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populismo

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La de-sinistrazione dei ceti popolari / Brexit. Il focolare dei poveri

Il referendum britannico sulla Brexit ha messo in evidenza la forma che oggi assume, e non solo nel Regno Unito, la lotta di classe. Ma in piccolo è quel che hanno messo in evidenza anche le elezioni amministrative del giugno 2016 in Italia. Qui, l’arretramento del partito democratico era in gran parte scontato. Scontato perché si sa che nelle elezioni di midterm chiunque governi viene generalmente punito. Si dice che oggi il voto è sempre più umorale, ma l’umoralità è in parte prevedibile. È quasi meccanico: in un paio d’anni si passa dall’”idillio con i Vincitori Recenti” alla “Delusione Rabbiosa Contro Chi Governa”.   Più impressionante è il cambiamento di base sociale del voto. Si è sottolineato che il PD nelle grandi città ha vinto nei quartieri del centro, abitati per lo più dai ceti più abbienti e colti, mentre si è volto al Movimento 5 Stelle o alla destra (chiamo le cose col loro nome; non uso l’ipocrita “centrodestra” ma destra; non uso l’ipocrita “centrosinistra” ma sinistra) l’elettorato delle periferie, soprattutto di quelle più malandate, abitate dai ceti meno abbienti e meno colti. Fino a non molto tempo fa, essere di un ceto povero restava un indicatore di un...

Una filosofia politica dell’Uomo Qualunque / Populismi per il XXI secolo (II parte)

3. Una filosofia politica dell’Uomo Qualunque    Boris Kustodiev, Il Bolscevico (1920).    Le diverse declinazioni iconiche dello Everybody, con le loro ambiguità, possono illuminare anche il suo percorso storico e il suo ruolo politico. Da quattro secoli, questa figura si trova all’incrocio tra tradizioni di lunga durata e rotture storiche e ridefinizioni. Con la Rivoluzione francese, diventa protagonista della scena politica e si istituzionalizza. Dal momento in cui la sovranità appartiene del popolo, una figura come lo Everybody, l’Uomo Qualunque, lo incarna assai più efficacemente di figure astratte o delle istituzioni repubblicane. Successivamente l’uomo qualunque si riflette nelle definizioni “nazionali” o di classe (“il proletario”).   Gilbert & George, The Red Sculpture (1975).    Con l’avvento della modernità, Everybody diventa il cittadino medio, riflettendo la cultura dell’impiego che si afferma negli anni Venti e Trenta. Il cammino verso il suffragio universale cambia progressivamente lo status e l'immagine dell’uomo qualunque. I Nobody (i Nessuno) vogliono diventare e diventano anch’essi Everybody, entrando nell'agenda politica...

L’Uomo Qualunque e la Ragazza della Porta Accanto / Populismi per il XXI secolo (I parte)

L’Uomo Qualunque e la Ragazza della Porta Accanto   Frontespizio dell’edizione di Everyman pubblicata da John Skot (c. 1530).    Parlare di populismo e qualunquismo per interpretare la scena politica europea contemporanea può apparire semplicistico, o addirittura fuorviante. Spesso queste categorie vengono utilizzate per liquidare gli avversari e sono prive di valore aggiunto interpretativo. Può essere invece utile risalire la storia di quello che è stato definito “l’uomo qualunque”, “l’uomo della strada”, “l’uomo comune”, “la ragazza della porta accanto”, “la gente”, figure spesso invocate per indicare a un vasto pubblico la realtà di cui si parla. O meglio, per dare un effetto di verità alle proprie argomentazioni, magari per sancire o auspicare la nascita dell’uomo nuovo (o della nuova donna).   Jedermann (1930). Archivio del Salzburger Festspiele.    Bene ha fatto Anna Schober de Graaf a usare questa figura per interrogare il presente, partendo dalle arti per arrivare alla politica e alla filosofia, nell’incontro sul tema “Addressing each and every one: Popularisation/populism through the visual arts” (Rivolgersi a ognuno e a tutti:...

