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ebook

(24 risultati)

Schisi. Una nuova collana di ebook / Margini della scienza

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e Scienza di cui ci occupiamo sono: l’Arte e la Scienza come prodotti dell’evoluzione biologica e culturale; l’Arte e la Scienza come fonte reciproca di ispirazione; l’Arte come canale significativo della comunicazione della Scienza.   Matera 2019 Capitale Europea della Cultura e Doppiozero hanno creato, a sostegno dei progetti del programma culturale, una piccola collana di cinque e-book denominata...

L’arraffalibri, il pirata e l’editore

L’arraffalibri, il pirata e l’editore stanno seduti allo stesso tavolo, e brindano alla salute. Non è l’incipit di una barzelletta per addetti ai lavori, ma una possibile descrizione figurata di certe dinamiche complesse dell’economia immateriale del libro, che la retorica legalista del discorso ufficiale sulla condivisione di contenuti digitali tra pari tende a occultare. Presto, però, la strana intesa tra personaggi in apparenza tanto diversi potrebbe diventare di dominio pubblico, banale e scontata quanto uno status o un tweet, grazie a BookGrabbr, web app lanciata nel maggio scorso al Book Expo America di Chicago. L’idea è che il lettore possa letteralmente “arraffare” (to grab) un libro digitale, a patto che lo faccia in pubblico, che cioè pubblicizzi sui social di aver conquistato il bottino. Quando condivide il libro che vuole accaparrarsi, peraltro, ciascuno rende disponibile quel contenuto digitale anche ai propri contatti e ai contatti dei suoi contatti, rendendo tutti quanti, su una curva esponenziale, potenziali “arraffoni”. Legalmente.     Ma perché un autore o un...

Pagare poco, pagare tutti: una ricetta contro i prezzi dei libri di testo

Incontro Brad Wheeler, un sabato mattina di marzo, nel suo ufficio di Bloomington: la sua somiglianza con Kevin Spacey, come avevo avuto modo di scoprire gogglandolo, è incredibile (al riguardo le battute si sprecano, mi confessa). Ma non sono qui per parlare di House of Cards: ho letto per la prima volta il suo nome in Words Onscreen di Naomi Baron (che ho recensito per Doppiozero) a proposito del suo progetto di eTextbooks per Indiana University. E siccome io stesso studio e lavoro nel campus di Bloomington come lui, ho deciso di fare quattro chiacchiere riguardo a questo progetto, con cui i libri di testo in versione digitale vengono concessi dagli editori in abbonamento agli studenti, a fronte di una fee (tariffa) molto più vantaggiosa dell’acquisto del libro.   Oltre a essere il sosia perfetto di Kevin Spacey, Brad Wheeler è molto altro: è, innanzitutto, vicepresidente dell’Information Technology e CIO (Chief Information Officer) degli otto campus dell’università; ha co-fondato e diretto software open source dedicati alla formazione e all’apprendimento come Sakai Project, un’alternativa “community-...

Naomi Baron. Words Onscreen: pensare e scrivere new normal

Leggere sulla carta e leggere in digitale non sono per nulla la stessa cosa. Questa la tesi di Word Onscreen. The Fate of Reading in a Digital World, saggio con cui Naomi S. Baron – Executive Director del Center for Teaching, Research and Learning dell’American University di Washington D. C. – studia i cambiamenti che il digitale sta apportando proprio alla pratica della lettura. Come nel famosissimo Apocalittici e integrati di Umberto Eco, anche in questo libro si contrappongono gli integrati, pro digitale, e gli apocalittici, che lo accusano di essere la fonte della (presunta) rovina della cultura. L’autrice si pone nel mezzo, consapevole che l’eBook è parte di un processo tecnologico inarrestabile, curiosa ma anche preoccupata («And so the migration began from reading in print to reading onscreen. I watched with curiosity – and concern», p. X) perché il medium uniforma i libri a qualsiasi prodotto digitale (un filmato su YouTube, un post su Facebook, un tweet, un videogioco) di cui ormai la vita, soprattutto dei lettori più giovani, è satura.   Il “concern” dell’autrice riguarda...

