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Il signore delle mosche

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Un libro di Fabio Fiori / Perché amiamo le isole

“In antico la nesografia era la scienza che si occupava della descrizione delle isole, nesos in greco. Invece questa nesografia è uno zibaldone di frammenti insulari miei e altrui, su cui sono fortunatamente approdato, da cui sono ostinatamente ripartito. Un guazzabuglio mediterraneo, nell’accezione più culturale che geografica “. Sono parole di Fabio Fiori quasi a conclusione del suo Isolario Italiano, storie viaggi e fantasie (Ediclclo editore, 2021). Viaggi da e per isole italiane: in barca a vela, in traghetto, a piedi e in bicicletta ma sempre da e per le isole e poi attraversandole, esplorandole, anche attraverso gli occhi e gli sguardi letterari di altri autori. “Frammenti letterari ma anche storici, geografici, artistici che hanno influenzato il mio sguardo da insulomane. Perché se il viaggio è esercizio di meticciato, le isole sono altari sincretici. Posso assicurare che, per paradosso, le isole sono crocicchi molto più affollati che la terraferma”.   Zibaldone o persino guazzabuglio mediterraneo definisce con modestia Fiori il suo libro. In realtà, partendo da un’osservazione di Franco Farinelli citata dall’autore, il quadro si fa ben più complesso e, per quanto...

Archivi / Valeria Luiselli, Archivio dei bambini perduti

“La storia che voglio raccontare è quella dei bambini che sono scomparsi, le cui voci non possono essere più udite perché sono andate perdute, forse per sempre. Forse, come mio marito, vado anch’io a caccia di echi e fantasmi. Soltanto che i miei non si trovano nei libri di storia e nemmeno nei cimiteri. Dove sono i bambini perduti? E dove sono le due bambine di Manuela? Non ne ho idea, ma so una cosa: se voglio trovare qualcosa, qualcuno, se voglio raccontare la loro storia devo cominciare a cercare altrove.” Archivio è una parola stupenda, me ne piace il suono, mi piacciono le altre parole a cui rimanda: arco, architettura, architrave. Un altro modo di definire archivio è con l’uso del termine scriniàrio (scriniarius, scrinium e quindi scrigno). L’archivio è dunque anche uno scrigno, che aggiunge all’importanza della conservazione anche qualcosa di protettivo, di affettivo. La fascinazione per gli archivi mi accompagna da sempre, mi piace l’idea di un posto in cui si possano trovare le cose – tutte le cose, anche quelle inventate o soltanto immaginate; mi piace che ci sia qualcuno che abbia la cura e la necessaria pazienza di occuparsene. Gli archivi sottoterra, la polvere, la...