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Cesare Musatti

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Oggi a Trieste: "Gli esploratori dell'inconscio" / Mio nonno Cesare Musatti

Chi ha nella propria famiglia figure un po’ ingombranti che hanno acquisito una certa notorietà nel loro campo o è irresistibilmente attratto in quell’ambito, in modo un po’ ineluttabile, oppure se ne sta accuratamente alla larga a qualche chilometro di distanza. Io appartengo a questo secondo gruppo, non ho mai letto per intero alcuno dei libri di mio nonno, nemmeno quelli più godibili e “divulgativi” dell’ultimo pezzo della sua vita. Professionalmente mi sono tenuta alla larga sia dalle orme del nonno sia – per non sbagliare: penso però sia stata una scelta saggia – dai percorsi lavorativi di mio padre e mia madre. Di mestiere faccio l’avvocato giuslavorista, di psicoanalisi e di psicologia so molto poco e quel che so lo ho appreso, potrei dire “per osmosi”, da mio nonno, da mio padre – che ha fatto lo stesso mestiere del nonno –, e da tutto quanto si è sempre respirato in casa mia.  Ho attinto da ricordi miei personali; altri ricordi li ho presi a prestito dai figli del nonno: mia madre e mio zio Riccardo.   Sono passati quasi trent’anni dalla morte del nonno, avvenuta il 21 marzo 1989. Lui avrebbe compiuto di lì a poco 92 anni, io non ne avevo ancora compiuti 21. Con...

Ascona Arte e Perturbante / Il perturbante e la bellezza

Nel 1919, all'indomani della prima guerra mondiale che fu occasione di grandissima paura reale e concreta, Sigmund Freud scrisse un saggio dal titolo Das Unheimliche (Il perturbante, in Sigmund Freud, Opere, a cura di Cesare Musatti, trad. it. modificata di Silvano Daniele,Torino, Bollati Boringhieri, vol. 9, 1977, pp. 77-114) che molti conoscono, qualcuno no. In quel testo Freud elencava otto cause di paura irrazionale presenti nel campo estetico, osservando anche che fino a quel momento poco l'estetica si era curata di tali sentimenti «repellenti e penosi», preferendo occuparsi del bello, del sublime e dell'attraente.    Nel saggio del 1919 Freud esponeva otto cause di ciò che intendeva con l'aggettivo unheimlich: unheimlich è ciò che causa la paura irrazionale, non scatenata da minaccia reale, come di catastrofe naturale, per  esempio; una paura senza oggetto, che si sottrae alla ragione. Le otto cause sono:   1) oggetti inanimati scambiati erroneamente per animati (bambole, oggetti di cera, pupazzi, automi, membra isolate) = quando qualcosa che non sia vivente si rivela troppo simile a ciò che è vivo; 2) oggetti animati che si comportano come se...

Giancarlo Lunati, un manager

Giancarlo Lunati accoglieva il visitatore nel salotto della sua abitazione milanese dalle parti del Tribunale mostrandogli le foto di Benedetto Croce e Adriano Olivetti, insieme a una targa che celebrava la tiratura record raggiunta da «Il Sole 24 ore» negli anni della sua gestione. Tre simboli a ricordare le principali tappe di una vita ricca di impegni professionali e di occasioni culturali. Dichiarava che «un manager deve avere curiosità intellettuali, deve cercare di non essere mai troppo settoriale». Una certa bruschezza monferrina (era nato a Rivarone nel 1928) lo induceva ad andare al nocciolo delle questioni che riguardavano il suo passato olivettiano, affermando che quello che aveva da dire lo aveva scritto in Con Adriano Olivetti alle elezioni del 1958. Come dargli torto? Nella ricca memorialistica olivettiana, un filone forse non ancora estinto, il libretto di Lunati ha il pregio di fondere riflessione e ricordo, oltre al fatto di essere stato scritto in un periodo, gli anni Ottanta, in cui il mito di Adriano Olivetti era in una fase declinante e andavano spegnendosi gli echi di una stagione irripetibile.   Lunati arriva in Olivetti...

