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Michele Dantini

Storico e critico d’arte, Michele Dantini insegna storia dell’arte contemporanea all’università del Piemonte orientale, collabora con i maggiori musei italiani di arte contemporanea ed è visiting professor presso università nazionali e internazionali. Laureatosi in storia della filosofia e perfezionatosi (Ph.D.) in storia dell'arte contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, The Courtauld Institute, Londra, Eberhard Karls Universität, Tubinga, tra 2011 e 2013 ha diretto il Master in Educational Management al Castello di Rivoli Museo di arte contemporanea.

 

È interessato alle geopolitiche culturali, al rapporto tra immagine e parola e alla definizione del ruolo della memoria storico-artistica nell'arte modernista e concettuale. Tra le sue pubblicazioni recenti Macchina e stella. Tre studi su arte, storia dell'arte e "clandestinità": Duchamp, Johns, Boetti (Milano 2014); Geopolitiche dell'arte italiana. Arte e critica d'arte nel contesto internazionale (Milano 2012); Arte contemporanea, ecologia e sfera pubblica (Roma 2012); Humanities e innovazione sociale (Milano 2012). È nella redazione di ROARS. Return on Academic Research e nel comitato editoriale di Doppiozero. Collabora al Mulino, Il Giornale dell’arte e Left.

Il suo blog è qui.

16.07.2015

Peep-hole con vessillo. Giosetta Fioroni e la Casa tricolore, 1969

Nuovo appuntamento con la rubrica Bolle di Sapone di Michele Dantini, dedicata all’arte italiana contemporanea (l’indice della rubrica qui). In scena Giosetta Fioroni e una singolare pittura_installazione.       Esiste una linea “errante, erotica e eretica” che attraversa la storia dell’arte italiana del Novecento, uno strapaese fantastico che irrompe con Licini, da cui ho appena tratto la citazione, e Scipione nel periodo tra le due guerre per giungere sino a oggi, a Cucchi e altri. Geografie centro-italiane: la Roma dei misteri, Appennini e borghi adriatici a ridosso del mare, lune e stelle leopardiane. C’è però una possibile variante, che zampilla dai “teatrini” di Arturo Martini: la geografia affettiva o...

14.04.2015

Conversazione con Flavio Favelli. In volo siamo dei

Michele Dantini: Questa nostra conversazione inizia in modo casuale e insieme inevitabile, proprio da questa rubrica. Quasi come una reminiscenza. Tutto ruota attorno alla figura dell’anello. Appare in alcuni piccoli ready-mades di Piero Manzoni, e ne ho scritto qui su doppiozero. All’imbatterti nel mio articolo su Manzoni tu stesso mi scrivi di avere un rapporto potente con l’anello, tanto da inserirlo in alcune sculture o fotografarlo nel Museo della memoria di Ustica, nei pressi dell’aereo abbattuto. E che la coincidenza ti sorprende...   Flavio Favelli: L'anello ha a che fare con il corpo, con i tessuti della pelle, come quando è al naso del toro. È legato ai sensi, alla precisa sensazione che da qualche parte qualcosa sia legato per...

25.11.2014

Paolo Volponi. Discorsi parlamentari

Scrittore e poeta, dirigente industriale, politico, Paolo Volponi è stato anche appassionato collezionista e intenditore di pittura. Meno conosciuto sotto questo aspetto, ha in realtà disseminato le sue opere maggiori di riferimenti a antichi maestri e artisti contemporanei, come Burri, Fontana e Schifano; e a critici d’arte come Brandi e Argan.   Desta dunque emozione trovarlo impegnato nel 1991, in Commissione cultura del Senato, nella difesa dell’Istituto centrale del Restauro, di cui appunto Brandi è stato direttore per lungo tempo; o ricostruirne l’intesa, negli stessi anni sempre in Senato, proprio con Argan, con cui condivide dirimenti istanze politiche e culturali.   Parlamentare dal 1983 al 1993 per il Partito comunista prima,...

