Categorie

Elenco articoli con tag:

Unesco

(11 risultati)

Islam, vegani e altri sentimenti

Sorprende sempre riconoscere come il cibo sia in grado di coinvolgere molti dei valori della nostra esistenza. Un legame dalle radici lontane, scritto dentro la storia della specie e dell'alimentazione, nelle diverse culture, nella stessa “sostanza” dei nostri geni. Schegge involontarie di quel legame e di quei valori emergono talvolta in momenti particolari, quando più facilmente il reale perde peso - un periodo di malattia, le stesse festività natalizie - facendo affiorare qualcosa che in genere tendiamo ad allontanare dentro malcelati malesseri, nausee sopite. Nausee...quasi nessuno nei giorni di Natale (o di Pasqua) cerca più il capretto. Tabù in via di definizione, il capretto sta diventando “cattivo da mangiare” come il coniglio o l'agnello, ognuno secondo i luoghi e secondo il mutevole dissolversi della tradizione. Cattivo da mangiare perché diventato “buono da pensare” sebbene attraverso un’idea diversa da quella di animale domestico e da compagnia (pet); impossibile per quest'animale, come per l'agnello, la convivenza urbana.   L'Islam, ormai da tempo, è...

Conflitti, controversie, paradossi

Che cosa hanno in comune i giovani corpi ustionati by self-immolation della primavera araba, i corpi nudi politicamente imbarazzanti delle Femen, con il boicottaggio all’introduzione dei questionari di valutazione INVALSI attivato in massa da studenti e docenti italiani la prima settimana di maggio, e che sembrerebbe già caduto nell’indifferenza?   Genealogicamente, hanno molto in comune, incluso l’indifferenza.     Chi ci invita a guardare alle forme di conflitto e resistenza dove il corpo diventa dispositivo di lotta contro l’affermarsi di un nuovo discorso intorno al potere, è ancora Monsieur Foucault. Perché è lì che emergono le famose rotture ispezionate dal profeta di terzo tipo (vedi UGenea 2), lungo l’immenso lavoro dedicato alla genealogia del soggetto: la costruzione di un nuovo uomo attraverso il suo assoggettamento al sapere disciplinare. È questa la vera indagine che attraversa tutta l’opera di Foucault ben prima e oltre Archeologia del sapere, fino a Storia della sessualità, ed è con questa eredità che UGenea osserva l’università...

L’appassionante esperienza di un territorio. Ravenna

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Ravenna, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Alberto Cassani, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna e Coordinatore di Ravenna 2019.       Perché Ravenna? In attesa che venga indicata ad ottobre per il 2019, quando sarà in Italia la Capitale Europea della Cultura, il Giornale delle Fondazioni ha intervistato Alberto Cassani, già Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, oggi Coordinatore di Ravenna 2019.   Mi faccia dire innanzitutto perché Ravenna si candida. Le ragioni della candidatura non si fondano soltanto sull’eccezionale persistenza di un patrimonio monumentale prestigioso, inserito dall’Unesco nella World Heritage List, e nemmeno in via esclusiva su una produzione culturale di livello internazionale, caratterizzata dalla relazione tra eredità culturale e istanze innovative, tra conservazione e creazione, tra ricerca identitaria e apertura al mondo. Ravenna si candida innanzitutto perché,...

Comunque vada è già un successo. Matera

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Matera, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Paolo Verri, direttore della candidatura       Di quale struttura organizzativa intende dotarsi Matera per la governance della candidatura e del proprio programma? Si sta definendo la creazione di una fondazione per la raccolta e la gestione dei fondi necessari alle due tipologie di interventi: quelli legati alla costruzione dei contenuti, che verranno poi utilizzati dalla fondazione stessa, e quelli legati alle infrastrutture materiali e immateriali, gestiti dagli enti competenti, o da privati chiamati a bando. L’idea di fondo è che una delle eredità della candidatura sia al contempo un programma di azioni definite e condivise, che si attueranno qualsiasi sia l’esito della competizione, con un ciclo di sei anni (2015-2016 formazione, 2017-2018 produzione, 2019-2020 distribuzione), e il rafforzamento della capacità manageriale del territorio, che si sta sempre di più attrezzando con risorse...

