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Virgilio

(21 risultati)

I settembrini / Gli astri di Virgilio

Vaporosi nuvoli velano i giardini d’autunno: trascolorano dai rosa ai cilestri, si sfrangiano nel bianco e nel porpora, nel violetto o nell’indaco, fin quasi ad esaurire tutte le sfumature del sereno, dall’alba al tramonto. Sono gli Astri Settembrini a dare alcune delle ultime pennellate di una tavolozza che tra poco tenderà ai bruni e ai grigi invernali. Nella gloriosa e innumere famiglia delle Compositae sono preziosi in questo scorcio d’anno quanto gli anemoni giapponesi, i crisantemi e le graminacee, con cui bene si accompagnano. Si tratta qui non delle varietà annuali, come il pur amabile Callistephus chinensis (alias Aster sinensis) dal grande fiore solitario, ma delle erbacee perenni, rizomatose, dai fusti eretti e ramificati, con foglie alterne, lanceolate, e brevi capolini florali le cui stelle, a seconda delle varietà, s’aprono in apice con un giro semplice, semidoppio (ma negli ibridi anche doppio o stradoppio) di ligule e un centro di fiori tubolosi gialli o aranciati.      Facili e di poche pretese, gli Aster sono una risorsa per chi non può occuparsi con costanza del verde di casa. Certo, prediligono la mezz’ombra, terreni freschi e leggeri, ma ben si...

Live Arts Week Bologna / Simon Vincenzi: l’orgia di Sileno “a segnale spento"

Live Arts Week, la Settimana della performance che da molti anni, sotto varie fogge e in diversi luoghi cittadini, si svolge a Bologna subito dopo l’inizio della primavera, sin dalla prima edizione nel 2012, si è accordata al nome di una identità globalizzata e futuribile ma essenzialmente assente, che è Gianni Peng, un doppio nome tipicamente in uso tra i cittadini cinesi naturalizzati in Italia. Una specie di identità collettiva, o un luogo vuoto da riempire di potenziali soggetti giuridici, che comprende al suo interno la possibilità di immaginare un fluttuante paesaggio politico – nel senso originario della città – alla base del quale semplicemente proiettare la macchina lenta ma inesorabile del desiderio. Ogni anno un autore diverso, un artista o un filosofo, sotto mentite spoglie o no, firma una specie di editoriale, che di consuetudine apre il quaderno del festival, assumendo l’identità ibrida e illegittima di Gianni Peng, scoprendone parte di un piano segreto che agisce di soppiatto (leggi qui). L’intero progetto è viroticamente permeato da questa “figura” che non è tematica perché non “ci lega”, ma piuttosto è il punto di fuga, il dispiegamento di un orizzonte dei...

Cosa rimane di una persona perduta la memoria? / Idda, di Michela Marzano

Ho l’abitudine di leggere i romanzi pensando che ognuno di essi, in fondo, non faccia che porre una domanda; tanto più la domanda mette in crisi il lettore, quanto più il romanzo è riuscito a scalfire la superficie delle cose. Ho altresì l’abitudine di pensare che la letteratura debba in prima battuta raccontare l’indicibile, o perlomeno porsi l’obiettivo di farlo. Svuotare una cantina ordinata e pulita è un lavoro comodo, ma non serba mai nulla di interessante; non quanto le sorprese che ci restituisce un ripostiglio nel quale il tempo e la memoria si sono stratificati, anno dopo anno, caos su caos.  La domanda che pone Michela Marzano nel suo ultimo romanzo, Idda (Einaudi Stile Libero), arriva a pagina 105. Alessandra, la protagonista, cerca di capire cosa rimane di una persona dopo che questa ha perduto la memoria. È il caso della suocera Annie, affetta da Alzheimer, ora che è giunta alla fase più drammatica della malattia e non sa più nominare gli oggetti, non è più capace di badare a se stessa, non sa vestirsi, non riconosce neppure il figlio, non ha memoria, se non tenui e rarefatte scintille di ciò che è stato.    Alessandra lo chiede alla dottoressa Brun che...