50 sfumature di bigio

Fifty Shades of Grey di Sam Taylor-Johnson è un film eroicamente brutto, forse anche più del libro di E.L. James. Entrambi sono volgari: non per il contenuto o per i toni del racconto, ma per l’assoluto disprezzo di una qualunque estetica di rappresentazione. Il che è tanto più grave nel caso della (non più) Young British Artist, configurandosi come fallimento e scacco, mentre per la James si tratta più semplicemente di incapacità, o indifferenza. Il libro non garantisce alcun piacere di lettura. Scrittura piatta (e si ha quasi il sospetto, a leggere le critiche anglofone, che la traduzione italiana abbia aggiunto qualcosa in termini qualitativi), andamento narrativo estenuante, personaggi  situazioni risibili. Eppure un fenomeno di marketing culturale da più di 100 milioni di copie merita una certa attenzione, per la capacità di intercettare e ibridare altri masscult di prossimità.   Si deve partire dal libro per arrivare al film, perché insieme definiscono un sistema, e non si può capire l’interesse e la disponibilità del pubblico al secondo senza interrogarsi sulle...

Orwell, Amazon e l’economia domestica del libro

Nella burrascosa tenzone tra Amazon e Hachette che ha infervorato il gossip editoriale agostano, di recente ripercorsa su queste stesse pagine da eFFe con una condivisibile proposta politica al lettore, ha fatto molta sensazione, tra le altre cose, una goffa citazione di George Orwell. I portavoce di Bezos hanno estrapolato un brano dal contesto originale, interpretando alla lettera un’evidente antifrasi, da un testo pubblicato il 5 marzo 1936 sul «New English Weekly», dove lo scrittore recensisce parte del programma editoriale dei mitici tascabili Penguin. Come il «New York Times» ha segnalato tra i primi, infatti, basta leggere un estratto un po’ più corposo per cogliere l’ironia dell’articolo:   «Sei centesimi, per i Penguin Books, sono spesi magnificamente, tanto magnificamente che se gli altri editori avessero un minimo di senno farebbero causa comune per toglierli di mezzo. Chiaramente, è un grande errore credere che i libri economici siano un bene per il mercato librario. In effetti è proprio il contrario. Se, per esempio, avete cinque scellini da spendere e normalmente il prezzo di un libro...

Promozione della lettura e difesa del mercato editoriale

Questo intervento riassume alcune considerazioni sul tema della promozione del libro e della lettura, in particolare in ambiente digitale. Si tratta delle considerazioni che ho avuto occasione di svolgere nell’aprile scorso in occasione di una audizione informale presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della Proposta di legge Giordano e altri, A.C. 1504 del 7 agosto 2013 ("Disposizioni per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura"[1]).   Sono osservazioni che cercano di muovere dal generale al particolare; in questo articolo di sintesi ho comunque eliminato quelle legate alla formulazione dei singoli articoli della proposta di legge, che chiudevano il documento consegnato alla Commissione ma che hanno probabilmente un interesse più limitato per il lettore.   E’ importante tener sempre presente che, anche se si tratta di argomenti ovviamente e strettamente interconnessi e di due importanti priorità per il sistema Paese, l’obiettivo di promuovere la lettura e quello di difendere e rafforzare il mercato editoriale sono e devono essere...

