Categorie

Elenco articoli con tag:

fake news

(6 risultati)

Giovanni Ziccardi / Tecnologie per il potere

Oggi l'autore Giovanni Ziccardi dialoga con Giulio Giorello, alle ore 14.00, Sala George Eliot (Bookpride, Milano).   In apparenza il saggio di Giovanni Ziccardi Tecnologie per il potere (Cortina, Milano, 2019, 16 €) è un manuale che insegna – ce lo dice il sottotitolo – “Come usare i social network in politica”. Dalle vittorie di Obama e Trump negli USA, dall'esito a sorpresa del voto su Brexit, dalla resistibile ascesa del Movimento 5 Stelle e dalla “Bestia” che inonda i social con i “Selfini”, abbiamo imparato che senza un'efficace e costosa task force in grado di gestire la comunicazione con tattiche di “propaganda paramilitare” (p. 206) un leader politico verrebbe immediatamente spolpato dalla campagna elettorale permanente che caratterizza la fast politics nella quale ci dibattiamo. Le cose che un politico deve sapere per reggere la competizione sono davvero tante e spesso costose. In primo luogo è necessario sapere che la rete cambia molto velocemente. Ziccardi individua tre fasi. La prima è “connessa all'idea romantica (…) che i computer potessero – e dovessero – servire per migliorare la vita dell'essere umano, soprattutto in rapporto alla società nella quale l'...

Facebook-Cambridge Analytica / Cosa avrei chiesto a Mark Zuckerberg

“Per risolvere i problemi di Facebook ci vorranno anni”, ha dichiarato Mark Zuckerberg quando ha iniziato a rendersi conto della gravità del bubbone Cambridge Analytica, lo scandalo che gli  ha fatto mettere la giacca e la cravatta prima di sedersi sul banco degli imputati davanti al Congresso USA. Per capire i problemi di Facebook bisogna fare un passo indietro, non basta risalire al 2013, quando è stata fondata Cambridge Analytics.    Se servono anni per risolvere questi problemi, quando sono iniziati?   Forse bisogna tornare ai primi anni Duemila, nell'Era dell'Innocenza della Rete, quando ancora non esistevano i social network e la rete era una Zona Temporaneamente Liberata: avevamo tutti diritto di parola e “uno valeva uno” (almeno in teoria). Vivevamo in un'anarchica Era dell'Ingenuità, con i forum senza moderatore, l'anonimato, gli pseudonimi fantasiosi e provocatori. La sgangherata utopia della rete aveva qualche difetto: il fenomeno “zero comments”, dove tutti parlano e nessuno ascolta; la “fine dell'esperto”, ovvero l'incompetenza al potere; infine l'imperversare di troll, haters e molestatori vari.  Chi gestiva un forum “aperto”, o lo ospitava,...

Nessuno le fermerà / Leggende metropolitane, rumors e fake news

Nel luglio 2005 Londra fu teatro di un attacco terroristico islamista, che uccise cinquantadue persone. Subito dopo a Roma si diffuse una voce secondo cui i jihadisti avevano avvelenato gli acquedotti della Capitale. Il sindaco di Roma dell’epoca, Walter Veltroni, smentì sdegnato la notizia, stigmatizzando coloro che l’avevano messa in circolazione. Allora non si era imposto il termine fake news, si parlava di leggende metropolitane (calco dall’inglese urban legends), ancora prima si parlava di rumors, ma di fatto sono nomi diversi per la stessa cosa. L’unica differenza, che alcuni sopravvalutano, è che prima di internet le fake news circolavano essenzialmente da bocca a orecchio, mentre ora circolano da tastiera a monitor. Se si racconta una leggenda metropolitana al bar dello Sport di Roccasecca, subito essa impatta magari dieci persone. Se si scrive su Facebook una leggenda identica, impatta subito centinaia o migliaia di persone allo stesso tempo. Grazie a internet, la piazzetta del villaggio si allarga a dismisura, ma i discorsi sono sempre quelli che si fanno nelle piazzette dei villaggi. I meccanismi profondi che generano “le voci” sono sostanzialmente gli stessi, secoli fa...

