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No Tav e terrorismo: diario di un processo

Pubblichiamo un estratto sintetico del diario-cronaca del processo torinese, recentemente concluso, ai militanti No Tav accusati di terrorismo, in relazione ai fatti del maggio 2013 avvenuti al cantiere di Chiomonte. Il testo, a cura di Eric Gobetti, storico e documentarista, fa parte di un più ampio reportage sul tema, attualmente in lavorazione.       15 ottobre 2015, prima udienza Sono uno storico della Jugoslavia nel Novecento. Non so niente di processi e poco di movimento NO TAV. Un collega di Firenze mi ha chiesto di seguire il processo per lui: si tratta dell'ultima fatica del Procuratore Maddalena e di un importante causa attorno al concetto di “reato di terrorismo”. Arrivo trafelato, dopo essermi perso un paio di volte. L'udienza si tiene, per ragioni di ordine pubblico, nell'aula bunker del carcere delle Vallette, a Torino. Questo luogo si trova in estrema periferia, senza la facilità di accesso e la visibilità pubblica che avrebbe avuto l'enorme palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele. Ciononostante al presidio di solidarietà NO TAV sono presenti almeno 100-150 persone con bandiere,...

Due pesi e due misure

Per Erri De Luca è stata chiesta la condanna a otto mesi per istigazione a delinquere per aver detto che la "Tav va sabotata". L'Ufficio disciplinare di Palazzo Chigi mette sotto esame l'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e il suo direttore rei di aver imbavagliato Giorgia Meloni invitandola a "considerare per il futuro, l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore" parlando di musulmani ed immigrazione. Il senatore Calderoli scagionato dalla Commissione del Senato dall'accusa di istigazione all'odio razziale per aver paragonato l'ex Ministro Cecile Kyenge ad un orango.   Tre episodi, all'apparenza molto diversi, ma accomunati, oltre che dall'essere accaduti tutti nei primi quindici giorni di settembre, dal fatto di avere, soprattutto, a che fare con un nodo, mai realmente affrontato con maturità nel nostro Paese, circa il potere delle parole e dell’impatto che esse hanno sulle persone e sulle loro vite, specie quando a pronunciarle sono coloro che, svolgendo una funzione di rilevanza pubblica, sono degli opinion maker. Prendiamola al...

Le verità perse di Monsignor Mennini

Nella tarda mattinata di lunedì 9 marzo monsignor Antonio Mennini, arcivescovo e nunzio apostolico in Gran Bretagna, ha varcato la soglia del palazzo di San Macuto, l’antica sede delle carceri del Sant’Uffizio ove fu processato Galileo Galilei, per essere ascoltato dai parlamentari della Commissione di inchiesta che indaga sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni.   Nel 1978 Mennini aveva 31 anni ed era un semplice viceparroco della Chiesa di Santa Lucia a Roma. Proveniva da una numerosa e influente famiglia legata a doppio filo alla Santa Sede (suo padre Luigi era vicepresidente dello Ior, presieduto da mons. Paul Marcinkus, suo fratello Alessandro un alto dirigente del Banco Ambrosiano, diretto da Roberto Calvi) ed era avviato alla carriera diplomatica, quando, suo malgrado, fu coinvolto nella tempesta dell’affaire Moro, che riuscì ad attraversare senza farsi travolgere, prima che le gerarchie romane, nel 1981, decidessero di allontanarlo dall’Italia, inviandolo in Uganda, prima tappa di una fortunata carriera ecclesiastica.   Monsignor Mennini aveva già deposto davanti alla Commissione...

La parola contraria di Erri De Luca

Oggi, 28 gennaio, si apre a Torino il processo contro lo scrittore Erri De Luca per “avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, pubblicamente istigato a commettere più delitti e contravvenzioni”.   Erri De Luca spiega le proprie ragioni, e confuta l’accusa, in un libretto, intitolato La parola contraria, appena uscito da Feltrinelli. La questione, come viene posta dai magistrati, e come Erri De Luca volentieri riprende, ruota intorno al termine istigare. Si può assolutamente essere liberi di istigare? E cosa significa? De Luca, si definisce, in modo suggestivo, un “anarchico alla Orwell” che ambisce, nel suo piccolo, a istigare i giovani a “iniziare a essere apprendisti di una giustizia nuova, che si forma dal basso e sbatte contro la tutt’altra giustizia seduta sullo scranno del tribunale”.   Ma perché si dia “istigazione alla violenza” bisogna dimostrare la connessione diretta tra parole e azioni commesse. È difficile per l’accusa provarlo, visto che certi comportamenti “violenti” in Val di Susa sono anche precedenti alla presa di...

