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Antropologia

(291 risultati)

Il genere tra neoliberismo e neofondamentalismo / Sovversione dell’eterosessualità

Quando pubblicai il testo integrale della relazione dal titolo Sovversione dell’eterosessualità sulla piattaforma di “Effimera”, in molti e in molte mi domandarono per quale motivo auspicassi – letteralmente – la sovversione dell’eterosessualità. Alcuni, con un tono divertito, mi domandarono se avessi per caso in mente dei metodi per farlo. Con un tono più disciplinare, nella misura in cui “disciplinare” sta sia per “tutela dell’ordine” sia per “rigore scientifico-filologico”, altri, e a volte gli stessi, mi domandarono invece per quali motivi avessi scelto di nominare l’“eterosessualità” come sostantivo, senza ulteriori declinazioni o aggettivazioni – come ad esempio “obbligatoria”, aggettivo che proviene dalla riflessione di Adrienne Rich. O – per non citarne che alcune – perché non “eteronormatività”, come la definì Michael Warner, o “Norma eterosessuale”, per dirla con il glorificante maiuscolo di Mario Mieli, o “mentalità eterosessuale” (straight mind), per usare invece la definizione di Monique Wittig, o “eterosessismo”, come lo definisce, tra le altre, Nancy Fraser (Fortune del femminismo, 2014) e, più in generale, la trattatistica filosofico-politica. Perché “...

Per non essere vittime delle pulsioni collettive / Anatomia del crimine

Per lungo tempo si è pensato che il processo penale fosse esclusivamente l’occasione per applicare a un cittadino la legge concepita in astratto. Applicare uguale interpretare, e cioè leggerla secondo la volontà di chi l’ha costruita, secondo il tessuto linguistico, l’evoluzione storica, calandola in definitiva al caso concreto. Il positivismo ottocentesco ha impresso una formidabile spallata a questo modo di intendere il momento giudiziario, palestra dell’accademia e riserva esclusiva dei giuristi e delle loro costruzioni. Il diritto, si diceva, non può fare a meno della scienza in quanto la ricostruzione del fatto accaduto e la salute mentale dell’imputato non possono prescindere da conoscenze specialistiche. L’antico mito, che oggi ancora risuona nelle aule universitarie, del giudice quale “perito dei periti”, e cioè sovrano illuminato che domina ogni materia giuridica e non, iniziava a subire ferite profonde. Dalle discussioni in materia psichiatrica si è passati, lentamente ma inesorabilmente, alle scienze tradizionali ed oggi alle nuove scienze.   La letteratura poliziesca, e poi cinema e televisione, hanno contribuito a rompere un velo: le indagini non sono solo...

Il teatro nasce in Valsamoggia / Le Ariette, l'amore e i “territori da cucire”

La bazzanese è una strada provinciale nella pianura emiliana antropizzata. Si parte da Bologna in direzione Valsamoggia e si prosegue sino al modenese, toccando Vignola e Maranello. Ai lati della strada gradualmente spuntano capannoni industriali, vetrerie, bar gestiti da cinesi, hamburgherie colorate di neon, gommisti, palazzi dall'intonaco scrostato, concessionari d'automobili, cantine sociali, pizzerie, negozi di ingrosso, supermercati. La Valsamoggia inizia a Crespellano, borgo alle porte di Bologna aggregato attorno alla provinciale e alla ferrovia suburbana, scelto dalla multinazionale Philip Morris come sede di uno stabilimento per sigarette “che non bruciano”, il futuro del tabacco, dicono, con seicento posti di lavoro promessi e l'apertura di uno svincolo autostradale. Procedendo verso Modena sul lato sinistro compaiono i primi campi coltivati, giallo intenso del grano di fine estate, balle e ballette ordinate, verdi filari di viti e svolte che promettono agriturismi e caseifici.   Bazzanese.   Giriamo verso Monteveglio, zona di Pignoletto dei colli bolognesi e di capitani di industrie di sistemi elettronici per la sicurezza domestica, paese in cui si ritirò il...

