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diritti

(16 risultati)

Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Diritti

Il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Settanta anni fa. Dopo la Costituzione degli Stati Uniti D'America del 15 settembre 1787 e la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino proclamata in Francia nel 1793, la Dichiarazione Onu è il documento più alto che noi possiamo leggere per renderci conto di cosa potrebbe essere l’uomo se aderisse alle sue potenzialità producendosi in buone pratiche e etiche azioni. Se effettivamente gli alieni non fossero ancora tra noi, sarebbe bello che la loro prima astronave sbarcasse sul Pianeta Terra governato globalmente dalla realizzazione di questi trenta articoli, così semplici e così pieni di buon senso. L’abbiamo letta in classe. Due volte, in due giorni diversi, e giorni dopo in una verifica scritta ho fatto una domanda a risposta aperta in cui chiedevo cosa ricordassero di quelle letture. Cosa si è fermato nella loro mente di vecchi bambini/giovani adolescenti? Hanno scritto: «Diritto di uguaglianza, vivere, salute, lavoro, scuola, mangiare, vitare, viaggiare»; «che tutti siano fratelli e che nessuno sia discriminato per il colore della...

Manifesto laico contro il multiculturalismo / Non c’è fede che tenga

Un libro coraggioso quello di Cinzia Sciuto, tagliente e spigoloso, che non fa sconti e mette il dito nella piaga di un atteggiamento sempre più diffuso, l’elogio del multiculturalismo, che però nasconde un dono avvelenato, che lo porta ad assomigliare a una forma di razzismo capovolto, seppure animato da lodevoli intenzioni. La critica dell’autrice parte dalla necessità di esercitare sempre e in modo coerente una determinata laicità, che conduca a prestare sempre più attenzione ai diritti degli individui, piuttosto che a quelli dei gruppi, di qualunque specie essi siano: etnici, religiosi, politici, ecc. Laicità come fondamento della democrazia, laicità che non si oppone alla/le religione/i, ma che rifiuti ogni principio di autorità e di ingerenza e non solo quelli religiosi. Essere laici significa, per Sciuto, “non invocare nessuna tradizione per giustificare una limitazione, se non addirittura una violazione, dell’autonomia e della libertà di ciascun essere umano”.     Nei paesi come la Gran Bretagna, dove da decenni si segue la linea del multiculturalismo, sono venute a formarsi comunità etniche o religiose che vivono una accanto all’altra, ciascuna secondo dei...

Festival of Italian Literature in London / Migrazioni: diritti violati

Lorenzo Pezzani, co-fondatore di Forensic Oceanography, partecipa alla tavola rotonda Detecting Violence insieme a Matteo De Bellis di Amnesty International durante il Festival of Italian Literature in London.   Cosa è Forensic Oceanography? Forensic Oceanography (FO) è un progetto d’inchiesta sulle politiche della migrazione nel Mar Mediterraneo che ho iniziato nel 2011 insieme a Charles Heller, In collaborazione con una vasta rete di attivisti, ONG, giornalisti e scienziati, abbiamo prodotto una serie di rapporti, ricostruzioni, mappe, video, piattaforme online ed articoli che tentano di fare luce sulle violazioni dei diritti dei migranti e le morti in mare, evidenziando lo stretto legame che esiste fra tali morti e le politiche migratorie dell’Unione Europea e dei suoi stati membri.   Quali strumenti usa Forensic Oceanography? FO opera all’intersezione di diverse pratiche e conoscenze, dal giornalismo investigativo alla scienza forense, dalla ricerca accademica alle arti visive, e cerca di intervenire in diversi ambiti: non solo giuridico ma anche accademico e artistico, e più in generale politico. Utilizziamo tecniche spaziali e visive (mappe, modellazione 3D,...

