Manuale
Marco Belpoliti

Marco Belpoliti insegna all'Università di Bergamo. Tra i suoi libri: L’occhio di Calvino (Einaudi 1996 e 2006), Settanta (Einaudi 2001 e 2010), Il corpo del Capo (Guanda 2009 e 2018), Pasolini in salsa piccante (Guanda 2010), Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio (Johan & Levi 2012), L'età dell'estremismo (Guanda 2014), Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda 2016). Ha curato per Einaudi l’edizione delle Opere di Primo Levi; per Quodlibet dirige con Elio Grazioli la rivista "Riga". Collabora con "la Repubblica" e "L'Espresso".

19.06.2019

Ritratto 9 / Levi e il gufo

Chiunque ha visto questa fotografia di Primo Levi scattata da Mario Monge nel giugno del 1986 ha avuto un sussulto. Impressiona. Sembra che indossi una maschera, anche se in realtà non si tratta di una maschera. Come la farfalla appesa sopra la sua testa, è invece una scultura realizzata con il filo di rame. Il materiale lo ricavava dalla Siva, l’azienda chimica dove ha lavorato dal 1947 al 1975. Si trattava di scarti della produzione. Alla Siva si realizzavano vernici per ricoprire i cavi. Le sculture ritraggono per lo più animali: coccodrillo, canguro, formica, civetta, farfalla, camaleonte, gabbiano, pinguino, insetti e altre creature. Philip Roth, venuto a trovarlo a Torino, a casa sua, aveva notato questi animali misteriosi e gli era sembrato anche di distinguere “un ebreo che...

12.06.2019

Ritratto 8 / Levi, conversazione con signora

Anno 1967. Primo Levi riceve il Premio Bagutta per il suo primo libro di racconti, Storie naturali, uscito l’anno precedente da Einaudi. Il 15 gennaio a Milano Riccardo Bacchelli, presidente della giuria, lo incorona vincitore. A riprendere la serata c’è una fotografa milanese, Carla Cerati, che ha da poco iniziato a lavorare come fotogiornalista. Nel 1966 è a Firenze e fissa con la sua macchina la devastazione delle acque dell’Arno. Proprio lì sono annegate le residue copie di Se questo è un uomo stampate nel 1947 da De Silva in deposito della Nuova Italia. Carla Cerati scatta un intero rullino al Bagutta, da cui trae alcune immagini. L’anno dopo realizza con Gianni Berengo Gardin nei manicomi italiani un reportage che resterà memorabile: Morire di classe, edito da Einaudi.   La...

05.06.2019

Ritratti 7 / Levi e il Golem Mac

Nel settembre del 1984 Primo Levi si compra un Golem. Non l’automa di argilla creato da un rabbino-mago di Praga, ma quello che lui stesso definisce un “elaboratore testi”, ovvero un computer. L’analogia figura in un suo articolo, e gli è suggerita dal fatto che, per far funzionare la macchina, bisogna introdurre nella fessura alla sua base, quasi una bocca, un disco-programma, così come il rabbino immette nella bocca del gigante di argilla una pergamena per vivificarlo. Il Golem è un Mac, come si vede in questa fotografia di Mario Monge, fotografo torinese scomparso nel 1999, amico di Guido Ceronetti, che ci ha lasciato bellissime immagini anche di Italo Calvino.   Come altri fotografi, nel giugno del 1986 Monge ha fissato Levi al lavoro col suo elaboratore. Una foto inconsueta, per...

02.06.2019

Vedere e immaginare / Paolo Pellegrin. Gridare con gli occhi

C’è un verso di René Char in Fogli d’Ipnos che fa pensare alla fotografia contemporanea, e in particolare a quella di Paolo Pellegrin: “Solo gli occhi sono ancora capaci di gettare un grido”. Guardando le immagini che il fotografo romano ha scattato a Lesbo tra i migranti, oppure a Gaza, nei campi profughi del Medio Oriente, negli innumerevoli scenari di guerra intorno a noi, negli slums americani, si è portati a pensare che Pellegrin vuole far gridare i nostri occhi. Non lo fa mettendo in scena lo scempio dei corpi, le violenze perpetuate sulle persone in modo continuato e perverso, bensì fissando pietre, persone di schiena, visi, panni stesi, rotoli di filo spinato, muri, lamiere.  La fotografia contemporanea, in particolare quella dei fotoreporter e degli inviati di guerra, ha...

