raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Cristina Battocletti
26.08.2020

Un ritratto / I 107 anni di Boris Pahor

Per festeggiare i suoi 107 anni, lucidi e combattivi, il 26 agosto, Boris Pahor toglierà a pranzo la sua coppola beige, che gli tiene riparata la testa e da cui non si separa mai. Se ne spoglia poche volte in pubblico, in occasioni speciali, come quando, il 13 luglio scorso, ha ricevuto nella prefettura della sua Trieste dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Gran Croce al merito, e un’onorificenza omologa dal Capo dello Stato sloveno, Borut Pahor, nel rispetto della sua duplice identità di cittadino triestino di nazionalità slovena, come tiene ossessivamente a precisare. Per lui, infatti, l’identità nazionale è ed è stata questione di vita e di morte.  Un copricapo simile, ma verde, lo indossa anche d’inverno per difendersi dalla bora, con una sciarpa rossa, altro...

04.04.2020

Tempo / Vita di quarantena in città

Dall’alto del quinto piano per la prima volta vedo la vita dei vicini, come sono le loro finestre, le piante sui balconi, le piastrelle sui terrazzini, l’invecchiamento delle imposte. Mentre la palla nella sua parabola inciampa sul filo dei panni e mia figlia corre a recuperarla, capisco con un’occhiata dove dormono i ragazzi degli altri: sui vetri delle finestre hanno appeso dall’interno sempre qualcosa di colorato che appare sfumato alla vista, ma dà calore. La quarantena mi ha fatto scoprire il terrazzo condominiale, dove un secolo fa stendevano i panni e oggi ci sono i segni colorati dei gessetti che le bimbe dei vicini tracciano a terra quando salgono, come noi, a prendere aria.    Noi giochiamo a palla asino, ogni volta che uno sbaglia prende una lettera, A, S, I, N, O;...

01.02.2020

Matto e mostro / Lo strano Federico Tavan

Federico Tavan nasce “strano” perché, quando è ancora in pancia, riceve la maledizione della strega del paese. Così la pensano ad Andreis, un borgo incantato, in cui vivono meno di 250 anime in Val Cellina, nel Friuli più segreto, al confine con l’“Italia”. L’Italia, a iniziare dal Veneto, è un posto dove non si parla la marilenghe, la lingua madre, il friulano. Mentre ad Andreis l’italiano è cosa che si usa solo sui banchi di scuola. Andreis è fatto di case in pietra con i ballatoi in legno, dove si può lasciare il fieno ad asciugare. C’è il torrente Alba che a volte è azzurro e altre verde fosforescente: lo guardi e sai che esistono le fate. Poi alzi la testa, vedi le montagne vicine, e sai, che se il tempo si fa grigio, di un grigio-dolore, esistono anche le streghe. Come quando il...

28.03.2018

Una storia che continuiamo a scrivere / Trieste, le foibe e Quarantotti Gambini

Pier Antonio Quarantotti Gambini fu uno degli autori più noti del Dopoguerra, caduto nella dimenticanza qualche anno dopo la morte, avvenuta nel 1965. È stata Bompiani nel 2015 a togliere una polvere spessa di decenni dalle sue opere attraverso una scelta, curata da Mauro Covacich. E oggi Mondadori, riproponendo l’opera politica più cara allo scrittore, Primavera a Trieste (pagg. 344, euro 15), con una prefazione di Claudio Magris e un’introduzione di Elvio Guagnini, tra i maggiori conoscitori del capoluogo giuliano dal punto di vista letterario, storico e umano.  Nato a Pisino d’Istria nel 1910 da una famiglia irredentista di origini nobili, Quarantotti Gambini godette sin da ragazzo della benevolenza di Umberto Saba, Richard Hughes ed Eugenio Montale, che credettero  da subito...

15.07.2015

RIeSTATE

Ristare d’estate, quando la cronaca si fa pigra, la politica si addormenta, dai giornali balena la coscia del ministro, l’infradito del presidente del consiglio. Allora anche l’obbligo dell’aggiornamento molla la presa, nessun romanzo o saggio dell’ultim’ora è autorizzato a gridare vendetta dal comodino. Si può RISTARE, cessare ogni movimento, restare fermi, immobili, lasciando lo spazio in valigia anche per i tomi già letti, cui si deve la propria spina dorsale. L’estate porta in dono dieci giorni a Portopalo di Capo Passero, così in cima alla pila c’è Diceria dell’untore (Bompiani) di Gesualdo Bufalino. Mi fulminò la descrizione di uno stato di stanchezza: “Hanno il palato di carta di...

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