Tiziano Bonini. Hipster

La nostra libreria si arricchisce di un nuovo titolo, Hipster di Tiziano Bonini. Ne pubblichiamo qui un'anteprima tratta dall'introduzione.   Oggi lunedì 24 marzo alle 20.30 Hipster di Tiziano Bonini sarà presentato con l'autore insieme a Adam Arvidsson, Michael Szalay, Alessandro Gandini, Massimo Airoldi, Giannino Malossi all’Ostello Bello in Via Medici, 4, Milano.     Il mito dell’hipster dura da almeno ottant’anni, da quando venne coniato negli anni ‘30 negli Stati Uniti per descrivere gli appassionati bianchi di bebop. Si trattava in genere di ragazzi bianchi della classe media, che emulavano lo stile di vita dei jazzisti afroamericani. Tenete a mente questa parola, intanto: “emulare”, la ritroveremo alla fine di questo percorso. [...] L’ipotesi di questa superficiale riflessione sulla cultura hipster è che, dietro quegli occhiali spessi e quella strana passione per le bici senza freni, si celi un concentrato di tutte le subculture giovanili del novecento, in parte addomesticate dal marketing di grandi brand come American Apparel e Urban Outfitters, in parte ancora capaci di...

Dal white cube all’Apple Store

Artelibro, il festival del libro d’arte che si tiene a Bologna, è giunto quest’anno alla sua decima edizione. E, per celebrare l’anniversario, si è aperto ai nuovi media ospitando una mostra dal titolo L’arte nell’editoria digitale tra educazione e sperimentazione. La sezione è a cura di Michela Arfiero, editor del magazine interdisciplinare per iPad Fruit of the Forest.   Parte delle app, dei periodici e degli e-book presenti in mostra sono sviluppati da case editrici e istituzioni museali di spicco in ambito artistico, mentre il resto è costituito da vere e proprie opere in formato digitale. Benché la panoramica non si possa considerare esaustiva (poco più di venti i progetti inclusi), l’esposizione ha il merito di portare in Italia, forse per la prima volta, alcune delle esperienze in cui il connubio tra arte contemporanea ed editoria digitale si rivela più proficuo.   Mousse Magazine   Curiosando tra le varie app e i vari magazine forniti da musei e case editrici, si ha la netta impressione di trovarsi in un periodo di passaggio: è assente uno standard, o...

Roberto Casati. Contro il colonialismo digitale

Con l'intervento di Roberta Locatelli doppiozero, partendo dall'ultimo libro di Roberto Casati, apre una discussione attorno al cambiamento della lettura con l'avvento della tecnologia digitale.     Ho trovato il pdf di Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati nella mia casella di posta durante un seminario in università sulla percezione uditiva. Non appena finito il seminario, ho iniziato a leggerlo, ma nel giro di dieci minuti ho avuto modo di abbandonare ancora l’app di visualizzazione dei pdf per controllare la casella di posta un paio di volte, prendere alcuni appunti per questa recensione, rispondere a un amico su skype, cercare sul sito dell’editore Palgrave un volume che ripropone i contributi, tra cui quello di Casati, a un convegno on-line sull’«e-text» che avevo seguito ai tempi ma di cui ignoravo la riedizione e poi nel mio archivio di pdf alla ricerca di un altro testo di Casati, attinente non al libro che stavo leggendo ma ai temi discussi poco prima al seminario. Alla fine, ho disattivato il wi-fi del mio iPad e ho iniziato a leggere per davvero. Quest’irrilevante cenno autobiografico illustra bene la tesi centrale del libro di Casati: l’...

La lunga marcia di Wu Ming

Quando nacque, Giap era semplicemente la newsletter di “quelli di Q”. Era il 2000 e il loro “bollettino” militante arrivava direttamente nella casella email. Era come se un pezzo del “movimento dei movimenti” ti entrasse in casa. Il momento era di quelli piuttosto frizzanti e la voce di Wu Ming serviva come strumento per fare il punto su un po’ di questioni. Per molti era facile riconoscersi in quelle parole e in quel linguaggio, perché era lo stesso che si sentiva per strada, tra amici o nei centri sociali. Si poteva essere d’accordo o meno, ma quelle letture offrivano sempre un momento di riflessione e di analisi. Dopo i primi tre anni di newsletter, che incorniciano il battesimo del fuoco di questo nuovo secolo, esce la prima antologia di Giap. Nel frattempo la loro attività di narratori prosegue con un ritmo serratissimo, pubblicano romanzi collettivi e individuali, sperimentano il copyleft e il download gratuito e danno vita a una serie di interessanti ragionamenti sul romanzo e sulla narrazione in Italia, il “New Italian Epic”. Nel 2010 Giap smette la veste della newsletter e si trasforma in un blog...

