Cronache bianche
Luigi Grazioli

Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di racconti: Cosa dicono i morti, Campanotto, 1991; Racconti immobili, Greco&Greco, 1997; Il primo Congresso del Sindacato dei Profeti Viventi, Effigie, 2008; e i romanzi Lampi orizzontali, Greco&Greco, 2004, e Tempesta, Effigie, 2011. Dirige dal 1999 la rivista “Nuova prosa”; è redattore e editor degli ebook di www.doppiozero.com.
BLOG: Fuori tempo massimo, A spasso nella caverna

14.06.2013

Biblioteche

Sognerò la biblioteca universale con il bibliotecario cieco e lo cercherò nei suoi meandri perché mi reciti a memoria, appoggiato al bastone, rivolto al cielo assente, tutti i libri, uno per uno, a partire da quelli scomparsi o dimenticati. Prima di svegliarmi, lui mi suggerirà dei titoli che io correrò a appuntarmi su qualche foglio perché non ho l’abitudine, detestando i sogni, a maggior ragione quando trascritti, di tenere l’occorrente per scrivere sul comodino. Poi, da sveglio cercherò questi libri nel catalogo universale online e scoprirò che esistono e che è possibile averne una copia, cartacea o digitale, o se impossibile troverò l’indirizzo dove recarmi, con le mappe e gli orari esatti, se la...

19.03.2013

Thomas Bernhard. Goethe muore

In fin dei conti perché piace Bernhard? Perché non annoia mai a dispetto delle somiglianze dei temi e una continuità che sfiora l’uniformità nel modo di narrare? Perché è implacabile. Feroce e insieme divertente. Una volta individuata la preda, la pedina, la insegue, la accerchia, la scruta da ogni angolo e nelle più diverse occorrenze, ne esamina ogni possibile effetto e soprattutto ogni causa fino a quando ha individuato la scaturigine, che a sua volta subisce lo stesso trattamento; e poi la agguanta, se ne trastulla tra le grinfie come un gatto, e infine la morde, la mastica lentamente, rigira in bocca il bolo per succhiarne ogni sostanza, e poi lo sputa, disgustato. La preda appartiene a poche specie, imparentate tra di loro...

17.02.2013

Richieste di amicizia

Ogni tanto, quando apro la posta elettronica o direttamente su Facebook, mi arrivano richieste di amicizia o di inserirmi in qualche rete da parte di persone mai viste né sentite prima. Di solito clicco automaticamente sul tasto “conferma” (o “accetta”, o altro ancora? il fatto che non ricordi conferma l’automatismo del gesto), senza nemmeno darmi la pena di vedere chi sono, anche perché ho imparato che con la maggior parte di loro questa sarà l’unica forma di contatto che avrò mai; in qualche caso invece, per curiosità o perché non ho niente di meglio da fare, guardo. È allora che a volte, se le informazioni sono accessibili, mi nascono dei problemi (piccoli, per carità; infimi, non fosse per la...

31.12.2012

Manganellate tramviarie (con piccola cinese e due mostre)

Sale sul tram un signore sui settant’anni, se non più. Ha una faccia da topastro manganelliana, la corporatura robusta anche se non debordante come l’originale, le guance un po’ meno gonfie, lo sguardo appena appena meno vivace: per il resto ci siamo. Si avvicina al sedile dove sono accomodato un po’ di traverso, le gambe accavallate, e sto leggendo. Postura da gran signore. Ma c’è spazio. Lui si installa di fronte senza guardarmi. Con la destra si regge al corrimano del sedile davanti a me, mentre la sinistra impugna un bastone verso cui inclina impercettibilmente il corpaccione. Alzo lo sguardo per vedere se qualcuno ha intenzione di cedergli il posto, ma poiché nessuno si muove, mi offro io, che sono il più anziano tra tutte...

18.10.2012

Ringraziare gli ignoti e i noti

I stagione   Capita talvolta di incrociare la bellezza nel mondo. Avevo scritto del mondo, ma era sbagliato: la bellezza non del mondo in generale, ma di qualche suo dettaglio o aspetto: la bellezza di ciò che fa il mondo. La cogliamo e tanti saluti, senza sapere chi ringraziare. Invece rendere grazie è una buona cosa. A me piace farlo. Non solo è giusto, tanto più verso chi si eclissa prima di riceverle, ma fa star bene. A me succede così, almeno. E allora grazie a tutti i benefattori anonimi.   Oggi voglio rendere omaggio a un giardiniere di cui ignoro il nome. Chi passeggia sulla strada sterrata che costeggia il naviglio da Groppello a Vaprio d’Adda, se a un certo punto, sulla riva spoglia, incontra un bellissimo cespuglio di...

22.08.2012

I santi e i luoghi

La santità è extraterritoriale, non sta lì a guardare spazi e confini; anzi, invece di esserne frenata, se ne nutre, li sfrutta come occasioni, come propedeutica al martirio. E' molto ingegnosa in merito. La geografia politica è l'ultima delle sue preoccupazioni: punta dritto a quella iperuranica, lei. Che è piuttosto vaga, come noto.   Questo non toglie che ci siano molti santi locali, che se ne stanno quieti quieti entro perimetri ristretti, ma lì sfoggiano virtù altamente specializzate quanto efficaci, taumaturgie infallibili. Un passo fuori e non li conosce più nessuno; altri ne fanno le veci, con differenti specializzazioni, e loro, nell'anonimato, vedono il loro potere disperdersi e appassire e non c...