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Elio Grazioli

Elio Grazioli è critico e docente di storia dell’arte contemporanea e della fotografia e fa a modo suo tutto quello che fanno i critici e docenti di storia dell’arte contemporanea e della fotografia.

28.11.2011

Il genio di Julian Schnabel

Julian Schnabel è davvero misterioso. Ad alcuni dà fastidio che non si capisca chiaramente quello che fa, soprattutto perché ha avuto un successo planetario, che continua da trent’anni. Tra i primi dell’ondata “New Image” o postmoderna, è riuscito a imporre grazie al suo grande talento un eclettismo sprezzato da molti. I suoi detrattori lo scherniscono perché ritengono che si dia arie da genio in tempi troppo sospetti per una cosa del genere, ma, qualsiasi cosa significhi genio, di sicuro lui ci prova. Così butta tutto quello che vuole sulle tele, oggetti di ogni tipo, oppure si limita a dipingere in maniera abbastanza tradizionale degli enormi volti; fa delle sculture con materiali trovati che non hanno niente di...

21.10.2011

Fotografare il teatro

Se non fossi stato a un incontro con dei gruppi teatrali, quasi sicuramente non ci avrei fatto caso, ma che cosa significa “mi sembrava di essere sulla scena di un teatro d’avanguardia”? Lo dice il protagonista di uno dei bellissimi racconti di Murakami Haruki raccolti in I salici ciechi e la donna addormentata (Einaudi, 2010) come se questo significasse qualcosa di evidente, se non di preciso, ed effettivamente è molto suggestivo. La scena del teatro d’avanguardia – accettiamo la terminologia generica – è effettivamente molto diversa sia dalla realtà che dal teatro tradizionale. Come la si deve o può fotografare allora?   Era la questione sottoposta a un gruppo di invitati, tra cui il sottoscritto, in un recente...

29.09.2011

Inconscio ottico

Fissando e diluendo, dettagliando o ingigantendo, mentre mi fa vedere qualcosa che a occhio nudo o a visione normale non vedrei o non noterei, la fotografia rivela forse anche qualcosa del profondo, fa venire a galla qualcosa dal fondo. Che cos’è infatti questa nostra smania di vedere di più, meglio, più da vicino, più tutto, che non ci sfugga niente? Smania enciclopedica o di controllo? In parte è sicuramente anche l’altra faccia di un qualche esibizionismo, ma certo non di mostrare tutto, ma di mostrare tout court, di ostendere, di esporsi come immagine. Il fatto è che per vedere di più bisogna appunto passare per l’immagine, la “riproduzione”, e questo vuol dire non solo dover guardare non la cosa...

13.09.2011

Walter Benjamin e la fotografia

Scriveva Walter Benjamin, con una visione poeticissima, che nelle tecniche e nei fenomeni che sono alla fine del loro sviluppo e che stanno scomparendo riluce per un’ultima volta un senso che anticipa ciò che verrà addirittura dopo la causa immediata della loro obsolescenza. Così il videorama anticipa il cinema scavalcando la fotografia che lo aveva reso inutile. Forse oggi la fotografia è in questa stessa situazione, resa obsoleta dal digitale e dall’era detta postmediale. Già si era minacciato di non produrre più la Polaroid, fra non molto c’è da aspettarsi di non trovare più neppure pellicole e materiali per lo sviluppo. La fotografia sta per essere sostituita da altro, digitale in senso esteso: Internet e...

07.07.2011

Non solo documentazione

Come intendere Alighiero Boetti? Come capirlo? Semplice nelle opere che voleva intenzionalmente chiare e godibili; eppure così strano da cogliere nel suo nucleo creativo, nel senso vero dei suoi atti. Perché faceva realizzare le opere agli altri, biro, arazzi, disegni con le sagome? È un’opera l’hotel che ha aperto in Afghanistan? Che cosa è l’arte nelle sue mani?   Molti ne hanno scritto, molti lo rivendicano, ma ancora non si è colto appieno il portato del suo atteggiamento. Il fatto è che Boetti ci mette di fronte alla limitatezza delle analisi formali e ci richiama al centro vivo dell’arte, e a quello pulsante dell’uomo: sistole e diastole, ma intanto il sangue scorre, come i suoi semplici dispositivi,...

