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ghiacciai

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Snær Magnason, Il tempo e l’acqua / Requiem per un ghiacciaio

Ok non è ok   “Un buon amico ci ha lasciato. Ci tenevo molto”, dice sommesso il glaciologo islandese Oddur Sigurổsson. È il 18 agosto 2019 nel distretto di Borgarfjörổur, una novantina di chilometri da Reykjavik, a oltre mille metri d’altitudine. In un paesaggio di rocce vulcaniche e licheni è raccolto un centinaio di persone, tra colleghi glaciologi, politici come la Prima ministra Katrín Jakobsdóttir, giornalisti, scienziati e attivisti, alcuni giovanissimi. Sigurổsson brandisce un certificato di morte che attesta la causa del decesso: “riscaldamento eccessivo” ed “esseri umani”. In una giornata agostana sebbene il termometro segni zero gradi, i presenti compiangono la scomparsa di Okjökull o Ok per gli amici (pronunciare /aouk/), che vuol dire onere, peso, giogo. “OK er ekki OK”, cioè “Ok non è ok”. La sua è una morte prematura, avvenuta dopo soli trecento anni rispetto a un’aspettativa di vita di oltre mille anni. Questa cerimonia funebre compiange infatti la scomparsa di un ghiacciaio (jökull) di cui non resta altro che il vulcano, ucciso dal cambiamento climatico, ovvero da cause antropogeniche. La sua età è inscritta negli anelli  che lo circondano: “I ghiacciai...

Subhankar Banerjee verso Nord / Il Complesso Artico

Il futuro del Nord   Fine aprile 2017, sala Roosevelt della White House. Trump firma un provvedimento legislativo che, in rottura con la precedente amministrazione, riapre di fatto la possibilità di compiere trivellazioni petrolifere nelle acque dell’Artico e dell’Atlantico. È un regalo all’industria delle energie fossili e alle compagnie petrolifere come Conoco e Shell, i cui interessi sono ben rappresentati nell’attuale governo. Un gesto retorico per produrre “energia americana”. Per l’occasione Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska e presidente del comitato del Senato per l’energia e le risorse naturali, esorta Trump a condividere il motto del suo stato: “North to the future”. Che il mito dell’Alaska come ultima frontiera americana o, meglio, come “ultima roccaforte terrestre della grande fauna nordamericana del Pleistocene” (Paul Matthiessen) sia ormai infranto?   L’Alaska è una risorsa naturale: lo è nel senso della sua biodiversità ecologica ma anche nel senso della più grande riserva di petrolio del mondo che resta da sfruttare. A causa di questi interessi economici, l’Artico è già segnato dalla concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera,...