Per una società felice / L’insegnamento politico dell’Arcadia

Nell’antichità un popolo di un’impervia regione della Grecia ebbe fama di essere venuto al mondo prima degli astri e della luna, e di aver scoperto le fasi di questa, insieme al calcolo del tempo, rendendo possibile la storia.  Allora gli uomini percepivano nel paesaggio, nelle ombre degli anfratti silvani o nei lucori di improvvise radure, l’aura panica e il fluire irresistibile di eros, la presenza di ninfe e dei.  Paesaggio “ad alta densità mitologica secreta da millenni di convivenza umana” su cui il visitatore, Pausania il Periegeta, gettò nel II secolo d.C. uno sguardo “già archeologico” avvicinandosi alla città di Licosura.   In esso invisibili interstizi fra materia e soffio creatore, fra uomini e cose, accoglievano contrasti e opposizioni entro l’unificazione poetica in un senso superiore e inatteso.   Per intuizione e intelligenza suggerite dal cielo i greci e quel popolo misterioso “in possesso dell’amore del pensiero” riconobbero nel canto degli uccelli, un suono di origine naturale “privo di pensiero e di artificio”, il nomos, il quale corrisponde all’unità di una scansione tipica di note e suoni per ogni specie di uccelli, e a un metro che indica...

L'albero della morte / Tasso

In giardino c’è capitato da solo. Me l’avrà regalato un uccello, cui sono grata. S’è accasato sul confine, ai piedi di una quercia. Da piccoletto, l’ho spostato solo di qualche metro per dargli un po’ di respiro, il giusto spazio. È un tasso (Taxus baccata): in pochi anni ha superato i due metri di altezza, ma so che ora se la prenderà comoda, crescerà lento e, se non lo affligge qualche accidente, durerà centinaia d’anni. Posso solo immaginare come diventerà, come la ramificazione bassa, divaricata, si farà tronco – vecchio magro dalle placche brune – e chioma espansa. Intanto, godo la sua giovinezza di ragazzino sgraziato che urge verso l’alto le cime tenere, schiette e, in queste mattine di freddo chiaro, la macchia scura là sul fondo, contro il rameggio dei castagni nudi.   È una pianta dioica, con individui maschili e femminili ciascuno con i propri organi riproduttivi, dei piccoli coni posti alle ascelle fogliari: amenti globosi gli uni, gli altri in forma di gemma e per lo più solitari. Il cono femminile custodisce un unico ovulo; dopo l’impollinazione anemogama, il seme viene avvolto (ma non del tutto) da una membrana gelatinosa che a maturità si colora di rosso vivo...

Come l'ho conosciuto e l'ho amato / Sandro Penna: un poeta della vita

Nel maggio del 1961, per il mio dodicesimo compleanno, un parente (che evidentemente sopravvalutava i miei mezzi) mi regalò l’antologia Poesia italiana contemporanea 1909-1959, a cura di Giacinto Spagnoletti, uscita nella collana “La Fenice” di Guanda.  Non era un fucile, o una bicicletta, ma a me quel regalo faceva piacere. A stimolarmi era soprattutto, nel titolo, l’aggettivo contemporanea. Nelle scuole medie in quegli anni (gli ultimi prima dell’“unificazione” del 1962) la poesia si spingeva al massimo al D’Annunzio più decorativo e al Pascoli più lacrimoso. Io avevo la fortuna, grazie a un’insegnante molto speciale, di aver letto (e in qualche caso studiato a memoria), oltre a Dante, Virgilio e Catullo, testi di Montale, Ungaretti, Saba, Cardarelli, Quasimodo; chissà cosa scrivevano gli altri poeti del nostro secolo.    Nei mesi seguenti (estate, ero in vacanza) cominciai ad aggirarmi per quelle mille pagine senza altra guida se non la mia curiosità. L’apparato critico, che si riduceva a una Premessa e a un’Introduzione del curatore, era quasi impenetrabile per un alunno di seconda media. I testi dei sessantadue autori erano preceduti da poche pagine di (auto)...

