AUTORI
Chiara De Nardi
26.02.2013

Laura Fidaleo. Dammi un posto tra gli agnelli

Quando la nonna, durante le esercitazioni antiguerra, voleva che mangiasse le carrubbe come i maiali, lei si rifiutava: “mangiavo solo anemoni prima del tramonto, perché gli anemoni quando cala il sole si chiudono. Ci mettevo il dito in mezzo per farle resistere, ma loro niente, toccava farle fuori. Non sempre è sopportabile un rifiuto”. Dammi un posto tra gli agnelli (Nottetempo, pp.137, € 10), libro d’esordio di Laura Fidaleo, racconta di questo e di altri tentativi di riempire vuoti ed esorcizzare rifiuti; noveracconti frugano ferite aperte senza mai lasciarle chiudere e guarire. Quasi nulla succede e se qualcosa accade, è sullo stesso piano dei ricordi e della registrazione impressionistica di un presente storico e quotidiano. Nel...

11.09.2012

8x8. Si sente la voce

Se vale la massima galileiana del “discorrere come correre”, il romanzo è una gara di fondo con distanze lunghe e spazi dilatati, che esige uno sforzo prolungato e un continuo adattamento a ritmo e resistenza. Il racconto è invece uno scatto, un lavoro anaerobico che nella breve durata concentra velocità e potenza. È allora fondamentale la partenza, la spinta sui blocchi per ottenere la maggiore propulsione, la lettura d’un fiato; “in ogni caso il racconto è un’operazione sulla durata, un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo” diceva Calvino.   Così, nella prefazione all’antologia di racconti Si sente la voce (CartaCanta editore, Forlì, 2012, p. 240...

24.07.2012

Laura Liberale. Madreferro

Madreferro (Gruppo Perdisa Editore, 154 pp., 10 €) è il diario di una discesa infera verso le origini, il tentativo di saggiare il potere euristico del romanzo per spezzare la tradizione, disinnescare anatemi e rielaborare in prosa il trauma della morte. È anche il diario di un eterno ritorno, la terra che chiama a sé perché ha bisogno dei propri figli e perché tiene in grembo i propri morti. Sono passati sette anni da quando Laura ha lasciato Fabrica, il paese natale, dopo la morte accidentale dei genitori. Un congedo di sei mesi all’università la riporta nel luogo d’origine, per fare i conti con l’abbandono e il senso di colpa, con un passato che non lascia scampo e lambisce pericolosamente il presente con esalazioni...

10.07.2012

Luigi Farrauto. Senza passare per Baghdad

Senza passare per Baghdad (Voland, pp. 192, € 13) è come una camera oscura. Un narratore-fotografo-demiurgo ricostruisce sulle fotografie stese al buio l’itinerario che unisce sulle mappe sentimentali e ferroviarie Milano a Damasco.   Una larga panoramica racchiude tutte le camere oscure dentro una città che si spegne, una corsa in bicicletta contro il tramonto e le promesse di viaggi da iniziare. L’obiettivo si stringe poi sui mezzi primi piani di Alex e Jari, campo e contro campo ma in soggettiva, due diari autobiografici e fotografici in parallelo.   È la storia di un’amicizia antica e controversa, che si nutre di assenza, di attese e di contraddizioni.   Alex è un modello manista, fotografo per diletto...

04.06.2012

Bruno Osimo. Bar Atlantic

Il Bar Atlantic (Marcos y Marcos, 320 pp., 15 €) è il bar dell’Esselunga, un bancone circolare lucido di piastrelle blu oltremare; un approdo rassicurante per camerieri, commesse, magazzinieri e clienti abituali. Un non-luogo che del porto ha il nome oceanico, il viavai stanco e operoso e la confusione creativa di sonorità familiari e inusuali. Qui Bruno Osimo ha messo a punto il suo romanzo e qui il suo protagonista siede a un tavolino d’angolo: un caffè americano e il laptop acceso nelle pause sospese tra le tante vite incompiute che compongono la sua precaria unità. Adàm è israeliano, dottore in lingua e letteratura ebraica, ha trentacinque anni e cinque contratti in cinque università differenti; ha una casa a...