In chat con Anonymous

La giornalista Carola Frediani ha appena pubblicato per Informant l’e-book Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti. Il testo si articola secondo un doppio registro particolarmente intrigante, da una parte l’inchiesta giornalistica, dall’altra la narrazione in stile spy-story. L’abbiamo intervistata per farci raccontare qualcosa del suo libro e dell’opinione che si è fatta del mondo di Anonymous, il movimento di attivisti digitali internazionale che più ha fatto parlare di sé negli ultimi anni.   La galassia di attivisti ha una particolarità che la rende particolarmente interessante: la loro organizzazione e la loro identità si forma modellandosi plasticamente sull’infrastruttura attraverso la quale si sviluppa e opera: la rete. La loro organizzazione senza capi né rigide strutture, l’orientamento libertario, l’etica hacker, rendono Anonymous un universo affascinante da studiare, per smascherare falsi miti e dicerie che lo circondano e cercare di fare chiarezza sugli intenti che si pone.     Ci puoi raccontare cosa ti ha portato a voler scrivere un...

Mario Guaraldi. Radici di carta, frutti digitali

Mario Guaraldi, editore, ma più che altro agitatore culturale, è stato in Italia tra i primi a cogliere le possibilità date dall’informatica e oggi dalla rete in editoria. Uomo eclettico e concreto, Guaraldi non fa semplicemente pura teoria, ma ripercorre la propria biografia intrecciandola ai cambiamenti avvenuti nell’editoria italiana negli ultimi quarant’anni: dallo sviluppo degli uffici marketing al POD (il print on demand) fino all’ebook. Una vera e propria narrazione che partendo dal dato biografico e quindi dalla messa in pratica delle proprie intuizioni descrive lo stato dell’arte dell’editoria, ne rivela i limiti e in alcuni casi ne denuncia le vere e proprie cancrene che da decenni atrofizzano l’editoria limitandone fortemente le potenzialità.   Diviso in quattro parti (quattro lezioni), nella seconda e nella terza in particolare Guaraldi delinea le possibilità dell’editoria digitale ancorandola sempre però a quella classica. O meglio, per Guaraldi, il digitale è l’occasione che ha l’editoria per ritornare alla sua vocazione originaria: diffusione e...

La cura e la passione per l’editoria

Quando si prova a ragionare sul futuro di qualcosa, di qualsiasi cosa, ci si inviluppa quasi sempre in un’infelice polarizzazione: le opinioni più svariate – perché, ricordo, quando si parla del futuro abbiamo solo opinioni, e nessuna certezza – si agglutinano come elettroni nostalgici intorno a due posizioni di per sé opposte. É successo lo stesso con la diffusione degli ebook, i libri digitali: all’angolo destro i sostenitori indefessi del libro di carta, i partigiani della cellulosa, gli sniffatori di copertine, gli editori sbeffeggianti; all’angolo sinistro i futuribili promotori della lettura in digitale, i devoti di ciò che vuole la tecnologia, gli scartati alle selezioni della pubblicazione che nel digitale trovano la loro rivalsa. Succede. Poi finalmente arriva il momento della pace, della sintesi dialettica, degli assestamenti: si piangono le vittime – come in ogni scontro ci sono sempre delle vittime – e le cassandre si fanno belle con i “ve l’avevo detto io”.   Chi ha a cuore il destino dell’editoria farebbe bene allora a dotarsi di pazienza e precisi...

