Occhi che non vedono...
Marco Biraghi

Marco Biraghi insegna Storia dell’architettura contemporanea al Politecnico di Milano. È autore di numerosi libri ed è tra i fondatori del sito gizmoweb.org

13.07.2020

Paulo Mendes da Rocha / L’architettura come farmaco

Qualche tempo fa l’architetto Carlo Gandolfi ha pubblicato un libro intorno all’opera e al pensiero di Paulo Mendes da Rocha (Matter of Space. Città e architettura in Paulo Mendes da Rocha, Accademia University Press, Torino 2018). “Intorno”, piuttosto che “incentrato su”, definisce meglio il carattere del libro in questione. Non si tratta infatti di uno studio rigorosamente storico, “monografico”, come viene inteso questo termine in circostanze simili. Un altro libro dedicato al medesimo autore, di qualche anno precedente, dell’ottimo storico Daniele Pisani, fornisce un eccellente esempio di “monografia” scientificamente impostata in tal senso (Paulo Mendes da Rocha. Tutte le opere, Electa, Milano 2013). Il libro di Gandolfi ha un taglio affatto diverso. Non che Paulo Mendes da Rocha non...

19.03.2020

1927 - 2020 / Vittorio Gregotti, l’ostinazione per l’architettura

Si potrebbe considerare la perdita di Vittorio Gregotti in una certa misura “fatale”, nel senso che – al di là del morbo infuriante ai nostri giorni, che gli ha inferto il decisivo colpo di grazia – il suo stato di salute nell’ultimo periodo era già vacillante, tanto da non promettere di lasciargli a disposizione ancora molto tempo da vivere. E ancora di più: si potrebbe intendere la sua scomparsa come il triste epilogo di una vicenda – professionale e intellettuale – che, avendo egli raggiunto e superato il novantaduesimo anno d’età, si poteva tuttavia ritenere ormai conclusa da tempo. E invece così non è. Gregotti ha continuato fino all’ultimo a combattere la sua battaglia; una battaglia non soltanto per la propria sopravvivenza fisica, ma soprattutto – e innanzitutto – per la...

19.06.2018

Note sulla Biennale di Venezia / Lo spazio rende liberi

Il Padiglione Britannico, un austero edificio in stile neopalladiano firmato dall’architetto Edwin Alfred Rickards risalente al primo decennio del 1900, è trasformato – con l’aiuto di un ponteggio metallico – nel gigantesco supporto per una terrazza di legno montata al livello del tetto. Raggiungibile mediante una lunga scalinata esterna, la piattaforma (denominata icasticamente Island e progettata dagli architetti Caruso St John in collaborazione con l’artista Marcus Taylor) consente ai visitatori di osservare i Giardini della Biennale dall’alto, riposarsi sulle sedie che vi sono disposte, prendere il sole o sorseggiare il tè che viene puntualmente servito alle 16.      Nelle Corderie dell’Arsenale, l’architetto portoghese Álvaro Siza dispone una panchina di marmo di...

17.03.2018

L’ebraismo è una concezione del tempo / La leggenda di Bruno Zevi

La vita di Bruno Zevi potrebbe essere narrata come quei racconti della tradizione chassidica in cui – con la velocità di un sogno o di una novella russa – si susseguono viaggi verso terre lontane, insegnamenti ricevuti o impartiti in una scuola e testimonianze di saggezza sapienziale.   L’incipit – come scrive lui stesso in Zevi su Zevi, 1993 – è «tutto sbagliato: data, cognome e nome»). La data, il 22 gennaio 1918: «Nascendo il 22 gennaio di quell’anno, […] in una fase intermedia, grigia, in cui si placa il trauma della disfatta, ma l’eventualità di un rilancio appare ancora remota […], ti precludi la disperazione e l’abbandono gioioso, sei costretto in un arco psicologico tra stupito e critico». Il cognome, Zevi: «Roland Barthes ha scritto esaustivamente sulla lettera Z, la “...

