festival scarabocchi 2020

Categorie

Elenco articoli con tag:

proprietà

(5 risultati)

La proprietà privata

Abbiamo preso le mosse da un fatto dell'economia politica, dall'estraniazione dell'operaio e della sua produzione. Abbiamo espresso il concetto di questo fatto: il lavoro estraniato, alienato. Abbiamo analizzato questo concetto e quindi abbiamo analizzato semplicemente un fatto dell'economia politica. Ora, proseguendo, vediamo come il concetto del lavoro estraniato, alienato, debba esprimersi e rappresentarsi nella realtà.   Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, mi sta di fronte come una potenza estranea, a chi mai appartiene? Se un'attività che è mia non appartiene a me, ed è un'attività altrui, un'attività coatta, a chi mai appartiene? Ad un essere diverso da me. Ma chi è questo essere? Son forse gli dèi? Certamente, in antico non soltanto la produzione principale, come quella dei templi, ecc. in Egitto, in India, nel Messico, appare eseguita al servizio degli dèi, ma agli dèi appartiene anche lo stesso prodotto. Soltanto che gli dèi non furono mai essi stessi i soli padroni. E neppure la natura. Quale contraddizione mai sarebbe se, quanto più col...

I nomadi e il denaro

I popoli nomadi sviluppano per primi la forma di denaro, poiché tutti i loro beni si trovano in forma mobile, quindi immediatamente scambiabile, e perché il loro genere di vita li porta continuamente a contatto con comunità straniere, e quindi li sollecita allo scambio dei prodotti. Gli uomini hanno spesso fatto dell’uomo stesso, nella figura dello schiavo, il materiale originario del denaro, ma non lo hanno fatto mai della terra. Questa idea poteva affiorare soltanto in una società borghese già perfezionata: essa data dall’ultimo trentennio del XVII secolo e la sua attuazione su scala nazionale venne tentata soltanto un secolo più tardi nella rivoluzione borghese dei francesi. La forma di denaro passa a merci che per natura sono adatte alla funzione sociale di equivalente generale, ai metalli nobili, nella stessa misura che lo scambio di merci fa saltare i suoi vincoli meramente locali, e quindi che il valore delle merci si amplia a materializzazione del lavoro umano in genere.   Ora, la congruenza delle loro qualità naturali con la funzione del denaro, mostra che «benché oro e argento non siano...

Salvatore Settis. Azione popolare: lotta per il bene comune

Questa sera presso Careof DOVCA (Fabbrica del Vapore, via Procaccini, 4 – Milano) si terrà un incontro con Salvatore Settis dedicato a “Azione popolare: lotta per il bene comune”, in occasione della pubblicazione del libro presso Einaudi, organizzato da Comitato Area Ex-Enel di Milano; in dialogo con Settis: Marco Biraghi, Marco Belpoliti, Gianni Biondillo, Roberto Marone; modera Alberto Saibene.     Vi ricordate il referendum per l’acqua pubblica e i dibattiti che l’hanno accompagnato? Una esperienza emblematica. Una delle espressioni più usate nel dibattito pubblico era: “bene comune”. Oggi la si sente citare a proposito di cose tra loro molto diverse: un edificio pubblico, un libro, un’associazione sportiva, una spiaggia, una foresta, un parco, un monumento, ecc.   Perché? Prima di tutto perché è tornato di attualità, portato dalla crisi economica, il problema delle risorse cui tutti attingiamo (aria, acqua, terra), la necessità di difendere ciò che appartiene alla collettività, o che è utile all’intera società, e non...

Giorgio Agamben. Altissima Povertà

È forse una coincidenza che Giorgio Agamben appena prima di uscire sulla prima pagina de La Repubblica con un articolo feroce sul sistema finanziario attuale abbia pubblicato un libro sul monachesimo? Si tratta di una questione di mero eclettismo? Qual è il legame tra l’immagine di Giotto che campeggia sulla copertina di Altissima povertà (Neri Pozza, Vicenza, 2011), che ritrae il mite San Francesco mentre nutre gli uccelli, e l’attualità di cui Agamben è sempre stato (e continua a essere) un attento e critico diagnosta? Forse il legame celato tra il testo che andiamo qui a presentare e l’articolo di cui sopra è racchiuso nelle parole finali del suddetto articolo: “l’archeologia – non la futurologia – è la sola via di accesso al presente”.   La scommessa di Agamben è che i monaci in generale, e i francescani in particolare, abbiano qualcosa da dire alla nostra contemporaneità che si dibatte da almeno tre decenni nei torbidi della fine della storia, delle ideologie e nella crisi plurisecolare delle vocazioni fideistiche. Agamben propone una ricostruzione...

Firmato S. B.

Le date, 20 Febbraio 1986 - 20 Febbraio 2011, sono ricamate in oro, così come la firma in corsivo. Da meno di vent’anni le squadre di calcio hanno il nome dello sponsor stampato sulla maglia ma non era mai accaduto che qualcuno vi apponesse il suo nome e cognome alla maniera di una griffe: invece il Milan sceso in campo contro il Chievo (maglia bianca e banda verticale rossonera) brandiva sul petto la prova che da venticinque anni esso è una privata e anzi personale proprietà di colui che, da altrettanti, è signore e padrone del nostro paese. Si dice lo abbia fatto per mettere le maglie all’asta e versarne i proventi a Alice for Children (un progetto per i bambini di Nairobi) pure se le Carte federali (all’art.72) fanno espresso divieto di esibire distintivi o scritte di segno politico e confessionale. Quella firma è però di tutt’altra natura, perché è segno non soltanto di una metafisica proprietaria quanto di un dominio biopolitico cui non possono scampare, oramai, né l’immaginario degli appassionati né gli stessi calciatori in carne e ossa. Molto meno vistosa, eppure rilevante...