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Maria Callas

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Una grande retrospettiva alla Casa dei Tre Oci / Mario De Biasi: gli scatti della vita

Ci sono occasioni in cui la storia e le storie si incrociano, si intersecano, circostanze in cui un luogo parla attraverso le immagini che ospita, ed eventi durante i quali le immagini sanno di letteratura e poesia. Queste sono congiunture tanto irreali quanto visibili, tangibili, a usare un modo di guardare a occhio di pesce, simile alla lente dell’obbiettivo, in cui cercare di notare tutto e far star dentro l’inquadratura uno spunto verso l’impossibile. Credo questo fosse, per tutta la sua vita, l’occhio del fotografo Mario De Biasi, e come per lui per tanti altri maestri: trovare la storia, e la Storia, e la bellezza che la racconta nei luoghi più impensati.   Mario De Biasi, Tre Oci, @ Anna Toscano. L’occasione in cui tutto ciò accade è la mostra alla Casa dei Tre Oci: una retrospettiva ricchissima dedicata a Mario De Biasi a cura di Enrica Viganò. In mostra, lungo i 3 piani del palazzo, 256 scatti del Maestro che vanno a coprire il suo lavoro dal 1947 al 2003, tutta la sua carriera di fotoreporter. Molti degli scatti sono inediti e vengono presentati in una stampa vintage, accanto a disegni dell’autore, una grande quantità di copertine di Epoca, per il quale De Biasi...

Poesia. Un affetto e la vita

Ho un affetto più grande di qualsiasi amore su cui esporre inutilizzabili deduzioni – Tutte le esperienze dell'amore sono infatti rese misteriose da quell'affetto in cui si ripetono identiche. Sono legato ad esso perché me ne impedisce altri. Ma sono libero perché sono un po' più libero da me stesso. La vita perde interesse perché si è ridotta a un teatro in cui le fasi di questo affetto si svolgono: e così ho perso l'ebbrezza di avere strade sconosciute da prendere ogni sera (al vecchio vento che annuncia cambiamenti di ore e stagioni). Ma che ebbrezza nel poter dire: "Io non viaggio più". Tutto è monotono perché in tutto non c'è altro che un certo luccichio di occhi, un certo modo di correre un po' buffo, un certo modo di dire "Paolo", e un certo modo di straziare a causa della rassegnazione. Ma tutto è messo in forse dal terrore che qualcosa cambi. In ogni amore c'è una fusione tra la persona che si ama e qualcun altro: ma ciò è naturale. Nell'affetto ciò sembra invece così innaturale: la fusione...

Il padrone della voce

San Calimero, esterno giorno 12 settembre 2013. Michael Chance, brillante controtenore inglese, specialista dei repertori rinascimentali d’Albione si esibisce per Mito insieme a Paul Beier, virtuoso di liuto e tiorba. Lo spazio della chiesa è pienissimo, malgrado siano le cinque del pomeriggio. Il pubblico è assiepato fino ai gradini dell’altare, dove una pedana rossa accoglie i due interpreti.   Chance, noto anche per lavori in teatro, memorabile nella sua performance come Apollo in Death in Venice di Britten, ultimo disco un bel Danyel: Like as the Lute Delights, da poco edito da Stradivarius, avanza a passo di carica. Ha un quaderno in mano e un paio di occhiali: apre la bocca e canta. Mirabili pagine di John Dowland, come il famosissimo Lachrymae e di Henry Purcell, tra cui Music for a While, si susseguono. Il lavoro, notevole per cesello d’analisi e potenza a un tempo, è su ogni intonazione dei testi poetici, in inglese e in latino.   Colpisce la “naturalezza” della sua presenza. Come spesso succede negli eventi in chiesa, le campane recitano il loro credo e non si interrompono. Con un garibaldino “...

...voglio caro Nanni

Io non sono capace di raccontare il Nanni Ricordi pubblico, il discendente della famiglia storica che nei primi ‘800 fondò la leggendaria Casa Ricordi, quella che fece conoscere al mondo la musica di Rossini, Donizzetti, Bellini, Verdi, Puccini e altri, e che nel 1840 mise le basi di ciò che ora viene chiamato diritto d’autore, tutelato in Italia e poi internazionalmente. Il Nanni Ricordi che negli anni ‘50 creò la Dischi Ricordi S.P.A. incidendo il primo disco della Callas, il rampollo dell’alta società milanese un po’ pioniere un po’ visionario che con le sue brillanti intuizioni ha dato spessore alla musica leggera italiana, che ha scoperto, lanciato, collaborato o prodotto alcuni tra i più grandi di quel periodo: Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Michele, Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi, Lucio Dalla, Giovanna Marini, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Ivan Cattaneo, Antonello Venditti, Gianna Nannini, Paolo Conte e altri meno noti. “Che Nanni fosse scopritore di talenti”, ricorda Ennio...