Estati / Facebook e gli intellettuali in vacanza

Alberto Arbasino su Facebook non c’è. Ed è giusto così: anni luce, per carità, da lui e dal suo lavoro. Eppure, se avesse dato anche solo un’occhiata, vi si sarebbe trovato ironicamente a suo agio, dato che quest’ambiente (chiamiamolo così) proliferante e multiforme, noiosissimo e conturbante non è altro che il contenuto folklorizzato dei suoi romanzi più cool, Fratelli d’Italia in testa. Tutti i “signoramia” e gli “oddio” e i “perdindirindina” sono qui all’ordine del giorno. Amplificati. Per non parlare dei personaggi improbabili che, come questo scrittore arcirproustiano ci ha da tempo insegnato, s'incontrano a ogni angolo di strada cittadina o trazzera rurale, nonché delle ricche promenades di una villeggiatura comme il faut.   In tempo d’estate, fra l’altro, anche i doppi nodi vengono al più restio dei pettini, fitto o rado che sia. Osservando i ciclici spostamenti degli eschimesi nella stagione calda, in era non sospetta Marcel Mauss aveva dato delle ferie una visione rigorosamente antropologica: raggiunta la costa, quella gente non va semplicemente in vacanza ma cambia radicalmente i propri costumi (religiosi, sessuali, politici), se non i propri valori. Per restare ad...

Jazzi. Secondo natura / Schiuma

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura.    La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   Estate. Sulla riva del mare. Il vento ha creato grandi onde che s’infrangono sul bagnasciuga con bellissimi effetti biancastri. Adulti e bambini vi si tuffano felici. Lo sapevate che c’è qualcosa in comune tra questa massa bianca, il pane, la crema da barba, il cappuccino, una meringa e il sughero? Sono tutti aggregati composti da piccole bolle, ovvero delle schiume: stati instabili. Solidi, liquidi e gas, i tre più noti stati della materia, si combinano in vario modo per formare la schiuma. Ci sono schiume che si mangiano e si bevono, come la mousse...

La bambola e il suo fruitore / Salvini e Boldrini

Se la processione che fanno e il canto del fallo che intonano non fosse in onore di Dioniso, ciò che essi compiono sarebbe indecente; la medesima cosa sono Ade e Dioniso, per cui impazzano e si sfrenano. (Eraclito, frammento 15)   Il problema, per così dire, non è il giudizio politico su Laura Boldrini. Il problema è semmai il delirante sessismo che lo accompagna, qualcosa che trasuda dalle parole, dai gesti, dalle allusioni come dalle esplicite volgarità che, molto spesso, si palesano nel web e fuori da esso. Non è una novità ma, durante questa estate, ha conosciuto una riacutizzazione. Ragione di più per domandarsi quale sia il suo fondamento. Accostare la presidente della Camera a una bambola gonfiabile, fingendo poi che sia una goliardata o rivendicando il gesto alla stregua di un “atto di opposizione”, non dice niente della (e alla) politica ma ci racconta senz’altro di un percorso di infantilizzazione collettiva che è al cuore della regressione che stiamo vivendo in questi anni. Boldrini, da questo punto di vista, nella denigrazione pubblica di cui frequentemente è destinataria, sospesa nel suo essere vista dai più come una specie di strega e da molti di meno in quanto...

A Marta Baggiani / Il lume del sentimento e della ragione

In questo sito Marta Baggiani scrive:   “Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l’ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: NOI NON ABBIAMO PAURA. Ci siamo fatti in quattro per aprire le nostre menti, sui libri ma soprattutto in giro per il mondo, dove abbiamo raccolto il fiore della tolleranza e piantato il seme dell’amicizia, quella che non guarda alla religione e al colore della pelle. Non avremo paura di prendere i nostri aerei per vedere se quei semi crescono. Non avremo paura di continuare a viaggiare, vedere, toccare, sorridere, amare oltre ogni confine. Lo faremo per la nostra causa. La nostra lotta è senza bombe, ma noi non abbiamo paura. E se cadremo vorrà dire che, come i nostri bisnonni non troppi anni fa, avremo combattuto per il valore più bello che c’è: la nostra LIBERTÀ. Questa è la nostra resistenza”.   Marta rappresenta, in modo splendido, una minoranza attiva. Questa minoranza – non so che tipo di studi Marta svolga – si è piegata sui libri, ha girato il mondo per incontrare gente come lei, si è sforzata di capire, di comprendere. Ci sarà ben qualcosa dietro la...