24.10.2014

Ricerca e rete

La tecnologia ha spesso giocato un ruolo importante nella nascita di una nuova scienza o nella morte di un’altra: l’improvvisa disponibilità di nuove tecniche di indagine e di raccolta stimola prevedibilmente la costruzione di differenti modelli interpretativi. In effetti oggi è l’intero ambito delle Humanities a essere posto in questione, sollecitato e rimodellato dalle tecnologie digitali. Lo spostamento dal supporto cartaceo al digitale ha conseguenze decisive sul modo in cui leggiamo, annotiamo, memorizziamo un testo, e influisce in modo ancora oggi scarsamente indagato sulle nostre modalità di attenzione.   Interessato all’esplorazione delle potenzialità della realtà virtuale, musicista e programmatore, Jaron Lanier si...

24.09.2014

Io sono tropicale, metafisico, sovietico

Quinto appuntamento con le Bolle di Sapone di Michele Dantini, rubrica-inchiesta dedicata all’arte italiana contemporanea. In scena Marcello Maloberti. La riflessione sull’identità italiana e sui rapporti tra memoria e infrazione si riformula in una prospettiva inattesa: quella del rapporto tra immagini e parole. I bizzarri personaggi che Maloberti evoca in una raccolta di brevi testi, annotazioni e aforismi dal titolo Marcello: Scritti 1990-2014 gettano luce sui metamorfici smembramenti del Mito e insieme sulla ricerca, da parte dell’artista, di sentimenti o reminiscenze condivise. Marcello: Scritti 1990-2014 è anche il titolo della personale di Maloberti che si apre alla Galleria Raffaella Cortese, 24 settembre 2014; e a cui questa conversazione introduce...

25.08.2014

Arte in Italia tra le due guerre

Per effetto di rovesci economici o militari, cesure istituzionali e drammatici conflitti, la storia culturale italiana del Novecento ha caratteri come di palinsesto: una continuità profonda, scritta in un alfabeto spesso perduto, corre al di sotto di innumerevoli cancellazioni e rifacimenti di superficie. L’opacità dei documenti e la dispersione degli archivi consiglia un’estrema sensibilità storica e linguistica e una diffidenza metodica per l’apparente ovvietà dei processi di trasmissione culturale. La tradizione interpretativa, osservava Giovanni Previtali, dovrebbe esserci preziosa in senso per lo più eziologico: come storia dell’errore.   In Arte in Italia tra le due guerre Fabio Benzi si misura con due difficolt...

03.07.2014

Firmiamo la petizione contro lo smembramento dell’Istituto Warburg

Il proposito di Aby Warburg è stato quello di trasformare la storia dell’arte in disciplina umanistica tout court, ambito di ricerca capace di connettere (senza astrattezza!) indagini particolari e temi universali, connoisseurship e teoria critica.   Il fulcro degli interesi di Warburg era storico-culturale: lo studioso, membro di una facoltosa famiglia di banchieri amburghesi, si era proposto di ricostruire l’eredità dell’Antico nella cultura europea e di comprendere le origini psicologiche della fortuna dei modelli classici. Filologia e scienze dell’uomo, psicologia della percezione e filosofia potevano contribuire alla labirintica complessità dell’interpretazione, così pure come le sollecitazioni provenienti dall’...

11.06.2014

Teaching- vs. research-universities

Come si definisce una buona politica industriale? Quali relazioni esistono con le politiche dell’istruzione superiore? E quale credito concedere alle retoriche su “innovazione dirompente” e start up? Sono queste le domande cui Gianfelice Rocca, presidente di Techint e fondatore dell’Istituto clinico Humanitas, già responsabile educativo di Confindustria, si propone di rispondere.   Un’analisi del sistema industriale italiano costituisce la premessa. Sono le industrie a media tecnologia, per Rocca, a meritare riconoscimento e sostegno strategico: la petrolchimica, l’elettrotecnica, la meccanica, l’automobilistica, la medicale, la nautica. Il mito della Silicon Valley (o del “giovane-Steve-Jobs-nel-garage-di-casa”) ci...