«Ero straniero e non mi avete accolto» / Il prossimo, il lontano e l'accoglienza dei profughi

La coerenza di Salvini   «Sono un cristiano coerente», ha risposto Matteo Salvini al twitter di Gianfranco Ravasi (anche lei, eminenza!?), che in relazione al respingimento della nave Aquarius aveva scritto, parafrasando in negativo Mt. 25,43:  «Ero straniero e non mi avete accolto». «Amerai il prossimo tuo», si dice nel Vangelo. Io non sono credente e non mi intendo di questioni interne alla chiesa; mi intendo un poco di filosofia politica ed è su questa base che vorrei commentare l'episodio. Forse Salvini intende il precetto alla lettera, perché no. Prima il prossimo dunque. La massima si addice al «primanostrismo» elaborato da Salvini, una specie di variante paesana del grido «America first!» di Donald Trump. Il popolo italiano deve pensare ai suoi terremotati, disoccupati e indigenti, altro che a quelli che vengono da lontano, profughi, migranti e rifugiati che invadono il Bel Paese per godere della pacchia (sic) e farsi una crociera (sic sic sic).   Chi è il prossimo?   Ora, bisogna sapere che il conflitto noi/loro, vicino/lontano non è certo stato inventato oggi, anzi ha una lunga storia filosofica che spesso si è trovata di fronte a quesiti analoghi:...

Gerusalemme - Tel Aviv / Gay Pride in Israele

Le scorse settimane a Gerusalemme tutti aspettavano con ansia l’arrivo del neo-Presidente degli Stati Uniti che, in tempo di elezioni, per conquistare gli elettori indecisi appartenenti alla comunità ebraica, aveva promesso di trasferire l’Ambasciata Americana da Tel Aviv a Gerusalemme: gesto simbolico per avviare il discusso processo di riconoscimento della Città Santa come capitale di Israele. Nel frattempo a Tel Aviv, al posto delle bandiere a stelle e strisce, ci si preparava a issare quelle arcobaleno, perché il 9 giugno lungo le strade della Città Bianca ha sfilato, come ogni anno, uno dei Gay Pride più attesi al mondo.   Nel corso della parata, infatti, accanto alla bandiera icona del movimento LGBTQS hanno sventolato assieme dalla bandiera australiana a quella canadese, da quella russa a quella palestinese: “Gay di tutto il mondo unitevi!”, aldilà di ogna appartenenze politica e religiosa. Lo stesso Theodor Herzl, fondatore del sionismo moderno, nel 1902 illustrava in modo pionieristico nella sua celebre opera Altneuland la sua visione politica laica e democratica relativa allo Stato del popolo ebraico in Terra di Israele, sottolineando il valore irrinunciabile di una...

Sul complesso caso Orlando / Questioni di stragi: l’incultura che fa male

Una delle primissime dichiarazioni del padre di Omar Marton, dopo la strage di Orlando, è stata qualcosa come “Mio figlio è rimasto sconvolto alla vista di due uomini che si baciano per strada”. Perché mai non si dovrebbero baciare? Due persone che si baciano sulle labbra in pubblico possono salutarsi, mostrare affetto, amicizia, amore, o altro. Non comprendo la ragione per cui, quando gli eterosessuali si baciano in pubblico, la cosa non crei scalpore, orrore o semplice indignazione, mentre, se il medesimo atto viene compiuto da due persone omosessuali, la cosa generi turbamento, sconcerto, smarrimento. Gli eterosessuali (ma il sospetto che Omar Marton fosse gay risulta a sufficienza comprovato) sono forse talmente “sicuri” dei loro baci, da condannare il bacio di chi non appartiene al loro medesimo orientamento sessuale? Oppure si tratta di una questione etica? Ma, sempre che il senso etico sia conoscibile, non può essere relativista, e nel presente caso dettare norme differenti per i due orientamenti sessuali. Sostenere “bene che gli etero si bacino in pubblico, male che lo facciano gli omo” significa abbracciare un’etica estremamente fragile, carente, inesistente, che descrive...