Buon autunno! / Castagno

Più che un albero, una cultura. Il castagno (Castanea sativa) non si sa da che parte prenderlo, tante e tali sono le cose da dire sul suo conto, e millenarie. Ma bisogna pur superare lo sgomento e la soggezione per un tipo che ha battezzato un colore e una sua sfumatura (il marrone, il castano), che è entrato in ricette gustose, che nei tempi grami con i suoi frutti e col suo legno ha sfamato scaldato e accolto gente a milioni.     Ha persino arricchito la lingua con proverbi d’ogni genere, quale il misogino “La donna è come la castagna, bella di fuori e dentro ha la magagna” (avallato pure dal Poliziano della ballata Io ho rotto il fuscellino); e tanti modi di dire, espressioni figurate, da quella alta e letteraria, mutuata dalla favola di La Fontaine Le singe et le chat, “togliere le castagne dal fuoco” a quella bassa e volgare “non rompere i marroni”, passando per “cogliere in castagna”, o “aver una castagna in bocca”. Ma “castagna” può valere anche “pugno”, “vulva”, e potremmo continuare a lungo.    Siamo soliti considerare il castagno una presenza indigena delle nostre colline, tuttavia le sue origini si perdono nelle nebbie dei millenni e sono ancora...

Ravenna Festival / L’Inferno delle Albe

Albedo. Rimbomba in testa questa parola dell’alchimia, operare sulla nigredo, sulla materia oscura, per arrivare all’opus. Abluzione, distillazione, elevazione dell’anima. “Quali colombe dal disio chiamate”. Bianchi, bianchissimi, Ermanna Montanari e Marco Martinelli raggiungono la folla accalcata nella stretta strada davanti alla tomba di Dante Alighieri. Ravenna, ore 20 di un giorno qualsiasi (che non sia lunedì) da qui al 3 luglio, fino a quando si replica il loro Inferno per Ravenna Festival. Un uomo in abito nero suona una grande conchiglia. Dà il via, ed è subito emozione. Con quelle parole finali della prima terzina della Divina Commedia di Dante, dette, sussurrate, ingolate da Ermanna (al piede, bianche anch’esse, ha le sue solite scarpe a forma di zoccolo di capra, diaboliche): “…vita … oscura… smarrita”. Pausa. E poi i versi tutti di quell’inizio, con voce che ricama e sprofonda, che rapisce. Aprono la porta del sepolcro, a evocare il poeta. E intorno a noi spettatori, in mezzo a noi, bambini, ragazzi, giovani, donne adulte e uomini ripetono alcuni versi, in coro. Sollevano le braccia, le protendono in tensione, seguono il ritmo con voci basse, acute, chiocce, profonde,...

Lettura d'autore / Vita e opinioni di Tristram Shandy di Laurence Sterne

Addentrarsi in Tristram Shandy è come addentrarsi in un labirinto almeno a quattro dimensioni. Dico subito che le mie saranno divagazioni shandyane su Tristram Shandy, esattamente quello che Carlo Levi, uno dei più grandi lettori e ammiratori di questo capolavoro, dichiarò di non voler fare. Per ingranare lentamente partirei dai lapsus, dai modi e tempi verbali che si trovano in punti chiave delle opere letterarie, spesso negli incipit, e che appaiono inadatti. Diversi dai passati remoti o dagli imperfetti narrativi a cui la letteratura ci ha abituati. Il primo è quello dello stesso Tristram: «Avrei desiderato che mio padre e mia madre avessero badato a quello che facevano, quando mi generarono». Il secondo è l’apertura del romanzo di Hašek, Le vicende del bravo soldato Švejk: «E così ci hanno ammazzato Ferdinando». Il terzo è quello con cui Proust apre la sua Recherche: «Per molto tempo, mi son coricato presto la sera». A chi si riferisce quel molto tempo, al narratore o all’autore? Frase che più ambigua non si può.  Poi i cinque versi, a mio parere, più belli e suggestivi della poesia occidentale:    Hìc tamen hànc mecùm | poteràs requièscere nòctem frònde supèr...

Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi.   Matteo Renzi e Silvio Berlusconi   Per tracciare il profilo, anche storico, di tal figura, il primo nome che verrebbe alla mente è quello dell’Ulisse dell’Iliade allorché comincia col suggerire le modalità con cui Elena potrà scegliere tra i suoi molti pretendenti (Biblioteca Di Apollodoro) e termina ovviamente in gloria con l’...