Mons, l’arte al potere

Tutte le strade del centro di Mons portano alla Grand Place, dalla Grand Place iniziano tutte le strade del centro di Mons. Lì il gotico austero del Palazzo Municipale si stempera nel traffico umano che fa sosta davanti alle vetrine dei negozi, in uno dei tanti bar per un boccale di birra Leffe, tra i lunghi scaffali dei supermercati. Cambiano i protagonisti a seconda delle ore del giorno: mattino presto di impiegati, commercianti, mamme con figli da portare a scuola; verso le undici, studenti universitari, camerieri dei ristoranti, autisti dei camion trasporto merci; onnipresenti i capannelli di anziani fermi a discutere senza curarsi di occupare la larghezza di un marciapiede.   Si somigliano, nella bellezza e nei colori delle case antiche, le strade del centro di Mons: rue de la Clé, d’Havré, Neuve, du Miroir, des Clercs… Tranne una, rue de Nimy. Te la ritrovi a destra, in lieve discesa, guardando la facciata del Palazzo Municipale. Se decidi di imboccarla, ti accorgi, dopo una cinquantina di metri, che le voci della Grand Place si sono spente, lasciando spazio a una sensazione di isolamento.   Anche a Nimy incontri edifici d...

stARTT, Il Fantasma del Nolli e Astrapae

Si può pensare un ambiente naturale, progettato dall’uomo e segnato dalla sua presenza, che non sia per questo modificato o trasfigurato da questa stessa presenza? È la domanda che sta dietro alla filosofia di stARTT, Studio di Architettura e Trasformazioni Territoriali, nato a Roma nel 2008 e di cui fanno parte Simone Capra (1978), Claudio Castaldo (1978), Francesco Colangeli (1982) e Dario Scaravelli (1981), vincitori della prima edizione del Premio YAP al MAXXI con il progetto whatami, di cui tutti ricordano le luminarie rosse a forma di papavero. Nel 2013 stARTT ha poi partecipato alla Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzen e Hong Kong. Un passo dopo l’altro quest’anno sono stati invitati alla quattordicesima edizione della Biennale di Architettura Veneziana, sia nella sezione Monditalia di Fundamentals, curata da Rem Koolhaas, che nella mostra Innesti, curata da Cino Zucchi, con due progetti distinti. Il primo, Il fantasma del Nolli, è dedicato a un luogo emblematico della storia romana e, in termini allargati, italiana; testimone delle trasformazioni del suo tessuto urbano, di quello sociale, e della gestione della crisi...

A un anno da Faro, l'Italia è ancora nella nebbia

A partire dagli anni ‘70, cominciò a farsi strada l'idea che il patrimonio immateriale dovesse giovarsi di uno strumento internazionale di tutela analogo a quello istituito per le ricchezze materiali. La ripartizione del bene culturale in patrimonio materiale e patrimonio immateriale consegue dalla consapevolezza che la diversità culturale è necessaria all'umanità quanto la biodiversità lo è alla natura (Raccomandazione sulla salvaguardia della cultura tradizionale e del folklore, 1989). La prospettiva della “tangibilità” nella tutela dei beni culturali è stata quindi superata nel 2001 con l’approvazione della convezione UNESCO sul patrimonio culturale subacqueo, ma la sua piena affermazione avviene durante la Conferenza Generale dell’Unesco del 17 ottobre 2003 a Parigi, quando fu adottata senza voti contrari la Convenzione Universale per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.   Il 27 agosto 2005 a Faro, in Portogallo, il Consiglio d'Europa sigla una convenzione sul valore dell'eredità culturale per la società, entrata in vigore nel giugno 2011...