29.05.2019

Ritratto 6 / La casa di Levi

Quando nel 1985 il fotografo svizzero René Burri va a trovare Primo Levi per ritrarlo, è membro della agenzia Magnum da venticinque anni. Ha fotografato Che Guevara, Alberto Giacometti, Le Corbusier e altri personaggi della cultura e della politica internazionale. Sceglie di coglierlo in casa sua, nel suo ambiente domestico. Quello stesso anno, in febbraio, è uscita un’opera dello scrittore torinese, L’altrui mestiere. Burri possiede uno sguardo empatico con i soggetti che ritrae, perlopiù persone. Probabilmente non ha letto quel volume. L’altrui mestiere si apre con un testo dedicato all’abitazione dello scrittore: La mia casa. Vi dichiara la sua appartenenza a uno spazio preciso: “Abito da sempre (con involontarie interruzioni) nella casa in cui sono nato”. Si paragona a certi molluschi...

22.05.2019

Ritratto 5 / L'ombra di Levi

Jillian Edelstein è una fotografa sudafricana. Vive a Londra e lavora nel mondo della moda. Alterna immagini glamour, come quelle che pubblicano le riviste patinate, ad altre più dure. Ha fotografato nel 1986 Primo Levi. Ne è scaturita un’immagine strana, persino paradossale. Lo scrittore alza gli occhiali sopra la fronte. Probabilmente Jillian Edelstein gli ha chiesto di compiere il gesto di levarseli. Levi molto disponibile con chi lo fotografa, l’ha fatto. Si trova controsole e l’ombra della montatura cade sul suo viso e incornicia l’occhio destro; l’altro occhio non si vede. L’effetto è inconsueto: la mano in primo piano, gli occhiali all’altezza della fronte, e il resto del volto non si scorge. Sembra che naso, bocca e barba appartengano a un altro viso. L’immagine è studiata?...

15.05.2019

Ritratto 4 / Levi che fuma

Primo Levi che fuma è un’immagine inconsueta, ma non rara. Ci sono diverse fotografie che lo ritraggono con la sigaretta in mano come nello scatto di Giuseppe Varchetta. Questo è particolarmente bello perché lo coglie di scorcio. Si vede distintamente la sua mano che tiene la sigaretta tra l’indice e il medio, mentre il pollice si appoggia alla guancia. Aspira con voluttà, almeno così pare dall’espressione del viso. Si scorgono i capelli e la fronte, e non porta gli occhiali. La maggior parte delle fotografie che gli sono state scattate a partire dalla metà degli anni Settanta, lo mostrano frontalmente con il suo inconfondibile pizzetto. Questa è stata fatta nel settembre del 1979 alla Festa dell’Unità a Milano. Levi ha pubblicato da un anno La chiave a stella. Ha ricevuto il Premio...

09.05.2019

9 maggio 1978 / Il delitto Moro e la crisi della Repubblica

Sono trascorsi quarantun anni dalla morte di Aldo Moro. Il 9 maggio 1978 il suo corpo viene ritrovato nella R4 parcheggiata in via Caetani, nel centro di Roma, avvolto in una coperta, il cappotto indosso e la testa reclinata quasi dormisse. I brigatisti l’hanno ucciso dentro il portabagagli di quella automobile per giovani con una mitraglietta. Lo scorso anno, il 2018, si è celebrato il quarantennale con cerimonie, ricordi, pubblicazioni, eppure la vicenda del sequestro e della uccisione del leader democristiano non sembra finire mai. Perché? Prova a risponde a questa domanda, e non solo a questa, il libro di Miguel Gotor, Io ci sarò ancora. Il delitto Moro e la crisi della Repubblica (Paper First, pp. 235 con prefazione di Gian Carlo Caselli) appena uscito in libreria. Gotor è la persona...

08.05.2019

Ritratto 3 / Primo Levi e la macchina per scrivere

In una fredda giornata del febbraio del 1987 Basso Cannarsa si reca in viale Re Umberto 75 a Torino a casa di Primo Levi. C’è la neve per terra. Basso Cannarsa ha cominciato a fotografare da professionista da poco tempo. Qualche mese prima ha telefonato allo scrittore e gli ha chiesto di poterlo ritrarre. Levi ha risposto di non riuscire a riceverlo. Poi l’ha richiamato lui, e ha accettato di posare. Nella casa torinese regna un gran silenzio. All’inizio il fotografo è un po’ intimorito, eppure Levi è molto disponibile. Qualcuno chiama lo scrittore e questi scusandosi si assenta. Basso Cannarsa ha adocchiato la sua scrivania. Da un lato c’è il computer, dall’altro una macchina per scrivere elettrica. Ha un’idea. Poiché gli pare che in quel periodo le foto degli scrittori che ha visto li...