03.01.2017

Henry Plummer. L'uomo e lo spazio / L’architettura come esperienza

L’esperienza dell’architettura, l’ultimo libro di Henry Plummer, ha per soggetto lo spazio fisico costruito dall’uomo; uno spazio artificiale che spesso si mescola con quello esistente, naturale, integrandosi a esso e attingendo da esso come al proprio necessario alimento, e che tuttavia dal proprio essere artificiale – ovvero letteralmente “inventato”, creato ex nihilo – trae i suoi esiti migliori.    Nello specifico il discorso di Plummer si focalizza su quegli spazi – in un numero ricorrente di casi – apparentemente modesti e minori, il cui significato essenziale consiste nello svolgere una funzione semplice ma assolutamente basilare: servant spaces, spazi serventi, come li avrebbe chiamati Louis I. Kahn. Si tratta di pavimenti, scale, passerelle, paraventi, porte, finestre,...

15.11.2016

Il 13 novembre 2016 ha concluso la sua Via / Caccia Dominioni ovvero il mestiere dell’architetto

Il 7 dicembre 1913, una domenica, nello Stadio Nazionale di Roma, la Lazio batte 4 a 0 l’Audace nel derby della capitale. Giovanni Giolitti ha da poco vinto le prime elezioni a suffragio universale maschile e formato il nuovo governo. In Italia regna Vittorio Emanuele III, sul soglio pontificio c’è Papa Pio X, mentre nell’Impero Austro-Ungarico Francesco Giuseppe è da poco entrato nel suo sessantaseiesimo anno di regno.    Quella domenica 7 dicembre, a Milano, nasce Luigi Caccia Dominioni, sotto un inequivocabile “segno” ambrosiano: figlio di Ambrogio, il giorno di Sant’Ambrogio, in piazza Sant’Ambrogio. Ha quasi cinque anni quando termina la Prima Guerra Mondiale. Nel 1931 si iscrive al Politecnico di Milano frequentando i corsi di architettura quando ancora le facoltà di...

04.04.2016

Il Pavilion green house di De Lucchi / Per fare il legno

 Negli scorsi mesi, nella zona di Porta Nuova, a Milano, hanno fatto la loro comparsa degli oggetti curiosi: qualcosa a metà strada tra la nicchia e l’altarino, ma il cui contenuto, anziché essere la statua della Madonna o di un santo, è uno schermo touch ultrapiatto. Attivando il sistema veniamo informati che trattasi di punti di accesso alla Porta Nuova Smart Community, una variopinta tribù composta da enti pubblici (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Lombardia, Comune di Milano) e fondazioni (Fondazione Cariplo, Fondazione Cometa, Fondazione Feltrinelli, Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, Fondazione Nicola Trussardi), a capo della quale sta la Fondazione Riccardo Catella. La presenza di questi oggetti potrebbe anche non stupire, non fosse...

31.03.2016

È morta a 65 anni l'ideatrice del Maxxi di Roma / Nella corrente di Zaha Hadid

Nel 1988, quando il vecchio Philip Johnson e il giovane Mark Wigley organizzano la mostra Deconstructivist Architecture al Museum of Modern Art di New York, è la più giovane partecipante e l’unica donna tra i sette architetti invitati. Ed è la prima donna a ricevere il Pritzker Prize, nel 2004. Zaha Hadid ha attraversato lo spazio di tempo che le è stato concesso (1950-2016) con un’energia e con un piglio quantomeno singolari. Nata a Baghdad, dopo i primi studi in matematica presso l’American University of Beirut, si trasferisce a Londra, dove a partire dal 1972 studierà architettura all’Architectural Association School. È lì che incontra Elia Zenghelis e Rem Koolhaas, rispettivamente professore e giovane assistente della Diploma Unit alla quale la giovane Zaha è iscritta. Ed è lì che...

28.12.2015

Storia di un elemento architettonico / Architettura del baldacchino

Che cos’è un baldacchino? L’etimologia del nome è di quelle capaci di farci compiere un giro del mondo (o quantomeno, di una bella porzione di esso) in una sola parola. Baldacchino deriva da Baldac, o Baldacco, che in origine indicava una stoffa proveniente da Baghdad, uno dei principali centri di produzione della seta e di altri tessuti preziosi del mondo antico. Ed era appunto un pezzo di stoffa quadrato, sostenuto da quattro aste di legno, a costituire la forma originaria del baldacchino. A che cosa questo servisse è abbastanza evidente: si trattava di un riparo, qualcosa come una tenda trasportabile sotto la quale avere un provvisorio ricovero. Il baldacchino, dunque, era un soffitto portatile, una protezione più vasta di un ombrello e soprattutto dotata di un ben maggiore valore...

