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Giuseppe Pontiggia

(9 risultati)

Ovvero le fiabe e il terrore del mondo / Maledetto di un gatto

Alcuni mesi fa, alla fine di un incontro che ho tenuto a Zurigo sui libri illustrati per l’infanzia mi si è avvicinata una signora esprimendomi la sua ammirazione per alcune poesie di Silvia Vecchini incentrate sul tema della fiaba, da me lette durante la conferenza dalla raccolta In mezzo alla fiaba, edita da Topipittori nel 2015. La signora ha poi aggiunto che, tuttavia, non sempre le fiabe sono letture adatte ai bambini, poiché alcune propongono una morale diseducativa. E mi ha portato a esempio Il gatto con gli stivali, fiaba che a suo avviso esalta la la furbizia e l’inganno come fattori di successo. Con diplomazia, ho replicato che fortunatamente le fiabe, che sono testi letterari complessi, non hanno una sola chiave di lettura e pertanto si possono leggere in modi diversi. La signora ci ha pensato su qualche istante e poi ha confermato che, in effetti, ripensandoci, quando da piccola ascoltava Il gatto con gli stivali non pensava affatto alla sua morale, cosa su cui si sofferma solo oggi, da adulta. In seguito, ho ripensato a questo dialogo in parte perché, in effetti, l’ammissione della signora dell’indifferenza di lei bambina alla morale del Gatto con gli stivali mi pare...

Anniversari / Giuseppe Pontiggia, uno sconfinato amore per la ragione e la letteratura

Giuseppe Pontiggia se ne è andato, quindici anni fa, lasciandoci pagine di rara profondità intellettuale, illuministica passione per la ragione, abilità di scrittura e cordiale fraternità. Tra i suoi libri più importanti: L’arte della fuga, Il giocatore invisibile, Il raggio d’ombra, La grande sera, Nati due volte, Prima persona. La sua biblioteca, 45.000 volumi, e le sue carte sono custodite dal 2004 a Mendrisio in Svizzera. Il Comune di Milano aveva sciaguratamente rinunciato alla possibilità di conservare e far conoscere gli strumenti di cultura e di lavoro di uno dei nostri maggiori scrittori, nato a Como il 25 settembre 1934 e scomparso a Milano, il 27 giugno del 2003.   Questo testo è la trascrizione di un nostro dialogo, avvenuto il 22 marzo del 2001, presso la biblioteca di Cornate d’Adda (MI). Il bibliotecario, Stefano Tamburrini, lesse alcuni brani del libro Nati due volte con una sobrietà che piacque molto al suo autore, senza l’enfasi di certi teatranti. Fu una bella serata, qualche tempo dopo Pontiggia mi scrisse: “…un incontro che mi è rimasto nella memoria e nel cuore.” Pontiggia parlava sempre con la stessa precisione e chiarezza con la quale scriveva: salvo...

Conversazioni sullo scrivere / Giuseppe Pontiggia. Dentro la sera

«Buonasera. Sono Giuseppe Pontiggia e mi accingo a iniziare con voi un’avventura che durerà cinque settimane; il tema delle nostre conversazioni sarà lo scrivere, i problemi dello scrivere, le modalità e i percorsi dello scrivere». Così inizia Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere, un programma radiofonico andato in onda su RAI-Radio Due nel 1994 le cui trascrizioni sono state raccolte e pubblicate da Belville Editore. Su invito di Aldo Grasso, Pontiggia accompagna gli ascoltatori in un’escursione nel campo aperto della scrittura, un itinerario in venticinque tappe percorribile sulla traccia delle registrazioni o muovendosi tra le pagine del libro, con una riscrittura che si impegna a non tradire il colore, il ritmo e l’intensità del parlato radiofonico e ricalca esitazioni, rincorse, slanci, sospensioni e spazi aperti alla contemplazione.   L’oggetto delle conversazioni è lo scrivere inteso come addestramento critico, ricerca, relazione, corpo a corpo con linguaggio. La scrittura creativa di cui tratta Pontiggia prevede la frequentazione ravvicinata di una materia organica e talvolta imprevedibile, che cresce, matura, germoglia, muta. Lo stesso aggettivo “creativa” è...

La mia pubblicità / René Magritte ha fatto spot

È in uscita presso l’editore FrancoAngeli il volume di Emanuele Pirella La mia pubblicità, prima raccolta degli articoli scritti dal più importante pubblicitario italiano. Anticipiamo dal volume, curato da Vanni Codeluppi, un articolo su René Magritte.       Aggirarsi per le sale di una galleria o di un museo, tra le tavole di René Magritte, dà la sensazione di trovarsi altrove. Non tra i quadri di un’esposizione, sembra di essere, ma in una grande libreria. L’intera tavolozza dei colori di Magritte, quei malva, quei verdi acidi, quelle inarrivabili combinazioni di lilla sembrano la collezione autunno-inverno delle ultime sfilate di novità presentate dalle edizioni Adelphi. Ma, ancora più curiosamente, a guardare i dipinti, vengono subito alla mente più i nomi di tanti scrittori che non quello del pittore belga. Cosa ci fanno qui le copertine dell’Arte della fuga e dell’Isola volante di Giuseppe Pontiggia? E perché quelle illustrazioni si fanno chiamare La battaglia delle Argonne e Il vaso di Pandora? Girando lo sguardo, si percorre la storia della letteratura del Novecento. L’ultimo Calvino assorbe, annulla totalmente Il castello dei Pirenei. E così Elias Canetti...