Nelle selve apuane dove cresce il pane dei poveri

Quando ho fatto tappa a Stazzema, nel cuore delle Apuane, pioveva. Salire lungo il sentiero del Parco della Pace, sino al Monumento che raccoglie i resti delle 560 vittime della strage avvenuta il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema per opera di reparti nazisti, è stato, più che un dovere di civile memoria, un esercizio di speranza. Lì si avverte, come aveva intuito il poeta Mario Luzi, che si sta procedendo lungo “una delle più intense capitali del dolore”, in un luogo dove “l’orrore perdura oltre ogni intento di rimozione”. Trascorsa la notte – un dormire inquieto accompagnato dallo scroscio del torrente sotto le finestre dell’hotel Pania – è immediato il bisogno di trovare segni dove l’essenzialità del bene resista ancora e i gesti duraturi di una vita semplice e fraterna facciano scudo alla brutalità bellica conficcata tra queste vecchie pietre.   La pioggia si è interrotta ma, sulle lastre di roccia che il sole d’agosto non ha asciugato del tutto, bisogna procedere con attenzione. Seguo dunque passo dopo passo Silvia che mi fa strada: questa...

Virgilio e lo sguardo migrante di Enea

Un mio amico, cultore non professionale del latino, mi ha confessato un giorno che lui le Egloghe di Virgilio, sì, le Bucoliche insomma, la ben nota opera prima virgiliana, le aveva lette anche varie volte di seguito, ma senza mai riuscire a ricordarsi né la trama né lo svolgimento preciso di quegli esili dialoghi.   Teneva a mente solo che si trattava di personaggi evanescenti, puri nomi interscambiabili: pastori poco plausibili e ancor meno probabili contadini che si muovevano in un paesaggio immaginario. Si era sempre chiesto, quel mio amico, perché mai proprio l'Arcadia, brulla contrada greca, fosse stata scelta da Virgilio per diventare una terra dell'anima, un paesaggio spirituale.   Comunque nemmeno lui, il mio amico difficile, riusciva a sottrarsi al fascino di versi come questi: "e già dai casolari lontani il fumo si leva/ più scure si addensano le ombre, dai monti" (et iam summa procul villarum culmina fumant/maioresque cadunt altis de montibus umbrae) che custodiscono intatto il mistero della sera.   O questi altri, sul "dono del canto" modulato sul "sibilo del vento che...

Sassi, ombre, visioni

english version   Petit discours de la méthode 1   Se è vero che possiamo individuare il nodo più alto di una struttura interpretativa della Recherche nella frase “Marcel diventa scrittore”, come ha suggerito Gérard Genette (ma allora perché non un nodo generico ancora più alto “qualcuno fa qualcosa”, o addirittura “qualcosa accade” – riserviamo questa discussione a un altro momento), probabilmente il nodo strutturale pertinente più alto della Divina Commedia di Dante Alighieri è occupato da una frase come “Dante visita in sequenza l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso”, o, più topograficamente, “Dante scende al centro della Terra e risale verso regioni eteree”. Ai nodi inferiori troveremo queste stesse frasi arricchite da modificatori (“in compagnia di Virgilio”, “in compagnia di Beatrice”) e altre ancora che via via arricchiscono la nostra visione parziale o interpretazione dell'opera.   Erwin Panofsky aveva distinto vari livelli di interpretazione di un'immagine. Senza questa molteplicit...

Lucano: dalla parte del torto

Sono un insegnante che cerca di mantenere vivo il legame dei giovani con la Tradizione classica; può sembrare oggi un'impresa disperata, ma (forse) non lo è; questo, e i pezzi che seguiranno, nati per la scuola, sono il tentativo di  suscitare interesse per gli autori antichi, ancorandoli, ove possibile, all'attualità. Confido nella benevolenza dei lettori. (a.b.)   Oggi è solo il nome di un liquore, ma in passato, e per parecchi secoli, fu uno dei nomi della poesia. Lucano, che morì giovane, per ordine di Nerone, fu l'autore non di un poema epico, ma di un vero e proprio anti-poema. Se Nevio, Ennio e poi Virgilio, i grandi epici latini, avevano cantato in vario modo la gloria di Roma, Lucano con la Pharsalia o Bellum civile, raccontò per l'appunto la lotta fratricida tra Cesare e Pompeo, tra l'altro anche parenti, socer generque: infatti Pompeo aveva sposato Giulia, figlia di Cesare, ed era un genero più vecchio del suocero. Lucano descrisse quindi il massacro fondatore, la lotta intestina da cui derivò il crollo della repubblica e l'instaurazione del principato. Scelse il punto di vista...

