Futura memoria
Giorgio Boatti

Giorgio Boatti, giornalista, ha all'attivo molti volumi dedicati alla storia contemporanea. Fra gli altri ricordiamo Vita e morte della Dc (con Vauro Senesi, manifestolibri 1992); C'era una volta la guerra fredda (Baldini & Castoldi 1994); Cielo nostro (Baldini & Castoldi 1997); La terra trema (Mondadori 2004); Bolidi (Mondadori 2006); Spie (con Giuliano Tavaroli, Mondadori 2008); Piazza Fontana (ultima edizione Einaudi 2009); Preferirei di no (ultima edizione Einaudi 2010).

 

 

06.11.2019

Passato da ricordare / Piazza Fontana cinquant’anni dopo

Una foto di copertina   È immensa la folla che lunedì 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la strage alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana, riempie ogni angolo di piazza del Duomo, a Milano, per i funerali delle vittime. Le immagini di quel pomeriggio fanno il giro del mondo; occupano l’apertura dei telegiornali italiani (sono solo i TG della Rai, il TG1 e il TG2, rigorosamente in bianco e nero); si impongono sulle prime pagine dei quotidiani. La risposta all’appello del comune di Milano, dei sindacati, delle forze democratiche, a riunirsi in Duomo, è stata corale. Decine di migliaia di persone sono confluite sin dall’alba lungo le strade. Tantissimi gli operai in tuta. Al passaggio dei carri funebri fa ala una siepe umana fittissima: quasi un abbraccio protettivo che si stringe...

24.09.2017

Ex manicomio, Voghera / Dove vanno i nostri matti?

Quando, da piccolo, abitavo in campagna, in un piccolo paese della Lomellina dove sono nato, i matti sparivano. Quando qualcuno cominciava a uscire di brutto dalla consueta routine di gesti e di pensieri – e pareva essere entrato in un mondo dove le regole erano capovolte, e le sue parole non corrispondevano più a quelle degli altri, e le sue azioni sembravano mosse dai fili di un burattinaio capriccioso e minaccioso, nascosto e tenebroso – arrivava il momento di portarlo via.  Dove? A Voghera.    Per indicare dove i nostri matti finivano non era necessario usare termini difficili e che non avevano neanche traduzione nel dialetto. I nostri, infatti, erano quasi sempre matti di antica e semplice follia: donne cadute in depressione attraversando la menopausa o perché si...

04.12.2016

Dove passato e futuro si incontrano / Le belle contrade di Piero Camporesi

Ci sono esistenze – forse più fortunate di altre – che, a un certo punto, si accorgono che una sola vita non basta. Una sola vita non è sufficiente per esplorare adeguatamente il mondo circostante e neppure per abitare in se stessi o nelle immediate vicinanze con adeguata profondità. È quasi sempre un evento imprevisto, distonico rispetto al motivo conduttore che sino a quel momento ha caratterizzato l’orizzonte quotidiano, a far affiorare la consapevolezza e, dunque, il disagio del ritrovarsi imprigionati dentro un copione non solo culturalmente e professionalmente limitato ma, spesso, esistenzialmente riduttivo. All’improvviso sembra di poterne toccare i confini e quindi i limiti, reali o immaginari. Nelle vicende intellettuali del secondo Novecento italiano non sono...

17.12.2015

Gelli, una storia italiana

“Gli anni circolano sulle dure rotaie di un treno
/ impazienti di raggiungere la prossima stazione…”: non so se fosse questo o un altro verso delle sue tante poesie, pubblicate in varie raccolte da una quarantina di editori tutti sconosciutissimi, ma, al telefono, Licio Gelli, il capo della loggia P2, tornato in libertà nella sua Villa Wanda, a Castiglion Fibocchi, insisteva perché ascoltassi.   Lavoravo allora in una casa editrice milanese che in rapida successione aveva afferrato best-seller e Gelli, l’uomo che a cavallo degli anni Ottanta aveva tirato le fila delle trame più nascoste e indicibili della prima repubblica – dall’assalto al gruppo Rizzoli che aveva messo in mano al Venerabile il “Corriere della sera...

13.11.2015

Dalla Regola alla sregolatezza

Sono rimasto molto colpito della vicenda, di cui parlano tutti i giornali, relativa all'ex-abate di Montecassino, che ho conosciuto e intervistato quando stavo scrivendo Sulle strade del silenzio, e di cui sono stato ospite quando reggeva quel monastero. L’ex-abate è indagato per aver sottratto all’abbazia, dalla quale millecinquecento anni fa si è diffusa nell’Occidente la Regola benedettina, mezzo milione di euro destinati ai poveri e alle opere di culto. Ora si scopre che ha sperperato somme folli in incontri e festini gay, da Roma a Berlino, nei quali era la star.   Mi sembra un'immagine assolutamente vertiginosa, adeguata ai tempi assai interessanti che stiamo attraversando, quella che vede l'abate di Montecassino, tra un incontro...