Una riflessione psicologica / Il narcisismo estremo e il terrorista

L’irruzione improvvisa di una potenza ignota o la lenta e distillata penetrazione attraverso l’indottrinamento e l’addestramento: entrambe le vie mostrano di essere in grado di generare il desiderio di gloria che coinvolge e travolge le personalità dei terroristi suicidi.   I Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’attentatore di Nizza nel giorno anniversario della rivoluzione francese, il 14 luglio 2016, ha ricevuto una radicalizzazione rapida della sua scelta. Atta, il capo terrorista dell’attentato alle Torri gemelle aveva avuto una lunga preparazione. Percorsi diversi per esiti simili. La guerra cambia quando chi uccide non lo fa più per salvare se stesso. Tanto che se il terrorista suicida non muore si tende a considerare fallita l’operazione, come hanno già sostenuto Diego Gambetta e con lui Marco Belpoliti occupandosi del tema su doppiozero. L’azione terroristica suicida diventa allora una finalità trascendente basata sulla distruttività come fine ultimo. Uno dei suoi caratteri peculiari è la purezza che deriva dal compimento del sacrificio di se stessi. Dal mito dell’angelo vendicatore al narcisismo, le leve psichiche interiori, sollecitate dall’educazione, fanno parte della...

Progetto Jazzi / A quei luoghi continuo a tornare

  Apriamo con questo contributo della scrittrice Carmen Pellegrino l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Lo chiamavamo il mare d’altri. Quel mare in lontananza che col dito indicavamo ai turisti – ‘...

Papa Francesco, Anna Maria Ortese e gli animali / Cani e gatti in paradiso

«Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai cani e ai gatti e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino della vicina, no no»: queste parole pronunciate venerdì scorso da papa Francesco durante l’udienza giubilare a San Pietro e rilanciate dalla stampa con titoli ad effetto possono sorprendere, o suonare stonate rispetto al testo dell’enciclica Laudato si’ del 24 maggio 2015. Potrebbero essere ricondotte al luogo comune che spesso sentiamo ripetere a chi mostra nei confronti degli animali sensibilità e affetto ritenuti eccessivi: «vi preoccupate tanto della condizione animale quando c’è gente che muore di stenti». È un’asserzione che – diceva Anna Maria Ortese – procede da un ricatto morale proprio di chi isola i problemi dell’uomo da quelli del suo ambiente. Semmai, si potrebbe forse aggiungere che il discrimine non è tanto tra l’essere attaccati ai propri animali e il non essere attenti al proprio simile in difficoltà, ma tra chi si cura dei propri cari, siano essi animali o umani, ed è indifferente alle sofferenze altrui, animali o uomini che siano. E, certo, è più probabile che a provare compassione per le sofferenze del proprio simile sia chi la prova per gli animali, che...

Tra memoria e antropologia / Se questo è un uomo e le prime testimonianze

Il mio contributo a questo convegno prende le mosse da uno studio sui primi libri che hanno raccontato in Italia i Lager: tale contesto può contribuire ad evidenziare quanto la forza letteraria dell’opera di Levi si radichi nella sua attitudine all’esercizio antropologico e quanto in esso trovi la capacità di generare memoria. Si tratterà di considerare quanto la struttura narrativa, tanto nel suo rapporto con l’oggetto e il destinatario tanto con il contesto più in generale, evochi temi e questioni familiari all’antropologia.   A qualche mese dall’uscita di Se questo è un uomo, Cesare Cases, germanista e vivace intellettuale della comunità ebraica milanese, coglieva “il segreto” del libro nell’aver voluto “rendere l’inumano con parole umane, riportare il regno della morte nelle dimensioni consuete degli uomini che dimorano nelle case”: una sfida riuscita grazie all’arte che permette a Levi di dare a vedere il “mondo omogeno, compatto” del Lager, di scandagliarlo di fronte al lettore “al contrario di quel che accade in parecchi libri usciti dall’esperienza dei campi di concentramento, incapaci di superare l’immediatezza dell’orrore”. Quando, nell’ottobre 1947, usciva in...