28.11.2015

Comunità Italia

La comunità ci è data con l’essere e come l’essere, ben al di qua di tutti i nostri progetti, volontà e tentativi. In fondo, perderla ci è impossibile. Anche se la società è il meno comunitaria possibile, non è possibile che nel deserto sociale non ci sia, infima o addirittura inaccessibile, comunità. Jean-Luc Nancy, La comunità inoperosa (1986)   Si potrebbe osservare come da un certo punto di vista sia proprio l’assenza – e finanche il deserto – di comunità ad indicarne l’esigenza come ciò che ci manca, e anzi come la nostra stessa mancanza. Roberto Esposito, Communitas (1998)     Sintetizzare mezzo secolo che in Italia ha avuto simbolicamente inizio...

11.05.2015

Necessità dei ponti

Che cos’è un ponte (o meglio, un Ponte, con l’iniziale maiuscola)? Il libro di Alberto Giorgio Cassani, Figure del Ponte. Simbolo e architettura (Pendragon 2014) fornisce risposte articolate ed esaurienti a questa domanda. Non tanto in direzione di un’illustrazione dei suoi aspetti tecnico-costruttivi, quanto piuttosto in quella di una piena immersione nei suoi significativi simbolico-figurativi. Il titolo del libro, da questo punto di vista, rende perfettamente l’idea dell’approccio adottato e dei contenuti trattati.   Il Ponte è analizzato da Cassani sotto molti punti di vista diversi: il Ponte che unisce, il Ponte che divide, il Ponte sospeso, il Ponte abitato, il Ponte isolato, il Ponte che crolla, il Ponte che si muove: tanti “...

24.10.2014

Canberra, il miglior posto in cui vivere?

«Il territorio della capitale federale australiana Canberra (385 mila abitanti, in gran parte impiegati pubblici e diplomatici) è il miglior posto al mondo in cui vivere, secondo un rapporto dell'Ocse che ha classificato 362 regioni dei suoi 34 paesi membri. Lo studio ha usato nove misure di benessere: reddito, istruzione, occupazione, sicurezza, salute, accesso ai servizi, ambiente, alloggi e coinvolgimento civico».   Questa la notizia battuta dalle agenzie d’informazione di tutto il mondo nel corso della giornata di ieri, 9 ottobre 2014. La fonte del rapporto, l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ovvero OECD, The Organisation for Economic Co-operation and Development) è un organismo internazionale serio,...

17.10.2014

Zingonia. Utopia e realtà

Quando nel 1964 Renzo Zingone, imprenditore romano, proprietario della Banca Generale di Credito, e in precedenza – tra l’altro – di miniere d’oro e di rame in Venezuela, decide di fondare una nuova città in provincia di Bergamo, in un territorio agricolo tra i comuni di Verdellino, Verdello, Boltiere, Ciserano e Osio Sotto, ha già alle spalle la realizzazione del Quartiere Zingone, ubicato a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. Come nel caso precedente, la scelta del nome della nuova città – Zingonia – rivela la volontà di attenersi rigorosamente all’indicazione del padre Gennaro, che in una lettera del 1930 ai figli Corrado e Renzo aveva raccomandato loro la «sempre maggior valorizzazione del nostro nome...

05.06.2014

Una Biennale peutingeriana

La Tabula Peutingeriana è un’antica “carta stradale” del mondo, ovvero dell’Impero Romano, dalle Isole Britanniche al Vicino Oriente, arrivando a comprendere anche l’India e la Cina. Disegnata intorno all’anno 1265 da un monaco di Colmar, in Svizzera, la Tabula riproduce su pergamena un’originale di epoca romana, realizzato forse in più fasi tra il I sec. a. C. e il IV sec. d. C. circa.   In occasione della 14. Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia, che inaugurerà il prossimo 7 giugno, una gigantesca riproduzione su stoffa della Tabula Peutingeriana, riferita alla sezione riguardante l’Italia, domina la navata centrale delle Corderie dell’Arsenale e accompagna il visitatore lungo...