30.09.2015

Javier Cercas. L’impostore

Di impostori, che impastano di menzogne la verità sino a costruirci sopra un nuovo abito da indossare, anzi una nuova vita da affiancare o sostituire alla precedente, sono pieni i secoli e i libri. Dal Miles gloriosus di Plauto in poi non c’è epoca che non abbia avuto i suoi millantatori e impostori che suddivisi nelle variegate e affollate categorie di riferimento erano e sono ben decisi a turlupinare il mondo. Chi non ricorda, in una pagina de Il nome della rosa il lungo elenco che ne viene fatto? “bari, birboni, baroni, bricconi, gaglioffi, guidoni, trucconi… e barattieri e gente che viveva sulla credulità altrui”.   Tra le figure più diffuse c’è indubbiamente quella del falso cospiratore che mai, sino alla caduta...

18.09.2015

Tutti corrono. Ma da cosa scappano?

Ha alle spalle il tour obbligato comune a tutte le centinaia di migliaia di fuggitivi che sbarcano sulle nostre coste. Per noi l’emergenza parrebbe essere l’arrivo dei migranti e non le guerre e gli orrori sperimentate da queste vite che hanno dovuto affrontare in ogni variabile la capacità umana di toccare il fondo dell’orrore, almeno quando decide di dare il peggio di sé.   A Tony, un ragazzo arrivato avventurosamente in Europa dal Congo con una traversata di frontiere e di terre che gli ha preso sette anni di vita, il paesaggio verdissimo e curato che attornia la cascina dove abito dice pochino. Sì, hai pari a spiegargli che il governo delle acque che ha sotto gli occhi, la rete di canali e rogge e cascate e chiuse che irrigano tutto e...

24.04.2015

Fischia il vento

Il 25 aprile è il momento giusto per andare a letture obbligate per capire che cosa è successo in quegli anni.    

06.04.2015

L'uomo che sussurra alle patate

Commercialista mancato, a mille metri di altezza, sull’Appennino tra Liguria ed Emilia, coltiva trecento varietà per preservarle dall’estinzione. Il suo campo è un catalogo vivente.   Chi è convinto che le patate si assomiglino tutte e che ci sia poco da sapere su una pianta che offre quanto di più semplice e modesto può arrivare dal campo al piatto, si prenda la briga di consultarne il catalogo. Ma per farlo non si accontenti di interrogare internet né si metta a sfogliare le pagine dei trattati che le sono stati dedicati nel corso dei secoli – a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e quindi dall’arrivo in Europa di questa pianta proveniente dalle Ande, venerata dagli Inca, che la chiamavano “papa”. Il...

07.01.2015

Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita?

Preci (Valle Castoriana, Umbria). Molti di noi sono convinti che la vita in campagna sia semplice. Per non arroccarsi troppo su questa depistante certezza è utile, di tanto in tanto, perdersi. Inoltrarsi lungo itinerari fuori mano. Attraversare ad esempio la dorsale appenninica e procedere lungo la valle Castoriana, che da Norcia, nel cuore dell’Umbria, stende il suo paesaggio incontaminato e rasserenante a ridosso dei severi Monti Sibillini. La prima meta è l’abbazia benedettina di Sant’Eutizio, in quel di Preci. Se dal fondovalle si alza lo sguardo ecco la collana di paesetti arroccati e chiese romaniche. Tutti rimessi in piedi con pazienza e gusto dopo il terremoto del ’79. Il traffico è inesistente: guidando si sentono le cicale e lo...

19.11.2014

Nelle selve apuane dove cresce il pane dei poveri

Quando ho fatto tappa a Stazzema, nel cuore delle Apuane, pioveva. Salire lungo il sentiero del Parco della Pace, sino al Monumento che raccoglie i resti delle 560 vittime della strage avvenuta il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema per opera di reparti nazisti, è stato, più che un dovere di civile memoria, un esercizio di speranza. Lì si avverte, come aveva intuito il poeta Mario Luzi, che si sta procedendo lungo “una delle più intense capitali del dolore”, in un luogo dove “l’orrore perdura oltre ogni intento di rimozione”. Trascorsa la notte – un dormire inquieto accompagnato dallo scroscio del torrente sotto le finestre dell’hotel Pania – è immediato il bisogno di trovare segni dove l’...