24.04.2012

Francesco Targhetta. Perciò veniamo bene nelle fotografie

Perciò veniamo bene nelle fotografie, di Francesco Targhetta, (Ibsn, 2012. 248 pp., 19,90 €) è un romanzo in versi; un esperimento voluto dalla casa editrice, che ha convinto il dottorando trentunenne già autore di poesie a dispiegare negli spazi lunghi del romanzo una storia che sembra autobiografica e universale. La voce che parla è quella di un dottorando intorno ai trent’anni con una tesi in storia contemporanea e qualche rara supplenza in licei di provincia. Ma è anche il dimesso lamento di una generazione perduta, o almeno vorrebbe sembrarlo, nel plurale del titolo o nella congestione di progetti e speranze disfatte in un appartamento condiviso. La voce che parla è una sola ma ne contiene tante: c’è Los,...

10.04.2012

Milena Agus. Sottosopra

Sottosopra (Milena Agus, Nottetempo, 2012) è l’unico titolo possibile per questo romanzo-clessidra, che nei continui capovolgimenti dei piani spaziali confonde i sensi e le cronologie. Il punto fermo intorno cui ruotare è la voce di una giovane universitaria che si fa narratrice delle vicende dei vicini di casa intrecciate alle sue memorie private. L’infanzia della protagonista è raggomitolata nelle giornate spese con la madre ad aspettare ospiti che non si presentano, a vestirsi bene per fare visita a parenti che non si fanno mai trovare in casa. Così le vane attese e gli inviti a vuoto finiscono nella quieta follia materna, che si preoccupa delle bibite da offrire agli ospiti venuti per le condoglianze, come se il cadavere del marito...

06.03.2012

Antonio Leotti. Il mestiere più antico del mondo

Il mestiere più antico del mondo (Antonio Leotti, Il mestiere più antico del mondo, Fandango, 2011), contrariamente a quanto si è soliti pensare, è l’agricoltura. E, a differenza di quell’altro mestiere, vive un inarrestabile decadimento, nel disinteresse quasi generale. Nemmeno il primato cronologico sembra garantirgli nuovo fascino e parole come maggese, guazza, sdigiuno, al pronunciarle lasciano sul palato quel gusto di polvere e nostalgia proprio dei linguaggi-relitto, che dissotterrano immagini sepolte dal tempo.   Il protagonista Antonio è nato nella Roma borghese da una famiglia di latifondisti; la campagna della memoria, che si affaccia nelle prime pagine del libro, è il luogo mitico delle vacanze toscane, dei...

03.01.2012

Francesco Permunian. La Casa del Sollievo Mentale

La Casa del Sollievo Mentale (Francesco Permunian, Nutrimenti, 2011, pp. 176) è il luogo dove celebrarne l’assenza, il limbo allucinato in cui sostare senza riposo tra il rimpianto della follia perduta e l’incontrollato abbandono. Le pareti sono di carta e parole, solide quanto occorre per imprigionare le anime incendiarie e voluttuose che la abitano, ma non abbastanza per trattenere il contagio. Sui bordi del lago di Garda, come tra le quinte polverose di un teatro abbandonato, maschere deformate e sconvolte compaiono sul palcoscenico: Alfonso Maria Manotazo, nobile e romantico discepolo di Guido Ceronetti; il parassita Alfreduccio, necrofilo profanatore di cadaveri, libri, bambole e termosifoni; Donna Maria Reginalda, presidentessa delle Dame di San Vincenzo, che...

06.10.2011

Gianni Biondillo. I materiali del killer

Un muro d'ovatta è la porta d'ingresso nel romanzo (I Materiali del killer, Guanda 2011), la nebbia ferale che copre Milano come un cappotto bagnato e divora pigramente la pianura padana. Nel capoluogo meneghino due cadaveri, l'aggredito e l'aggressore, sporcano la scena del crimine di un'apparente rapina in villa; a Lodi, nel tragitto tra il carcere e l'ospedale, un commando mafioso assalta l'ambulanza che traduce un detenuto africano gravemente ferito. Due delitti indipendenti, tenuti insieme solo dalla lattiginosa atmosfera lombarda e dall'ispettore  Michele Ferraro, primo attore del filone giallo dei romanzi di Gianni Biondillo. È il secondo crimine che riempie le pagine del romanzo e scatena un caccia all'uomo sulle tracce...