27.05.2014

Camille Paglia: imparare a guardare

“George Grosz rifiutava con fermezza l’astrazione. ‘La grande arte deve essere comprensibile da chiunque’, diceva”.     Può non essere il libro di una storica dell’arte, ma è certamente un libro sulla storia dell’arte. Provvisto di una filosofia dell’arte, un’istanza patriottica e una teoria critica saldamente radicata in una prospettiva democratica.   In Seducenti immagini Camille Paglia si pone un problema educativo. Ciò che conta, afferma, è “imparare di nuovo a guardare”. La sua preoccupazione si volge soprattutto ai piccoli e agli adolescenti. Come potranno sopravvivere al caos visivo? E interessarsi al mondo là fuori, “con i suoi doveri e i suoi dilemmi...

07.05.2014

Piero Manzoni 1959: mitografo e “scienziato”

Quarto appuntamento con le "Bolle di sapone" di Michele Dantini, serie dedicata all'arte italiana contemporanea nei suoi molteplici intrecci con eredità culturale, società e politica. I primi tre interventi hanno riguardato Giulio Paolini, Marisa Merz e Francesco Vezzoli. Adesso è la volta di Piero Manzoni: la cui importanza, nell’ambito della discussione sull’“identità” italiana postbellica è tanto grande quanto passata sottotraccia. La posizione di Manzoni è innovativa e spiazzante. Tuttavia neppure questa rubrica avrebbe potuto chiamarsi “Bolle di sapone” (la citazione è da Pascali, che definisce così le sue Sculture bianche) se Manzoni non avesse escogitato i suoi Achromes....

05.03.2014

Cosmopolitismo e diversità culturale

Terzo appuntamento con le "Bolle di sapone" di Michele Dantini, serie dedicata all'arte italiana contemporanea nel suo molteplice intreccio con società e politica. I primi due interventi hanno riguardato Giulio Paolini e Marisa Merz. Adesso è la volta di Francesco Vezzoli. La querelle sullo smontaggio e rimontaggio della vecchia cappella gentilizia della Madonna del Carmine di Montegiordano, Cosenza, ha destato curiosità chiassose e voyeuristiche, nient’altro: eppure non è consueto che l’intervento di un artista finisca per interessare le cronache giudiziarie. Interrotto dalla brusca opposizione della magistratura, il progetto di Francesco Vezzoli è carico di implicazioni artistiche e istituzionali che è opportuno...

03.02.2014

Alighiero Boetti: disegni e ricami

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Michele Dantini Macchina e stella. Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti (Johan & Levi) in libreria in questi giorni       Qual è l’origine dell’interesse di Boetti per tecniche desuete, delegate o in apparenza artigianali, come il ricamo? La collaborazione di Boetti con ricamatrici afghane e di Peshawar (Pakistan) inizia nel 1971. Già nel 1969, tuttavia, l’artista chiede ad Anne-Marie Sauzeau, sua moglie e nell’occasione musa, di ricamare a punto croce la mappa dei territori occupati nel Sinai dall’esercito israeliano al tempo della “guerra dei sei giorni”. Possiamo interpretare l’impiego di...

23.01.2014

Marisa Merz. Scarpette 1968

Abbiamo due scarpette abbandonate su una spiaggia La spiaggia è quella di Amalfi. Il mare è il Mediterraneo. Le scarpette sono tessute: la loro trama getta un’ombra tenue sulla sabbia. Di che si tratta? Di semplici calzature in filo di nylon, di imbarcazioni pronte al viaggio o di piccole soglie dischiuse su segrete dimensioni? Tutto questo assieme. E in più di un bizzarro, voluttuoso passatempo.   Marisa Merz, Scarpette, 1968 (fotografia di Claudio Abate)   Non molto tempo fa ho chiesto a Marisa Merz di scegliere una parola come emblema del suo lavoro. Le ho chiesto di considerare una mia lista. La lista era: “distanza, instabilità, Lascaux, origine, parola, riparo, stanza, viaggio, volo”. L’artista ha scelto “volo...

02.01.2014

Warhol a Milano

Vorrei proporre un’interpretazione privata e a tratti “esoterica” di Warhol, solo in parte libertina. La mostra milanese della collezione di Peter Brant si presta bene a rinnovare l’immagine dell’artista (a Palazzo Reale fino al 9 marzo 2014).     Che ne è del divo distaccato e metallico del primo periodo della Factory, immancabilmente attivo dietro alla macchina da presa, nei disegni a china, foglia d’oro e nastro degli anni Cinquanta? O dell’istrione luciferino e scarmigliato negli affettuosi esercizi di copia dall’Ultima Cena di Leonardo di metà anni Ottanta (eh sì, proprio non prevedevamo di usare l’aggettivo “affettuoso” in relazione al produttore dei Velvet Underground...)? I...