Elio Grazioli. Arte per ciechi

La libreria di doppiozero continua a crescere, con un nuovo titolo da scaricare e leggere su tablet o su carta, stampando il pdf.   Oggi vi proponiamo un saggio di Elio Grazioli, Arte per ciechi. Brancusi, Cage, Morris e gli altri. Qui il link per scaricarlo.    Arte per ciechi riprende il filo del precedente Duchamp, Picasso e gli altri e lo conduce fino alle soglie dei nostri giorni. Ne esce una visione dell’arte contemporanea scandita in alcuni momenti fondativi non a tutti evidenti, letti da una originale prospettiva che, accanto alle opere, dà un grande peso al “pensiero degli artisti, alle loro parole e intenzioni”, nella convinzione che “gli artisti comprendano qualcosa che solo l’esercizio dell’arte permette di cogliere”. Il titolo riprende quella “Scultura per ciechi” di Brancusi che costituisce l’oggetto del saggio di apertura e indica una modalità del percepire e dell’accostare l’arte che talvolta deve passare per l’accecamento, il silenzio, l’azzeramento e la cancellazione per produrre del nuovo, non solo nella creazione artistica, ma anche nella...

Non siamo nati per leggere

Cosa cambia nella lettura con le tavolette digitali? Kindle, iPad o altro, succede spesso che si fatichi a ricordare quello che si è letto. Il libro tradizionale è tridimensionale, come noi stessi, la tavoletta invece bidimensionale (su questo tema rimando al mio precedente pezzo qui). Forse in qualche università americana ci sarà uno studioso che si sta già interrogando sui cambiamenti che la rivoluzione informatica degli ultimi vent’anni ha provocato e provocherà nella nostra attività di lettura.   Di sicuro l’ha fatto Maryanne Wolf in un libro molto interessante uscito qualche tempo fa: Proust e il calamaro (Vita e Pensiero). Non siamo nati per leggere, scrive la neuroscienziata cognitivista della Tufts University. Il nostro cervello non è fatto per aiutarci ad apprendere a leggere, e anche a scrivere. Per farlo deve imparare a realizzare nuovi circuiti collegando regioni preesistenti, la cui programmazione e il cui programma genetico ha altri scopi: dal riconoscimento degli oggetti alla denominazione.   Solo da poche migliaia di anni l’umanità legge; per farlo ha dovuto...

Non farti domande, sii felice e condividi!

Prendi in mano un libro su Facebook e ti aspetti un po’ di netiquette e qualche rivelazione scandalosa sul suo fondatore. Invece ti ritrovi proiettato lungo l’intuizione che soggiace a tutto il libro, in un mondo dove non c’è più spazio per desideri e immaginazione. Dove il potere è appannaggio di società private che gestiscono sofisticati algoritmi. Inevitabilmente ti viene da osservare nuovamente il libro tra le mani, rileggi il titolo, ne sfogli ancora le pagine alla ricerca di qualche indizio che hai tralasciato. Invece no, è proprio così. E non se ne va quella sensazione di avere a che fare con un romanzo cyberpunk degli anni ‘90 dalle atmosfere dark, in cui le corporation sono molto, molto più satanicamente malvagie di quello che sembrano, i buoni a un secondo sguardo si rivelano cattivi e non c’è nessuna via d’uscita (a dispetto del sottotitolo). Impossibile salvarsi. A meno che non accada qualcosa di quasi impensabile e inaspettato: qualcosa di invocato in momenti di limpida paranoia e feroce utopia, un cambio di paradigma sociale, il diffondersi capillare di pratiche comunitarie,...