Un'antropologa sulla propria vecchiaia / Clara Gallini. Storia di una malattia

Un libro coraggioso, questo di Clara Gallini (Incidenti  di percorso. Antropologia di una malattia, Nottetempo), non solo perché affronta con sorprendente lucidità il percorso di una malattia, la sua, ma anche per come lo fa. Ci vuole un certo coraggio, oggi, a scrivere: “Ora sono vecchia – una parola che non usa più, resa orrorosa da quel linguaggio renziano che esorta alla rottamazione di quanto non sarebbe giovanile. Vechia e malata...”. In un'epoca in cui la cosmesi lessicale tenta in ogni modo di fare scomparire la vecchiaia, esorcizzandola attraverso eufemismi e slogan vincenti, ammettere (e accettare) con chiarezza la propria condizione è atto coraggioso.   E lo è anche il cercare di reagire al male e alle terapie invasive tentando di trasformare l'intero sistema terapeutico in un campo di osservazione per chi come lei, ha trascorso la vita “osservando e partecipando” come fa ogni antropologo. Allieva di Ernesto De Martino, Clara Gallini diventa, in questo ultimo lavoro, osservatrice partecipante di se stessa e dell'apparato umano, tecnico e simbolico che è la medicina, raccontandoci la storia di un corpo malato. Se Malinowski, padre dell'osservazione partecipante...

Arti decorative e identità africana / Echi del passato, iscrizioni del presente

English Version   In un salone elegantemente affrescato di Villa La Pietra, sede fiorentina della New York University, vi è un pregevole manufatto che ritrae una donna con una tunica marrone chiaro adornata da foglie di fico dorate, un colletto d’oro e bottoni e stivali in tinta. Sul suo viso d’ebano è disegnato un ampio sorriso e il suo corpo è semi-genuflesso. Le braccia aperte accolgono i visitatori, come a suggerire un invito: “Datemi i vostri guanti, le sciarpe, i cappotti”. Dall’altra parte della stanza vi è una statua simile, che ritrae una figura maschile. Le sue sembianze sono quelle di un paggio del XVIII secolo. È un giovane africano dalla splendida chioma ricciuta, adornato da stemmi marroni e dorati, raffigurato con un corno o una tromba sottobraccio, su un piedistallo a gradino, in un gesto di riverenza nei confronti degli osservatori. Queste opere appartengono a un genere di arte decorativa dell’Europa occidentale di cui fanno parte oggetti d’arredamento, sculture, dipinti e arazzi raffiguranti personaggi di origine africana nelle vesti di domestici, soldati, servitori e custodi di...

Desiderio e sesso nel mondo virtuale / La tecnica del perineo

JH e Sarah sono due trentenni come tanti. Si sono conosciuti grazie a una applicazione di dating online ma non si sono mai veramente incontrati. Nella solitudine dei loro appartamenti consumano rapporti fatti di parole e immagini, di attese e improvvise notifiche. JH vorrebbe rompere la dimensione virtuale, portare quel non-rapporto nella vita reale. Sarah non vuole sapere nulla del suo amante 2.0, o almeno così sembra... Ruppert & Mulot, La tecnica del perineo In La tecnica del perineo, il duo francese Ruppert & Mulot si confronta con l'erotismo (uno dei generi per antonomasia del fumetto) e lo fa con l'intelligenza e la raffinatezza che da sempre caratterizza la sua produzione. L'erotismo è per R&M un pretesto. Non che i due artisti vogliano evitare canoni e codici, ma come sempre partono da luoghi comuni consolidati e li trasformano in strumenti con i quali esplorare la contemporaneità e l'universo delle relazioni (da questo punto di vista assolutamente da recuperare il loro magnifico Irene e i clochard, uno dei pochi loro titoli presenti in traduzione italiana edito in Italia da Canicola). Ruppert & Mulot, La tecnica del perineoIl genere è il...

