Manu Larcenet. Blast

Le grandi opere a fumetti scontano spesso un curioso destino. In molti casi, quando ci si trova di fronte a un lavoro fuori dal comune in grado di stagliarsi sopra la sterminata produzione annuale di tavole e baloon, si finisce per ricorrere a parallelismi con altre forme espressive di matrice letteraria, quasi che riconoscere la grandezza di un fumetto non possa che coincidere con una sorta di “promozione” all'alveo del romanzo. Questo curioso processo di nobilitazione rischia chiaramente di far venire meno il carattere unico di quei libri che sanno cristallizzare lo specifico della nona arte e del suo essere amalgama assolutamente peculiare in cui la narrazione è alchimia perfetta fra disegno e parola. BLAST (Dargaud 2009) di Manu Larcenet è da annoverare senza appello fra quei pochissimi libri che segnano in modo indelebile una vetta assoluta del fumetto contemporaneo, fuori da quella retorica figlia del marketing che vuol fare di ogni novità editoriale l'ennesimo e automatico capolavoro.

 

 

Dopo Lo scontro quotidiano, storia di stampo realista e autobiografico dedicata alle vicende di un fotografo in crisi d'identità, Larcenet decise di tuffarsi nel 2009 in un lavoro complesso e prepotentemente ambizioso, un grande romanzo a fumetti di quattro parti e oltre 800 pagine che giunge quest'anno al suo epilogo e la cui edizione italiana – a cura di Coconino Press – si concluderà in novembre con l'uscita nel nostro paese del quarto volume giusto in tempo per la fiera del fumetto di Lucca. Larcenet, affetto da disturbo bipolare, ha deciso di mescolare autoanalisi e distorsione espressionista per esplorare le parti più profonde e oscure dell'animo umano. Personaggio fulcro di BLAST è Polza Mancini, uomo dal corpo gigantesco ed ex autore di libri di gastronomia. Polza all'inizio del racconto si trova di fronte a due poliziotti che lo stanno interrogando, come nel più classico degli incipit noir. Da lui vogliono un racconto realistico e coerente della sua vita, un insieme di luoghi e fatti che possano portare in modo univoco alla ragione del suo arresto. L'accusa nei suoi confronti è quella di omicidio. Da questo topos della narrativa di genere partirà un viaggio nei meandri della mente del protagonista: Polza è un uomo come tanti, segnato da una vita difficile e da tante insoddisfazioni e insicurezze. Alla morte del padre sente che l'unico vero punto fermo della sua esistenza è venuto meno e che nulla sembra più legarlo alla vita per come l'ha intesa fino a quel momento. Di fronte al corpo senza vita del padre Polza proverà per la prima volta il BLAST, un momento di repentino distacco dalla realtà materiale che ricorda per certi versi le epifanie di James Joyce.

 

 

 

 

Qui però non è con le parole che Larcenet tenta di descrivere questi momenti di rivelazione del senso ultimo dell'essere nel mondo. La vertigine di Polza coincide con tracce, segni e colori che sono quelli dei disegni di un bambino (in questo caso dei piccoli figli di Larcenet), montate intorno al suo corpo sgraziato delineato in un finissimo e minimale bianco e nero. La genesi della rappresentazione della realtà nascosta nel disegno infantile diventa lo strumento che più di ogni altro incarna il contatto più profondo, primigenio e pre-verbale fra ciò che abbiamo di fronte ai nostri occhi e la nostra capacità di interpretarlo. Ma come ogni rivelazione lontana dal trascendente, quella sensazione sublime e abbacinante svanisce dopo pochi istanti. Per tutta la sua odissea Polza non farà che cercare senza sosta quel momento di verità, perdendosi nell'alcool, nella droga, nell'autolesionismo, nella pazzia. Da quel primo BLAST il protagonista partirà per un'odissea nel tempo e nello spazio, in un lento processo di distacco dall'ordine sociale declinato attraverso una progressiva e sistematica demolizione di sé e dei propri punti di riferimento. Ma alla realtà Polza non può o forse non vuole sfuggire.

 

L'interrogatorio prosegue e i due poliziotti sembrano conoscere meglio di Polza la verità terribile che si cela dietro ai suoi racconti. Non per questo però smettono di ascoltarlo, in cerca di un brandello di coerenza e di oggettività. Perché se è pur vero che conoscono l'esito delle sue azioni, poco o nulla è chiaro delle sue motivazioni. La destrutturazione della detection diventa in BLAST la chiave di volta con la quale Larcenet fa esplodere l'oggettività in nome della ricerca di una verità più profonda, che passa attraverso la contemplazione del disegno e la lettura delle parole di Polza, gravide del suo narcisismo, della sua follia, nella sua dissennata ricerca della poesia e della bellezza. Anche a discapito di più rassicuranti nessi causali, anche quando il suo indomito desiderio di raccontarsi si perde nei labirinti della menzogna.

Il viaggio di Larcenet nei meandri della mente del suo protagonista è dunque un movimento continuo e a tratti violento fra spazi interiori e spazi esteriori. In questo il mescolare tecniche di disegno diversissime fra loro è strumento assolutamente coerente per costruire un grande mosaico che restituisce i tormenti e le gioie del vivere. Perché se profonda è la matrice e l'ambizione letteraria dell'opera di Larcenet è altrettanto chiaro che BLAST avvolge il lettore in modo unico e sublime grazie proprio al lavoro sul disegno e sulle sue molteplici possibilità. Fumetto, illustrazione, potenza pittorica, disegni infantili, bianco e nero ed esplosioni di colore. La molteplicità di segni che compongono la grande epopea di Polza si accumulano sapientemente come indizi che riverberano ciascuno una propria verità e un proprio potenziale rivelatorio. BLAST è stato giustamente salutato come una delle realizzazioni più significative della narrativa contemporanea europea, facendo saltare come è giusto che sia di fronte ad un'opera come questa ogni tipo di steccato fra forma letteraria e racconto a fumetti.

 

 

 

 

I primi tre volumi:

BLAST vol. 1 – Grassa Carcassa, pp. 208, € 20,00; BLAST vol. 2 – L’apocalisse secondo San Jacky, pp. 208, € 21,00; BLAST vol. 3 – A capofitto, pp. 208, € 22,00. Ed. italiana a cura di Coconino Press

 

Qui il link all’edizione francese completa.

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