31.05.2011

Cees Nooteboom. Raccontare la fotografia

Una coppia litiga perché lei è tutta concentrata nel fotografare i lampi, dopo poco lui viene colpito e ucciso da un fulmine. Uno scultore, che osserva la donna e sembra voglia trarne una scultura, alla fine ne fa una dell’uomo fulminato.   Uno dei libri più belli sulla fotografia uscito nel 2010 è la raccolta di racconti di Cees Nooteboom Le volpi vengono di notte (Iperborea), uno dei quali ho riassunto qui sopra. Tutti hanno la fotografia come argomento, una o più fotografie, la fotografia. Nooteboom non è nuovo alla faccenda, aveva già scritto un bel romanzo breve con protagonisti un fotografo e la sua modella giapponese, Mokusei, e il bellissimo testo in appendice a Hotel Nomade dedicato al fotografo Eddy Posthuma de...

26.05.2011

Ugo Mulas

Pubblichiamo un estratto del libro Ugo Mulas di Elio Grazioli, edito da Bruno Mondadori, qui commentato da Antonello Frongia e Luigi Grazioli.   Il saggio viene presentato oggi 26 maggio, alle 18.30, allo Fondazione Forma di Milano.     ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––...

03.05.2011

Codice Bin Laden

Dunque hanno ucciso Bin Laden, e buttato via il corpo. Non ci sono fotografie – anzi hanno commesso il lapsus di esibirne una falsa – sostituite dalla prova del dna. Sembra l’illustrazione di un testo di Baudrillard: il “delitto perfetto”? Niente più documentazione fotografica, bisogna anzi mettere anche il cadavere al riparo da future verifiche, da future immagini. Sparito il corpo del capo. Per non esibirlo al ludibrio delle folle? Per non farlo diventare oggetto di culto? Per farlo entrare nell’immaginario, invece che nel simbolico? O viceversa? O forse perché è finalmente finito – dichiarato finito – il culto del corpo del capo? Gettato in mare aperto, perché non ci sia neppure un luogo che diventi di...

23.03.2011

Futuro anteriore

Mi ha molto colpito vedere un gruppetto di senzatetto discutere di politica internazionale, di Obama, del conflitto israelo-palestinese, della Russia e della Cina... Immaginavo che avere tanti problemi inducesse una depressione che allontana da questioni così lontane, che toglie la voglia e l’energia per affrontare argomenti così distanti dal quotidiano. “Psicastenia leggendaria” la chiamava Roger Caillois e la legava al mimetismo. Rosalind Krauss ha ripreso poi in maniera affascinante questo rapporto per interpretare una certa concezione surrealista della fotografia: la rappresentazione fotografica non come pura riproduzione della realtà ma come mimetismo nei suoi confronti, imitazione psicastenica di un soggetto che si lascia andare ai colori e...

13.02.2011

Photo trouvée

Come racconta e spiega benissimo André Breton in quel bellissimo (non)romanzo che è L'amour fou, a volte certi oggetti ci vengono incontro, come se ci chiamassero dal loro posto e si rivolgessero proprio a noi. Lo chiama caso oggettivo, ossimoro – “diminuito”, direbbe forse Marcel Duchamp – che mi pare molto affascinante. In fondo questo è il principio primo del punctum di Roland Barthes, mi pare: qualcosa dall’interno dell’immagine incrocia un nostro interesse radicato, nel personale o nell’inconscio, ed essa ci attrae senza che sappiamo dire perché; poi, in un secondo tempo, scopriamo quanto intimo fosse ed è quel rapporto. (A volte non lo scopriamo del tutto, a dire la verità, ma questa è...