Elvio Fachinelli: il clinico che ridefinì l'osceno

Tempo fa William Buckley rimproverava Allen Ginsberg di comporre opere oscene per via del suo linguaggio; invitato a una trasmissione televisiva gestita dallo stesso Buckley, Ginsberg rispose che oscene non sono le parole, ma le morti durante l'allora guerra del Viet-Nam.   La biografia culturale di Elvio Fachinelli (1928-1989) sembra una genealogia Biblica. Il suo analista fu Cesare Musatti (1897-1989), il quale – considerato uno dei Padri della psicoanalisi italiana – si formò con Edoardo Weiss (1889-1970), il primo psicoanalista  italiano. Weiss era, a sua volta, in supervisione dallo stesso Sigmund Freud. Nonostante le sue origini nobili e ortodosse, Fachinelli fu tra gli psicoanalisti che più cambiarono la psicoterapia in Italia.   In primo luogo rifiutò l'idea di “resistenza del paziente” a favore dell'accoglienza della “persona che frequenta l'analisi”, spostando la responsabilità della terapia sull'"esperto”. Negli anni Settanta nacque e si diffuse la strana idea che se c'è fallimento nella relazione tra il professionista e il suo utente, la...

Walter Fornasa, maestro d'infanzia

Walter Fornasa, scomparso ieri a Bergamo, comincia come maestro elementare, all'inizio degli anni Settanta, in una scuola sperimentale a tempo pieno della provincia di Bergamo. Il suo lavoro lascia il segno.   Da quel momento in Italia si sviluppa un'idea d'infanzia nuova. L'infanzia come fonte della creazione artistica, letteraria, scientifica. Il suo autore, da sempre e per sempre, è Jean Piaget. Non il Piaget tradotto all'italiana, quello delle tappe dello sviluppo, bensì il Piaget che attraversa lo strutturalismo, proponendo una visione ricca e complessa del pensiero logico, che si rifà alle teorie matematiche dei gruppi di trasformazione, per giungere alle procedure, il luogo, la situazione in cui il bambino, piccolo ricercatore, sperimenta la costruzione delle idee e delle relazioni.   Qualcuno diceva allora che Piaget era lo psicologo che si era occupato del rapporto del bambino con gli oggetti, Fornasa ci presentò un Piaget che osservava le relazioni del bambino con gli altri, in primo luogo con i pari. Nell'Ottantasette, su sua proposta, iniziammo a curare e tradurre un'opera essenziale del grande...

Angela Zucconi

“Arrivata all’ultimo tornante della spirale, la sola certezza che ho: siamo nati per crescere dalle nostre radici e dobbiamo fare di tutto per continuare a crescere fino alla fine.” Con queste penetranti parole si conclude l’autobiografia di Angela Zucconi, donna eclettica e combattiva, straordinaria e carismatica, protagonista discreta del nostro Novecento.   Ci sono momenti della storia in cui la coscienza collettiva si coagula intorno a temi “centripeti” sui quali si affannano intelligenze e passioni, come falene nel buio su una fonte luminosa. Uno di questi momenti è stato il dopoguerra italiano, quando i pensieri della resistenza affioravano in superficie come un fiume carsico; quando la libertà dall’oppressione sprigionava energie di cambiamento, la voglia di imprese nuove e nuovi orizzonti.   Questa spinta pionieristica, è vero, è rimasta appannaggio di pochi. Non ha trovato il terreno in cui attecchire e fare presa. Al contrario, ha dovuto scontrarsi con una sordità istituzionale e un’ottusità politica in un certo senso inaspettate, e senza dubbio frustranti. Ci...

Intervista video a Giovanni Anceschi

Giovanni Anceschi è un incrocio, un trivio o più probabilmente un quadrivio: arte programmata, scuola di Ulm, grafica di pubblica utilità, insegnamento universitario, dal Dams di Bologna allo Iuav di Venezia. La sua persona ha attraversato, ed è stata attraversata, da mezzo secolo di cultura italiana, quella che ha praticato l’innovazione dei linguaggi e delle forme espressive nel modo più utile e sintetico: mediante il fare. Anceschi rappresenta la linea lombarda, come recita il titolo di un libro del padre, il grande Luciano, filosofo, studioso di estetica. La sua casa nel cuore di China Town, a Milano, è ingombra di scatoloni e pacchi: ha appena ristrutturato ed è ancora per aria. Ci sediamo nella cucina-ingresso-sala, ad un tavolo quadrato. Sopra, in bella vista un pieghevole della mostra che si è appena aperta alla Galleria Nazionale d’Arte Modena di Roma: Gli Ambienti del Gruppo T. Dentro una fotografia che ritrae i giovanissimi Gabriele Devecchi, Davide Boriani, Gianni Colombo e lui. Tengono tra le mani un lungo tubo di plastica. In alto, in un ovale, Grazia Varisco, che s’unì in seguito....