Le passioni tristi di Benasayag

Gli psi   Sono usciti di recente in Italia due libri di Miguel Benasayag: Oltre le passioni tristi, per Feltrinelli, e Il cervello aumentato, l'uomo diminuito, per Erickson. Benasayag merita attenzione, come scrittore e come clinico, per il suo pensiero e la sua biografia. Una biografia che non è solo legata alla formazione più o meno classica, ma che si avvale di un'esperienza vissuta intensamente, in cui l'autore ha provato “sulla pelle” la tortura e gli eventi storici del golpe argentino, l'oppressione sociale e la dittatura.  A poco più di dieci anni da L'epoca delle passioni tristi – Les passions tristes, scritto con Gerard Schmit – Benasayag scrive, oggi, Oltre le passioni tristi. L'epoca delle passioni tristi è superata. Fin qui siamo alla buona riuscita di un espediente editoriale. In realtà il testo francese ha un altro titolo: Clinique du mal-être, con un lungo sottotitolo che potrebbe essere tradotto con: gli psi di fronte alle nuove sofferenze psichiche.  Ma chi sono gli psi? Con questo termine credo che Benasayag intenda: psicologi, psichiatri, psicoterapeuti,...

Religioni calorie ed altri incidenti

Religioni La conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si è svolta a Parigi tra il 30 novembre e il 12 dicembre ha certificato ancora una volta l'incertezza sui rimedi verso l'attuale scempio ecologico e i suoi rischi. All'orizzonte resta la possibilità di un cataclisma auto indotto; più vicino a noi, i cambiamenti climatici recuperano dal diluvio biblico foschi presagi, ansie indefinite sono in agguato dietro qualche "curva" della storia. Dove le origini culturali di questa situazione? Su queste pagine, l'articolo di Lynn White Lo sfacelo ecologico ha radici cristiane ha posto con lucidità l'attenzione sulla questione. Del resto, la cultura occidentale, "depositaria del marchio" del modello di sviluppo oggi dominante, non può non essere oggetto di un primo sguardo, a cominciare dalle origini, nella religione ebraica e cristiana. Qui le basi del rapporto uomo-natura sembrano chiarirsi già nel momento in cui Dio chiama a sé Adamo per imporre i nomi a tutti i viventi (Genesi 2-19). "Nominandola", l'uomo si erge già sulla natura pur rimanendo ancora dentro l'...

Natale: una bizzarra adozione

Si può raccontare questa storia per Natale? Una storia poco natalizia, alla fin fine, ma che qualcosa ci insegna circa la bontà e la generosità degli uomini e delle donne. Il Natale è questo? Non so. Ma state a sentire. Decisero di fare un viaggio in Turchia, nell'estate del 1988; erano due coppie di amici, con due moto di grossa cilindrata. Una volta nel paese, puntano direttamente sulla città storica di Bursa. Mentre stanno per entrare nella moschea verde, la Yeşil Camii, gioiello dell'architettura ottomana risalente al 1400, vengono avvicinati da un ragazzo turco che in un italiano più che decoroso si offre di far loro da guida. Flavio e Annalisa, entrambi liguri, di Savona, ma residenti a Genova, professore di filosofia lui, ricercatrice di botanica lei, accettano, Annalisa con un leggero fastidio perché avrebbe preferito muoversi a suo piacimento. Il ragazzo li guida nella visita al mausoleo, è gentile ed educato. Quando vede la moto con cui i nostri eroi erano arrivati fin lì, una Yamaha 750, si entusiasma, e a quel punto Flavio gli fa fare un bel giro su per la montagna. Al ritorno il ragazzo, che si...

