Paesi
Franco Arminio

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha scritto molti libri in versi e in prosa. Si definisce paesologo e in questa veste ha realizzato anche vari documentari.

04.03.2019

5 marzo 1922 / Divagazioni su Pasolini

Pasolini ha vissuto in un tempo in cui ancora si poteva agire. Si può agire anche adesso, ma spesso sono azioni virtuali, azioni che ti lasciano nella gabbia del tuo corpo e non riesci a uscire. Pasolini che vuole aprire gli occhi è dunque un uomo che soffre perché gli uomini dagli occhi chiusi, gli uomini dallo sguardo basso non vogliono cambiare postura. Pasolini e i molli. L’eterna mollezza italica. Ci si può ridere quando si svolge in un bar, diventa pericolosa quando agisce sul piano della storia. Pasolini aveva uno spirito greco, una pulsione balcanica in una nazione che è tutto un formicolio di mezze misure, di cattiverie senza talento, di generosi che non ti danno niente.   Sempre in Italia a un certo punto ti ritrovi al punto di Pasolini. Hai intorno a te un’umanità a basso...

07.12.2018

Raccontare l'Italia / Tre paesi

Carlantino   Se si potesse fare una classifica del non turismo, sicuramente Carlantino starebbe ai primi posti in Italia. Il paese non ha quelle che comunemente vengono definite attrazioni. Siamo in un punto in cui la Puglia è finita, rimane solo come appartenenza burocratica. La regione vicina è il Molise, ma il Molise è una regione labile, a bassa densità demografica ed emotiva. È come se nell’aria molisana fosse stato nebulizzato un sedativo. Carlantino è un paese che merita una visita proprio perché non c’è niente. Se avete del tempo da perdere, andate a perderlo a Carlantino. Oggi è urgentissimo tornare a perdere tempo, dissanguarsi nel tempo perso piuttosto che nel tempo tutto occupato. Carlantino va visto prima che diventi un posto di moda, prima che qualcuno si accorga che...

24.07.2018

Speciale Aqua / La prima volta che ho visto il mare

La prima volta che ho visto il mare avevo diciassette anni. A quell’età non mi lavavo le ascelle e non avevo capito a che serviva il bidet. Al mio paese non ci sono fiumi e non c’è nessun lago nelle vicinanze. Neppure l’acqua bevevo a quel tempo, solo aranciata Fanta e le gassose. L’unica acqua che mi piaceva  era la neve.

27.04.2018

Il bene degli stranieri / Lampedusa. L’isola del non arrivo

Forse a Lampedusa non ci sono eroi. Ci sono molte persone per bene. Di questo avremmo tanto bisogno. Queste sono le ultime righe di un libro che parla di Lampedusa, che fa parlare gli abitanti di Lampedusa. Il titolo è: L’isola del non arrivo. L’editore Bollati Boringhieri. L’autore è l’antropologo Marco Aime. Leggendo questo libro a me è venuto un grande senso di tristezza. Eppure è un resoconto onesto e appassionato. La tristezza viene da questa storia incredibile di cui non ci rendiamo conto: è mostruoso pensare che un territorio sia di qualcuno. L’autismo corale e la miseria spirituale non conoscono deroghe. Sono la patria di ognuno di noi. Anche dei più sensibili. E non prendiamoci in giro. Non ha senso nessuno dei discorsi che si fanno sugli stranieri. Semplicemente perché non si...

08.03.2018

Tempo di libri - maestri / Gianni Celati, uccello camminatore

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, non abbiamo solo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera, ma abbiamo pensato di organizzare dieci incontri: maestri che parlano di maestri. Venerdì 9 marzo, alle ore 18.00, Franco Arminio parlerà di Gianni Celati.   Prosa o poesia che sia, la scrittura è bella quando sfugge di mano. Lo scrittore non distribuisce lui le parole ma è distribuito dalle parole: una parte di lui finisce su un ramo, un’altra in bocca a un cane.  Gianni Celati ci insegna a non farla noi la lingua, ma semplicemente ad andarle dietro. È...

07.01.2018

Sottrarre realtà all'irrealtà / Che cos'è oggi la letteratura

Pensavo alla letteratura, ai libri che hanno intrecci con altri libri, ai libri che creano forme nuove. Pensavo al fatto che questi libri oggi, come nel passato, non arrivano al popolo, che intanto si è dissolto, ma non arrivano neppure agli altri scrittori e a quelli che una volta divugavano la letteratura. Questo lavoro assicurava la lenta combustione che la letteratura deve avere, permetteva a un libro di trovare negli anni i lettori che meritava. Oggi accade semplicemente che non ci sono luoghi per proteggere i libri belli, per tenerli a caldo. Arrivano in libreria, se arrivano, arrivano agli amici di chi li ha scritti, arrivano ad avere anche qualche recensione, ma è come se portassero il segno di una vicenda privata: appartengono solo a chi li ha scritti, non sono da considerare un...