01.05.2019

Ritratto 2 / Levi e Roth

Il calendario che si sfoglia è al centro: 6 settembre, domenica. A casa Levi lo scrittore riceve la visita di un altro scrittore, Philip Roth. Il fotografo del quotidiano “La Stampa” li coglie davanti alla libreria. Si guardano e sorridono. L’ex chimico torinese sta parlando; la sua mano sinistra accompagna la parola con un breve gesto, il dito indice puntato in avanti. L’americano appoggia invece la mano destra sulla libreria mentre ascolta e tiene la sinistra infilata nella tasca dei calzoni. Levi indossa una camicia a maniche corte, Roth una giacca e la camicia a maniche lunghe. Si sono visti a Londra qualche mese prima, in aprile. È il 1986. A settembre lo scrittore americano, accompagnato da Claire Bloom, con cui vive, è arrivato a Torino. L’incontro ha per scopo un’intervista che...

28.04.2019

Ritratto 1 / La normalità di Primo Levi

L’uomo con la lattina in mano è il più noto scrittore italiano. Il suo nome lo conoscono tutti gli studenti delle nostre scuole. Di lui si parla di continuo soprattutto in corrispondenza del 27 gennaio, giorno che è dedicato alla memoria dell’enorme crimine perpetuato contro l’umanità, il primo di un’ininterrotta serie, avvenuto oltre settanta anni fa nel più colto paese dell’Europa: la Germania. Lui c’era quel 27 gennaio del 1945, quando cessò. Era là a Monowitz, il campo di lavoro dove faceva, già da qualche mese, parte del Kommando Chimico nel laboratorio della Buna, la fabbrica di gomma sintetica, sui cui margini sorgeva il suo Lager. La foto scattata da uno psicologo dell’organizzazione, Giuseppe Varchetta, lo ritrae molti anni dopo, nel settembre del 1979 a Milano.   Si trova...

22.04.2019

Colorato, fratto, diviso / Mario Schifano, America 1970

Il 15 marzo 1970 Mario Schifano si imbarca a Roma su un volo di linea diretto negli Stati Uniti. Ha trentacinque anni ed è già a suo modo una leggenda nel mondo dell’arte, della letteratura, e anche della musica; i Rolling Stones gli hanno dedicato da poco Monkey Man. Vive un momento di grande creatività, di pigra febbrilità, come la definisce acutamente Giorgio Vasta, che coglie così uno degli aspetti salienti della frenesia artistica di Schifano. Ha un’idea in testa, fare un film. L’argomento: gli alieni. Per questo vuole compiere una serie di sopralluoghi in America, paese dove si suppone che, a partire almeno dal 1950, possano essere stati identificati gli extraterrestri. Va a Washington al Pentagono, poi in Virginia, quindi a San Francisco, visita la sede centrale della Bank of...

21.04.2019

1941-2019 / In ricordo di Alberto Castoldi

La prima volta che mi sono imbattuto nel nome di Alberto Castoldi è stato leggendo un libro di André Chastel, La grottesca pubblicata nel 1989 in una collana di Einaudi oggi scomparsa, che conteneva saggi straordinari di Camporesi, Kafka e Calvino. Lo storico dell’arte francese lo citava. Non sapevo nulla di lui. Cinque anni dopo trovai in libreria Clérambault. Stoffe e manichini, che conteneva un saggio dello psichiatra francese, maestro di Jacques Lacan. Castoldi aveva scritto un ampio saggio di accompagnamento allo scritto di Gatian de Clérambault. Mi aveva colpito il taglio molto originale dello scritto. Poi era venuto un altro testo che mi aveva fatto scoprire definitivamente questo studioso: Il testo drogato, edito da Einaudi nel 1997, dedicato agli scrittori e alla droga, pagine...

14.04.2019

Domani, ore 18, Aula Magna della Cavallerizza Reale (Torino) / Breve vita di Primo Levi scrittore e della sua alterna fortuna

Aspettando il Salone Internazionale del Libro di Torino, la lectio di Marco Belpoliti Il poliedro Primo Levi, con i disegni live di Pietro Scarnera, lunedì 15, ore 18 (nell’ambito di Torino che Legge) all’Aula Magna della Cavallerizza Reale, patrocinata dall’Università di Torino. In occasione del centenario della nascita di Primo Levi, l’autore di Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda) e curatore della nuova edizione delle Opere complete (Einaudi) ripercorre la vita e le opere dello scrittore torinese, testimone per eccellenza dello sterminio ebraico e poliedro dalle tante facce: da quella di narratore a quelle di poeta, traduttore, chimico, artista, antropologo, linguista, etologo.   La prima parola che apre Se questo è un uomo è “fortuna” e con la fortuna Primo Levi ha avuto un...

