raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Isabella Mattazzi
27.09.2015

La fedeltà del traduttore

Si è appena concluso Babel Bellinzona 2015, festival di letteratura e traduzione che quest’anno ha avuto tra i suoi ospiti anche Maurizia Balmelli, traduttrice tra le più autorevoli oggi e in cui sarà a tutti noi capitato di imbatterci, dal momento che ha firmato i testi italiani di molti tra gli autori più significativi della nostra contemporaneità. Abbiamo approfittato della sua presenza al festival per rivolgerle qualche domanda.         Tu sei la voce italiana di Cormac McCarthy, Àgota Kristòf, Emmanuel Carrère, Aleksandar Hemon, J.M.G. Le Clézio, per citare soltanto alcuni tra gli autori che hai tradotto. Qual è il tuo rapporto con uno scrittore al di là del suo testo?...

31.08.2015

Pasticcerie

In un’agenda Moleskine nel cassetto della mia scrivania annoto, da anni, gli indirizzi dei luoghi in cui ho fatto colazione. È un’agenda ordinatissima divisa per nazioni, città, quartieri (nelle sezioni Parigi, Istanbul e Stoccolma c’è un’ulteriore suddivisione in isolati). Accanto a ogni indirizzo ci sono indicazioni sul genere di appartenenza (pasticceria, caffè con i tavolini all’aperto, libreria con cucina…), due righe di descrizione e la segnalazione dell’eventuale presenza di croissants al burro di particolare rilievo. Ho sempre attribuito a questa agenda un valore nevrotico, da brava settecentista non potevo che finire per elencare, catalogare, sistematizzare tutto quanto mi capita a tiro. Poi, col tempo, ho capito che di nevrotico qui in realtà c’è poco. La Moleskine “Pasticcerie...

20.05.2014

Duras. Moderato cantabile

Moderato cantabile di Marguerite Duras (Nonostante edizioni, traduzione e postfazione di Rosella Postorino, pp. 136, euro 15,00) è un romanzo di fantasmi. Fantasmi nel senso etimologico del termine, apparizioni, ierofanie del desiderio. Fantasma è il corpo esanime della donna che nelle prime pagine del romanzo appare stesa a terra in un caffè del porto. Fantasma è la figura dell'uomo che l'ha appena uccisa, chino su di lei, mentre la chiama amore, mentre la bacia sulla bocca e si sporca le labbra del sangue che lentamente le fuoriesce dai denti.   Fantasmi sono i loro due corpi uniti, vere e proprie apparizioni agli occhi di Anne, la protagonista, che dalla casa di fronte ha sentito le urla e ora è lì, all'entrata del caff...

07.05.2014

Sartre e De Beauvoir a Mosca: finale di partita

Originariamente Malinteso a Mosca avrebbe dovuto far parte di Una donna spezzata, raccolta di novelle che Simone De Beauvoir pubblica nel 1967 per Gallimard. Il racconto, scritto nel ’65, non compare però nella redazione definitiva dell’edizione francese, scartato, o meglio fatto a pezzi e poi ricomposto, modificato, rimaneggiato fino a diventare un testo del tutto diverso – anche se numerosi passaggi resteranno pressoché immutati – a cui la De Beauvoir dà il nuovo titolo di L’età della discrezione. Nella sua stesura originaria, Malinteso a Mosca rimane così un racconto del tutto sconosciuto, un’opera muta, confinata in qualche cassetto dell’appartamento-studio di Rue Victor-Schoelcher, fino a quando, nel 1992,...

04.03.2014

Treno notte direzione Ucraina

Due estati fa, ad agosto, sono andata a Leopoli. Ero già stata in Ucraina. A Kiev, per un convegno qualche anno prima. Ma adesso è diverso. Non devo lavorare, non girerò per ambasciate e università. E poi questa volta c’è Giacomo, mio figlio. Siamo partiti da Cracovia con il treno che durante la notte attraversa il confine. Un treno che parte un giorno sì e uno no.  Molti anni fa partiva tutti i giorni. Ci andavano i nipoti a trovare d’estate i nonni, o i ragazzi le fidanzate. Perché un tempo Leopoli (L’viv, in ucraino) era polacca. Prima che i sovietici la invadessero nel ’39 dopo il patto Molotov-Ribbentropp. Prima che ci tornassero nel ’45, a guerra finita, da vincitori.     Siamo soli in...

22.07.2013

Tavoli | Valerio Magrelli

La prima cosa che colpisce del tavolo è il suo centro. Un ritaglio di panno verde tra il pc e la pila di cartellette. Vuoto, illuminato dalla luce obliqua della lampada. Un punto a cui l'occhio dell'osservatore non può fare a meno di tornare ossessivamente, attratto dalla pienezza muta del suo spazio inviolato. Intorno a lui, gli oggetti: libri, quaderni, un computer portatile, un telefono, fiori, una patente, un'altra lampada, una candela, un portapenne. Oggetti non disposti secondo l'ordine geometrico, le ascisse e le ordinate di un'ideale battaglia navale tra nevrosi e mondo, ma neppure abbandonati alla corrente indistinta del caos. Gli oggetti del tavolo conoscono un proprio ordine spaziale. Il tavolo risponde a una propria struttura. Ha una forma....

