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Jazzi. Secondo natura / Pietre

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura.    La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   A tutti è capitato di raccogliere sassi sulla spiaggia del mare o sulle sponde di un lago, nell’alveo di un torrente o lungo un cammino di montagna, e di tornare dalle vacanze portando nelle valigie, o nello zaino, diversi “oggetti” destinati a fare bella mostra di sé su un tavolo, una scrivania o un davanzale.   Perché le pietre ci attirano? Cosa vediamo in esse? Cosa ci seduce e cattura della natura minerale? Nel mondo antico esisteva un vero e proprio culto per le pietre (lìthos e lapis). I corpi solidi, fissati al suolo, sia di piccole come...

Star Wars. Il ritorno della disciplina

«Prima di Star Wars usavo la forza per servire birre» avrebbe dichiarato Daisy Ridley, protagonista dell’episodio settimo di Star Wars. Affermazione non sorprendente, anche ammettendo non sia del titolista che il 21 dicembre la riportava per un’intervista su Repubblica.it. Piuttosto in sintonia col cliché della gavetta, dei bassifondi che aiutano a guardare in alto, delle stalle che diventano stelle (siamo pur sempre in un clima natalizio), dell’ostinazione che alla fine la vince, alla quale gli attori di Hollywood, al pari di molti altri attori del farsi da sé, ci hanno da tempo abituati. Retorica universale che da decenni predica la mobilità verticale del lavoro, la rottura delle rigidità sociali, i repentini e sempre possibili salti di classe in virtù della trilogia: opportunità, libertà, auto-impresa.   Ma usare la forza per servire, birre o qualunque altra cosa, non è forse ciò che smentiva proprio l’episodio quarto, il primo della saga? L’uscita in sala è del ’77 e del clima di un anno speciale il film è intriso: a Bologna indiani metropolitani...

Giorgio Boatti. Sulle strade del silenzio

Chi si occupa di spionaggio e servizi segreti prima o poi si imbatte nei libri di Giorgio Boatti, giornalista, scrittore, testimone attento delle vicende più aggrovigliate della nostra storia recente e meno recente nella quale potere, denaro, politica ed economia stringono legami inconfessabili con soggetti oscuri. Abilissimo nell’esporre questioni complicatissime mettendo a frutto le qualità migliori del giornalismo italiano, con sguardo limpido, capacità di ascolto, duttilità di mente, scava fino a rendere evidenti le fondamenta del fenomeno e poi sale man mano a rintracciarne il disegno e le finalità, dopo di che procede all’analisi delle relazioni e dell’impatto di quel fenomeno con l’ambiente.   Piazza Fontana, lo spionaggio militare e quello industriale, i rapporti di corruzione che legano gli uomini di potere a un sottobosco di malaffare e di criminalità. Storia recente dunque, di cui l’autore ha messo in chiaro le origini storiche che fanno data dalla nascita del regno d’Italia, raccontando una storia parallela del Paese, la storia che da Rubattino porta dritti dritti all’oggid...

Golem, Frankenstein & Co.

Ti chiesi io, Creatore, dall’argilla di foggiarmi uomo, ti chiesi io di suscitarmi dall’oscurità? John Milton, Paradiso Perduto   L’impresa della robotica si colloca nel solco del millenario tentativo di imitare l’atto divino della creazione. Più o meno dichiarata, quest’ambizione risale all’antichità biblica e classica, e la leggenda del Golem ne è forse l’esempio mitologico e letterario più noto. Golem è parola ebraica che significa “massa informe”: essa compare nell’Antico Testamento (Salmo 139) e indica Adamo prima che gli sia infusa l’anima. Secondo la leggenda, grazie alle arti magiche, era possibile fabbricare un Golem di argilla, dargli movimento, e impiegarlo per eseguire compiti faticosi. In particolare lo si poteva usare come forte e ubbidiente difensore del popolo ebraico contro le persecuzioni. Forza e ubbidienza erano appunto le caratteristiche del Golem, il quale tuttavia, privo di anima com’era, non era in grado di pensare o di provare emozioni. È interessante osservare come il pensiero e le emozioni siano anche oggi al centro...

Il monaco della Stradanuova

La fontanella di Corso Umberto I, la fontanella della Stradanuova, la fontanella ai piedi del Carmine, la fontanella - porta d’ingresso allo stomaco di Scicli. Non tante, ma una.   Una gonfia vena preme dal basso, non si vede tutta l’acqua che contiene, tutto quel che scorre solcando la terra; certo è lì che lo zampillo spreme tutta la sua forza, da quell’unico foro, quello primario, prende forma e ordine, rassicurazione e calma, tutta la ferocia e la violenza di ogni moto.   Non c’è tappo che tenga, l’acqua riempie ogni nostra mancanza e guai a chi si gonfia d’acqua le tasche, scordandosi dell’immane e raffinata fiera che si mette dentro.   Io ho bevuto a questa fontana. Soprattutto a metà anni ottanta ho bevuto, ne ho buttata giù tanta. Di ritorno dalle partite negli improvvisati campetti vicini, dalle scorrerie olimpioniche nel quartiere dove abitavo ed abito.   Lo zampillo dista sì e no cento metri in linea d’aria dalla mia casa. Non è una vedovella, è un fiero monaco, pare aver disseccato le altre vedovelle che pure in città...