13.12.2013

Il premio "Curate"

Curate, concorso per futuri curatori promosso da Fondazione Prada e Qatar Museums Authority, solleva pressanti domande sul rapporto tra arte, “creatività” e istituzioni. Quale importanza attribuiamo alla “creatività” in una moderna società democratica? Come immaginare trasformazioni radicali della “mostra” o del “museo”? Come valutare la filantropia culturale?   La nozione di “curatela” è intesa in senso lato: il concorso non si rivolge a curatori già in attività né a aspiranti tali, ma stabilisce che “tutti siamo curatori”. La scelta di non riconoscere competenze tecniche in tema di curatorship ha implicazioni sottilmente polemiche. Può apparire...

27.11.2013

Giulio Paolini e l’Autoritratto con il Doganiere

Nel corso di una conversazione con Carla Lonzi, riportata in Autoritratto (1969), Pino Pascali descrive le proprie “sculture bianche” come “bolle”. Sembra riferirsi all’assenza di una comunità storica di riferimento, all’assenza o scarsità di destinatari dell’arte contemporanea in Italia. Non accetta la condizione di separatezza in cui si trova a operare; e guarda con desiderio carico di rammarico agli Stati Uniti, dove gli artisti sembrano disporre di una facilità e immeditaezza precluse all’artista italiano. Giulio Paolini torna in più occasioni sul tema della “bolla di sapone”, citando un celebre quadro di Chardin oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York (Bulle de savon, 1733-1734...

09.07.2013

Scuola, lettura, digitale

Con parole semplici e chiare: perché occorre impegnarsi nella discussione su scuola e digitale e ritenere che la questione tocchi l’intera collettività, non solo il mondo dell’educazione? La prima ragione è questa: manca buona informazione, informazione indipendente, informazione qualificata e riflessiva. Se dovessi scegliere tra i meriti di Contro il colonialismo digitale indicherei senz’altro l’attitudine sperimentale adottata dall’autore. Mi spiego. Il dibattito su scuola, lettura e digitale è non di rado caratterizzato, in Italia, da rigide contrapposizioni e militanze facinorose. Occorrono tenacia, abilità e coraggio per rifiutare ex ante posizioni dogmatiche. Per proporre una terza via. L’acritico...

02.07.2013

Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto è stato testimone privilegiato di oltre cinque decenni di arte contemporanea. Ha avuto parte in vicende importanti, di rilievo sovranazionale; e in trasformazioni decisive. La sua biografia professionale incrocia la storia di tutti ancora oggi, quando lo vediamo muoversi tra Biella, Roma e Bruxelles come ambasciatore di una personale proposta di rinnovamento sociale, amico e confidente di uomini politici di primo piano, come Giorgio Napolitano.   Il ruolo che Pistoletto si ritaglia è ben più vasto e ambizioso di quello del semplice artista. Giura di non considerarsi “sciamano” ma si muove da predicatore e profeta, su piani molteplici che non è facile tenere assieme. “Sento come se la società umana...

27.06.2013

Pino Pascali

La storia dell’arte italiana è tenacemente policentrica. Nei secondi anni Sessanta Roma e Torino sono tropici culturali contrari. Due mondi, due antropologie, distinte divinità tutelari: eleusina Roma, con Schifano nel ruolo di iniziato. Fabbrile Torino, con Pistoletto a introdurre, officiare, collegare. Boetti racconta che Pascali, recatosi a Torino per la mostra delle Armi, insegnò ai poveristi a danzare: loro così “protestanti” e severi. E questo basti per la leggenda. L’artista-Pascali è assai più indecifrabile del personaggio-Pascali, e ha tratti meno ilari. Colpisce anzi, in buona parte della produzione, la persistenza di un motivo morbido e elegiaco, quasi nostalgico, che emerge indiscutibilmente nella serie degli...