16.09.2014

La matematica applicata alle capre

Sulle colline dell’Oltrepò, all’estremo lembo settentrionale dell’Appennino, un’ex-insegnante venuta da Milano ha messo in piedi quasi “per caso” una produzione di formaggi che ha conquistato i templi della gastronomia.   Occhio ai nomi, perché i nomi dei luoghi contano. Soprattutto se ci si mette in viaggio per raccogliere storie di persone che hanno scelto di lavorare in campagna, lontano dalle città. È gente che non finisce in posti dai nomi noti, ancora più raro che pianti le tende in località finite sui giornali. Andare per vite verdi è avanzare in un mondo che parla poco ma conserva con cura le parole. A volte ci si dimentica che nelle nostre campagne, oltre a coltivare, allevare e produrre...

25.04.2014

L’esecuzione Gentile e la Resistenza

Quello che accade in quella mattinata fiorentina del 15 aprile 1944 all’ingresso della villa di Montalto, sui primi colli di Firenze, è stato rievocato più volte. Un’auto scura giunge davanti ai cancelli della costruzione ottocentesca dove da qualche tempo, lasciata Roma, ha trovato rifugio, con la famiglia, il filosofo Giovanni Gentile. Già ministro dell’istruzione, fondatore dell’Enciclopedia Italiana, ritenuto l’intellettuale più prestigioso del regime fascista, il filosofo presiede l’Accademia d’Italia che, dopo che l’Italia si è spaccata in due nel settembre 1943, si è incamminata anch’essa verso i territori della Repubblica Sociale Italiana, traslocando da Roma a palazzo Serristori, a Firenze. Gentile, come tutti i giorni, si è fatto portare in città dall’autista. E’ stato alla...

26.02.2014

Südtirol. Una guerra rimossa

C’era bisogno di questo asciutto saggio di Mauro Marcantoni e Giorgio Postal, Sudtirol. Storia di una guerra rimossa (1956-1967), prefazione di Giuseppe De Rita, Donzelli editore, per fare i conti con la “questione sudtirolese” e la stagione della “guerra dei tralicci”. Una pagina della storia italiana apparentemente rimossa,.   Una rimozione non giustificata ma comprensibile visto l’“happy end”, una volta tanto, impresso su un drammatico “nodo” italiano collocato dentro il Novecento.     La faccenda inizia con il confluire del Tirolo meridionale dentro il regno d’Italia, quando, conclusa la prima guerra mondiale, la frontiera con l’Austria arriva al Brennero. La successiva politica fascista di...

29.12.2013

Alan Turing: la gaia mente

Lettera inedita, ben temperata, di Alan Mathison Turing ai membri dell’Accademia di Svezia   1   Chiese il necessario per scrivere. Glielo portarono subito. Forse non era quella la carta che avrebbe voluto avere: i fogli non avevano intestazioni di sorta – e questo andava bene – ma era troppo ruvida al tatto e granulosa. Anche la penna poi, vecchia stilografica recuperata chissà dove, non era proprio ciò che desiderava. Suonò ancora. Abituato da vent’anni ad avere come esclusivi strumenti di lavoro una risma di carta quadrettata e un mazzetto di matite ben appuntite, rinunciava malvolentieri a queste abitudini, ovunque gli capitasse di mettersi a lavorare. Finalmente gli fecero avere la matita: una matita sola, ma nuova e...

08.11.2013

Chiara Frugoni: fermare il ricordo

Che ci fa ancora a Solto, paesino dell’alta bergamasca, Chiara Frugoni, studiosa di grande prestigio del medioevo nonché autrice di libri irrinunciabili su Francesco e Chiara di Assisi? Su Solto, esattamente dieci anni fa, Chiara Frugoni aveva già scritto Da stelle a stelle. Memorie di un paese contadino, uscito da Laterza.   Di quel libro, dalla scrittura nitida come uno scatto fotografico ben riuscito, aveva spiegato con deliziosa semplicità, nella pagine iniziali, l’origine: “Solto, il protagonista di questo libro, è un paese a mezza costa, sulla collina che guarda il lago d’Iseo, rimasto immobile fino agli anni Cinquanta, quando il benessere ha cancellato la sua vocazione agricola, ha mutato le case, il paesaggio, la...

09.05.2013

Missoni e il club degli "Inglesiani"...

Alla notizia della morte di Ottavio Missoni penso che anche lui – prigioniero in Egitto degli inglesi, per quattro anni, sino al 1946 – ha fatto parte della tribù degli “Inglesiani”. 
 Chi sono “gli Inglesiani”? Sono gli italiani che durante l’ultima guerra mondiale paradossalmente si apparentano sempre più allo stile degli inglesi, e non per snobistica imitazione o elitaria cooptazione ma per sfida e per opposizione.
   Perché, come si sa, agli avversari si tende, un colpo dopo l’altro, ad assomigliare sia nel bene sia nel male. Per questo bisognerebbe scegliere, se possibile, avversari di valore. 
Gli “Inglesiani” diventano tali a stretto contatto con gli ex-nemici inglesi, con cui si...