Nekrosius. Inferno e Purgatorio

Anche il genio dei maestri a volte latita. Questa è la prima sensazione davanti alla Divina Commedia di Eimuntas Nekrosius. Lo spettacolo che ha debuttato in prima mondiale al teatro Verdi di Brindisi sta al poema di Dante come To Rome with Love di Woody Allen sta alla complessità odierna di una città come Roma. Una cartolina innamorata e falsificante, una scelta degli episodi bizzarra per un lavoro con qualche momento d’incanto, come solo il regista lituano sa creare, e troppi altri decisamente insistiti, banali, al limite dell’ingenuità teatrale e interpretativa.     Lo spettacolo, una coproduzione della compagnia Meno Fortas innervata con giovani, ha debuttato in pompa magna nell’ambito di Puglia Showcase, una vetrina, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, degli spettacoli prodotti in una delle poche regioni italiane che negli ultimi anni ha investito, in controtendenza con il resto del Paese, sulla cultura e sul teatro. La Regione Puglia ha promosso un capillare progetto di residenze che ha portato all’apertura di spazi in molte città, alla creazione di nuovi lavori, alla circuitazione, alla...

Il tema Italia nella letteratura italiana

L’Italia è un vero e proprio tema della tradizione letteraria nazionale, come ha potuto facilmente dimostrare Mariasilvia Tatti, autrice della voce “Italia” per il Dizionario dei temi letterari curato da R. Ceserani, M. Domenichelli, P. Fasano (Torino, UTET 2007, pp. 1237-1243). Può essere utile, tenendo presente la scheda di Tatti (magari arricchendola con qualche altro riferimento, nonché spuntandola dei titoli non italiani, dei quali in questa sede non possiamo tenere conto) censire sommariamente le occorrenze del tema nella letteratura nazionale. Non certo una cernita esauriente di tutte le opere che, più o meno direttamente, evocano, nominano, o genericamente rimandano all’Italia (sarebbe impresa titanica da destinare semmai a una pubblicazione a sé) quanto piuttosto, più modestamente, un rapido compendio delle opere – o di loro parti significative – nelle quali essa, come patria o come nazione, come stato o come territorio, è tematizzata manifestamente.   Dovrò dunque rinunciare a prendere l’abbrivio soffermandomi su quell’enfatico “Italiam, italiam...

Patriottici arbusti

La dolcezza dell’autunno sta anche nella spigolatura, nel piacere di cogliere l’ultimo frutto dell’orto, l’ultimo fiore del roseto. Non più gustosi, né più profumati di quelli estivi, certo i più commoventi prima del lungo sonno invernale. Ma l’autunno inoltrato offre più ricchi regali. C’è un albero che quando il freddo è alle porte dà tutto di sé e tutto insieme: foglie verdi e lucide, piccoli fiori cerei, bianco-rosati in grappoli penduli, frutti color fiamma e commestibili. Un ben di dio quando ormai non ce lo si aspetta. In Toscana lo chiamano albatrello, nelle Marche cerasa marina, in Calabria ’mbriacheddi, in Campania sovera pilosa: è l’arbutus unedo, alias il corbezzolo, essenza principe della macchia mediterranea, ma ben acclimatato anche sulle coste atlantiche e, su su verso nord, fino in Irlanda.   I nomi regionali sono ispirati dai frutti tondi, prima verdi, poi gialli e, una volta maturi, rosso-aranciati, punteggiati da tubercoli piramidali che ricordano al tatto le fragole di bosco. Tant’è che la lingua inglese registra il corbezzolo come strawberry tree. Sono bacche edule con un discreto contenuto di alcool, dalla polpa gialla e gelatinosa, dal sapore non...

Il lutto del tutto

Amore e morte, per eccellenza, sono i temi della poesia. Uniti in un vincolo tenace, stabile proprio perché soggetto a tutte le metamorfosi, tutte le contraddizioni. Ed è così almeno da quando i fondatori della nostra lingua, nonché della poesia moderna, Dante e Petrarca, hanno avuto in sorte la “grazia ben formidabile” (così una volta, più tagliente che mai, Edoardo Sanguineti) del fatto – storico quanto mitobiografico – che “l’amata muore”.   Poeta per antonomasia petrarchesco si è mostrato, sin dagli esordi di Dietro il paesaggio (1951), Andrea Zanzotto. Così lo presentava infatti, nel ’54, il suo primo grande sponsor Ungaretti: di fronte al “segreto d’un panorama”, ogni giorno riscoperto e nondimeno sempre uguale, non si poteva che pensare al “Canzoniere del Petrarca dove da sonetto a sonetto appare sempre lo stesso fantasma, ma l’animo da sonetto a sonetto si modula a un grado diverso”. Esibitamente e quasi provocatoriamente Petrarca, dunque: nel tempo, il secondo Novecento, del massimo culto per Dante. Così fra l’...