09.07.2013

Mathias Malzieu. L’uomo delle nuvole

Come muore la bellezza? Come muoiono i candidi, i puri di cuore, coloro a cui non tocca, per destino o per conformazione dell’anima, la miseria di una quotidiana compromissione con il mondo ?  Nel folclore ebraico dell’Europa centro-orientale esiste una maschera chiamata Schlemiel, l’Innocente. La parola deriva dall’unione, in lingua jiddish, di Schlimm “cattiva” e Mazl “sorte”. Letteralmente Schlemiel è quindi lo sfortunato. Sfortunato non perché inviso alla sorte, ma perché incapace di sottostare alle semplici pratiche che governano la vita degli uomini. Chi è Schlemiel arriva sempre in ritardo strappandosi, per la fretta, la manica della giacca nella maniglia di una porta. Spesso cade o si lascia cadere...

31.01.2013

Speciale Librerie | L’estate di Giacomo

Mi sono spesso chiesta per chi siano davvero indispensabili le librerie indipendenti. Se un quartiere dovesse perdere la propria libreria, se al posto di una vetrina piena di libri dovesse esserci il buco nero improvviso di un cartello “affittasi”, chi ne verrebbe colpito direttamente al cuore? Chi si ritroverebbe monco o zoppo, menomato nella fibra più intima delle proprie funzioni vitali? La risposta sembra essere scontata. Tutti. Ne soffrirebbe chi con i libri ci lavora, chi scrive, chi vive di letteratura. Ne soffrirebbero i lettori forti. Ne soffrirebbe chi ci entra occasionalmente per ripararsi dalla pioggia. In realtà non credo che le cose stiano proprio così. Con il progressivo allargarsi del mercato librario su Internet e la messa in rete dei...

23.11.2012

Traduzioni e editoria

Si sono svolte da poco le Giornate della traduzione letteraria di Urbino 2012, rassegna a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani che in dieci anni di attività è diventata ormai un punto di attrazione e convergenza dell’intero panorama traduttologico italiano. In questa occasione quattro ospiti d’eccezione - Ilide Carmignani (curatrice delle Giornate), Renata Colorni (Mondadori), Yasmina Melaouah (traduttrice), Alberto Rollo (Feltrinelli) - hanno dialogato per doppiozero sui complessi rapporti tra traduzione letteraria ed editoria.     Cogliendo l’occasione del decennale delle Giornate di Urbino, mi sembra che sia possibile azzardare un primo bilancio, una prima mappatura del territorio traduttologico italiano e delle sue...

18.09.2012

Jean-Luc Benoziglio. Il re di Francia, seguito e fine

Scrivere di un mondo che è per noi definitivamente perduto, raccontare di un secolo che non esiste più, non è cosa affatto facile. Del tutto priva di una sua immagine addomesticata perché non ancora disegnata secondo una rete di rimandi che la renda leggibile al nostro occhio contemporaneo, ogni epoca passata porta sempre con sé, nel momento della sua apparizione in un testo letterario, tutta la radicale estraneità del proprio mondo ris­petto al nostro. Come un naufrago sulla spiaggia, ogni secolo riemerso mostra sempre sul corpo le incrostazioni del mare che ha appena lasciato, immagini, segni linguistici per noi impensabili e che ne fanno, di fatto, un fascinosissimo mostro. Un animale sconosciuto. Ulisse sporco di sale che appare...

22.05.2012

Tra storia dell'arte e invenzione visiva / L’immagine inquieta: una conversazione con Georges Didi-Huberman

Ho dato inizio al progetto di mettere insieme i risultati delle mie ricerche - che hanno a che fare con l’influenza dell’Antico nella cultura europea - in un grande Atlante tipologico. Una pubblicazione di questo genere permetterebbe di fornire una solida cornice, pur sempre elastica, a tutto il mio materiale.   Aby Warburg     Negli ultimi anni della sua vita, tra il 1924 e il 1929, Aby Warburg lavora al progetto di un atlante figurativo, Mnemosyne, composto da una serie di tavole in cui si trovano accostate, senza alcun apparente nesso causale o cronologico, centinaia di riproduzioni fotografiche (opere d’arte, reperti archeologici, pagine di manoscritti, tarocchi, ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli). Mnemosyne, “la memoria del mondo”, opera...

06.04.2012

Parigi. Lo spazio del populismo

Che l’esercizio del potere non sia (soltanto) un atto coercitivo, pura e semplice imposizione di una volontà esterna calata dall’alto, ma sia qualcosa di ben più “intimo”, direttamente agganciato alle corde interne della nostra condizione psichica, è un dato di fatto. Che il Sovrano-Leviatano di Hobbes non sia composto altro che dalla molteplicità mostruosa dei corpi dei suoi cittadini, lo sappiamo benissimo. E non soltanto perché abbiamo imparato con Foucault a riconoscere le manifestazioni del potere ben al di là del semplice rapporto repressivo e duale tra Re e Cittadino, o perché filosofi recenti come Maurizio Lazzarato o Yves Citton hanno mostrato come la politica può, di fatto, riassumersi in un’...

29.08.2011

I camminatori irregolari

Se camminare è un’arte, zoppicare è un virtuosismo. Colui che è zoppo, chi interrompe la regolarità del passo introducendo l’elemento improvviso dello scarto, infrange e nello stesso esalta le leggi del movimento. Ne interrompe la monotonia, spezzandone la cantilena piana per mostrarlo finalmente per quello che è: un puro miracolo di equilibrio.    La letteratura, a ben guardare, è piena di camminatori irregolari. Edipo, dai piedi deformi e dal destino ritorto, costretto a riandare letteralmente sui propri passi, unendosi con chi lo ha generato e rivolgendo all’indietro la freccia del tempo e delle generazioni. Filottete, morso al piede da una vipera e abbandonato dai suoi compagni sull’isola di Lemno....