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Roberto Marchesini

(4 risultati)

Soggettività animale tra desiderio ed estasi / L’animale chiacchiera con il mondo

Che cos’è l’animalità? È questo l’interrogativo che intende affrontare Etologia filosofica. Alla ricerca della soggettività animale (Mimesis, 2016), testo in cui Roberto Marchesini mira a scuotere le fondamenta dell’edificio umanistico, sorretto dalla credenza in un sé autarchico, puro e incontaminato. Si tratta di una ricerca che, attraverso un’indagine sui modelli teorici che hanno definito l’animalità, ha l’obiettivo di cambiare radicalmente il modo con cui ci rapportiamo non soltanto agli eterospecifici ma anche a noi stessi.   Etologia filosofica si presenta, dunque, come un’opera di demolizione delle certezze identitarie sulle quali riposa la concezione di “uomo”, accompagnata dalla creazione di un nuovo concetto di animalità. Come afferma Gilles Deleuze in Che cos’è l’atto di creazione (Cronopio, 2010), se la filosofia è quella disciplina attraverso cui fabbricare nuovi concetti, allora possiamo affermare che il saggio di Marchesini si situa all’interno di una cornice prettamente filosofica. Si tratta di una peculiarità della ricerca espressa chiaramente dall’autore: «Il mio intento in questo saggio è […] eminentemente filosofico», afferma Marchesini (Etologia...

Roberto Marchesini / Il cane secondo me

Il libro appena pubblicato da Roberto Marchesini, Il cane secondo me (Sonda), si struttura attorno all’idea che “oggi il cane è condannato a stare sempre al posto di qualcos’altro. Un cane metafora a cui abbiamo tolto la facoltà di parola”. Così, proprio negli anni in cui i cani sono dappertutto, e possono seguirci quasi ovunque, quanto sembra sfuggire è la loro reale identità. E, di conseguenza, il motivo per cui li teniamo al nostro fianco.  C’è chi mi dice: “A che serve un cane?”. La domanda è insopportabile, indubbiamente, anche perché si accompagna all’idea che, se non servi a qualcosa, non hai senso. Ma è anche una domanda che fa germogliare riflessioni, non fosse altro che per sopire insidiosi sensi di colpa. Un cane, in effetti, per come lo tengo io, per come lo teniamo quasi tutti noi, non ha alcuna utilità.    Mi capita sempre più spesso, nella confusione torbida di giornate inzeppate di cosiddetti impegni, di pensare a cosa faccia il mio cane in casa. E null’altro che mi venga alla mente, se non la sua inesauribile e sonnacchiosa attesa di qualcuno di noi, di uno della famiglia. Leo è un Jack Russell di tre anni, focoso, affettuoso, abbaiatore...

Cosa è l'umano?

Aut Aut è una rivista di prestigio internazionale e pur presentando argomenti filosofici, ha trattato argomenti molteplici, dalla sociologia, alla linguistica, fino ad alcune puntate nell'arte. La cura del numero 361 sul Post Umano, è stata affidata a Giovanni Leghissa, che pone la questione se disponiamo di definizioni dell'umano per arrivare a chiedere se siamo sicuri di sapere che cosa sia l'umano?   Il punto di partenza è un ripensamento della tradizione dell'umanesimo. Come sostiene Rosi Braidotti (Braidotti, 2014)[i] l'umanesimo, sta di fronte a noi con la sua autorevolezza oggi aumentata dalle nuove forze gravitazionali del senso: l'eurocentrismo è un sistema normativo ed egemonico, tutti gli umanesimi sono stati imperialisti, e questo paradigma eurocentrico implica una dialettica binaria tra il sé e l'altro. Vi è quindi l'urgenza di progettare ulteriori schemi sociali, etici e discorsivi della formazione del soggetto per affrontare i profondi cambiamenti cui andiamo incontro (Ibidem).   Da qui scaturisce il mio personale interesse per l'altro differente da me, che mi ha portato a...

Canari

Quella del “canaro” è una tipologia umana fortemente connotata, che possiede caratteristiche di immediata riconoscibilità. Sia chiaro: il canaro non è il semplice “padrone” di un cane, ma ne è il correlativo umano, quasi l’interfaccia tra animale e mondo. Così se tutti possono essere padroni, non molti riescono a diventare canari. Per esserlo serve una predisposizione, ma è necessario anche un lungo apprendistato, che si fonda però su un’unica premessa, la consapevolezza dell’unicità di quel rapporto che ci lega all’animale (che per questa via smette anche di essere tale). Il cane diventa così – non senza difficoltà – la parte migliore della vita. Del suo cane il canaro è sinceramente innamorato, e senza esitazione lo antepone a molti suoi consimili o addirittura a tutti. Corollario e sottinteso è che il canaro del cane capisce le sofferenze e le gioie, gli errori e i virtuosismi, sviluppando sintonie segrete soprattutto quando la coincidenza porta ad una convergenza nella “visione del mondo”.   Come spiega Franco...