Pasolini ritratto da Dino Pedriali

Elio Grazioli e Marco Bazzocchi presentano il volume che raccoglie gli scatti di Dino Pedriali dedicati a Pier Paolo Pasolini (Johan & Levi, pp. 128, 38 €, progetto grafico Studiopaola ).   Oggi la Triennale di Milano inaugura la mostra Pier Paolo Pasolini con fotografie di Dino Pedriali.     Durante la seconda e terza settimana di ottobre del 1975 un giovanissimo ma già acutissimo Dino Pedriali ingaggia un corpo a corpo fotografico con il grande Pier Paolo Pasolini, all’apice del suo successo, che verrà assassinato di lì a pochi giorni. Una prima sessione fotografica ha luogo a Sabaudia, nello studio del Poeta, intento al lavoro, per le strade della città, in automobile – la “mitica” Alfa 2000 – e a piedi. Una seconda sessione si tiene pochi giorni dopo nella casa immersa nella vegetazione che il poeta ha fatto costruire ai piedi della Torre di Chia, vicino a Viterbo, cui Pedriali dedica alcuni scatti. Qui Pasolini di nuovo scrive, disegna anche, poi dialoga silenziosamente con il fotografo, guarda in macchina, lo fissa, infine si spoglia e si muove per casa...

La falena dell’Acheronte

Ad interessarmi, in quei primi anni, erano quasi solo le farfalle, intendo, le farfalle diurne, quelle che in gergo tecnico si chiamano “ropaloceri”, ovvero “antenne a clava”, essendo questa la caratteristica-chiave che le contraddistingue dalle farfalle notturne, le falene, quelle che hanno antenne di varia forma: filiformi, piumose, a pettine, e così via.   Erano solo le farfalle diurne, dicevo, quelle che mi ossessionavano quando uscivo con il mio retino a caccia: multicolori, bellissime, eleganti, furtive, astute, leggere, veloci. Ma attenzione, lettore: il mondo delle farfalle sensu lato comprende anche la ben più abbondante categoria delle falene che sono 10 volte più numerose delle farfalle. Al mondo vi sono quasi 170.000 specie di farfalle, ed il 90% di esse sono falene. In Europa, ad esempio, abbiamo meno di 500 specie di farfalle diurne su di un totale di 5000. Ma l’interesse per le falene era davvero minimo nei primi anni di ricerche ed esplorazioni per i prati ed i boschi del Biellese. Infatti, questi esseri sono spesso grigiastri, bruni, smorti, monotoni, scuri, pelosi, dal grande corpo e dall’...

Angri / Paesi e città

Per arrivare ad Angri, si può andare in treno, in autostrada o per le strade provinciali e statali che lo collegano a Napoli e a Salerno fin dai tempi dei Romani. Angri si trova vicino a Scafati e a Pompei, a Pagani e a Sant’Egidio del Monte Albino, e a pochi chilometri, massimo una cinquantina, dalle principali città campane (solo Benevento è piuttosto lontana). Si trova anche vicino a Torre Annunziata e a Torre del Greco, a Siano e a Sarno, dove qualche lustro fa ci fu una frana che travolse l’intero paese, a causa della quale morirono decine di persone. Percorrendo l’autostrada che porta ad Avellino, si vede ancora la montagna franata in lontananza.   Angri è a pochi chilometri da Nocera Inferiore, la città più grande del comprensorio dell’agro nocerino-sarnese, meta di migliaia di studenti pendolari. A Nocera Inferiore c’è l’Inps, l’Enel, un grande ospedale, e adesso c’è anche un’unica ASL che serve i paesi circonvicini, perché ormai le ASL di questi paesi sono state chiuse per la crisi dei bilanci degli enti pubblici. A Nocera è nato Domenico...