raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

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Nicoletta Gosio

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Quali saranno gli esiti? / Il sale della solitudine

Difficilmente uno può scegliere di stare solo per un desiderio vitale, lo capiamo meglio adesso che, per stare al riparo dal virus, ci tocca vivere in una sorta di buio sociale. Perché il buio, qualunque buio, è una condizione insopportabile, tout-court. “Alone is alone, not alive!” dice Robert il protagonista di Company – musical americano del 1970 di George Furth e Stephen Sondheim –, cantando Being Alive il giorno in cui compie trentacinque anni e pensa alla sua solitudine e alla sua paura di non riuscire a trovare nessuno con cui costruire una relazione felice. (Una versione assolutamente struggente ce l’ha regalata Adam Driver – ascoltatela, vi prego, qui – in Storia di un matrimonio, lo straordinario film di Noah Baumbach, candidato all’Oscar nel 2019). Della solitudine, tuttavia, abbiamo bisogno, come della sete, del silenzio, del dubbio, e di tutti quegli elementi costitutivi che muovono le dinamiche del desiderio. Del desiderio di vivere, appunto.    E la storia occidentale ha fatto sì che la solitudine sia diventata una dimensione di vita auspicabile, preferibile ad altre forme di socialità forzata, come la famiglia ad esempio. Mattia Ferraresi in...

Gosio, Zuppi, Canfora e le parole dell'odio / Odi et amo

Ma che cosa è successo, non dovevamo odiarci tutti? Non eravamo immersi fino al collo nei discorsi d'odio, gli hate speeches che inondano tutto, dal web alle nostre bocche? Com'è che di fronte all'emergenza del virus siamo diventati improvvisamente buoni e buonisti, cantiamo e suoniamo insieme, ci abbracciamo virtualmente molto più di prima, sembriamo trasformati in esseri miti, benvolenti e solidali? Ma è poi tutto oro quel che luccica?   Nazionalismi vecchi e nuovi   Da una parte sì: le parole sono veramente più educate, i comportamenti più gentili e gli atteggiamenti più solidali. E questa è una cosa buona, direi. Ma... verso chi? Verso gli Italiani, circondatisi di Tricolori e InnidiMameli. Insomma, notiamo che il virus ha fatto risorgere nazionalismi nuovi e insidiosi che ripropongono, ripulita dai tratti virulenti del sovran-populismo, la contrapposizione noi/voi. Che in Italia così suona: «Noi siamo più bravi dei paesi del Nord, siamo arrivati prima a proporre misure restrittive mentre voi cincischiavate non sapendo che pesci pigliare». Cui si risponde più o meno così: «Noi abbiamo abbastanza respiratori, mascherine e soprattutto posti in terapia intensiva che ci...