Umberto Eco. Il costume di casa

Pubblichiamo oggi, in collaborazione con Bompiani, un ebook che raccoglie 13 saggi tratti da "Il Costume di casa" di Umberto Eco, selezionati da Gianfranco Marrone. Di seguito la sua prefazione al libro.    Qui per scaricare l'ebook gratuitamente.    Il costume di casa, sesto libro di Umberto Eco, è stato pubblicato nel 1973 da Bompiani e – caso pressoché unico nella vasta opera del noto semiologo romanziere – mai più ristampato. Dopo volumi di grande rilievo come Opera aperta (1962), Apocalittici e integrati (1964) o La struttura assente (1968), e prima di altri di non minore importanza come il Trattato di semiotica (1975) o il Nome della rosa (1980), Eco per la prima volta raccoglie suoi scritti sparsi, di carattere per lo più giornalistico, sulla cultura e la politica degli anni immediatamente precedenti. Il titolo ha perciò quanto meno due letture: si tratta di testi sulle abitudini culturali italiane redatti in veste da camera. I temi sono quelli degli anni Sessanta e primi Settanta. Da un lato lo strapotere mellifluo della Democrazia Cristiana, il pomposo latinorum della...

Perché non ricordo gli ebook?

Incontro Giovanna in una libreria. Sta cercando tra le novità i libri da leggere questa estate. È incerta se comprare un libro di carta, oppure la sua versione ebook. Quello tradizionale pesa di più e costa anche di più, tuttavia, mi confessa, i libri che legge sul tablet non se li ricorda per nulla. “Strano – dice – è come se leggessi qualcosa di cui non conservo memoria.” E non è questione dei saggi, che legge di meno sul tablet, ma proprio dei romanzi o racconti. “Com’è possibile?”, mi domanda. La medesima osservazione me l’ha fatta un mese fa un amico. Anche lui ha constatato che i testi letti in versione elettronica sono meno ricordabili: “Che sia un mio difetto?”, mi ha domandato. Da allora mi sto interrogando su questo strano effetto di oblio, o scarsa memorizzazione. Da tempo mi sono accorto che le email, ma anche i documenti, che ricevo via posta elettronica, li ricordo meglio se li stampo. Visti su un foglio A4, le parole, le frasi, i concetti, li trattengo meglio. Ma non posso stampare tutto, sia per una ragione pratica, sia per un problema etico: si consuma...

A ogni lettore il suo e-reader

Tra le prime cose che mi hanno insegnato alla scuola di biblioteconomia ci sono state le leggi del matematico e bibliotecario indiano Shiyali Ramamrita Ranganathan. Una di esse recita: “a ogni libro il suo lettore” (corollario: “a ogni lettore il suo libro”). Semplice e quasi lapalissiano. Con questa affermazione Ranganathan ha inteso ricordare ai bibliotecari come l’atto di leggere e l’alchimia tra libro e lettore sia un processo complesso.   Ci ho ripensato spesso in questi ultimi tempi in cui di ebook si parla tanto. Non è certo la prima volta che il modo di leggere e fruire dei libri cambia. Come ci ha spiegato Maryanne Wolfe in un bellissimo libro dal titolo “Proust e il calamaro”, l’atto stesso di leggere non è innato ma è solo grazie alla plasticità cerebrale che il nostro cervello, evolvendosi, ha specializzato un’area per permetterci di compiere questa azione. Non abbiamo sempre letto nello stesso modo; la lettura silenziosa è relativamente recente e le parole non sono state sempre separate tra loro, come ha avuto modo di sperimentare chiunque ha avuto modo di leggere...

Ebook: il format e il formato

Da un paio d’anni il mondo dell’editoria discute di ebook, ed è anche il tema del Salone del Libro di quest’anno. Cosa ne sarà dei libri? è la domanda. Giusta, peraltro.   Il problema è che, a ben vedere, tutta la discussione sugli ebook attualmente in corso si sviluppa attorno a questioni tecniche ed economiche: da chi farli vendere e dove, come distribuirli, su quale device, in quale formato, con quali percentuali di guadagno e, soprattutto, come gestire i diritti. Messa così, la discussione rischia di rivelarsi inutile.   In primo luogo i libri sono un prodotto culturale, il piano tecnico è irrilevante. Prima c’erano le pergamene, poi si è pensato che fosse più comodo tagliare i fogli e metterli l’uno sopra l’altro. Un giorno sono arrivati i blog, che hanno levato le pagine e ci hanno fatto tornare alla pergamena (scroll). Ora ci sono gli ebook, che non sono altro che dei blog, ma di nuovo tagliati per pagine (tecnicamente, infatti, un ebook non è altro che un foglio html in cui ogni tot righe c’è un’interruzione, e pagina successiva)....