25.03.2019

Chi l’ha detto che il futuro non è prevedibile? / Kurt Vonnegut, Il grande tiratore

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   Chi l’ha detto che il futuro non è prevedibile? C’è chi ne è capace. Kurt Vonnegut, ad esempio. A sessant’anni, nel 1982, pubblicò un libro che è bene rileggere oggi, anche perché, dopo essere stato tradotto nel 1984 da Bompiani, ricompare in questi giorni per i tipi di Feltrinelli, editore che si è distinto nella benemerita opera di ristampa di uno dei più grandi scrittori americani della generazione nata tra le due guerre. Il romanzo s’intitola Il grande tiratore (traduzione di Pier...

25.02.2019

Ritorno al futuro / "Marcia su Roma e dintorni" di Emilio Lussu

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   Sembra scritto oggi Marcia su Roma e dintorni, terminato poche ore fa, eppure ha già la veneranda età di ottantotto anni. Quando Emilio Lussu si mise a scriverlo, ne aveva appena quarantuno, ed era nato alla fine dell’Ottocento. Il libro uscì in francese e in inglese, e solo due anni dopo in italiano. Era il 1931 e il fascismo aveva vinto: il potere di Mussolini in Italia non sembrava scalfibile. Di lì a poco Adolf Hitler, suo ammiratore, sarebbe salito a sua volta al potere.  ...

06.02.2019

Gian Piero Piretto. Settant'anni di storia culturale sovietica / Quando c’era l’Urss

Tutto comincia il 7 novembre 1917, anche se poi nel calendario la data canonica sarà il 25 ottobre del medesimo anno: la Rivoluzione russa. Inizia con uno slittamento di date il ricco e affascinante volume di Gian Piero Piretto, Quando c’era l’Urss. 70 anni di storia culturale sovietica (Cortina pp. 623, € 39). Si tratta di una storia visiva di questo paese che ha avuto una così grande influenza nelle vicende del XX secolo, e che è ancora centrale nell’attuale storia del mondo. Il libro ci permette inoltre di capire la Russia contemporanea, Putin e gli oligarchi, la cultura letteraria e quella musicale, il nazionalismo e le aspirazioni di un paese complesso e articolato. Piretto ha scandagliato le forme di vita, il cinema, la letteratura, gli oggetti, i manifesti, la pubblicità, le...

27.01.2019

A partire da una riflessione di Todorov / Gli abusi della memoria

Nel 1992 Tzvetan Todorov viene invitato dalla Fondazione Auschwitz a Bruxelles a tenere un discorso in occasione del convegno “Storia e memoria dei crimini nazisti”. Lo studioso bulgaro, naturalizzato francese, studioso di letteratura fantastica e di molti altri argomenti, coglie l’occasione per tracciare un bilancio della riflessione in corso sulla memoria. L’anno prima ha pubblicato un libro importante, Di fronte all’estremo (Garzanti), dove ha tracciato un profilo delle testimonianze e delle riflessioni sui Lager nazisti e sui Gulag sovietici, un libro davvero capitale per intensità e chiarezza.    Il titolo che Todorov sceglie è emblematico: Gli abusi della memoria. Diventa ben presto un saggio che circola tra gli studiosi e non solo. Nel 1996 è tradotto anche in italiano (...

20.01.2019

Una vita è i suoi libri / Leggere e scrivere

Una donna che legge seduta su un palo confitto nel mare, mentre le onde le si rifrangono intorno. Accavalla le gambe e appare concentrata nella lettura del libro, che regge in mano. Lo tiene con la mano sinistra e afferra il volume dalla costa superiore, mentre con la destra lo sfoglia; ha la testa reclinata ed è indifferente a tutto quanto accade intorno a lei. La foto è sulla copertina di un libro appassionato, A libro aperto. Una vita è i suoi libri (Feltrinelli), scritto da Massimo Recalcati, psicoanalista. Si tratta di un’autobiografia in forma di lettore, attraverso i volumi che l’autore ha letto nel corso della sua vita: una sequenza d’incontri decisivi. Ogni libro segna un momento particolare della vita di Recalcati, a partire dall’Odissea, incontrata da bambino, per passare...

