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Cino Zucchi

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Monditalia e Innesti: una dissociazione propositiva?

In psichiatria il termine “dissociazione” indica un disturbo tipico della schizofrenia caratterizzato dalla scomparsa dei normali rapporti associativi delle idee. Tale reazione è ciò che avviene all’interno della 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, quando, dopo aver visitato l’esposizione allestita all’interno delle Corderie – Monditalia - si accede al Padiglione Italia, dedicato al tema degli Innesti.   Le più interessanti esposizioni di Monditalia riescono a interpretare in modo intelligente tematiche e contraddizioni che hanno caratterizzato e attraversano il nostro Paese e che sono emblematiche di questioni che in realtà oltrepassano i meri confini italiani.   Lo studio Folder si domanda ad esempio qual è diventato oggi il significato della nozione moderna di confine; gli stARTT s’interrogano sui modi con cui l’economia e la politica europee influiscono sul destino di quel patrimonio pubblico su cui si è strutturato il modello urbano europeo stesso; Argot e Marco Biraghi mostrano invece attraverso la costruzione di Zingonia, lo scontro tra...

stARTT, Il Fantasma del Nolli e Astrapae

Si può pensare un ambiente naturale, progettato dall’uomo e segnato dalla sua presenza, che non sia per questo modificato o trasfigurato da questa stessa presenza? È la domanda che sta dietro alla filosofia di stARTT, Studio di Architettura e Trasformazioni Territoriali, nato a Roma nel 2008 e di cui fanno parte Simone Capra (1978), Claudio Castaldo (1978), Francesco Colangeli (1982) e Dario Scaravelli (1981), vincitori della prima edizione del Premio YAP al MAXXI con il progetto whatami, di cui tutti ricordano le luminarie rosse a forma di papavero. Nel 2013 stARTT ha poi partecipato alla Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzen e Hong Kong. Un passo dopo l’altro quest’anno sono stati invitati alla quattordicesima edizione della Biennale di Architettura Veneziana, sia nella sezione Monditalia di Fundamentals, curata da Rem Koolhaas, che nella mostra Innesti, curata da Cino Zucchi, con due progetti distinti. Il primo, Il fantasma del Nolli, è dedicato a un luogo emblematico della storia romana e, in termini allargati, italiana; testimone delle trasformazioni del suo tessuto urbano, di quello sociale, e della gestione della crisi...

Milano caput Italiae

La tradizione non è altro che la storia di una serie di trasfigurazioni nuove delle cose. (Massimo Bontempelli, Tradizione, 1934)     Il Padiglione Italia della 14. Mostra Internazionale di Architettura, curato quest'anno da Cino Zucchi, affronta il tema proposto dal curatore Rem Koolhaas, Absorbing Modernity 1914/2014, attraverso il tema dell'innesto. Ad aprire il racconto di Zucchi è proprio un innesto: l'Archimbuto, portale e segno collocato direttamente sulla facciata delle Tese delle Vergini, ponendosi a confronto con le Gaggiandre dell'Arsenale veneziano, di attribuzione sansoviniana.   Una sezione introduttiva conduce il visitatore verso i tre nuclei tematici dell'esposizione: Milano come laboratorio del moderno, il paesaggio contemporaneo dell'architettura italiana e l'Expo Milano 2015. Il percorso espositivo si conclude nello spazio esterno con il Nastro delle Vergini. Qui Zucchi recupera la grande scritta metallica del vecchio Padiglione Italia e ne fa il punto di partenza per un nastro, dello stesso metallo dell'Archimbuto, che prende diverse forme snodandosi fra gli alberi del giardino. Il Nastro...

Le belle e le bestie: Zucchi e Chiara

Al giorno d’oggi l’architettura è diventata oggetto dell’interesse di molte persone. Non che negli ultimi tempi sia considerevolmente aumentato il numero degli appassionati o degli esperti. Piuttosto è cresciuta la nostra attenzione nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. E con sempre maggiore frequenza il nostro habitat “naturale” è l’ambiente urbano, costituito essenzialmente di edifici.   Gli edifici che ci circondano nella maggior parte dei casi ci lasciano indifferenti; in qualche occasione riescono a entusiasmarci; in molte altre hanno la capacità di ferire la nostra sensibilità. Con una forza che solo l’architettura – in quanto “arte” sociale e spaziale – possiede, essa è in grado di comunicarci un senso di esaltazione e di pienezza, ma anche di disturbarci, se non addirittura di urtarci letteralmente, di rovinarci la vita. Se alla prima categoria di edifici appartengono rari ma preziosi splendori, la seconda è invece pullulante di insopportabili orrori.   Al di là di ciò ch’è immediatamente intuibile,...

Le belle e le bestie: Zucchi e Ligresti

Al giorno d’oggi l’architettura è diventata oggetto dell’interesse di molte persone. Non che negli ultimi tempi sia considerevolmente aumentato il numero degli appassionati o degli esperti. Piuttosto è cresciuta la nostra attenzione nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. E con sempre maggiore frequenza il nostro habitat “naturale” è l’ambiente urbano, costituito essenzialmente di edifici.   Gli edifici che ci circondano nella maggior parte dei casi ci lasciano indifferenti; in qualche occasione riescono a entusiasmarci; in molte altre hanno la capacità di ferire la nostra sensibilità. Con una forza che solo l’architettura – in quanto “arte” sociale e spaziale – possiede, essa è in grado di comunicarci un senso di esaltazione e di pienezza, ma anche di disturbarci, se non addirittura di urtarci letteralmente, di rovinarci la vita. Se alla prima categoria di edifici appartengono rari ma preziosi splendori, la seconda è invece pullulante di insopportabili orrori.   Al di là di ciò ch’è immediatamente intuibile,...