Con la vestaglia o con lo smoking? / Un manifesto critico contro pigrizia e stupidità

Secondo una recente indagine Demos-Coop, il 56% degli italiani ha considerato “vera una notizia letta su internet che poi si è rivelata falsa”. Il 23% “ha condiviso in rete contenuti per scoprire successivamente che erano infondati”.  Un dato ancora più inquietante: a credere alle fake news sono più volentieri le persone con titolo di studio medio (42%) o alto (49%) che basso (7%); lo stesso accade con le condivisioni. Le principali vittime (ma anche i complici) delle fake news sono i giovani istruiti, sempre più connessi e attivi anche attraverso gli smartphones (demos-coop, Osservatorio capitale sociale – 57 – I media, internet e le fake news, 18 dicembre 2017). È un sintomo di quello che Jean-Claude Michéa aveva definito il “progresso dell'ignoranza”: “nei paesi più industrializzati la popolazione scolastica è sempre più permeabile ai differenti prodotti della superstizione (dalla vecchia astrologia al moderno New Age), (...) la sua capacità di resistenza intellettuale alle manipolazioni dei media o alla massificazione della pubblicità diminuiscono in modo inquietante” (Jean-Claude Michéa, L'insegnamento dell'ignoranza, Metauro, Pesaro, 2004, p. 14, n. 4). Andare a scuola...

Cosa ricorderemo? / La fine della memoria

Nel 1968 Andy Warhol pronunciò la celebre frase: “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”. Era una profezia, e come tale non bisognava prenderla alla lettera. Non è vero che tutti sono diventati famosi; ma è evidente che la sostanza e le motivazioni della fama sono cambiate radicalmente, nella seconda metà del ‘900. Prima di allora si diventava famosi per azioni meritorie o malvagie; oggi i media confezionano celebrità il più delle volte immotivate e dalla consistenza esilissima. Spesso si gode di popolarità mondiale senza una ragione, come suggerisce una folgorante battuta che gira sul web: “Paris Hilton è famosa perché è famosa”. Warhol non conosceva ancora internet e la sua bulimia comunicativa. Viveva in un mondo in cui le comunicazioni di massa erano un sistema gerarchico e verticale, lontano dall’orizzontalità (democratica o populista, a seconda delle opinioni) della rete. Perciò credo che oggi Warhol completerebbe la sua frase più o meno così: “Tutti saranno famosi per 15 minuti; ma nessuno, dopo, si ricorderà di loro”.  Io sono un autore e il tema della memoria mi angustia. Mi chiedo, per esempio, se altri registi, scrittori, artisti, compositori si fanno la...

Notizie sensazionali e ansiolitici / Post-verità. Non contraddire le emozioni

Immaginiamo per un momento di imbatterci, in una qualunque pagina web d’informazione, con questa notizia: «Trovato un colombaccio del peso di un chilo e mezzo». Quanti apriranno il link? Qualcuno sì, certo: per una generica curiosità, per genuino interesse verso gli uccelli o i columbiformi, per concreto interesse economico (i colombacci si mangiano, potrebbe esserci un business), per distrazione, per automatismo, per noia. Ad altri – ai più – balenerà alla mente una qualunque variante di ecchissene…, una mezza smorfia, e passeranno oltre. Immaginiamo ora che la notizia sia «Trovato un colombaccio del peso di 20 kg». Anche senza sopravvalutare l’attrazione dell’utente medio del web per i colombacci, possiamo supporre che ad aprire il link sarebbero questa volta molti, molti di più, perché l’annuncio suonerebbe sbalorditivo – pur se, con ogni evidenza, falso. Intendiamoci: non so se sia mai esistito un colombaccio del peso di un chilo e mezzo, se fosse vero sarebbe una notizia straordinaria, visto che di solito pesano poco più di un terzo. Ma pochi se ne renderebbero conto. L’idea di un colombaccio di 20 kg, invece – qualcosa a mezza via fra un albatro e un deltaplano – colpisce...