Edgar Morin. Insegnare a vivere

Il novantaquattrenne Edgar Morin, sociologo e filosofo, ci consegna l’ultimo saggio di una trilogia dedicata all’educazione. Insegnare a vivere (Cortina 2015), come i precedenti La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro (Cortina 2000 e 2001), non è un’opera pedagogica né una proposta di riforma del nostro sistema scolastico ma un suo radicale superamento. A indicare l’urgenza della proposta di Morin, due domande in esergo al libro chiudono ad anello le sorti dell’umanità e il destino del nostro pianeta: “Quale pianeta lasceremo ai nostri figli?” (Hans Jonas) ci richiama alla responsabilità nei confronti di quel prossimo che sono le generazioni future; “A quali figli lasceremo il mondo?” (Jorge Semprùn) affida la responsabilità all’insegnamento educativo che fin d’ora dovremmo attivare. L’intreccio fra l’umano e il naturale è ormai diventato un gaddiano garbuglio; gli oggetti con cui conviviamo sono sempre più ibridi, direbbe Bruno Latour, dove si fa indistinto il confine fra quanto è prodotto da noi e...

Giuseppe Pontiggia: dieci anni senza

Dieci anni fa moriva Giuseppe Pontiggia, nel momento in cui, dopo il successo di Vite di uomini non illustri (1994) e soprattutto di Nati due volte (2000), la sua opera e la sua autorevolezza culturale e morale avevano ottenuto un vasto e meritato riconoscimento anche in campo internazionale. Oggi parlando con giovani scrittori e critici capita di scoprire che la maggior parte non ha letto una sua pagina, e che alcuni nemmeno l’hanno sentito nominare. E anche chi lo ha letto e conosciuto e stimato ne parla sempre meno, a parte le celebrazioni ufficiali, e talvolta ridimensionandone eccessivamente l’importanza senza che si capisca bene perché. Io gli ero amico e lo ammiravo. Non è solo per un atto di doverosa memoria che penso sia opportuno tornare a parlarne.    Pontiggia, nato a Erba nel 1934, ha rivelato una precoce vocazione letteraria che si è poi affinata  alla scuola di Luciano Anceschi e del “Verri”, da cui è nata la neoavanguardia negli anni ’50-’60. Pur condividendo con essa gli assunti di fondo di una critica ideologica del linguaggio, da lui intesa soprattutto come incessante smascheramento di ogni suo uso retorico e mistificante, e di una spiccata...

Canari

Quella del “canaro” è una tipologia umana fortemente connotata, che possiede caratteristiche di immediata riconoscibilità. Sia chiaro: il canaro non è il semplice “padrone” di un cane, ma ne è il correlativo umano, quasi l’interfaccia tra animale e mondo. Così se tutti possono essere padroni, non molti riescono a diventare canari. Per esserlo serve una predisposizione, ma è necessario anche un lungo apprendistato, che si fonda però su un’unica premessa, la consapevolezza dell’unicità di quel rapporto che ci lega all’animale (che per questa via smette anche di essere tale). Il cane diventa così – non senza difficoltà – la parte migliore della vita. Del suo cane il canaro è sinceramente innamorato, e senza esitazione lo antepone a molti suoi consimili o addirittura a tutti. Corollario e sottinteso è che il canaro del cane capisce le sofferenze e le gioie, gli errori e i virtuosismi, sviluppando sintonie segrete soprattutto quando la coincidenza porta ad una convergenza nella “visione del mondo”.   Come spiega Franco...

Erba / Paesi e città

Ci devi arrivare in treno. E poi, dalla banchina, con il profilo del Resegone che chiude a destra il campo visivo, seguire con lo sguardo la linea della ferrovia, i binari che subito dopo la stazione proseguono sotto il ponte, quasi inghiottiti dalle pareti di terreno che si fanno più alte, per poi scomparire dietro la curva, verso quelle montagne che in certi giorni particolarmente tersi potresti proprio giurare che si siano fatte più grandi e più vicine, e che ti consegnino così allo sguardo ogni dettaglio, la forma degli alberi, dei sentieri, dei rifugi.   Ci devi arrivare in treno. E poi, lasciarti alle spalle la piazza, e camminare in salita costeggiando la ferrovia, i Corni di Canzo davanti a te, guardando distrattamente i SUV che ti sfrecciano davanti, e quel cartello “Piazza Padania (ex Piazza Roma)” che campeggia sulle pareti della vecchia stazione, testimonianza fastidiosa di due retoriche che si scontrano sul nulla. Ma è proprio per questo ed è proprio così, arrivando in treno, che puoi prendere Erba da lato, e circumnavigarla piuttosto che attraversarla. Non c’è un’identit...

Torino e i libri. Una scelta politica?

Le classifiche, come le liste, sono fatte per essere discusse, per vedere chi c’è e chi invece ne è escluso, ma soprattutto per capire quale logica presiede alla stesura dell’elenco dei salvati e dei sommersi. Mi sto riferendo alla serie di libri scelti dal Salone del Libro che si apre tra poco a Torino, libri che hanno fatto l’Italia, esposti in una mostra che dovrebbe costituire la base di un futuro Museo del Libro.   Un gruppo di studiosi e professionisti dell’editoria ha selezionato i 150 Grandi Libri e i 15 Super Libri – ovvero, i Best seller e i Mega seller per usare il linguaggio del massmarketing, oggi così consueto. Se la seconda lista, i Super Libri, include i libri che al loro apparire hanno rappresentato una svolta, un cambio di passo nella rappresentazione del nostro Paese, come è detto nella spiegazione che appare nel web, cominciare con Nievo, con le sue Confessioni, è perfetto, per quanto sia un libro postumo e la sua importanza, come capita spesso ai grandi libri, si sia imposta lentamente nel tempo, cosa che è accaduta a Primo Levi di Se questo è un uomo, uscito nel 1947 e...