L’insopportabile degrado della cripta della cappella Scrovegni

Questo mio intervento non vuole ripetere quanto è stato già detto sui giornali  (Corriere veneto, Gazzettino e Mattino di Padova, La Repubblica) a proposito dei pericoli che l’erigendo Auditorium e la già avviata costruzione delle due torri in zona PP1 costituiscono per la cappella Scrovegni. Mi limito a constatare una clamorosa contraddizione. Il sindaco dice di rinunciare al piano interrato dell’Auditorium, profondo diciannove metri, sensibile alle cautele raccomandate dalla relazione D’Alpaos, Salandin e Simonini; a poca distanza dell’erigendo Auditorium sono già all’opera le ruspe che hanno iniziato lo scavo che sarà di trenta metri per la costruzione delle due torri, quando, come ha affermato il professor d’Alpaos in seduta pubblica consiliare “Quelli che lavorano dentro al PP1 dovrebbero operare rispettando le prescrizioni date per l’area Boschetti [Auditorium]. Diversamente potrebbero esserci influenze nell’area della Cappella degli Scrovegni”. Chi li sta controllando? Chi ha titolo di controllare? È evidente che, poiché manca uno studio del sottosuolo...

Pasolini a Orte

Qualche giorno fa, in un commento alla lettera di Marco Belpoliti al sindaco Pisapia a proposito del progettato intervento sull’area antistante il Cimitero Monumentale di Milano, è stato “postato” un video presente su Youtube, con il solo commento “Pasolini a Orte”. Didascalia esauriente per chi ha qualche confidenza con lo scrittore e regista friulano, forse non sufficiente per altri, specie i più giovani. Allora, qualche parola per spiegare di che cosa si tratta e perché ha a che fare con la discussione innestata dalla lettera a Pisapia.     Nei primi anni settanta, Anna Zanoli, una storica dell’arte della cerchia di Roberto Longhi, curava la trasmissione televisiva della RAI Io e …; scrittori e personalità della cultura, in una serie di puntate, spiegavano il loro interesse per un monumento o un’opera d’arte. Pasolini scelse come tema La forma della città (1974). Nel breve filmato, poco più di un quarto d’ora, prima si parla della città e del paesaggio di Orte, poi – con un passaggio almeno in apparenza sorprendente – della forma urbana...

In ricordo di Lidia De Federicis

  All’inizio della scorsa estate è scomparsa Lidia De Federicis. Ottantunenne, torinese, per lungo tempo insegnante di lettere al Liceo Gioberti, ha legato il suo nome al manuale di letteratura per la scuola superiore Il materiale e l’immaginario, progetto condiviso con Remo Ceserani. Un monumentale libro-antologia per il triennio, ormai mitologico, edito da Loescher nel 1981, rivoluzionario nell’impostazione e straordinario per l’offerta, capace di mettere in moto virtuosi circoli testo-critica e di fungere da soglia che dischiude mondi per moltissimi studenti. De Federicis lo considerava un’opera ‘illuminista’, nata nel mondo della scuola, e di fatto è il precipitato della sua attività letteraria e della passione civile e politica, nella sinistra socialista, nella Cgil, nel Comitato per la laicità della scuola.   Era un’intellettuale che ha sempre considerato strategico e prioritario il momento pedagogico ed educativo della scuola rispetto a quello della ricerca che pure ha praticato con gusto e perizia, a una certa distanza dall’Accademia. E dopo la scuola si è dedicata...

Sesto S. Giovanni / Paesi e città

L’Italia è piena di Sesti: Calende, Ulteriano, Fiorentino, al Reghena, Campano. E di Dis-sesti. Parlerò di Sesto S. Giovanni. Tutti i comuni dell’interland milanese hanno una caratteristica comune: non hanno nessuna caratteristica, che so la presenza di un obelisco, di una cattedrale, di un grattacielo; così l’uno non si distingue dall’altro. Le varie amministrazioni però si danno da fare per il proprio centro, che finisce per assomigliare a quello dei comuni limitrofi: il modello è sempre lo stesso: la Svizzera borghese. Alla periferia di ciascuno si legge: qui Sesto, poco oltre Cinisello, a destra Cologno ecc, ma non c’è soluzione di continuità e niente ti fa capire che sei altrove: in macchina (solo in macchina puoi viaggiare per la Ruhr italiana) ti perdi: per la mancanza di punti di riferimento. D’inverno una volta davi la colpa alla nebbia, oggi anche quella se ne è andata per far posto alle polveri sottili dei riscaldamenti e della tua stessa auto. La mancanza di un disegno urbano, di un progetto urbanistico si diceva una volta, ti aggredisce ovunque; i cartelli pubblicitari,...