Intervista a Maddalena Rostagno

Il suono di una sola mano è il suono senza suono, è la vera meditazione, per dirla con Simon & Garfunkel è The sound of silence. Sentire il suono di una sola mano è il sogno di Mauro Rostagno che per farlo non teme di passare da Lotta Continua a Macondo fino alla comunità Saman, dalla lotta di classe alla lotta alla mafia. A ventitré anni dalla sua uccisione per mano della mafia sua figlia Maddalena, con l’aiuto di Andrea Gentile, ha dato forma a quel suono. La forma è quella di un libro, di una storia che parte dalla fine per raccontare la spinta vitale che ha mosso Mauro Rostagno lungo tutta la sua esistenza: contraddirsi per non tradirsi mai. La storie dei padri circondano e avvolgono quelle dei figli. Le storie di Mauro e Maddalena non si intrecciano, ma entrano ripetutamente in contatto tra loro, alle volte è un contatto morbido, altre volte è un vero e proprio scontro, un movimento continuo che non permette rimpianti e non accetta facili consolazioni. Ogni contatto è un lampo di luce nel buio che Maddalena Rostagno ha trasformato in pagine vibranti e schiette. Il suono di una sola mano non offre...

Sull'opera di Rossella Biscotti / Ogni cosa è in qualche modo in relazione con qualcos’altro

Il processo è il titolo dell’opera con cui Rossella Biscotti ha vinto il Premio Italia Arte Contemporanea 2010 ed è certamente l’opera più matura e complessa che abbia realizzato sino a oggi. Non solo perché porta a compimento un progetto iniziato nel 2006 ma anche e soprattutto perché l’artista vi mette a fuoco un modus operandi che proprio nell’aspetto processuale trova la sua ragion d’essere. La maggior parte delle opere di Biscotti sono infatti veri e propri “processi” che nascono da una meticolosa indagine sul campo e dalla raccolta di documenti originali, interviste, testimonianze, registrazioni che le permettono di entrare in stretto rapporto con i suoi protagonisti: che siano gli imputati del processo del 7 aprile o gli anarchici di Carrara, un infiltrato della mafia newyorchese o i testimoni e i sopravissuti del lager di Bolzano, l’artista stabilisce una relazione diretta, umana ed empatica con ognuno di loro. E questo è solo l’inizio di un percorso che porta infine alla realizzazione di opere che possono essere video, installazioni, sculture, performance, libri ma che, qualsiasi forma assumano, hanno la costante di rappresentare delle tracce, dei segni che prelevati dai...

Pier Vittorio Tondelli. Altri libertini

Il lettore che nel giugno del 1979 fosse uscito dal bar della stazione ferroviaria dove ha inizio Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, tra spie e vecchie mondane, per entrare di lì a poco in un altro bar di un’altra stazione, quella di Postoristoro, con cui si apre Altri libertini, libro di esordio di Pier Vittorio Tondelli, nel gennaio del 1980, avrebbe misurato di colpo il cambio di stagione accaduto nel giro di quei mesi. Gli anni di piombo sono al loro culmine; a Bologna esplode la bomba neofascista nella stazione, ma il declino del terrorismo è già cominciato. Sta per iniziare il “riflusso” o, come si diceva allora, il “trionfo del privato”. Il bar della stazione di Reggio Emilia, baricentro geografico dell’intero libro di racconti di Pier Vittorio, è il ricettacolo di eroinomani, piccoli delinquenti, spacciatori, checche e travestiti, giovani abbandonati da tutti e da tutto. Come ha scritto Fulvio Panzeri, suo editore postumo, il romanzo del venticinquenne ragazzo correggese pone al centro della narrazione “un immediato che non sembra avere né passato né futuro...

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...