L'età performativa

English Version     Christoph Wulf (1944) insegna Antropologia e Pedagogia presso la Freie Universität di Berlino, dove è anche membro del Centro Interdisciplinare per l’Antropologia Storica, dell’area di ricerca “Kulturen des Performativen” (Culture del performativo), del centro di eccellenza “Languages of Emotions” e del programma di studi “InterArt/Interart Studies”. Wulf ha studiato storia, pedagogia e filosofia alla Freie Universiät di Berlino e ha conseguito il dottorato a Marburgo nel 1973, dove ha anche ottenuto (nel 1975) l’abilitazione accademica. Nello stesso anno fu chiamato alla cattedra di Pedagogia dell’Università di Siegen, prima di rientrare a Berlino nel 1980.   Wulf è tra i fondatori e i principali esponenti della scuola berlinese di antropologia storico-culturale, che combina metodologie e temi di ricerca provenienti da diverse aree disciplinari in una prospettiva trans-culturale, ed è uno dei pedagogisti tedeschi più apprezzati e conosciuti nel mondo. I suoi lavori sull’antropologia e la pedagogia antropologica sono noti nella...

E per suo sonno: due libri (più uno in arrivo)

La letteratura classica, antica come moderna, visita il sonno come motivo specificamente connesso a due istanze fondamentali: il riposo, della natura come dell’uomo, cui consegue il fisiologico risveglio, e la perdita di coscienza e di controllo, che lo avvicina alla morte. Al sonno si associano le visioni (tutta la Commedia dantesca lo è, e il sonno vi ricorre in più punti con funzione profetica o ammonitrice), ma soprattutto il cambiamento, la metamorfosi di stato (celeberrimo l’incipit kafkiano), il prodursi di una nuova modalità di vita o di percezione. Sonno e sogno sono tra i grandi temi della letteratura (si veda l’ampio spazio che dedica loro il Dizionario dei temi letterari, a firma di Remo Ceserani e Lisa Ginzburg).   E proprio come i grandi temi, il sonno contemporaneo ha perso l’aura ed è diventato un momento fra gli altri della vita quotidiana, di una domesticità perduta o rimpianta, o ancora il segnacolo di un’assenza momentanea (con l’archetipo proustiano a fare da sfondo, ma in qualche modo anche da contraltare mitico: «la resurrezione del risveglio – dopo quel benefico...

Poesia. Lengàs dai frus di sera

"Na greva viola viva a savarièa vuei Vinars..." (No, tas, sin a Ciasarsa: jot li ciasis e i tìnars   lens ch'a trimin tal rìul.) "Na viola a savarièa..." (Se i sìntiu? a son li sèis; un aunàr al si plea   sot na vampa di aria.) "Na viola a vif bessola..." Na viola: la me muàrt? Sintànsi cà parsora   di na sofa e pensan. "Na viola, ahi, a cianta..." Chej sìgus di sinisa i sint sot chista planta,   strinzimmi cuntra il stomi massa vif il vistìt. "Dispeàda la viola par dut il mond a rit..."   A è ora ch'i recuardi chej sigus ch'a revochin da I'orizont azùr c'un sunsùr ch'al mi inciòca.   «L'azur...» peràula crota, bessola tal silensi dal sèil. Sin a Ciasarsa, a son sèis bos, m'impensi...   Traduzione: «Una greve viola viva vaneggia oggi venerdì...» (No, taci, siamo a Casarsa: guarda le case e i teneri alberi the tremano sul fosso.) «Una viola vaneggia...» (Cosa sento?...