19.04.2013

Giuseppe Penone. La mano che resiste

Acquisito giovanissimo al movimento dell'Arte povera, Penone ne interpreta la componente magico-naturalistica, depoliticizzata e per così dire “amabile”, che Celant patrocina a partire dal 1969. Il volume che oggi raccoglie l’opera dell’artista è più simile a un libro-opera che a un catalogo retrospettivo. Installazioni, disegni e performance en plein air sono raccolti per temi piuttosto che ordinati cronologicamente, quasi a suggerire la tesi di un’indiscutibile identità di percorso, di una coincidenza del principio con la fine.   In realtà si danno cesure e si potrebbero stabilire ragionevoli periodizzazioni storico-artistiche. Penone preferisce tuttavia sottrarsi alla storicizzazione per riaffermare un...

12.03.2013

Eric Kandel. L’età dell’inconscio

The Age of Insight, titolo traducibile forse come “L’età della visione” o persino “L’età della veggenza”, è un libro con molte narrazioni al suo interno. È un trattato scientifico scritto da uno scienziato tra i più insigni nell’ambito della neuroestetica, Eric R. Kandel, premio Nobel per la medicina nel 2000 per le sue ricerche sulla base biologica della memoria. È un’ammirata ricognizione nei territori dell’arte e della creatività. È infine “tempo ritrovato”: giunto in tarda età, Kandel rievoca la Vienna della sua giovinezza e dedica un grandioso omaggio agli artisti, agli scienziati, agli storici dell’arte che hanno fatto grande la capitale dell...

01.02.2013

Michelangelo Pistoletto. Vetrina

Pubblichiamo un estratto da Geopolitiche dell'arte di Michele Dantini   Il volume sarà presentato al MACRO di Roma giovedì 7 febbraio alle 18.30. Con l'autore interverranno Stefano Chiodi, Francesca Coin, Andrea Cortellessa   Il biennio 1965-1966 è cruciale per Pistoletto, che si distacca dalla produzione dei Quadri specchianti e avvia la serie degli Oggetti in meno. Sin dal titolo questi si propongono di essere non opere d’arte, dunque “oggetti” a pieno titolo, ma esperimenti ironici e eclettici volti piuttosto a saggiare una tecnica o una stile per sbarazzarsene subito dopo. “A differenza dei Quadri specchianti”, afferma Pistoletto nel 1966, “le mie cose di oggi non rappresentano,... non vogliono essere...

10.01.2013

Giulio Paolini. L’Autore che credeva di esistere

Il libro nasce come per sfida, per sottrarsi ai contrastanti propositi di “silenzio”, “inattività”, “esilio”. Acquista inevitabilmente tratti severi, anche un po’ testimoniali. Dal 2010 Paolini non tiene esposizioni personali. Qualcosa, nel rapporto tra l’artista e il mondo dell’arte, sembra essersi modificato. “Capovolto”. Dunque l’esigenza di comprendere le ragioni del proprio distacco e insieme di tornare alle origini.   Nei primi anni Sessanta, agli esordi, Paolini ci ha spesso proposto immagini di sé o della propria attività in studio. Accrocchi di tele, barattoli di vernici, cavalletti, tele e telai poggiati provvisoriamente su poltrone. Lo studio dell’artista costituiva al...

13.12.2012

Martin Gayford. A Bigger Message

Un solo altro titolo poteva calzare altrettanto bene per A Bigger Message (Einaudi, Torino 2012) di David Hockney: ed era “Et in Arcadia Ego”. Il libro-intervista (a cura di Martin Gayford) mette in effetti in scena l’instancabile curiosità dell’artista per tecniche e materiali, la sua versatile attività, la gioia molteplice che lo sospinge, la compagnia di giro che lo segue nei numerosi spostamenti tra Londra, New York o Los Angeles, dove ha conservato l’ufficio, e Bridlington, piccola cittadina dello Yorkshire occidentale affacciata sul mare del Nord. Ma pur nell’affabilità del discorso, il libro non è aneddotico né di quelli che si dimenticheranno facilmente: e non solo per il meraviglioso dipinto dal titolo...