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Gabriella Caramore

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21 settembre 2020 / OGR | La cura del mondo

L'assoluta egemonia di una prospettiva economicistica ha avuto come prima conseguenza quella di sfaldare la possibilità di legame sociale e di promuovere una visione individualista e competitiva. Negli ultimi anni risultano evidenti i costi culturali e sociali, ma anche economici, di una modalità consumistica di abitare il mondo che non interroga le conseguenze del suo agire. Il riscaldamento globale appare come un’ultima chiamata, un invito non a operare correzioni parziali e aggiustamenti, ad adottare nuove strategie, ma a cambiare radicalmente la prospettiva e l’orizzonte di senso. Parlare di cura significa parlare di responsabilità comuni, di legami, di contaminazioni. È essenziale che il discorso torni ad abitare il mondo e che lo faccia partendo da una messa a tema dei nodi che testimoniano lo sfilacciarsi del discorso sociale.   Abbiamo organizzato, alle OGR di Torino, quattro incontri che provano a annodare un’idea astratta di cura del mondo a una messa a tema dell’altro fuori di noi e della relazione come condizione di possibilità di una partita necessaria.   21 settembre, 18.30 Gabriella Caramore | Il tempo ultimo   29 ottobre, 18.30 Melania Mazzucco...

La differenza del cristianesimo / Resurrezione: mito o mistero?

Nel dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio Salita al Calvario del 1564, si scorge a fatica, al centro di una scena super affollata, Gesù salire al Calvario nell'indifferenza generale. Si fatica a vedere la sua piccola figura e la grande croce che trascina con sé. Tutt'intorno a lui brulica una folla indifferente, affaccendata nelle proprie attività. Il clima è festoso, non sembra profilarsi alcuna tragedia all'orizzonte. In primo piano, tre donne piangono, consolate da un giovane che sappiamo essere Giovanni, l'apostolo. Ma le quattro figure sembrano fuori posto, quasi fossero dovute perché non si dà la Passione senza le donne piangenti e Giovanni.  Inizia da qui l'itinerario che Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa percorrono nel loro ultimo libro, Croce e Resurrezione (il Mulino), pubblicato nella collana 'Icone. Pensare per immagini' diretta da Massimo Cacciari. Come suggerisce il titolo, il libro è diviso in due parti. Nella prima, dedicata alla passione e crocefissione di Cristo, Maurizio Ciampa commenta la Salita al Calvario accostandola anche a diverse altre raffigurazioni dello stesso soggetto: da Hieronymus Bosch, col suo Cristo portacroce del 1515 – in cui il volto di...

Sulle tracce del bene con Gabriella Caramore, Maurizio Ciampa / La vita non è il male

Esiste il bene? Che cos'è? Come si diffonde? Si impara? Si chiedono questo, e molto altro, Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa autori del saggio La vita non è il male (Salani Editore), un'indagine alla ricerca del bene e delle sue tracce in un mondo e in un tempo, i nostri, che venendo dopo un secolo che è stato il più sanguinario della storia avrebbero dovuto, così si sperava, essere stanchi di sangue e crudeltà. Avremmo dovuto imparare dalla storia almeno qualcosa. E invece, abbiamo visto con incredulità e sgomento ricominciare la stessa tragedia, così silenziosa e piena di ragionevolezza, all'inizio…: file di uomini, donne e bambini vestiti poco e male, sotto la neve, in attesa di una scodella di cibo. È uno spaesamento quello che ci coglie. Cosa stiamo vedendo? In che epoca siamo? Sono ebrei, zingari, dissidenti politici? Siamo nella Germania hitleriana? Dove siamo? Non lo so, non lo ricordo, ma siamo oggi e quelli sono gente in fuga dai loro paesi, per molti e diversi motivi. È un'immagine che mi ha fatto paura. Non temo che i profughi ci portino via le cose, le ricchezze, il lavoro, lo spazio; temo che ci portino via l'illusione che avevamo di essere migliori dei nostri...

Virtù inutili?

Che cosa sono la pazienza e la perseveranza? A cosa servono? Sono ancora praticabili e utili oggi?   Prendono avvio da queste domande due brevi saggi, Pazienza e Perseveranza scritti, rispettivamente, da Gabriella Caramore, ideatrice e conduttrice della trasmissione di cultura religiosa di RAI3 Uomini e Profeti, e dal filosofo Salvatore Natoli, pubblicati dall'editrice il Mulino, in una nuova collana, Parole controtempo, che invita a ripensare la contemporaneità attraverso parole importanti e poliedriche, ma usurate e ora quasi inascoltabili.   Seguendo l'etimologia della parola, Gabriella Caramore ne mette in luce i significati e le sfumature e già nel titolo del primo capitolo, Homo sapiens Homo patiens, rileva come la pazienza sia indispensabile perché qualcosa prenda vita e si evolva. Titolo suggestivo, questo, che ne richiama un altro, Homo Patiens. Soffrire con dignità, (Queriniana, 2011), dello psicologo Viktor Frankl, fondatore di un metodo di cura, la 'logoterapia', basato sulla teoria che, insieme alla pulsione sessuale (Freud) e all'istinto di potenza (Adler), nell'uomo agisca anche un inconscio...

Come un bambino

Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
 e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
l o sai che i papaveri son alti, alti, alti, che cosa ci vuoi far:   Tutti siamo stati quei Piccoli circondati da figure a volte paurose a volte amorose che sono i Grandi. La condizione infantile rappresenta il nostro rapporto con l’umano, tanto nei paesi dove il movimento vociante dei bambini è un sottofondo, quanto in città di figli unici come l‘Italia con un tasso di natalità fra i più bassi al mondo. In pace come in guerra, i bambini sono il logotipo. Se scaviamo nella memoria, ci accorgiamo che spesso il ricordo bellico si è fissato intorno ad un’istantanea che minaccia il cucciolo dell’uomo: il bambino del ghetto di Varsavia, la bambina vietnamita bruciata dal napalm, il ragazzino di Soweto con l’amico morto tra le braccia, il padre palestinese che non riesce a proteggere il figlio, i bambini afghani, iracheni, con le flebo e le stampelle. Sono ritratti per dire basta alla escalation del conflitto, per scuotere le opinioni, per commuovere – sono sempre loro i marchi delle raccolte fondi.   In Come...

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