro d’Italia si è risvegliato nel tardo pomeriggio di oggi, a Belfast, Irlanda del Nord, così come si risvegliava il dottor Lemuel Gulliver, sull’isola di Lilliput, nelle prime pagine del romanzo di Jonathan Swift. Dicono che Swift, irlandese e pastore anglicano, si sia ispirato al profilo della collina di Ben Madigan (in gaelico irlandese Binn...

Conversazione con Jonathan Coe

Incontro Jonathan Coe per la seconda volta (dopo averlo già presentato al festival Collisioni, in Piemonte, due anni fa) al festival WriteIdea di Londra, di fronte ad un pubblico attentissimo e alla presenza di due interpreti per sordi. Come allora, Coe si dimostra persona sensibile, affascinante e modesta. Dopo avermi spiegato com’è riuscito a farsi definire dal quasi coetaneo Nick Hornby “...il miglior scrittore della sua generazione”(citazione buttata da Hornby in un articoletto, ma poi ripresa da Coe e immortalata sulla copertina dell’edizione tascabile di Circolo Chiuso), passiamo subito a domande concrete – le risposte, come sempre, si riveleranno ricche e stimolanti.     Il tuo ultimo romanzo, I Terribili Segreti di Maxwell Sim (2009), che narra la crisi esistenziale di un uomo di mezz’età, sembra in contrasto con altri di più ampio respiro, tipo La Famiglia Henson. Puoi parlarci di come arrivi a questo cambio di registro, di volta in volta?   È vero che libri come La Famiglia Winshaw e La Banda dei Brocchi fanno parte di quello che molti definiscono ‘lo stato della...

Il comico come strategia in Gianni Celati

L’ultimo numero della rivista Nuova prosa, Le strategie del comico in Gianni Celati & co, raccoglie gli atti del convegno di Copenaghen dedicato a Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni.     Lo presentiamo attraverso un’intervista di Aurora Capretti a Gianni Celati ed un breve video, di Gianni Canali, in cui Nunzia Palmieri introduce il volume. Nuova prosa è edita da Greco&Greco (info@grecoegrecoeditori.it) che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l'intervista a Gianni Celati.     Negli anni Sessanta inizia a collaborare e a scrivere su una serie di riviste; tra queste, molte delle quali vicino alla Neoavanguardia, anche “il Caffè” diretta da Giambattista Vicari. Può parlarmi della sua esperienza a riguardo?   L’avanguardia aveva uno sfondo ideologico, anche se questa tendenza era evitata da molti, oppure astratto-fenomenologico, con tendenze abbastanza accademiche. Nelle poche volte che ho avuto a che fare con i suoi promotori, mi sono trovato a disagio. “Il Caffè”era invece una nave in mezzo al mare, senza dottrine, veramente anarchica...

Speciale ’77. What a curious feeling

“Succedevano allora in Italia, nei dieci anni 1968-1978, cose che oggi non ci si crede”. Così, qualche anno fa, Oreste del Buono in circostanza non troppo diversa dalla presente (presentando, cioè, le poesie in quegli anni dedicate da Nanni Balestrini all’allegorica “signorina Richmond”). Di quel tempo alla lettera incredibile è in primo luogo straordinario documento Alice disambien­tata, testo o non-testo attribuito dalla (oggi) dilavata e graffiata copertina dell’Erba Voglio a un fantomatico “collettivo A/Dams”: nome che arieggia (e parodia, forse) quello della testata leader fra le mille dell’esoeditoria di quegli anni e anzi di quei mesi, “A/traverso”, il “giornale PER l’autonomia” informalmente diretto da Bifo, al secolo Franco Berardi.     E, a passare in rassegna le proposte ’76-’80 dell’editrice milanese animata da Elvio Fachinelli, l’air de famille rende meno improbabile un progetto come quello partorito da Gianni Celati, di cucire in un patchwork testuale – come ricorda lui stesso, oggi, a quasi trent’anni di distanza – “schede, appunti, foglietti stropicciati, registrazioni e interventi che riassumevano discorsi svolti per un anno”. Proprio il “collettivo A/...

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in condizioni di analfabetismo, il 33% è a rischio e solo il 19% conserva i livelli minimi di competenze necessarie in società moderne” (da Internazionale, 24 giugno 2011). Se non bastasse ricordo a tutti qual è il rapporto con la cultura di chi ci governa e cosa sta facendo in questi giorni con la nuova manovra economica alla scuola pubblica, non contento di averla già...