Scompare il fondatore del Movimento 5 Stelle / Casaleggio, l'uomo che ha inventato il Grillo 2.0

L'incontro con Gianroberto Casaleggio, scomparso ieri a 61 anni, ha cambiato la vita di Beppe Grillo. La loro collaborazione ha travolto il nostro sistema politico. Il successo del Movimento 5 Stelle non riguarda solo l'Italia: con il suo mix di populismo e tecnocrazia, tra sollecitazioni emotive e utopie di democrazia radicale, rifiutando la tradizionale divisione tra destra e sinistra, ha anticipato i nuovi movimenti politici che stanno ridisegnando la mappa politica dell'Europa.   Sono due le persone che hanno inventato Beppe Grillo. La prima è stato Antonio Ricci, l'autore dei testi dei suoi primi successi, soprattutto televisivi. La seconda è stato Gianroberto Casaleggio, che ha trasformato un comico dall'incerto destino, cacciato dalla tv, in una star della rete. Il loro incontro ha cambiato la storia del nostro del nostro paese. Nei suoi recital, il luddista Beppe Grillo sul palco sfasciava i computer con una mazza da baseball. L'illuminazione gli arrivò dalla lettura di un articolo in rete, Il Web è morto, viva il Web. Volle incontrare l'autore. Gianroberto Casaleggio lo andò a trovare a Livorno, dopo la fine dello spettacolo, nell'aprile del 2004. Fu una...

Douce France

Le retoriche sulla sicurezza minacciata non hanno premiato elettoralmente chi se ne è fatto vessillifero ma, per il momento, si tratta solo di una battaglia perduta in una guerra che, invece, continuerà a mietere le sue vittime nei tempi a venire. Se ne può stare certi, trattandosi oramai di una questione di vera e propria egemonia culturale nel discorso pubblico, prima ancora che di un tema politico in senso stretto. Il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, e dei suoi famigli, dopo un rilevante ma non sorprendente risultato nel primo turno delle elezioni regionali francesi, si è poi visto sottrarre il bottino di una vittoria troppo improbabile per essere creduta come immediatamente possibile dagli stessi protagonisti. La Le Pen, astuta e abile sdoganatrice di un partito faticosamente sottratto al padre, non poteva non mettere in conto l’irripetibilità di una tornata nella quale ha comunque inchiodato socialisti e repubblicani alla loro inconsistenza politica. Forse è questo il suo vero “successo”, sul quale può confidare per una rimonta, a partire dalle presidenziali del 2017. Insieme al fatto che una formazione...

Intervista a Marco Tarchi

Si parla tanto di populismo ma poche volte ci si sofferma sull’esigenza di un approfondimento rigoroso del concetto e del fenomeno. Eppure l’Italia, specie se vista dall’estero, è un caso di studio molto interessante per chi voglia saperne di più su questo problema. Ho pensato perciò che fosse utile fare una sorta di inchiesta intervistando chi invece da anni studia questa realtà. L’occasione per iniziare è arrivata con la ripubblicazione de L’Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo di Marco Tarchi (Il Mulino 2015). Tarchi è uno studioso che ha dedicato buona parte della sua vita a questo tema. Docente di Scienza della Politica all’Università di Firenze, teorico autonomo ed eterodosso della destra italiana, ha svolto importanti studi sulle trasformazioni dei regimi politici e sui partiti politici.       Professor Tarchi questo suo libro L’Italia Populista, appena uscito per Il Mulino, è l’edizione aggiornata di un suo lavoro del 2003 [L’Italia populista. Dal qualunquismo ai girotondi]. Già le ragioni dell’aggiornamento fanno...

L'antieuropeismo di Beppe Grillo e Marine Le Pen

Lucien Febvre, storico che a lungo ha riflettuto sull’idea di Europa, in un saggio dedicato espressamente a questo tema (Europa. Storia di una civiltà, Feltrinelli) scrive che “L’Europa è sorta nel momento in cui l’impero romano è venuto meno”. La sua nascita, precisa, è un processo lungo che occupa tutta la seconda metà del primo millennio. Un peso determinante, più che l’impero carolingio, l’ha l’espansione della Chiesa verso Est, fino alle soglie della Russia. Conta sia l’atlante storico della diffusione del cristianesimo, sia come si muovono i suoi uomini, sia, infine, dove si trovano i centri che li formano.   La fisionomia cambia nel ‘500. La cristianità non esprime più tutta l’Europa. La riforma obbliga a trovare un nuovo fondamento. Ora sono i laici a insidiare il dominio del cristianesimo. Da quel momento “spazio europeo”, anche se ancora non si chiama Europa, un nome che si afferma dal ‘700, significa espansione verso Est, politica di potenza verso l’Asia, insediamento nel Mediterraneo, ora percepito come il proprio...