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sesso

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Domenico Starnone. L’autobiografia erotica di Aristide Gambìa

Aprendo una pagina a caso del nuovo romanzo di Domenico Starnone, pubblicato da Einaudi (p. 460, E 20), con una copertina di rara eleganza, ci sono buone probabilità di imbattersi in parole oscene, in descrizioni puntuali che disegnano il sesso senza troppe concessioni al linguaggio metaforico o soltanto allusivo. Si tratta dunque di un libro pornografico? No, se per pornografia intendiamo uno scrivere finalizzato unicamente alla produzione di uno stato di eccitazione sessuale attraverso un’esibizione che nulla lascia alla fantasia e all’ambiguità. Ambiguità che è invece la chiave per comprendere questo romanzo, la cui struttura, che crea cornici e confini incerti, permette al racconto di procedere su più binari, architettati ad arte perché gli eventi scorrano paralleli alla loro critica, in uno sdoppiarsi di prospettive e punti di vista che consente la messa a tema, nel testo, delle scelte stesse del romanzo (in primis lessicali).   L’autobiografia erotica di Aristide Gambìa, questo il nome del protagonista, editore di libri scolastici di discreto successo, si propone di raccontare la vita di un uomo...

Il frutto proibito: fico o mela?

Di norma il sottotitolo viene dato ad un libro per chiarirne il contenuto. Nel caso di questo saggio, che esce postumo a cura di Sandro Gerbi, il titolo è chiaro e il sottotitolo è oscuro. Tutti sappiamo, infatti, che per molto tempo il peccato di Adamo ed Eva, origine o frutto del peccato originale che ci condanna tutti alla mortalità, fu considerato un peccato sessuale: concupiscenza, lussuria, fretta nel consumare le nozze, consumazione delle stesse provando piacere anziché indifferenza, e così via, attraverso i secoli.   Quasi nessuno sa, invece, cos’è l’ipotesi di Beverland e Gerbi, con chiarezza e attraverso una vasta carrellata nella storia del pensiero che, come è prevedibile dato l’argomento, ha non di rado momenti piuttosto comici – come quando ad esempio riferisce la spiegazione serissima fornita da uno studioso per dire come mai, consumato l’atto vicino a un melo, i nostri progenitori scelsero invece foglie di fico, rinfrescanti e umettanti, per coprirsi i genitali; o quando, si chiede “dietro quale albero era nascosto il cardinal Caetani per aver visto così bene tutte queste cose” – ci spiega che essa è per l’appunto l’ipotesi che “il frutto proibito di Dio ad...

Nicholson Baker. La Casa dei Buchi

L’aggettivo più appropriato per l’ultimo libro di Nicholson Baker è impudico. Lo scrittore americano infatti si diverte a creare una macchina del piacere senza ammiccamenti, metafore nascoste, astrusi doppi sensi. No, nella Casa dei Buchi (Bompiani, euro 18,90, pagg. 304) tutto è in bella mostra, volutamente esibito, sfacciatamente offerto alla voracità dello sguardo. Nessun gioco di svelamento erotico. Nessuna sottigliezza psicologica che vada a scavare nei turbamenti del nostro inconscio. Qui il sipario è stato strappato e al di là della scena, istrionicamente occupata dalle nostre più sconce voluttà, non c’è più niente che conti davvero.   Tutto avviene sotto la luce abbagliante dei primi piani. Dunque, piacerebbe sicuramente a Baudrillard, questo regno osceno del sesso puro che se ne frega della seduzione preferendole la fascinazione del gioco delle superfici: corpi gioiosamente nudi, seni materni e adolescenziali, fondoschiena non sempre di artistiche fattezze. La Casa dei Buchi è una realtà parallela al mondo reale, una specie di resort del piacere, dove vengono...

Nicholas Winding Refn. Drive

La leggenda vuole che sia stato Ryan Gosling a cercare Nicholas Winding Refn, dice lui: “come Steve McQueen scelse Peter Yates (per Bullit NdR), Ryan ha scelto me”. Perché questo film è già leggenda, è già mito. Del resto da uno che a ventiquattro anni esordisce con un film come Pusher, che nel giro di dieci anni è diventato una trilogia di culto, e che nel 2009 dirige due dei film più perturbanti del panorama cinematografico mondiale come Valhalla Rising e Bronson, non ci si aspetta niente di meno della leggenda e del mito. Quindi leggenda vuole che Gosling, letto il libro di James Sallis, abbia voluto che fosse Refn a dirigere il film che lo avrebbe visto immenso protagonista. E quanto c’ha visto lungo è ancora difficile quantificare. Sicuramente, molto.   Hossein Amini ha buttato giù una sceneggiatura asciutta, perfettamente calibrata, mai sbavata, mai compiaciuta, sempre e solo funzionale alla regia di Refn, sempre incalzante, capace di avvincere fino all’ultimo minuto. Sull’ottima struttura di Amini, Refn scivola con Gosling come un pattinatore solitario in uno stadio...

Sergio Nelli. Orbita clandestina

Orbita Clandestina di Sergio Nelli (Einaudi, pp. 195, € 13) è un romanzo scritto come un diario. Lo spazio fra le sue pagine dà forma a un’immensa parentesi: l’intervallo temporale che separa Dario, professore in congedo, dall’intervento chirurgico per un trapianto di cuore. Tutto viene registrato con cura; una mole di piccoli dettagli con i quali ripararsi dall’irrompere del caso.   Anche la scrittura ne è un potente alleato: la voce del protagonista ha il tono uniforme e rassicurante delle cantilene. Nei brevi capitoli di cui il libro si compone, ricordi lontani e istanti appena vissuti, scivolano nel solco di una corrente che trascina via ogni evento narrato.   Il racconto è aperto dall’incontro con Gao, prostituta cinese, verso cui Dario è spinto dal bisogno di un’intimità che solo il sesso riesce a rendere immediata; l’arma efficace contro l’incertezza dell’attesa. Per il resto il romanzo è lo specchio delle giornate e dei pensieri del protagonista: una lunga fila di istantanee che il lettore impara a conoscere, i figli Leonardo e Betta, il...