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società di massa

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This is about you / Ketty La Rocca. Nuovi Studi

Io non farò mai vedere l’operaia con il fazzoletto legato in testa, perché io non l’ho mai vista o se la vado a vedere la vado a vedere come una scoperta, mi ci vogliono vent’anni prima di arrivare a maturare la situazione. Bisogna essere sinceri sennò non si fa dell’arte.   Così dice, nel 1974 l’artista Ketty La Rocca all’amica Verita Monselles nel corso di una conversazione. Vicine entrambe all’arte femminista, le due artiste lavorano a Firenze; Monselles, da poco giunta in Italia dall’Argentina, realizza tableaux fotografici attraverso cui riflette sulla condizione della donna e le convenzioni sociali che la riguardano; La Rocca, pure interessata ai medesimi temi, usa la fotografia anzitutto per indagare la relazione tra linguaggio visivo e verbale. Il suo è un lavoro complesso e sfaccettato che punta a superare gli stereotipi linguistici e pone al centro del fare arte la questione, beninteso problematica, della “sincerità”: l’artista deve parlare di ciò che conosce, non fingere, non farsi condizionare dalle categorie, siano esse sociali, politiche o linguistiche.  Consapevole del pericolo di autoisolamento che il suo atteggiamento porta con sé, La Rocca ribadisce all...

Cosa ha risposto Bernbach

Una pubblicità non esiste. Esistono i diversi modi di pensarla e produrla. Così come non esiste un giornalismo, un design, un cinema, un fumetto, una tv. Anche nell'oceano del linguaggio pubblicitario, come negli altri linguaggi della modernità, ci sono autori, stili, scuole nazionali e capolavori così come naturalmente orrori, servilismi e cialtronerie di ogni sorta. Finché quest’opera di discernimento non sarà condivisa, un dialogo tra chi parla di pubblicità in toto e chi invece ne pensa e produce una in particolare potrà generare scintille.   Un esempio classico è il testo del 1962 che presentiamo qui in prima traduzione italiana: uno scontro tra lo storico e filosofo Arnold Toynbee, schierato su posizioni d'integrale condanna del fenomeno pubblicitario, e quel William "Bill" Bernbach (1911-1982) al quale questo blog è dedicato, forse il più grande autore dell'advertising moderno, di certo il primo a separarlo dal capitalismo e farne un'esplicita risorsa democratica.   Per Toynbee, del quale Ratzinger amava citare le analisi sulla crisi dell'occidente...