18.11.2013

Tavoli | Cini Boeri

A un primo sguardo, il punctum della fotografia sembrerebbe consistere nel foglietto ripiegato che sporge dal borsellino rosso, all'angolo sinistro in basso dell'immagine. Lista della spesa? Ricetta medica? Appunto volante? Schizzo di progetto? Non è dato saperlo. Di certo la sua presenza sul tavolo da lavoro di Cini Boeri non è casuale, come non è evidentemente casuale nessuno degli oggetti che si trovano su di esso. Unicamente, a differenza degli altri, questo non lascia trapelare la ragione del suo essere lì. Più agevole è spiegare il perché della presenza del numero 93 della rivista «Area», dove sono pubblicate tre case realizzate dall'architetto all'Isola della Maddalena; così come il perch...

12.11.2013

Risposta al ragazzo della via Gluck

È di questi giorni la polemica tra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il cantante e nouvel maître à penser Adriano Celentano in merito alla decisione di Palazzo Marino di porre sotto tutela paesaggistico-ambientale quattro zone del capoluogo lombardo: il QT8, il Villaggio dei fiori, l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini e via Gluck. Proprio riguardo a quest’ultima Celentano sembra abbia dichiarato: «La tutela arriva tardi, oggi quella via è una delle più brutte d’Italia». Meno secca e più propositiva la risposta di Pisapia all’ex ragazzo della via Gluck: «Mi dispiace che questo sia il suo giudizio: forse non sa che la richiesta di tutela su via Gluck fa parte di un progetto complessivo che vuole...

05.11.2013

L'architettura italiana oggi

Pubblichiamo un estratto da Storia dell'architettura italiana 1985-2015 (Einaudi) di Marco Biraghi e Silvia Micheli da oggi in libreria.       La cultura architettonica italiana dagli anni ottanta a oggi – in misura forse maggiore rispetto a qualsiasi altra disciplina – ha attinto in maniera instancabile all’opera di Italo Calvino: in modo particolare alle Città invisibili e alle Lezioni americane. E se nel caso del primo la quantità dei rimandi, benché spesso pretestuosi, poteva lasciarsi spiegare sulla base di ragioni meramente “tematiche”, nel caso del secondo presupponeva invece l’esistenza di una corrispondenza, di un “piano analogico” tra letteratura e architettura: un’...

26.04.2013

Soleri. Once Upon a Time in the West

La ricerca di una terra promessa nella quale impiantare la propria utopia ecologica e urbana spinge Paolo Soleri nel 1956 a lasciare definitivamente l’Italia alla volta dell’Arizona, Stati Uniti d’America. Nato a Torino nel 1919, Soleri si era laureato al Politecnico del capoluogo piemontese nel 1946. Attratto dall’aura e dalle opere di Frank Lloyd Wright (propagandate in Italia attraverso le parole e le azioni di Bruno Zevi), Soleri l’anno successivo si era recato a Taliesin West, per compiere la propria iniziazione presso il maestro ormai quasi novantenne. I rapporti avevano finito per rivelarsi difficili. Già nel settembre del 1948 il giovane architetto lasciava il quartier generale “occidentale” wrightiano ma non l’Arizona, dove...

10.12.2012

Niemeyer oltre Niemeyer

Oscar Niemeyer è morto mercoledì 5 dicembre a Rio de Janeiro. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 105 anni. Era infatti nato, sempre a Rio de Janeiro, il 15 dicembre del 1907. Raramente l’età – e in modo particolare la tarda età – costituisce una prova veridica del valore di una persona, a meno che non si voglia dar retta agli antichi testi taoisti che considerano il prolungarsi della vita fino a un’età veneranda una dimostrazione indefettibile di saggezza, oppure alla Bibbia che vi scorge un segno della benedizione divina. Nel caso di Niemeyer, tuttavia, l’estrema longevità biologica ha corrisposto come in pochi altri casi al perdurare in tutta la sua pienezza della vita attiva. Ciò lo ha portato a essere testimone non soltanto della vicenda dell’architettura moderna di una buona parte...

