Categorie

Elenco articoli con tag:

John Ruskin

(6 risultati)

Note su Comic Strip (Gerhard Richter) / Un catalogo di aberrazioni

Chi scrive queste righe sente il dovere di chiarire una nota d'impiccio: in disegno è sempre stato un disastro. Come affrontare allora il resoconto di questo quaderno d'artista, concepito da Gerhard Richter (Gerd Richter, sulla copertina) nel 1962, intitolato Comic Strip (Walther König, Köln, 2014)? Richter l'ha composto un anno dopo aver lasciato Dresda e la Germania Est per trasferirsi a Berlino, in territorio occidentale. Un addio non facile, ma obbligato, covato a lungo, dalla fine degli anni '50, quando a Kassel vede i lavori di Pollock e Fontana (Documenta II, 1959). Si convince definitivamente dopo un viaggio turistico a Mosca e Leningrado, nel marzo del 1961. In aprile, quando scrive una lettera toccante al suo professore, Heinz Lohmar, è già a Berlino Ovest. Richter si trasferirà quindi a Düsseldorf, per frequentare l'Accademia, famosa come presidio della pittura informale.    Questo a mo' di ouverture. Ma a noi occorre un corso accelerato di disegno. Ci affideremo quindi agli insegnamenti di John Ruskin (Gli elementi del disegno, Adelphi, Milano, 2009, pp. 34-35).  Primo passo – con un righello componi un quadrato:    «Cerca ora di riempire quel...

Le stanze chiuse di Agatha Christie

Nella rubrica Per l’appunto si tratterà di cinema e letteratura di genere, del giallo e del rosa oggi, delle declinazioni del romanzo di formazione contemporaneo e dei motivi per i quali dai diari di cameriere quasi illetterate prendono spunto sceneggiatori di film di successo come Godsford park e della seria televisiva Downton Abbey.   Che la puntata di esordio di una rubrica dedicata soprattutto alla letteratura di consumo muova i suoi primi passi sui tasti della Remington Portable di Agatha Christie non è un caso, ma è l’omaggio doveroso di chi scrive a colei che ha salvato interminabili pomeriggi di domeniche nebbiose, nelle quali la sola speranza era il ritorno a scuola dell’indomani. La scrittrice inglese fu prodiga di storie dove la descrizione di quasi teneri omicidi domestici si alternava a romanzi di spionaggio, a veri e propri gialli polizieschi, con complotti a livello internazionale, spie, agenti segreti, delitti, indagini, detective, cameriere colpevoli e vedove misteriose.       La stessa esistenza della signora che, irrigidita in severi tailleur guarda dalle fotografie che la ritraggono come sul...

Vischio

Bello l’inverno quando contro i cieli chiari s’intrecciano neri i rameggi degli alberi. Tutto è terso, freddo, cristallino. Nel gelo, il vischio (Viscum album) sugge il verde che brilla nei sospesi grappoli e riluce di diafane bacche.   Cespuglio epifita ed emiparassita, nel regno vegetale il vischio è un doppio scroccone: approfitta della pianta ospite per allogarsi e, già che c’è, insinua nel legno gli austori per carpire un po’ di linfa.     L’inverno lo rivela alto sulle latifoglie, in genere rosacee (meli e peri), pioppi e robinie. Con più efficace camouflage colonizza anche conifere (abeti e pini) specializzandosi in funzione degli ospiti. Il genere viscum conta circa 70 specie a foglia persistente; nel bacino del Mediterraneo ve n’è persino a bacca rossa (Viscum cruciatum). Diversa è invece la famiglia del vischio della quercia (Loranthus europaeus Jacq.) dalle foglie caduche e bacche paglierine.   Dimentico del ramo d’oro che a Enea consente il colloquio con il padre defunto, Giovanni Pascoli dedica al vischio un poemetto ossessivo, vampiresco: «...

La Società dei Makers

Giovedì 21 novembre 2013 David Gauntlett presenta alle 16.00 La società dei makers presso la Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano     La società dei makers di David Gauntlett parla, come scrive l'autore nell'introduzione di “cosa succede quando le persone fanno cose”, cioè degli effetti sociali della creatività che emerge dall'uso collettivo delle reti digitali e sociali on line.   La mia introduzione non può essere obiettiva, in quanto traduttore del libro (insieme a Sara Maestro), però posso raccontare, da studioso dei media, perché questo libro è importante e perché mi sono dannato per un anno intero per cercare di trovare un editore disposto a tradurlo. La prima risposta a questa domanda – perché questo libro è importante – la fornisce Stefano Micelli (autore di Futuro Artigiano, sempre per Marsilio), che ha scritto la prefazione al libro e che è la persona grazie alla quale, alla fine, il libro è approdato in Italia. Micelli scrive:     “La rivoluzione tecnologica e...

Oscar Tuazon: arte come abitare

Arte e architettura si incrociano spesso sullo stesso terreno e se i principi che regolano la prima sono labili e mutevoli, quelli che dovrebbero regolare la seconda sono dettati da ragioni specifiche e contingenti: organizzazione dello spazio e necessità di adattamento dell’uomo all’ambiente. Principi che dovrebbero andare di pari passo, ma la cui relazione è talvolta smentita e scardinata da artisti che prendono in prestito le forme dell’architettura e ne privilegiano l’espressione estetica a scapito dell’utilità, o viceversa realizzano opere con una forte connotazione funzionale. La mostra di Oscar Tuazon, in corso presso la Fondazione Giuliani a Roma, vive questa ambivalenza indagando il rapporto tra funzionalità ed estetica e le possibilità di far coesistere scultura, design e architettura.   Oscar Tuazon/Elias Hansen, “Untitled” (Kodiak Lamp), 2008, legno, corda, vetro, lattina, 94 x 27 cm. Collezione Giuliani, Roma. Foto di Giorgio Benni.   Come artista Tuazon si muove dall’arredamento all’ambiente, riassembla materiali di recupero e crea soluzioni per inutili...

Quando è che una cosa diventa un’altra?

Nel 1840 Hippolyte Bayard scelse di fotografare se stesso come annegato, intitolando l'opera Autoportrait en noyé. In un bagno di luce paglierina il corpo esposto sembra impercettibilmente (già) corroso, il viso è calmo, posato vicino a un cappello rotondo di paglia.   Le fotografie dell’esposizione di Roni Horn del 1999 alla Tate Gallery di Londra (intitolata Still water),avevano come oggetto le acque del Tamigi. Ogni foto era stata scattata a distanza ravvicinata e mostrava solo il fiume. Niente sponde, niente presenze umane, solo le acque catturate dallo sguardo di notte, all’alba, nel pomeriggio, con tempi atmosferici diversi. Le acque erano ora trasparenti, ora oleose, ora nere e dense, ora solide e grigie, ora verde chiaro o verde giallo. A volte assomigliavano a una piscina, altre al grasso della balena. Ogni foto era disseminata di numeri che sembravano una schiuma fluttuante sulla superficie dell’acqua, una galassia di costellazioni. I numeri in realtà rimandavano a note a pié di pagina, dove informazioni tecnico-scientifiche sugli annegati si intrecciavano a citazioni letterarie da Emily Dickinson,...

2Array ( )