Free cosa?

La giornata si apre spesso come una pagina bianca dove tutto può succedere. Quello che all'inizio sembrava proprio il dono desiderato nella vita. Dopo la "crisi" (ma c'e stata mai la NON crisi?) la giornata è un incubo, quanto meno una fatica improba. Puoi mettere mano a quel famoso progetto, puoi fare telefonate, puoi prendere appuntamenti, puoi scrivere mail. Potresti avere risposte, trovare finalmente la persona che cercavi da tanto tempo, potresti perfino renderlo concreto, quel progetto. Dopo tanti no, dopo tanti silenzi, dopo tutte le risposte mai avute, dopo i ritardi, i rifiuti, i "risentiamoci in un altro momento", tutte le volte che ti sei sentito dire: "interessante ma...", tutte le volte che sei stato pagato troppo poco o troppo tardi: questa pagina bianca ha il potere di paralizzarti. E desideri solo un piccolo ufficio con mansioni semplici e definite, un qui e ora che non c'e mai, che non c'e più. Con i momenti scanditi, col tempo libero (perché chi gestisce da solo il tempo del lavoro non ha mai tempo libero), quello DAVVERO libero, dove non ti senti in colpa se non ti informi, se non pensi,...

La buona scuola è una sfida quotidiana

Facile dire riforma sì, riforma no. Ma le cose sono molto più complicate di così. Perché la scuola è una cosa maledettamente grande e complessa. Si impara il sapere dell'umanità in un tempo di radicale mutamento del come e del cosa si impara. Si apprende a stare insieme tra coetanei nel mezzo di una crisi educativa in un Paese dove le proiezioni di tanti adulti su pochi bambini hanno creato un'iper-protezione diffusa invece della santa promozione di chi vivrà dopo di noi che, per essere tale, deve prevedere libertà e responsabilità e dove la coesione sociale è stata tartassata dalla crisi economica e dalla pochezza delle classi dirigenti nonché da troppe idiozie irresponsabili urlate in giro da chi fa politica e da chi informa. E – attenzione – è l'unico luogo rimasto dove adulti dedicati a educare e ragazzi tra loro non consanguinei stanno insieme ogni giorno per molte ore e devono trovare il modo di far convivere, nel concreto del quotidiano e non a chiacchiere, l'eguaglianza assoluta dei diritti e l’enorme differenza tra le persone.   Di scuola ne...

Il matrimonio omosessuale è contro natura (Falso!)

Viviamo in un'epoca di crescente accettazione delle relazioni omosessuali, almeno in occidente. La televisione e il cinema introducono rappresentazioni positive di gay, incoraggiando fiducia e tolleranza. Dai primi movimenti gay degli anni '60 e '70 del Novecento il mondo è molto cambiato e il matrimonio tra persone dello stesso sesso (same-sex-marriage) è riconosciuto da un numero crescente di paesi. In Germania per es. esiste da una decina di anni una forma di matrimonio omosessuale «minore», e i diritti della coppia sono stati da allora continuamente estesi: se un partner muore, l'altro riceve una rendita di reversibilità. Negli USA le coppie gay possono sposarsi ormai in moltissimi stati; durante la presidenza Obama inoltre, alle categorie discriminanti di razza, religione e identità etnica sono state aggiunte quelle di «gender, sexual orientation, gender identity and disability». La discriminazione delle persone in virtù del loro sesso e della loro identità sessuale vale come «federal hate crime».   Le reazioni negative dall'altra parte abbondano (senza considerare la...

