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Nigeria

(6 risultati)

Nigeria Now

English Version   Quando Dante Farricella (l’art director di Sisters’ Grace) le ha chiesto di scegliere un posto in cui farsi fotografare, Peju Alatise è rimasta interdetta: «Non è il tipo di decisione che mi viene lasciata, quando organizzano un set con le mie opere». «Ma l’artista sei tu», ha risposto lui. «Nessuno può sapere meglio di te quale sia il tuo posto in mezzo ai tuoi lavori». Lei allora ha scelto di sedersi vicino alla porta che compare nella sua installazione Flying Girls: otto bambine in cerchio, dotate tutte di piccole ali, avvolte da una nuvola di rondini e lambite da un fiume di farfalle. La porta bianca, aerea, che si apre verso un imprecisato altrove, per l’occasione era decorata con una piccola coccarda arancione. «Il colore della ribellione, secondo mio padre. Mi aveva promesso che sarebbe venuto con me. Se n’è andato prima del tempo e io ho portato qui il suo colore».Qui è Venezia, la Biennale d’Arte alla sua 57esima edizione. Peju, con Victor Ehikhamenor e Qudus Onikeku è stata selezionata per rappresentare per la prima volta la Nigeria alla cosiddetta Olimpiade dell’Arte. Lo spazio assegnato è la Scoletta dei Battioro e dei Tiraoro, vicino alla chiesa...

Nigeria Now

Italian Version   When Dante Farricella (the art director of Sisters’ Grace) asked Peju Alatise to choose a place to be photographed, she was puzzled: "That’s not the kind of decision that is left to me when they set up an exhibition of my works." "But you are the artist," he replied. "No one can know better than you what your place is amid your works.” She then chose to sit near the door that appears in her Flying Girls installation: eight little girls in a circle, all with small wings, wrapped in a cloud of swallows and surrounded by a sea of butterflies. The white, aerial door, which opens to an unknown somewhere, was decorated with a small orange rosette for this occasion. "The color of rebellion, according to my father. He promised me he would come with me. He left us before his time, and so I brought his color here." ‘Here’ is Venice, at the 57th Edition of the Biennale of Art. Peju, along with Victor Ehikhamenor and Qudus Onikeku, has been selected to represent Nigeria for the first time at what is called the Olympics of Art. The space allocated for this is the Scoletta dei Battioro e Tiraoro, near the San Stae church. If coming by boat along the Grand Canal, it...

La sua Africa. Conversazione con Wole Soyinka

English Version     Dell'Africa si parla quasi sempre in funzione di ciò che è, o è stata, per l'Europa. Per alcuni l'Africa rimane un oggetto del desiderio, per altri una massa di terra indefinita in perpetua via di sviluppo, per molti una riserva inesauribile di risorse naturali ed economiche da sfruttare. Per quasi tutti, poi, ha assunto il volto dei migranti che attraversano il Mediterraneo e 'sbarcano' sulle nostre coste in cerca di rifugio, democrazia e una vita migliore.   Ma quante volte stiamo ad ascoltare quello che l'Africa e la sua gente ha da dirci? Intenti a raccontare solo una versione parziale della storia, la nostra, non troviamo il tempo di stare a sentire le tante voci di un continente variegato e complesso, formato da 54 stati-nazione e da un numero ben più elevato di popoli.   Una delle voci più potenti dell'Africa è quella di Wole Soyinka, nigeriano yoruba, classe 1934, artista poliedrico e intellettuale impegnato, primo premio Nobel africano per la letteratura, nel 1986. In occasione delle sue visite autunnali in Italia − al Festivaletteratura di Mantova,...

Arte contemporanea in Nigeria

Proseguiamo la collaborazione con Another Africa con il terzo articolo tratto da Tracing Emerging Artistic Practice, dedicato questa volta alla scena artistica della Nigeria.  Buona lettura.   lettera27 English Version         Houghton Kinsman     Le connessioni tra la produzione artistica locale e l’arte della diaspora   Nota come il “gigante africano”, la Nigeria ha un’alta densità di popolazione e un’economia in crescita, grazie ai giacimenti di petrolio. Il paese vanta anche una lunga e ricca storia culturale, con una tradizione artistica moderna rappresentata, tra gli altri, dall’opera pionieristica di Aina Onabolu, e una scena contemporanea che risale ai primi anni Cinquanta. Circondata da paesi con una tradizione artistica altrettanto interessante, come Senegal, Ghana e Burkina Faso, la Nigeria appartiene a una regione dell’Africa occidentale che oggi trabocca di possibilità.   In un’intervista del 2015 pubblicata sulla rivista Art South Africa, Bisi Silva, direttrice del Centre for Contemporary Art di Lagos, in Nigeria, afferma che in Africa...

Tracing Emerging Contemporary Art Practice in Nigeria

We are continuing our collaboration with Another Africa with the third article from their Tracing Emerging Artistic Practice series dedicated to the artistic scene of  Nigeria.  Enjoy.   lettera27 Versione italiana         Houghton Kinsman     Exploring the nexus of Nigeria’s local and diasporic artistic production   Often referred to by some as the “Giant of Africa”, Nigeria has long been home to a large population and an expansive, oil-rich economy. It is also a country that has a deep, diverse and rich cultural history. One that includes a modern art scene pioneered by Aina Onabolu, amongst others, and a contemporary art scene that dates back to the early 1950s. Furthermore, surrounded by countries like Senegal, Ghana and Burkina Faso, all of which possess an equally intriguing artistic tradition, Nigeria forms part of a West African region currently brimming with possibilities.   In a 2015 interview with Art South Africa magazine,  Bisi Silva, director of the Centre for Contemporary Art in Lagos, Nigeria, says of West Africa that, “there is a vibrancy and a dynamism that exists...

La foto del bambino

1. A Stalin viene attribuito questo apoftegma: “La morte di un essere umano può commuovere come caso pietoso. Un milione di morti sono solo statistica.”   Viene in mente questa frase staliniana a proposito dell’effetto travolgente della foto pubblicata il 3 settembre scorso, foto che ormai conoscono miliardi di persone. Perciò non la riproduco qui. È la foto di Alan Shenu, annegato a tre anni davanti alle coste della Turchia, raccolto da un agente turco; un bambino “siriano”, scrivono tutti i media, e non “curdo”, malgrado il fatto che la burocrazia turca abbia modificato, pare, il suo cognome in Kurdi, quasi uno stigma. La propagazione planetaria di questa foto (di Nilüfer Demir) – l’uomo alto e magro con il berretto verde che porta in braccio il corpo di un bimbo con la maglietta rossa e i calzoncini blu – sembra che stia cambiando la storia d’Europa.   Come si sa, la circolazione di questa foto ha fatto cambiare idea nel giro di poche ore a milioni di europei, e ad alcuni dei loro leader politici. In un batter d’occhio si è ribaltata l’immagine...