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Gino Roncaglia

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La fine del libro?

Alcuni giorni fa Luca Sofri ha pubblicato sul suo blog Wittgenstein un breve post dedicato al tema molto dibattuto della "fine del libro". Nonostante l'argomento sia indubbiamente importante nel contesto del nostro presente culturale, credo che alcune delle posizioni assunte da Sofri prestino al fianco a obiezioni la cui discussione può risultare interessante. Ne faccio un elenco di seguito. Molte delle idee che espongo possono essere rintracciate e approfondite in almeno due testi dei tanti pubblicati sull'argomento nel corso degli ultimi trent'anni: uno è un classico, Lo spazio dello scrivere di Jay David Bolter (ed. italiana Vita&Pensiero, 2002), mentre l'altro è un testo più recente (Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro, Roma, Laterza, 2010). Una prospettiva più ampia sulle relazioni tra forma del testo, forma del libro e mente può essere reperita in un altro classico del tema, Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola di Walter J. Ong (ed. italiana Il Mulino, 1986).   1. Il libro non è più l'elemento centrale della costruzione della...

Contro il colonialismo digitale. Una risposta

Un autore che volesse capire se quello che scrive “funziona” ha diversi “indicatori” a sua disposizione, molti dei quali assai brutali e quantitativi (numero di citazioni, di pagine web che parlano di quello che hai scritto). E anche quelli qualitativi sono un po' rischiosi. Uno va volentieri alla ricerca di messaggi entusiastici, e scrolla le spalle quando trova il post cattivo. Contro il colonialismo digitale è per me un libro sofferto; quale non lo è, si dirà, ma questo lo è stato particolarmente, dato che sono uscito dall'universo descrittivo che mi è più consono per affacciarmi a quello normativo. E se si è normativi su un tema come quello del digitale il pericolo della polarizzazione è fin troppo evidente.   Se il libro ha funzionato, mi sembra, è proprio nel fatto che chi si è pronunciato sul tema che affronto non ha concepito la nostra conversazione come un “dibattito”. Cito spesso e volentieri una frase di Chomsky che sostiene che i dibattiti sono istituzioni profondamente irrazionali; per come sono fatti, obbligano i “contendenti” ad...