Coltivare lo sguardo interiore

È un orientamento pragmatico, quello di Martha Nussbaum. Non a caso le sue riflessioni hanno influenzato, oltre ai dibattiti intellettuali della contemporaneità, anche pratiche di governo e politiche internazionali. Docente di Law and Ethics presso l’Università di Chicago, la filosofa statunitense è divenuta celebre per aver ideato negli anni Ottanta, insieme al premio Nobel Amartya Sen, la teoria delle capabilities, giungendo a elaborare indicatori di disuguaglianza sociale per i programmi di sviluppo delle Nazioni Unite. Il paradigma delle capacità – che misura la ricchezza di uno stato non tramite il PIL pro capite, ma sulla base dell’effettiva accessibilità ai diritti e delle reali opportunità offerte ai cittadini – è solo un esempio del suo impegno a favore di una società progressista e multiculturale ma saldamente basata sull’universalismo etico. Accanto agli studi sulla giustizia globale e la dignità umana, Nussbaum ha condotto analisi sulle emozioni collettive e sui diritti delle donne, promuovendo un’originale forma di liberalismo femminista. Alla crisi dell...

Contro il no profit. A che pro?

Pubblichiamo con piacere la replica di Giovanni Moro alla recensione al suo libro scritta da Nicola Villa e che potrete leggere qui.     Nella sua recensione pubblicata in questo sito qualche settimana fa, Nicola Villa giudica il mio libro Contro il non profit «un testo in ritardo, fuori tempo massimo, un’occasione persa», e ancora «deludente e superato». Ohibò. Sinora mi ero solo sentito dire: "È il libro che avrei voluto scrivere", e: "Finalmente qualcuno ha tirato il sasso nello stagno". E le stesse critiche di alcuni addetti ai lavori mi hanno fatto pensare che il libro almeno un po’ abbia colto nel segno. In questo caso, invece, il mio lavoro riceve una vera e propria stroncatura globale, che va dal linguaggio ai contenuti.   Non conosco il recensore né il suo lavoro e di questo faccio ammenda. Però cerco di capire le ragioni di tanta hybris, non prendendo nemmeno per un attimo in considerazione la ipotesi che essa sia dovuta al semplice gusto di stupire e di cantare fuori dal coro. Sfuggo quindi alla tentazione alla moda di dire che me ne farò una ragione, perch...

Diseguaglianze dell'esistenza

È sovrappeso. Parecchio. E potrebbe bastare questo elemento a determinare il livello di compassione che una persona come Ada può aspettarsi. Perché la combinazione di chili in più e benefits proprio non funziona. Come se quei chili stessero lì a rappresentare un’ingordigia incontrollabile: non (solo) verso il cibo, ma verso tutto quanto c’è che lo stato può elargire.   E se i chili di troppo non bastassero a suscitare una certa disapprovazione, ha l’aria discinta. Non discinta e sottomessa, come chi non ha più la forza di curarsi delle proprie apparenze, ma discinta e sgargiante (jeans verdi attillati sgarrati nei punti giusti, maglietta viola che lascia intravedere spalle e reggiseno, capelli di un rosso che solo una tintura naturale mal applicata può regalare). Le piace, ad Ada, essere appariscente. Mentre chi riceve benefits farebbe meglio a sembrare un po’ più dimesso.   C’è di più. Non riesce a contenere le parole, che le escono fuori dalla bocca caotiche e insensate, così come non riesce a manovrare il passeggino – di quelli doppi, due...

Speciale Ai Weiwei | Continue sorprese

La maggior parte delle volte in cui ci viene voglia di discutere o comprendere la verità di qualcosa, l’intuizione ci dice che non è possibile. Ciò rappresenta un costante motivo di lamentela per la nostra gente.   Eludere ciò che tocca gli elementi e le contraddizioni fondamentali che definiscono la situazione presente, o allontanarsi dalle proprie responsabilità, sono atti che tornano a esclusivo vantaggio di quelli che comandano. E tuttavia tutto questo è irragionevole, perché solo dopo che la verità di una situazione è stata completamente rivelata possono emergere spontaneamente soluzioni efficaci. Similmente, solo quando il corso naturale degli eventi diventa insopportabile, i fatti reali iniziano a essere nascosti. Da molto tempo ormai gli avvenimenti che circondano ogni evento importante sono occultati o distorti; è impossibile mostrare al pubblico la nuda verità.   In tutto questo si intravede la solita debolezza e mancanza di fiducia in se stessi, nonché un processo quasi meccanico di autodifesa e prudenza. Il risultato è un pubblico che diffida del potere...