I dead media ed il futuro del libro aumentato

Il libro sopravviverà all’e-book? Fra dieci anni dalle case saranno scomparsi i volumi dagli scaffali? Oppure il libro resisterà e si troveranno nuove forme di distribuzione e di consumo in grado di rinnovarlo? Sembra che non ci sia modo di sfuggire al dibattito sulla morte del libro. È un discorso perseguitato dallo spettro dei dead media, i media defunti: quei supporti che sono stati dati per scontati per tempi relativamente lunghi e sono poi scomparsi velocemente, a causa di  trasformazioni strutturali nelle sfere tecnologiche ed economiche. Relegati, improvvisamente, al ruolo di mere curiosità o oggetti di culto. È il caso delle musicassette, dei VHS, dei floppy disk e – prossimamente – dei CD, soppiantati da tecnologie di maggiore qualità, più economiche o facilmente distribuibili.      Nell’immaginario dei dead media gioca un ruolo fondamentale la nostalgia. Per la mia generazione, quella dei trentenni, la musicassetta aveva svolto un ruolo centrale non solo nella costruzione della cultura musicale, ma anche e soprattutto nella diffusione di piccole comunità di...

L’avvenire dell’ebook

Alcuni anni fa avevo fatto una predizione sull’avvenire dell’e-book. Avevo sostenuto che l’e-book non si sarebbe imposto, o non avrebbe sostituito il libro, per ragioni un po’ differenti da quelle tipicamente invocate dai conservatori e contro gli argomenti addotti dai futuristi. Le ragioni tipicamente invocate dai conservatori: il libro cade e non si rompe, il libro non si scarica, il libro è comodo da tenere in mano. Le ragioni dei futuristi: l’e-book contiene migliaia di libri, è indicizzabile. La mia predizione era basata su un parametro sottovalutato nelle discussioni di allora. Il libro cartaceo è un ottimo oggetto di scambio sociale, è molto regalato e come regalo ha una vita illimitata. Regalare un e-book significa invece o regalare un gadget elettronico o regalare un file, e in entrambi i casi lo scambio simbolico è incomparabile a quello che si ha regalando un libro di carta. È simpatico ricevere in dono un libro; meno carino ricevere un pdf. In sostanza, il libro di carta fa parte di un “ecosistema”, e il suo ruolo nell’ecosistema non è rimpiazzabile dall’ebook....

Leggere: il futuro e noi

Da qualche settimana il “Guardian”, il prestigioso quotidiano inglese, ha inaugurato una sua pagina Facebook. Non è la solita pagina FB, che promuove la fidelizzazione al giornale attraverso i social network, bensì una vera e propria pagina del quotidiano che contiene notizie e articoli del giorno. Apri e vedi il menù di quella mattinata con i pezzi principali. Se ne clicchi uno, i tuoi amici di FB riceveranno istantaneamente la notizia che stai leggendo proprio quel pezzo, e chi vorrà potrà a sua volta cliccarlo. Si tratta di un passo ulteriore verso il trasferimento del quotidiano stesso, o almeno di sue parti significative, nelle pagine di FB, sposandone in pieno la logica di funzionamento.   “The Guardian” è un quotidiano molto letto sul Continente, e spesso capita che una notizia pubblicata lì diventi il giorno successivo un pezzo su un giornale italiano; perciò suppongo che ben presto i quotidiani italiani, in particolare i loro supplementi culturali, più facili da trasferire nella logica FB, adotteranno la strategia del social network, e migreranno lì sopra. Del resto,...