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Cornelius Gijsbrechts

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Omar Calabrese. L’arte del trompe-l’œil

Uno squarcio in trompe-l’œil disegnato sull’imponente muro che separa Gaza da Israele, posto un po’ rialzato da terra, apre su un cielo incredibilmente azzurro, un mare blu e verdi palme. Luoghi paradisiaci: niente guerra né campi profughi al di là.Davanti a questa provocazione realizzata nel 2005 dallo street artist londinese che si fa chiamare Banksy, e della cui vita e identità reale si sa poco o nulla, quello che viene voglia di fare è di mettersi sulle punte, come i bambini: per vedere se sia possibile guardare meglio, affacciarsi di più, saltare al di là. La stessa sensazione che deve avere avuto il ragazzino del dipinto di Pere Borrell del Caso che varca il confine della tela, appoggia le mani e il piede sulla cornice, si guarda in giro con circospezione e si prepara a saltare fuori, per fuggire. Fuggire come noi dal grigio di cemento e come i bambini da una realtà tutta già data.  Per riflettere sull’effetto dirompente di questi squarci di colore non basta mettere a tema il carattere provocatorio del messaggio, né la natura ai margini del graffitismo, ma è necessario considerare il rapporto finzione-realtà che sia l’anonimato d’artista che la tecnica trompe-l’œil...

Tannhaüser, pittore modernista

Esco dall’Opéra Bastille di Parigi dopo aver visto e sentito il Tannhäuser di Richard Wagner con la regia di Robert Carsen, una ripresa della rappresentazione del 2007, interrotta allora da una serie di scioperi del personale tecnico. Per alcuni giorni i motivi wagneriani interferiscono con i miei pensieri finché, abbassatasi la marea emotiva, resta a galla una domanda assai meno seducente, una domanda sul destino del modernismo. Provo a riformularla così: se dovessi individuare un emblema del modernismo nel campo delle arti visive, non esiterei un attimo a indicare il quadro da cavalletto. Se dovessi però specificare l’arco storico in cui s’inscrive questo emblema, non avrei altro che risposte balbettanti quando non contraddittorie.     La crisi della pittura da cavalletto   Da una parte, il quadro da cavalletto entra in crisi sin dalla costituzione stessa del modernismo, come testimonia il titolo di un testo conciso e cruciale del critico americano Clement Greenberg, La crisi della pittura da cavalletto (1948). Dall’altra parte, non solo la pittura da cavalletto sopravvive al postmodernismo ma,...