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lavoratori

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La matematica ci aiuta? / Come misurare la diseguaglianza dei redditi

In un tempo passato, a un viaggiatore in terre lontane capitò di visitare Anastasia e Zobeide. Anastasia era una città bagnata da canali concentrici e sorvolata da aquiloni; una città ingannatrice che appariva come un tutto in cui nessun desiderio andava perduto e di cui ognuno faceva parte, ma in cui non restava che abitare questo desiderio ed esserne contento. Di là, dopo sei giorni e sette notti, si arrivava a Zobeide, città bianca, ben esposta alla luna, con vie che giravano su stesse come in un gomitolo, fondata aspettando di ricreare un inseguimento sognato, senza che quello si ripetesse né nel sonno né da svegli. Il viaggiatore, acuto osservatore, notò che in tutte e due le città gli abitanti si suddividevano in cinque classi, distinte l’una dall’altra per la professione dei loro componenti, ma altrimenti assai omogenee, tra loro e al loro interno. A ciascuna classe si associava non una posizione diversa nell’ordinamento sociale, ma una differenza nel livello di reddito e, quindi, nel tenore di vita. Il viaggiatore registrò questi redditi in una tabella, esprimendoli tutti in ducati, la moneta del suo paese, e correggendoli per annullare le differenze nel costo della vita...

Raccontare, raccontare, raccontare / Working Class Storytellers

Non avrai altro Dio all’infuori di Steve Jobs. Non desiderare la start up di altri. Ama la mission come te stesso. Ricordati di santificare le skills.   Era già successo ai borgatari raccontati da Pasolini.  Una progressiva perdita della propria identità e di una cultura autonoma. L’iniziare a vergognarsi di chi si è, il voler dimenticare il mondo a cui si appartiene. La voglia di aderire ad altri modelli, vivere le vite degli altri.  E poi quelle carte d’identità modificate, il sottoproletario che scrive “studente” nel campo della professione per non dire chi è veramente.  È risuccesso anche dopo, se volete una data la mettiamo, così, per capirci: 14 ottobre 1980. Il giorno simbolico della cesura, la retorica della fine: da lì in poi possiamo chiamarla sconfitta, preferibilmente accompagnata dal suffisso «storica». È la «marcia dei quarantamila» di Torino, quella dei quadri, dei colletti bianchi, dei capi. Che fossero meno, più o meno spontanei, poco importa. Da lì in poi non c’è più la «centralità operaia», stop a quell’idealtipo sociale: austero, fiero, dignitoso. La narrazione politica sino a quel momento aveva forgiato il mito.  Negli anni Settanta c’...

Una religione laica in Italia / Primo maggio a Mensano

Come si instaura una religione laica in Italia? È la domanda che sorge scorrendo le foto, bellissime, che Ferruccio Malandrini ha raccolto nel catalogo Mensano Primo Maggio. 1963-1975, in occasione di una mostra alla Biblioteca Comunale di Siena e che speriamo possa girare per l’Italia. Ne varrebbe la pena perché attraverso Mensano, una frazione di Casole d’Elsa, a quaranta chilometri da Siena, si racconta un pezzo della nostra storia.  All’inizio degli anni Sessanta stava finalmente finendo l’istituto della mezzadria che, dopo le riforme leopoldine, aveva organizzato rapporti sociali e territorio nei due secoli successivi.   Ph Ferruccio Malandrini. Viene in mente l’avvocato Maralli del Giornalino di Giamburrasca: “Libero pensatore in città e bigotto in campagna”, oppure le lettere che Don Milani inviava dal podere di famiglia di Montespertoli nell’immediato dopoguerra. Un mondo, si direbbe, fermo al Medio Evo, diviso in ferree classi sociali, dove contadini, mezzadri, artigiani, lavoravano al servizio dei padroni. Dopo una fiammata prima del fascismo, furono gli anni dopo la Seconda guerra mondiale a trasformare un popolo di sudditi in cittadini. E decisiva è stata...

Ricucire il mondo globale / A Sud del mondo: Buenos Aires

Il “Sud globale”, una costruzione concettuale frutto del pensiero post-coloniale, ha una propria identità distintiva nell’urbanizzazione planetaria? Come affrontano queste enormi città l’attuale globalizzazione differenziata? La domanda meriterebbe attenti studi di caso comparati di città dei Sud (Europa, America, Asia e Africa) per raccogliere elementi di confronto su aspetti strutturali e culturali dell’urbanità, dell’umanità stessa. Ne ho iniziato a trattare in un libro sui contratti urbani in 10 città mondiali del “Nord globale” e dell’Asia emergente (The Urban Contract, Routledge 2017). L’ipotesi che sostengo è che la modernità del mondo non sia affatto una, ma si realizzi con modelli plurimi di rapporto tra politica e mercato, violenza e giustizia, società e spazio che andranno indagati.   Le città del Sud, trascurate dalle politiche mondiali e spesso identificate come aree-problema (arretratezza, debito, corruzione, criminalità) possono rappresentare un nuovo attore collettivo nella scena globale, in grado di indicare forme di convivenza e di urbanità che rendano il pianeta più integrato e meno diviso. Nodi in grado di ricucire il mondo.   Se ci sono limiti e...

Working class hero: Maurizio Sarri

Nel 1970 John Lennon cantava “a working class hero is something to be”, un brano che, tra le tante critiche e interpretazioni, è sostanzialmente un inno dei lavoratori, uno sprone a non fare intrappolare le aspirazioni nelle catene dei condizionamenti sociali. Bisogna essere un vero eroe dei lavoratori per scalare la piramide del calcio italiano senza aver percorso l'iter canonico e giungere alla vetta nella squadra della propria città natale, Napoli, per cui tifava da bambino, scalzando nomi risonanti e sostituendo il re di coppe Rafa Benitez. È la storia di Maurizio Sarri, figlio di operai, cresciuto a Figline Valdarno, ex calciatore dilettante ed ex bancario, che ha rinunciato a posto e stipendio fisso per allenare squadre di calcio, partendo dal gradino più basso, dalle categorie del campionato dilettantistico.   Parlare di un eroe dei lavoratori nel calcio può sembrare paradossale, soprattutto negli ultimi tempi in cui anche le famiglie più danarose d'Italia si tirano indietro dinanzi ai petroldollari e a calciatori che guadagnano trenta euro al minuto, ma la carriera di Sarri dimostra che a volte, perfino...