18.01.2019

Domani al Circolo dei lettori di Torino alle 18 / Pinocchio: il bambino ipercinetico e i panini imburrati

Sabato 19 gennaio al Circolo dei Lettori di Torino Carissimo Pinocchio, una giornata nel paese dei Balocchi. Pubblichiamo, come anticipazione ai tanti incontri di questa giornata dedicata al burattino, un testo di Marco Belpoliti, che domani sarà al Circolo dei Lettori alle ore 18 per l'incontro "Quando l'arte incontra un classico", con Ugo Nespolo.   È stato solo a metà degli Anni Settanta che ho capito perché Pinocchio era il libro della mia vita, quello in cui mi specchiavo e da cui traevo, sin dall’infanzia, gran piacere a ogni rilettura. Il burattino era un personaggio con cui identificarsi, ma mai fino in fondo; si poteva gioire e soffrire con lui, ma appena la storia me lo consentiva, mi distaccavo da lui; prendevo a osservarlo da lontano, lo giudicavo, lo biasimavo, subito...

09.01.2019

Una conversazione con Filippo Ceccarelli / "Questi qua" al potere

Il mostro, come lo chiama, l’autore è un tomo di 958 pagine dove si racconta la storia della politica italiana e dei partiti cominciando dai grandi dominatori della prima repubblica, i democristiani, sino ad arrivare a “questi qua”, ovvero gli attuali governanti gialloverdi. S’intitola Invano per indicare che è tutto vano, inutile, che il potere è vanità delle vanità, come dice l’Ecclesiaste. Filippo Ceccarelli, romano, firma di “La Repubblica”, è l’archivista e il commentatore curioso e onnivoro di un cinquantennio della nostra vita nazionale. Dopo i democristiani, dalle origini ad Aldo Moro, ci sono Craxi e i rampanti, la caduta e il marasma di Segni e Di Pietro, quindi i barbari della Lega con Bossi, e i comunisti, da Berlinguer a D’Alema e Veltroni, i fascisti, il lungo ventennio...

04.01.2019

O. Assayas, “Il gioco delle coppie” / Il fascino discreto della neo-borghesia

Léonard (Vincent Macaigne) è uno scrittore. I suoi libri raccontano storie d’amore e di sesso, più di sesso che d’amore in verità. Sono storie in gran parte autobiografiche, come si capisce dall’incontro che Léonard ha con il suo editore Alain (Guillaume Canet). Gli ha portato il dattiloscritto dell’ultimo libro, il quarto o forse quinto. Il pranzo si risolve con un rifiuto di Alain di pubblicarglielo. L’editore non glielo spiega, ma è evidente che non gli è piaciuto. Di più: l’ha irritato. Alain lo dice alla moglie tornando a casa: le storie di Léonard l’hanno stufato; in qualche misura lo disturbano con tradimenti, storie di matrimoni falliti, incontri sessuali e altro ancora. La moglie, Selena (una bravissima Juliette Binoche), è un’attrice di teatro, tuttavia la sua fama è legata a...

24.12.2018

Un libro di Maurizio Bettini / La vera storia del presepio

Mentre sindaci, dirigenti scolastici, deputati e senatori della ex Lega Nord, ora Lega di Salvini, e altri personaggi consimili, tutti membri di diritto dell’eterno Carnevale italiano, si agitano per riaffermare la presenza del Presepio nelle scuole e nei luoghi pubblici, dal momento che in virtù del “politicamente corretto” vi è stato estromesso, esce un bel libro dove la storia del presepio è raccontata per filo e per segno. Che cos’è esattamente il presepio? Come nasce? Perché ci sono quei personaggi? Che senso ha farlo oggi? Sono tante le domande che s’affollano in questo libro del classicista Maurizio Bettini, Il presepio (Einaudi, pp. 189, € 19). Il suo non è solo un libro di studio, ma anche un libro di memoria. Meglio: un’autobiografia in forma di studio e di racconto. Tutto...

28.11.2018

Una mostra alla Fondazione Mondadori / Luciano Foà e la nascita dell’Adelphi

Primavera del 1961. Alla Libreria Einaudi a Milano Luciano Foà incontra lo scrittore Giovanni Arpino. Parlano del più e del meno. Foà è ritornato a Milano dopo dieci anni trascorsi a Torino come segretario generale della casa editrice Einaudi. Allo scrittore Foà confessa che non è solo a causa della recente malattia della moglie che è tornato nella propria città, ma anche perché pensa di fondare una propria casa editrice. Ci pensa da molto tempo, almeno vent’anni. Foà ha sempre lavorato nell’editoria, prima con il padre, fondatore nel 1898 dell’Agenzia Letteraria Italiana (ALI), poi, tra il 1941 e il 1943, per Adriano Olivetti con la funzione di segretario delle Nuove Edizioni Ivrea, la casa editrice che l’industriale piemontese, lungimirante utopista, pensa di varare all’indomani della...