01.02.2013

Ugo Stille. L'uomo nato due volte

Alexander Stille nel suo recente libro La forza delle cose. Un matrimonio di guerra e pace tra Europa e America uscito da Garzanti, va a raccontare, a prima vista, la storia di due straordinarie persone. Sono sua madre Elizabeth Bogert – donna ribelle e fascinosa, colta e irriverente, figlia di un algido giurista wasp di Chicago – e suo padre Ugo Stille – leggendario corrispondente del Corriere della Sera negli USA per oltre quarant’anni e dal 1987 al 1992 direttore dello stesso quotidiano.     L’uomo nato due volte   Dei due viene ricostruito l’ambiente famigliare – due universi quanto mai diversi, visto che da un lato c’è la colta e benestante borghesia puritana alla quale appartengono i Bogert e dall...

04.12.2012

Spaesati traghettatori tra rovine e futuro

Un atlante delle rovine, soprattutto se dedicato a un Paese come l’Italia, è creatura troppo variegata e stratificata, mutevole e ingannevole, perché possa accasarsi dentro le pagine di un solo libro, pur intenso e attentamente costruito quale Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro (pp. 250, € 18), che Antonella Tarpino ha appena pubblicato da Einaudi. Già c’è qualcosa di paradossale e contraddittorio, di speranzoso e scorato al tempo stesso (che sia “il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo etc etc…”?) nel progetto di dar vita a una costruzione, seppur fragile come un libro, attingendo a rovine.   Rovine, non macerie, come già nelle pagine iniziali precisa l...

15.11.2012

La potenza della polaroid

Inquadra, mette a fuoco, scatta, inchioda il soggetto a un’immobilità che durerà per sempre: forse non è un caso che la macchina fotografica, avendo alcune analogie con le armi da fuoco, scandisca, istantanea dopo istantanea, momenti cruciali della stagione del terrorismo. In questo immaginario album, il primo scatto è quello che fissa, il 26 marzo 1971, la sequenza in cui a Genova il portavalori Alessandro Floris viene ucciso da due terroristi del gruppo “XXII ottobre” durante una rapina di auto-finanziamento. Un fotografo coglie i due, in moto, che fuggono sparando contro la vittima a terra.   È proprio da quella immagine che prende l’avvio il fulminante e denso libro di Marco Belpoliti, Da quella prigione. Moro,...

29.10.2012

Il voto svuotato

Il consiglio regionale della Lombardia va a casa. Formigoni e la sua giunta, travolti dagli scandali, devono rassegnarsi a scendere dai piani alti di Palazzo Lombardia. A premere il bottone dell’ascensore che li ha portati a terra è stato l’assessore Zambetti, arrestato dopo le inchieste della Direzione Antimafia. Zambetti è stato eletto con oltre 4.000 voti di preferenza raccolti – secondo l’accusa – attraverso i signori della ‘ndrangheta operanti nell’hinterland milanese. Davanti a questo fatto gravissimo l’attenzione di tutti – delle forze politiche, dei media, dell’opinione pubblica – si indirizza ancora una volta su quello che uscirà dalle urne: i risultati raccolti dai partiti, gli eletti, le...

11.10.2012

Quel che resta del resto

Cioè. Voglio dire. Nella misura in cui. Una sorta di… A ciascun periodo il suo intercalare. Le parole che si infilano in ogni incontro, in ogni intermezzo, in ogni conversazione.   Pensavo – ascoltando le voci di Radio Tre - che questo fosse il periodo di “una sorta di…”. E non a caso: siamo in una fase dove su ogni fronte è difficile definire e precisare. All’esattezza dunque ci si avvicina per approssimazioni progressive, per passi successivi e somiglianze che si svelano a poco a poco. Mi sbagliavo. L’intercalare che si sta imponendo è un altro: “il resto tutto bene”.   Due si incontrano: – Come va? – chiede uno. – Il resto tutto bene! – risponde l’...

05.10.2012

Almost True: vero, quasi vero

Un serial killer, Jack the Second, all’opera nella Londra del 1981. L’attacco dell’Argentina, nella primavera del 1982, contro le isole Falkland e la decisa risposta della Thatcher che ingaggia una guerra – vittoriosa – per mantenere il predominio su un lembo di terra, dimenticato in mezzo all’Atlantico. E poi quel fantastico goal inflitto da Diego Maradona agli inglesi, battuti 2-1 allo stadio Azteca di Città del Messico il 22 giugno 1986: presa la palla da Héctor Enrique il campione saetta lungo tutto il campo, si lascia dietro cinque giocatori inglesi, tira. E segna il goal – il goal del secolo – che elimina gli inglesi. Cosa hanno in comune questi tre fatti?   Chi si è perso la puntata di Almost True...