Da Marcel Proust al capro espiatorio

A René Girard abbiamo posto alcune domande sul senso generale e sulle implicazioni delle sue tesi.       René Girard   Lei ha iniziato la sua attività come critico letterario nei primi anni ’60, sviluppando la nozione di desiderio mimetico: si desidera appropriarsi di ciò che gli altri desiderano e questo provoca il conflitto, la violenza.   Ho cominciato con la letteratura. In un’epoca in cui tutti ponevano l’accento sulla differenza. Sì, la mia indagine partiva mettendo in rilievo il gioco del desiderio mimetico; ad esso sto ritornando oggi, perché lo ritrovo nel teatro di Shakespeare. Si trattava, per certi aspetti, di una prospettiva antistrutturalistica perché le distinzioni binarie dello strutturalismo, che vorrebbero essere costitutive della cultura, hanno sempre una reciprocità tale da assomigliare molto a un’indifferenziazione. Il desiderio mimetico genera poi la violenza, che non è il frutto della rarità, e non sta né nel soggetto né nell’oggetto, ma nel rapporto tra i soggetti. La violenza è mimetica e il meccanismo...

Lévi-Strauss e il Giappone

Nel 1993, Claude Lévi-Strauss rilasciava un’intervista a Junzo Kawada per la televisione nazionale giapponese (NHK). La prima parte, relativa principalmente all’antropologia americanista, era seguita da considerazioni sul Giappone. Viene qui trascritta la seconda parte, di cui è stato mantenuto il tono di conversazione a ruota libera, senza cancellare le ripetizioni né i tratti di oralità che caratterizzano questo tipo di incontri.         C. LÉVI-STRAUSS: Mio padre, come tutti gli artisti della sua generazione, amava le stampe giapponesi e me ne ha fatto dono... La prima l’ho ricevuta all’età di sei anni, e ne sono rimasto immediatamente affascinato. Per tutta la mia infanzia, i voti buoni che prendevo a scuola venivano ricompensati con il dono di una stampa che mio padre tirava fuori dai suoi scatoloni.     J. KAWADA: Quali sono le sue preferite? Le pitture ukiyoe?   Ammiro in particolare le pitture del periodo arcaico, infine quelle dell’epoca Kambun. Oppure, un po’ più tardi, Kaigetsudù, Moronobu e qualche altro, ma in fondo queste sono cose che si vedono solo nei...

Siamo tutti cannibali

Niente di più attuale del cannibalismo. Lo so, a nominarlo così, di passata, è una cosa che sa di stantio, un po’ esotico forse, quasi vintage. Fa pensare alle vecchie figurine del periodo coloniale, dove omoni neri con pance smisurate, gonnellino di frasche e anelli al naso bollivano in improbabili pentoloni l’esploratore un po’ tonto in chepì d’ordinanza e tuta beige sdrucita. Gli stessi etnologi, a un certo punto, hanno contestato la realtà antropologica di gente che si nutre di carne umana, pensando semmai il cannibale come prodotto di un mito occidentale fortemente etnocentrico. Da tempo gli antropofagi non vanno più: a tener banco sono semmai gli zombie, tutt’altro genere di mostri che turbano a tratti le nostre cattive coscienze, come a indicare il destino verso cui si dirigono, volenti o nolenti, gli orrori quotidiani di cui i media ci nutrono a più non posso.   Eppure, sia pure in forma traslata o mascherata, ma non indebolita, la questione del cannibalismo riappare oggi, appunto, sulla bocca di tutti, tornando a smuovere paure e desideri, provocando non pochi sobbalzi etici e periodiche...

Of Africa

Versione italiana   We are happy to publish the preface of Of Africa by Wole Soyinka, one of the most respected and influential contemporary African writers, the winner of the Nobel Prize for Literature in 1986.  The text has been generously offered by the author for publication on Why Africa?. Enjoy your reading.   Wole Soyinka, ph. Graeme Robertson     What does the continent known as Africa possess that the rest- or a greater part- of the globe does not have already in superabundance? These, obviously, cannot be limited to material or inert possessions-such as mineral resources, touristic landscapes, strategic locations-not forgetting the continent’s centuries-old designation as human hatcheries for the supply of cheap labor to other societies, East and West.  There also exist dynamic possessions-ways of perceiving, responding, adapting, or simply doing that vary from people to people, including structures of human relationships. These all constitute potential commodities of exchange-not as negotiable as timber, petroleum, or uranium perhaps, but nonetheless recognizable as defining the human worth of any people-and could actually...