Speciale Ai Weiwei | La macchina della verità

Io sono la macchina che governa gli uomini e le cose. A chi mi sostiene concedo prestigio e ricchezza. A chi mi sfida tolgo la libertà e la vita. A tutti gli altri concedo benessere e sicurezza. Ho molti nomi, ma qui mi chiamo Partito Comunista Cinese.   Un tempo si credeva che io esistessi per una Ragione più Grande, e che il Grande Timoniere e Nostro Amato Presidente Mao meritasse di condurmi così come si conduce una nave, perché Mao aveva guidato la Rivoluzione con successo. Aveva distrutto la macchina di governo dal nome “Guomindang”, che era cattiva e sfruttava la gente, e creato me che sono buona e faccio arricchire tutti. Adesso tutto ciò non ha più senso.   Io non ho altra ragione di esistere che il continuare ad essere, ed alla Rivoluzione credono solo alcuni inguaribili romantici. Io sono fatta da tutti voi, e voi tutti siete fatti da me. Noi siam più furbi, preferiamo girare armati di iPhone pagato a rate, guidare un’auto nuova, comprare casa, vivere in città sicure e mandare i nostri figli a studiare all’estero.   Prima, negli anni cinquanta, era diverso....

Informazione e libertà

È chiaro a tutti ormai che la difesa del diritto all’informazione è una delle battaglie fondamentali della nostra epoca. Informazione libera significa la possibilità per i cittadini di controllare gli atti dei loro governanti, di chiamarli a rendere conto delle loro decisioni, di ribaltare le verità prefabbricate della propaganda. Essere informati vuol dire insomma partecipare alle decisioni fondamentali che riguardano la vita individuale e la collettività e allo stesso tempo non subire i condizionamenti di chi detiene il potere – di qualsiasi tipo – e lo esercita nel proprio esclusivo interesse attraverso il controllo dell’opinione pubblica.   Ogni tentativo di condizionare l’accesso all’informazione, in tutte le sue forme, equivale dunque a limitare le libertà fondamentali che sono il fondamento di ogni democrazia. Da anni assistiamo nel nostro paese ai tentativi di colpire il diritto di cronaca in nome di una “difesa della privacy” che è solo l’inconsistente giustificazione escogitata per difendere i privatissimi interessi del presidente del consiglio Silvio...

Di libro in libro scorre la vita

Certe volte capita che la lettura di un libro metta in moto una reazione a catena, per cui si sente il bisogno di dipanare una matassa, si ricorre ad altri libri, ti tocca fare i conti con episodi del passato, si ritorna ai libri e si va avanti, fino a quando si mette un punto. Per modo di dire.   Chernobyl di Francesco Cataluccio mi ha portato a Imperium di Ryszard Kapuscinski, come tenendomi per mano. Il 4 giugno 1933, mentre in Ucraina si muore di fame e le madri impazzite mangiano i propri figli denutriti, il responsabile della catastrofe passata alla storia col nome di Holodomor, Stalin, approva l’esecuzione del suo progetto più folle, la costruzione del Palazzo dei Soviet a Mosca: l’edificio, racconta Kapuscinski, avrebbe dovuto oscurare l’Empire State Building; alto 415 metri, sormontato da una statua di Lenin alta tre volte la Statua della Libertà, (il cui dito indice avrebbe dovuto misurare 6 metri), a costruzione ultimata avrebbe raggiunto una capacità di 7 milioni di metri cubi, equivalente alla cubatura dei sei massimi grattacieli newyorkesi di allora, un vero schiaffo all’America. Mentre sulle strade e fra i...