03.09.2012

Ettore Sottsass. Scritto di notte

“Come si diventa ciò che si è”: così recita il sottotitolo dell’Ecco Homo di Friedrich Nietzsche. Forse ogni autobiografia potrebbe rivendicare il diritto ad usarlo, ad appropriarsene. Ma l’Autobiografia come testamento di Ettore Sottsass, pubblicata postuma da Adelphi nel 2010 con il bel titolo di Scritto di notte, lo può rivendicare forse ancora a maggior diritto. E non certo perché - come Nietzsche - egli si consideri un “destino”. Semmai per la ragione esattamente opposta. Perché se il destino di Sottsass è stato quello di rimanere in una costitutiva ambiguità (tra architettura, arte, artigianato, design, fotografia, scrittura), la sua autobiografia proprio questa ambiguit...

11.07.2012

Unicredit e l’arabizzazione dell’architettura in Italia

L’anno scorso Roberto Marone ha pubblicato su doppiozero un bell’articolo dal titolo Unicredit e la torre sovietica. Nel commentare il completamento dell’“antenna” del grattacielo dell’Unicredit, nel cuore dell’area di Garibaldi-Repubblica a Milano, Marone istituisce un interessante parallelo tra il grattacielo, firmato da César Pelli e destinato ad assumere una valenza simbolica nello skyline di Milano anche in grazia dei suoi 231 metri di altezza che ne fanno – al momento – l’edificio più alto di Milano, e il progetto per il Monumento alla III Internazionale (1919) di Vladimir Tatlin. Questo parallelo ha molto divertito me come molti altri lettori, che infatti hanno variamente commentato l’articolo. E tuttavia mi ha lasciato un senso di lieve perplessità: una perplessità non tanto dal...

15.06.2012

Nei labirinti della storia dell’architettura

Di recente sono usciti due libri, tra di loro molto diversi e ciò nondimeno accostabili: Vita di Giorgio Labò di Pietro Boragina (Aragno 2011) e Dentro il labirinto di Andrea Camilleri (Skira 2012). Ciò che li accomuna è il fatto di essere dedicati entrambi alla vita di personaggi che hanno attraversato in modo fugace, troppo fugace, il panorama della cultura – e in special modo dell’architettura – italiana, entrando altresì in contatto – loro malgrado – con la politica negli oscuri e tragici tempi del fascismo. Altro elemento comune ai due libri è di essere entrambi scritti da autori non appartenenti elettivamente al mondo dell’architettura: il primo essendo laureato in lettere, e avendo un passato di attore...

31.05.2012

Dalla capanna al capannone

La capanna ha una storia millenaria, anzi, addirittura, secondo alcuni, si tratterebbe dell’edificio umano con la storia più lunga in assoluto. Di certo ne parla Vitruvio nel suo De Architectura, e ne parleranno dopo di lui trattatisti antichi e studiosi moderni, e poi ancora antropologi, storici, filosofi, oltreché – naturalmente – architetti.   La capanna può essere variamente concepita e costruita: può essere realizzata con fango e paglia, oppure con rami, frasche o pelli conciate; può essere circolare o quadrangolare, semplice o complessa. In tutti i casi, ciò che caratterizza la capanna è la sua leggerezza e la sua naturalità, nonché – dettaglio non trascurabile – l’assenza o...

07.01.2012

Il brutto dell’architettura

Già lo si è detto: l’architettura è un fatto complesso. Le sue implicazioni sono innanzitutto finanziarie, impegnando di sovente ingenti capitali economici. Ma sono anche politiche e sociali, coinvolgendo la sfera del “pubblico”, tanto sul versante della sua amministrazione quanto su quello della sua fruizione. Non minori sono inoltre i suoi effetti urbanistici e, almeno in alcuni casi, il suo impatto sulla mobilità e sul traffico. L’architettura ha poi evidenti ricadute ambientali, esercitando inevitabilmente un impatto sul luogo in cui si inserisce, e in un senso più lato valenze culturali, essendo il prodotto cosciente di una civiltà e di un’epoca. L’architettura insomma è qualcosa che difficilmente...