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Miur

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Open Access e politiche istituzionali

Il 4 novembre 2004 i rappresentanti di 71 atenei italiani espressero con la Dichiarazione di Messina il proprio sostegno alla Berlin Declaration per l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica. Il 4 novembre di quest’anno, nel decennale della Dichiarazione, i rappresentanti dei nostri atenei hanno varato una Road Map 2014-2018 che dovrebbe tradurre l’impegno preso in una “via italiana” all’accesso aperto. Gli elementi qualificanti di questa Road Map sarebbero il «dialogo istituzionale» e un «approccio comune per l’Open Access» (OA), il sostegno alla cosiddetta Green Road (la pratica dell’archiviazione delle copie digitali dei prodotti della ricerca in archivi istituzionali aperti) e la creazione di una policy nazionale sui temi dell’archiviazione, dell’accesso e del riuso dei prodotti della ricerca, soprattutto di quella finanziata con fondi pubblici.   Abbiamo dunque una Road Map per arrivare a policy condivise a favore dell’accesso aperto e, ora, anche una Proposta di costituzione di un’Associazione nazionale per la promozione della scienza aperta, che tra le proprie...

Conflitti, controversie, paradossi

Che cosa hanno in comune i giovani corpi ustionati by self-immolation della primavera araba, i corpi nudi politicamente imbarazzanti delle Femen, con il boicottaggio all’introduzione dei questionari di valutazione INVALSI attivato in massa da studenti e docenti italiani la prima settimana di maggio, e che sembrerebbe già caduto nell’indifferenza?   Genealogicamente, hanno molto in comune, incluso l’indifferenza.     Chi ci invita a guardare alle forme di conflitto e resistenza dove il corpo diventa dispositivo di lotta contro l’affermarsi di un nuovo discorso intorno al potere, è ancora Monsieur Foucault. Perché è lì che emergono le famose rotture ispezionate dal profeta di terzo tipo (vedi UGenea 2), lungo l’immenso lavoro dedicato alla genealogia del soggetto: la costruzione di un nuovo uomo attraverso il suo assoggettamento al sapere disciplinare. È questa la vera indagine che attraversa tutta l’opera di Foucault ben prima e oltre Archeologia del sapere, fino a Storia della sessualità, ed è con questa eredità che UGenea osserva l’università...

Il pasticiaccio brutto della formazione degli insegnanti

Nella vita di un Paese ci sono argomenti che riguardano tutti, ma che in genere interessano a pochi. La scuola, tradizionalmente, è uno di questi: la comunicazione mediatica si concentra su poche vicende clamorose, mentre molti fatti importanti passano quasi sotto silenzio. Il caso di cui parleremo è uno di questi. Si tratta della formazione degli insegnanti: una questione di enorme rilievo in termini non solo culturali, ma anche politici, economici, istituzionali, civili. Gran parte del futuro di una nazione dipende dalle scelte che si fanno in campo educativo. Non si dà rinnovamento, non si dà progresso senza una scuola efficiente e qualificata. Orbene: quest’anno, 2014-2015, è prevista l’attivazione del secondo ciclo del cosiddetto TFA (Tirocinio Formativo Attivo), corso post lauream della durata di un anno che abilita all’insegnamento nelle scuole medie e nelle superiori. Il decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) risale a marzo; nelle intenzioni, il corso sarebbe dovuto cominciare a ottobre; se va bene, avrà inizio a gennaio. Con quali conseguenze? Qualche...

Teaching- vs. research-universities

Come si definisce una buona politica industriale? Quali relazioni esistono con le politiche dell’istruzione superiore? E quale credito concedere alle retoriche su “innovazione dirompente” e start up? Sono queste le domande cui Gianfelice Rocca, presidente di Techint e fondatore dell’Istituto clinico Humanitas, già responsabile educativo di Confindustria, si propone di rispondere.   Un’analisi del sistema industriale italiano costituisce la premessa. Sono le industrie a media tecnologia, per Rocca, a meritare riconoscimento e sostegno strategico: la petrolchimica, l’elettrotecnica, la meccanica, l’automobilistica, la medicale, la nautica. Il mito della Silicon Valley (o del “giovane-Steve-Jobs-nel-garage-di-casa”) ci spinge a dimenticare una circostanza fondamentale: sono i settori industriali intermedi a sospingere l’economia italiana. L’Italia è più simile alla Germania che alla California, e può attendersi un maggiore beneficio da innovazioni di tipo incrementale.   I percorsi educativi superiori dovrebbero essere profondamente modificati per venire incontro alle esigenze...

The Teacher in the Rye. Di che cosa stiamo parlando?

Ci sono giorni in cui scopri che la realtà supera la fantasia e che la burocrazia-amministrativa può superare in surrealtà il Moretti di Bianca o il vecchio Woody Allen. In Italia e nella scuola questo capita di più che in altri posti e in altri settori.   Un collega che ha visitato la Fiera del libro di Torino in questi giorni e si è recato allo stand del Miur ha potuto ricevere un simpatico omaggio che ha portato in salainsegnanti: un etilometro usa e getta impacchettato e griffato, in un pacchetto che reca lo slogan La vita è in un soffio!   Ora, non si tratta di una campagna per cui noi come docenti e dunque funzionari della Repubblica siamo chiamati a sensibilizzare gli adolescenti ai rischi del consumo alcolico, sempre più diffusi e precoci, ma una iniziativa inserita in una serie di interventi relativi alla sicurezza sul lavoro nel settore pubblico e privato.     Ho passato un'interessante ora in aulamagna con i miei colleghi con una formatrice che ci ha illustrato la questione e dunque sul tema sono caldo. Sì, perché mentre fuori c'è la peste della...

La valutazione

“Come è accaduto che pratiche apparentemente innocue, volte semplicemente a verificare in che modo siano adoperati soldi pubblici, a tenere sotto controllo gli sprechi, a garantire che ai cittadini siano offerti servizi di qualità sempre migliore, si siano potute installare nella nostra vita secondo dimensioni e modi tali da produrre una condizione che non è improprio definire totalitaria?”.   Valeria Pinto, docente di filosofia teoretica, ha recentemente pubblicato Valutare e punire, un libro di filosofia della cultura che partendo dalla questione contingente del sistema di valutazione dell’istruzione e della ricerca, Invalsi e Anvur, affronta il tema dell’ideologia della valutazione: uno strumento tutt’altro che neutro e oggettivo, in quanto insieme di pratiche di sapere e potere che trova nelle società neoliberali un’applicazione sempre più pervasiva.   La valutazione, che si presenta come un rispecchiamento oggettivo della realtà, è piuttosto “uno strumento informativo-operativo” che “crea le realtà limitate che di volta in volta valuta (ossia...