Categorie

Elenco articoli con tag:

protezione

(5 risultati)

Vita quotidiana / Fenomenologia della mascherina

Quando pensiamo alla tecnologia, spesso tendiamo a identificarla con qualcosa di sofisticato e complesso, ad esempio con i nostri device digitali, dimenticando la natura tecnologica di molti altri oggetti con cui interagiamo quotidianamente. In tal modo, tuttavia, rischiamo di trascurare la loro complessità e di conseguenza i riflessi che essi, a diversi livelli, hanno nelle nostre esistenze. In questi giorni, una tecnologia inusuale ha fatto irruzione violenta nella nostra quotidianità, assumendo un ruolo totalmente diverso rispetto a quello che giocava in precedenza: la mascherina. Considerando l’importanza che questo oggetto ha assunto in questo delicato momento storico e il fatto che, come vorrei mostrare, è una tecnologia molto meno banale di quanto sembra, vale la pena provare ad articolare una breve riflessione tecnologica su di essa.    La mascherina è una tecnologia che riduce la dispersione di germi di chi la indossa nell’ambiente o protegge (in misura diversa a seconda della tipologia, vedi ffp3 ecc.) dall’inalazione di sostanze pericolose o di germi, per esempio negli ospedali, nelle fabbriche, nei laboratori. In condizioni “normali”, la visione di una...

Immagini e paura / Madonna antivirus

A seguito delle numerose epidemie contagiose, nel Trecento prende corpo la credenza popolare che siano gli angeli a colpire senza pietà dal cielo, come fossero le propaggini o lo strumento infallibile della divina giustizia adirata. Le persone che non sono sotto la protezione del manto di Maria muoiono all’istante. Nel Medioevo la “protezione del mantello” viene concessa dalle nobildonne altolocate ai perseguitati e ai bisognosi d’aiuto. Il simbolico riparo sotto il mantello è considerato inviolabile. La religiosità pietistica proposta dalle confraternite della Misericordia, concentrata sul sentimento di espiazione dal peccato (intesa come fosse un riparo per l’inesorabile condanna), trova una consolatoria speranza di salvezza nella protezione offerta dal mantello della Vergine-madre. Probabilmente le prime immagini della Madonna della Misericordia sono realizzate in miniatura nei codici giuridici delle confraternite che compivano atti di pubblica assistenza nella seconda metà del Duecento.    Barnaba da Modena, Madonna della misericordia 1377-1383, Genova, Santa Maria dei Servi, Ludovico Brea, Madonna della Misericordia, 1483, ca. Taggia, Chiesa di San Domenico. Nel...

Atlanti e fantasmi Redux

Imagine no museums   Dopo Atlas. ¿Cómo llevar el mundo a cuestas? al Reina Sofía di Madrid, allo ZKM di Karlsruhe e alla Sammlung Falckenberg di Amburgo (2011), dopo Histoires de fantômes pour grandes personnes al Fresnoy, Studio national des arts contemporains di Tourcoing, al Museu de Arte do Rio in Brasile e al Beirut Art Center in Libano (2012), apre al Palais de Tokyo di Parigi l’ultima volet di questo percorso espositivo: Nouvelles Histoires de fantômes (fino al 7 settembre). Curatore e ideatore è Georges Didi-Huberman, lo storico dell’arte francese più influente degli ultimi trent’anni, che chiude così il periplo attorno alla figura e al pensiero di Aby Warburg.   Atlas non era una semplice mostra itinerante, ma un atlante aperto a configurazioni ed estensioni ogni volta diverse a seconda delle sedi espositive e dei prestiti accordati. Preso atto della difficoltà o del disinteresse istituzionale (leggasi il Centre Pompidou) verso una tappa francese di Atlas (“nemo propheta in patria”), Didi-Huberman ha accettato l’invito di Alain Fleisher di reinventare il...

Wes Anderson: The look of love

  Non è certo sorprendente, tra i vari tagli possibili per un’analisi estetica dell’opera di Wes Anderson, soffermarsi sul legame che il suo cinema intrattiene con la moda. È sufficiente dare un’occhiata ai tumblr, ai più svariati social network dove il pubblico si fa autore rimaneggiando le immagini consegnate al suo sguardo, per percepire come la ricezione e il ricordo che sopravvive ai film andersoniani passi soprattutto attraverso gli outfit singolari dei suoi protagonisti.   Scompaiono i volti, tele bianche incorniciate da acconciature e abiti indelebili nella memoria degli spettatori, che attraverso un blazer, degli occhiali da sole, la giacca di una tuta o una fascia da tennista, riattivano immediatamente le emozioni provate. Solo la musica nel suo cinema possiede eguale forza evocativa e non è certo casuale che entrambe siano gli elementi espressivi, attigui e complementari al mezzo cinematografico, coi quali restituire un immaginario privato, giustamente definito vintage, essenziale per la sua poetica.   Perché se appare ormai (quasi) definitivamente sdoganato dal peccato di leggerezza e...

Oggetti d’infanzia | Cancello

Da piccola, durante i mesi estivi, la grande aia della nostra casa veniva allestita per accogliere i numerosi braccianti che lavoravano i campi sotto la direzione del mio nonno paterno. Mangiavano in fretta seduti su cassette da frutta all’ombra degli alberi di noce, si sdraiavano per un breve riposo sull’erba o sulle stuoie di canna sparse qua e là per poi tornare presto alle loro faccende faticose. Nella calura del mezzogiorno accompagnavo spesso la nonna al limite dell’aia che si affacciava sui campi, per chiamare a raccolta i braccianti, e per aiutarla a portare i fiaschi colmi d’acqua e vino freschi. Una grande apertura delimitata da pioppi secolari separava la corte dalle terre coltivate.   In un sogno ricorrente che ha accompagnato per anni la mia infanzia e che mi ha fatto così spesso svegliare di soprassalto in preda al panico, vedevo su quel confine tra corte e campi, tanto innocuo di giorno, un sontuoso cancello in ferro battuto: due ante mastodontiche incorniciate in basso da un ornamento di varie file di fiori, in alto, abbellito da pennacchi a forma di fulmine, un chiavistello a capocchia quadrata lo teneva incatenato...

2Array ( )